lunedì 13 ottobre 2014

Chapter 99. #New.

Silvia rimase all'ospedale per tre giorni, la bambina era sana, leggermente sottopeso ma nulla di grave, e avevano deciso di chiamarla Federica.
Anche senon mi faceva impazzire quel nome non glielo dissi oer non offenderla e ancheperché la figlia era la loro e quindi era giusto che devidessero loro come chiamarla. Simone all"inizio non realizzava, poi è letteralmente impazzito per quella pallina, si assunsero entrambi le loro responsabilità fin da subito.
In fondo era come un premio, inaspettato, forse che li avrva anche messi un po' in crisi all'inizio, ma poi avevano passato gli ultimi nove mesi facendo tutti i lavori possibili e immaginabili per permettere alla bambina di crescere in una casa piccolina ma personale, per permettersi di comprarle i pannolini o le cose per fargli il bagnetto e per farla giocare. Si erano impegnati e finalmente era arrivato il frutto del loro impegno.
Io, avendo perso un bambino da poco, mi affezionai tantissimo a quella "nipote", alla figlia dei miei due migliori amici, quella bambina che col tempo, mi aiutó a migliorare , percgé anch'io mi ci dedicai molto (ed era il minimo che potessi fare per aiutare loro due che avevano sempre ajutato me), mi salvò dall'oblio. E ovviamente non me ne accorsi solo io, i genitori non provarono un minimo fastidio nel vedere che mi ci stavo affezionando, ma ovviamente rispettai i loro spazi, non volevo risultare invadente.
Ma mentre loro e in parte anch'io, erano nella loro splendida bolla familiare, la vita continuava. I miei casini continuavano soprattutto.
Ero una mina vagante, avere carta bianca in amore mi stava destabilizzando e confondendo, non sapevo come muovermi, come se nom avessi mai avuto esperienze in campo.
Intanto Lucas e Francesco continuavano con le loro storielle, ma allo stesso tempo mi cercavano molto spesso, Francesco ancor di più da quando aveva visto che intenzioni avevo in quelle settimane con le relazioni amorose. Non voleva farmi fare sbagli, mi rivoleva, ma allo stesso tempo voleva anche Diane.
Io invece ancora mettevo soldi da parte per Siviglia, nonostante tutto. Perchè si, qualche giorno dopo la nascita della mia nipotina, feci una nuova webcam inaspettata di sera con i miei amici spagnoli (dove, per fortuna, non si accennava neanche all'esistenza di Noelia), e visto che sapevano che l'ultima parte dell'anno aveva fatto parecchio schifo per me (e neanche sapevano che stava continuando a fare schifo a causa di uno di loro!), mi fecero una proposta che mi fece riattivare le cellule celebrali.

***
-abbiamo una proposta per te Claudia.- mi disse Julieta, carica di aspettative, tutti e tre avevano bei sorrisi complici sul viso.
-...okay, ditemi-
Attaccó Lucas. Mi faceva male guardarlo in faccia, vedere che continuava a comportarsi così fottutamente bene con me, aveva lo stesso comportamento che mi aveva fatto innamorare di lui (ma non è che é stata tutta un'illusione mia? No, sicuramente lo stronzo mi ha retto il gioco, non mi sarei illusa sennò.), nonostante nascondesse una fidanzata della quale amcora si ostinava a non parlarmi. -allira, non è una cosa certa per ora ma lo è quasi totalmente, devi promettermi che non spargerai la voce.-. Annuii, curiosa. -mio fratello e la band stanno per fare un concerto qui a Siviglia, l'ultima settimana di aprile. So che ti piace tantissimo il gruppo e che stai provando ad organizzare un viaggio qui da mesi.-
-e poi si, anche noi vorremo conoscerti, e credo questa sia un'ottima occasione per farlo!- lo interruppe julieta, entusiasta.
-tu vedi se ce la fai con i soldi, spero di si, metti che mancano ancora due mesi quindi in teoria trovi anche gli sconti...-
Stavo letteralmente impazzendo dalla gioia dentro di me. Stavamo organizzando un viaggio, quello che desideravo fare da mesi.
-bene, grazie mille per la proposta, la valuterò per bene dato che tutti i motivi che avete detto sono verissimi, spero di riuscirci perché anch'io ci tengo molto a questo viaggio. Ne parlo con mia madre e controllo i prezzi, incrociamo le dita e prometto di aggiornarvi presto. Questa é una delle notizie più belle che potevate darmi, ve lo giuro.-

***
Ed era tutto cambiato dall'ultima volta che avevo provato ad organizzare un viaggio del genere. Ma nonostante tutto, anche se avrei dovuto vedermi davanti scene nauseabonde, non volevo rinunciare al mio sogno di andarci, mi ero affezionata alla città senza conoscerla ma solo facendo ricerche su ricerche. E poi io andavo da Julieta, non da Lucas. Anche da lucas, ma io dovevo vedere la mja amica.
Erano semplicemente cambiate le mie priorità. Non sapevo assolutamente come comportarmi con lui. Perché mi accorsi, che da quel momento in poi, vissi i momenti più intensi a distanza con lui, nonostante fosse fidanzato. Continuava a non dirmi niente di lei, ma si stava comportando sempre meglio con me, io sempre un po' sulla difensiva perchè mi accorgevo che ero di nuovo vittima di un doppio gioco spudorato, ma allo stesso tempo cercavo di capire se era tutto frutto della mia mente o se lo stava facendo realmente. E si rivelò vera la seconda opzione.
Come comportarsi? In modo normale, magari però attivandosi per fare quel viaggio che probabilmente sarebbe stato decisivo data la situazione precaria.
Da quasi metà febbraio iniziai ad attivarmi per fare tante di quelle cose insieme che peró mi facevano sentire viva finalmente, non mi stancavano, stavo benissimo perché finalmente avevo una o più mete per me e la mia vita, dopo troppo tempo che non ne avevo avute più. E avevo anche voglia di capire, di riordinare le miei idee e le persone che stavano partecipando attivamente nella mia vita, capire chi doveva rimanere e chi era da scartare.
Ho sempre creduto che ogni situazione brutta ha un modo diverso dalle altre per essere affrontata,e per affrontare questa c'era da provarle tutte e ottenere un buon risultato in ognuna di esse, non potevo tornarmene a casa con altre sconfitte. Era la determinazione a vincere e non lasciarsi vincere di nuovo.
C'era la mia situazione amorosa in ballo (attuale e futura), le mie passioni, la scuola, il viaggio e i rapporti. Dovevo raggiungere un traguardo in ognuna di esse, pur faticando tanto, non potevo perdere di nuovo.

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