martedì 27 maggio 2014

Chapter 95. #New.

Credo che quel Natale fosse predestinato a rimanere impresso nella mia memoria per tutta la vita. Ne successero davvero di tutti i colori, ma questo è davvero niente rispetto a quello che mi aspettava dopo, di cui ancora non sapevo nulla.
Ma andiamo per ordine. 27 dicembre, un altro giorno importante. La mattina avrei rivisto i miei amici spagnoli mentre la sera sarei andata a cantare per i miei amici che ho vicino. Una giornata interamente dedicata all'amicizia e alle passioni.
Ai miei amici dovevo tutto, se mi riuscivo a riprendere da certe situazioni era solo grazie al loro aiuto, e che anche se alcuni erano lontani facevano di tutto per starmi vicini, trovavano sempre il modo per sostenermi.
A volte anch'io avevo bisogno di momenti di solitudine, dove sento che nessuno purtroppo può capirmi (oppure mi capiscono ma io non li voglio avere intorno) e decido di chiudermi in me stessa e rifugiarmi in un posto accogliente chiamato passione, dove non ci saranno più domande, ma probabilmente troverai le tue risposte. Le passioni sono l'unico posto dove potremo rifugiarci quando tutto sembra crollarci addosso, le uniche che riusciranno sempre a darti forza e tirare avanti, a volte ti danno anche mete per le quali continuare a lottare, che ti spingono a non arrenderti.
Possono essere cose, persone, o chissá che altro. Le riconosci se nonostante la situazione, qualunque tu stia passando, riescono ad emozionarti e a soddisfarti, a farti credere che alla fine qualcosa puoi fare, a strapparti un sorriso, a ridarti vita. Dove non conta se sei bravo o no, non ti senti giudicato. Contano solo le emozioni che provi quando lo fai.
La musica, la fotografia e la scrittura sono per me quei luoghi magici dove tutto il resto sparisce, dove mi sento finalmente a casa. 
E i miei amici hanno sempre rispettato questi miei momenti di pausa dal mondo, perche sanno che li necessito. Eppure loro non se ne vanno, anzi, so che sono lì che mi stanno aspettando.
Ma per come sono fatta so bene che non resisto a lungo senza parlare con qualcuno, e presto tornerò a chiamare il primo che capita fra quelle persone che so che nonostante tutto ci sono per me, sempre. I miei amici per me sono come una famiglia, come lo sono le passioni. Famiglie dove nella vita è necessario rifugiarsi, perché sono la tua vita e ti permetteranno con chissà quale modo, di riuscire ad andare avanti, sempre.
***
Ovviamente mi svegliai presto quella mattina, mi sentivo troppo eccitata. Non capitava tutti i giorni di ricevere una telefonata dai tuoi amici in Spagna che ti fanno gli auguri di natale e ti danno uno dei regali più belli che possano esistere, cioè vedervi prima della fine dell'anno, mantenere la vostra promessa; come non era molto comune il fatto di fare uno strappo alle regole della gravidanza e tornare per una serata a.cantare, tornare a fare una delle cose dove mi sento bene quando la faccio.
Appena aprii gli occhi era ancora buio, apparivano le prime luci dell'alba, ma la stanza aveva un qualcosa di strano, era più buia del solito. Capii subito qual'era l'equivoco: si era scaricata la batteria della mia sveglia e quindi non c'era il riflesso nelle pareti di quell'azzurrino-verde dei numeri digitali. Possibile però? Quella non andava solo a batterie, ma a corrente. E di solito era sempre attaccata.
Mi feci luce con il telefono per non svegliare Daniele e mi accorsi che mancava la corrente, probabilmente da un bel po' di tempo, e che non mi si era caricato niente. Perfetto. L'unico giorno in cui mi servivano le batterie cariche del computer mi salta la corrente. E dovevamo anche suonare!
Il buongiorno si vede dal mattino si dice. Io mi ero svegliata anche bene, ma la giornata dopo sta cosa non si prevedeva un granché. "Magari migliorerà e potrai fare quello che avevi programmato tranquillamente", mi autoconvinsi.
Ma ebbi di nuovo alcune fitte, che mi tolsero il fiato stavolta. Mi spaventai. Non volevo mandare a monte tutto, si strattava solo di resistere un giorno e poi la ginecologa mi avrebbe dettio cosa fare. 
Non riuscivo neanche a vedere se avevo chiazze nel letto o nelle mutande, anche in bagno non c'era luce, ma sembrava di no. Erano le sette e io sveglia, così, preoccupata, semza sapere che fare e come agire.
Probabilmente a forza di pensare ripresi sonno e mi risvegliai alle nove passate, a giorno fatto. Sentivo chiaccherare in camera da pranzo mamma e Stefano, che si erano accorti della corrente che ancora non era tornata.
Scesi dal letto reggendomi la pancia, la sentivo pesante, cosa mai successa. Vidi che era leggermente aumentata. Bene, nonostante tutto Fagiolino cresceva :)
-sembra sia saltata in tutto il quartiere, staranno facendo dei lavori.- 
-lavori senza preavviso e durante le vacanze di natale non si sono mai sentiti Ste! Il problema è che qui non possono fare niente ora, noi andiamo al lavoro però loro che si mangiano? Come si lavano?-
Ne approfittai per fare capolino in camera da pranzo, ancora col pigiama e tutta spettinata, alla ricerca di qualcosa da sgranocchiare:-buingiorno. Ah non vi preoccupare, qulcosa ci inventeremo, non moriremi di fame. Amche perché abbiamo avanzi e io sono ancora piena da tutto quello che ho mangiato in questi giorni. Quindi tranquilli, andate a lavorare e qui ci pensiamo noi.- li rassicurai, sorridendogli. Si rilassarono leggermente, mamma continuava ad essere preoccupata.
Mangiai una tazza di latte, cacao, caffé e cereali e poi andai alla ricerca di mio cugino, che non avevo visto in camera quando ero scesa dal letto.
Invece lo ritrovai lì, probabilmente in quel momento era semplicemente andato in bagno.
-ei buongiorno- gli dissi, dandogli un bacio sulla guancia.
-ciao.- sorrise e mi cinse un fianco
-hai già fatto colazione?-
-si, sto pensando a cosa fare per togliermi di mezzo stamattina.- mi strizzò l'occhio: -eccitata?-
-abbastanza ahahaha non capitani tutti i giorni giornate così. Mi dispiace sfrattarti, te l'ho detto, puoi tranquillamente rimanere qui, lo dicevo per scherzare.-
-non ti preoccupare, è comprensibile che tu voglia rimanere sola a parlare com loro un pò, non li vedi da parecchio tempo e ne avrete di cose da raccontarvi, anche oerché ti ci hanno chimato per dirti che volevano vederti, magari è un qualcosa di importante.-
-beh si, io mi aspettavo qualche messaggio ma non che mi chiamassèro al telefono sinceramente!-
-dovevi vedere la tua favvia quando ci parlavi Xd-
-dio mio, ho fatto una figura di merda, vero?-
-no, non più di tant almeno. Ringrazia che stavamo fra amici e quindi sappiamo tutti che gli vuoi bene e non ci stupiamoiù di tanto di certe reazioni che hai, ma eri davvero felice. Immagino la carica che avrai stasera, ma io ribadisco che se ti senti male evita assolutamente di cantare.-
-adesso mi sento bene, non voglio rinunciarci.-. Mi prese un attimo il panico pensando potesse aver sentito i miei lamenti quando mi ero svegliata all'alba, ma ripensandoci, stava russando come un trattore in quel momento quinsi a me no che nonavesse l'orecchio bionico non mi aveva sentito. -comunque ora il grande problema è un altro:la corrente.-
-eh si, l'ho notato. Il tuo computer non è carico?-
-boh, che ne so, quello sta sempre attaccato..spero di si, anche perché fra un pochino mi si spegnerà anche il telefono, ho la batteria a 0..-
Stava al 15%, non lo attaccai al computer perché sapevo che sennò mi si sarebbe prosciugata la batteria di quello. Si, stavo nella merda senza corrente.
Mi misi qualcosa di decente addosso, Daniele andò a casa di Serena e le undici ci misero davvero poco ad arrivare. Ero eccitata come al solito, ma ero calma e lo sentivo.
Risposi al secondo squillo quando mi chiamarono. Erano di nuovo tutti e tre seduti sul divano, stavolta a casa di Julieta a quanti pare, con dei sorrisoni i creidbili, lo stesso che avevo anch'io.
Mi chiesero come stavano andando le cose, che mi vedevano meglio dall'ultima volta che ci era vamo visti (appena dopo lo stupro) e che anche la mia pancia cresceva. Non so, mi immaginavo una reazione diversa da parte di tutti per la mia gravidanza, anche se nera davvero accidentale stavolta e non era perché ero stata incosciente io. Parlammo delle vacanze, gli feci vedere il cd de Los niños de la sonsisa larga, Lyspcas mi dic
Se che molto presto mi avrebbe detto in antico quando ci sarebbe stato un loro concero così magari avrei avuto più tempo per organizzarmi e finalmente andare da loro. Sembravano aspettarmi con ansia, in lui vedevo un luccichio speciale negli occhi, non so bene a cosa era dovuto ma per un momento ho voluto oensare che fosse per il semplice fatto che ci stavamo rivedendo.
Li aggiornai un po' su yutta la situazione delle ultime settimane, cercammo tutti  di evitare il più possibile il discorso Francesco eiuttosto parlammo del cd che ricordavano che era ins sospeso. Quella sera avremofatto ascoltare al pubblico per la prima volta la camzone che Lucas aveva composto per la band, noon so chi dei due era più eccitato della cosa. Promisi che li avrei chiamati quando la cantavamo, così che anche lui si rendesse conto di che reazione stava abendo il pubblico nell'ascoltarla..  I dicemmo gli ultimi piani che avevamo per queste vacanze di natale ormai arrivate alla loro metà, mi dissero anche di temerli aggiornati sulla gravidanza. Finimmo di chiaccherare e di giocare verso. L'una, dato che poii si erano messi a strimpellare villancicos e anch'io a cantare qualcosa di natale, avevamo passato un bel momento tutti insieme, amche se a distanza. 
Riuscirono un attimo a farmi distrarre da quello che stavo combinando a roma, e mi hanno fatto immahginare a cosa pottrà succedere quando ci vederemo, perché un conto è gvederci per skype e sentirci una volta ogni tanto ed avere già questo bel rapporto, penso che dal vivio sia tutto incredibilmente più intenso. Li salutai rimgraziandoli per il reglo e la promessa che avevano mantenuto di vederci prima che finisse l'anno, dicendogli che mi avevano fatti molto felice. La batteria del computer esalò il suo ultimo respiro per quella giornata subito dopo che attaccai la videochiamata, wow, appena in te,po!
Vederli mi aveva dato la carica giusta, vederlo. Potevo andare su quel palco di quel nuovo locale alle cinque e spaccare davvero tutto, anche se me l'avevano sconsigliato. Dovevo scarivpcare in qualche modo tutta quella felicità.
Mentre racimolavo qualcosa dal frigorifero che non avesse bisogno di essere riscaldata, mi arrivarono dei messaggi di francesco. Non ci sentinvamo dalla mattina prima, con un semplice messaggio di buingiorno, sapeva che avrei passato tutto il giorno con gli altri e lui con Diane e quindi non voleva farli insospettire. Fui sollevata nel risentirlo, davvero. Non volevo fosse solo una serata di sesso e così rimanesse e quella mi sembrava la prospettiva fino a vhe non mi avesse riscritto.
"Finito di parlare con gli spagnoli? Com'è andata?"
"Uh ti sei ricordato! Si, abbiamo appena finito, è andata alla gramde :)"
"Mi manchi, non vedo l'ora di rivederti dopo"
"Anche tu.."
"Cosa c'è?"
"Boh, niente credo. Non so, mi senti sollevata dal fatto che tu mi abbia scritto."
"Perché?"
"Ti dico, non lo so."
"Pemsavi che fosse solo una bottarella e via?"
"Mm può essere che per un attimo mi sia passata per la mente un'idea del genere, ma a quanto pare mi stavo sbagliando..."
"Ma io ti avevo avvisatoche non sarebbe andata così."
"Lo so, ma voi ragazzi siete strani a volte"
"Non che voi siate da meno ehh... Che fai?"
"Mi sto cercando qualcosa da mangiare, tu?"
"Nniente, guardo vecchie foto." Mi mandò le foto della scatola di noi che aveva in camera "amo queste foto"
"Anch'io. E pemsare che se io non ti tartassavo tu manco le avreesti fatte e al momento non avresti avuto niente da guardare."
"Già. Dai, tinlascio mangiare e preparare, ci vediamo dopo tmto."
"Va bene, un bacio."
"Ti amo..."
"...amch'io, putrtroppo.". Poi chiusi.
Ma insomma, cosa avevano deciso tutti? Di farmi scoppiare di felicita tutto insieme? E di confondermi poi ehh. Lucas dava segni di interessamento, non so bene a cosa ma li stava dando. Ma anche francesco, e in entrambi i casi anche io li davo, più o meno esplicitamente. Forse la cosa migliore era chiudere con tutti e due, ma davvero era un'impresa poco difficle questa ehh. Ero cotta di entrambi, come potevo lasciarli a dare ora che li avevo in pugno tutti e due?
Solo che mi sembrava da egoisti uuesta cosa. Dovevo scegliere e basta, non illuderli.
Mentre la mia mente era alpffollata da questi pensieri e scaricavo mangiando una bella insalata mista piena di tutto quello che avevo nel frigorifero, la corrente finalmente tornò.
Ne approfittai per faemi una bella doccia escegliere due vestiti per la serata, poi alle quattro mi venne a prendere in macchina Matteo e andammo insieme al locale.

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