domenica 5 gennaio 2014

Capitolo 6. @ La ilusión de mi vida

"le cose non cambiano se non cambi il modo di guardarle."
L.P.

Primo giorno del primo anno di superiori, un'altra volta.
Era ora di ricominciare da zero, di riparare agli errori fatti fino a quel momento.
Era una seconda opportunità, per dimostrare a me stessa e agli altri che qualcosa sapevo fare, ma anche che la mia vita non era terribile quanto pensassi.
Quella seconda opportunità consisteva proprio nel farmi guardare in modo diverso la realtà, la mia vita, scoprirne i lati positivi e farmeli apprezzare. Perché in fondo di positivo c'è molto, solo che io ero totalmente cieca.
Di questo me ne rendo conto da poco, specialmente ora che scrivo capisco che era realmente così. E sono grata alla vita allora, anche se mi ha fatto star male per parecchio, poi mi ha ripagato facendomi aprire gli occhi, facendomi crescere di botto, vedere tutto in modo più razionale, mi ha permesso di fare le mie scelte ed i miei errori, ha dato una svolta a quelle giornate inutili che avevo preso l'abitudine di passare. 

E quindi eccomi ad iniziare un nuovo anno scolastico, con degli sconosciuti, nella stessa sezione dell'anno prima e quindi con gli stessi professori (più o meno). Ricominciare, si. Primo giorno di superiori, per la seconda volta, ma quello che alla fine considero effettivo, che considero come un nuovo inizio, proprio nella mia vita.
La tensione si faceva sentire, come se fosse stata davvero la prima volta che varcassi la soglia di quella scuola, quando invece la conoscevo abbastanza bene, l'anno prima l'avevo esplorata praticamente tutta. Ma dai, si, facciamo finta che sono appena arrivata, tanto non mi conosce quasi nessuno.
Ero circondata ovviamente da ragazzi del '97, che sembravano anche più grandi di me. Si, rispetto alla fine dell'altro anno scolastico un pochino ero cresciuta di fisico, ma comunque continuavo a non sembrare una che stava andando in primo superiore (pensate in secondo!). Mi dicono tutti che dovrei apprezzarla questa qualità di sembrare più piccola, più giovane, ma in certi momenti mi sembra proprio una cosa incomoda.
Quel giorno c'eravamo solo noi 'primini', raggiunsi quelle due ragazze che venivano alla stessa mia scuola alle elementari e che sapevo che stavamo in classe insieme, per fortuna ero abbastanza amica con entrambe (e conoscere già qualcuno quando sei stato bocciato, all'inizio può sembrare umiliante, ma poi è rassicurante sapere che non sei solo)!
Ricordo solo che quel primo giorno è stato stranissimo per me. Troppa nuova gente. Discorsi che fino a quel momento avevo sentito fare a pochi. Ammetto che mi sono sembrati infantili di primo impatto, impressione che invece non avevo avuto con quelli del mio anno.
Chi vidi per prima? La professoressa d'italiano, la Manzocchi, che avevo avuto anche l'anno prima. Molto severa, non mi è mai andata a genio e ora che l'ho persa perché finalmente sono al triennio, non posso proprio dire che la rimpiango.
Sapeva che non avevo cambiato scuola, ma non si aspetta che non avessi cambiato indirizzo (visto che la mia scuola ha sia classico che linguistico) né tantomeno la sezione. Ammetto di essermi rassicurata un po' quando ho scoperto che era di nuovo una mia professoressa, dato che mi avevano informato che avevano cambiato quasi tutti i professori. Però avercela le prime due ore, quando spiegava la solita pappa su come funzionava la scuola superiore, lì si che è stato imbarazzante. Ogni due secondi mi nominava, anche se mi prendeva come un esempio buono in quel caso (stupita dal fatto che fossi rimasta. Ah beh, non è che cambio scuola perché vado male, certo che la presenza di alcuni professori non mi aveva aiutato per niente, ma alla fine ero stata io a non aver studiato, dare la colpa a loro per la bocciatura sarebbe stato da codardi, no?). Mi dava fastidio, ogni volta avevo gli occhi di tutti puntati addosso, mi sentivo come "la cocca" della professoressa.
La prima cosa che ho fatto, proprio per togliere di mezzo questo soprannome prima che mi venisse assegnato, ho spiegato almeno ai miei compagni che mi erano vicini. la realtà, che voleva sembrare tanto carina e buona, ma che nel giro di poco anche loro avrebbero visto l'altra faccia della moneta.
Ero riuscita ad accaparrarmi l'ultimo banco, di solito ci riesco sempre. La prima persona che si mise subito vicino a me e con cui feci amicizia è stata Cristina. Davanti a me invece avevo Riccardo e Sara (chiamiamola Carni per distinguerla dalle altre due). Sono state le prime persone con cui ho iniziato a legare, adesso abbiamo un rapporto normale, si parla una volta ogni tanto come si fa con tutti.
Mi accorsi che la classe era spaccata a metà fin dai primi giorni, c'era la parte popolare della scuola, quella che quando dici la classe a qualcuno di scuola, ti fanno i nomi di queste persone per le varie voci che girano, sono quelli che fanno parlare più di sé, e poi quella normale, alla quale appartengo da sempre.
Rispetto all'anno precendente ero meno impacciata, più sicura di come si doveva fare per fare amicizia, delle cose da dire, quindi non ci misi molto a stringere qualche relazione.
Ma fino ad ora ho elencato aspetti positivi di quel primo giorno. Una parte negativa inevitabilmente c'è, ed infatti è proprio che io non sentivo di appartenere a quella classe. Rpensavo alla mia vecchia, a quelle poche amicizie che avevo fatto ma che comunque erano buone (e ancora durano), alle esperienze vissute con loro. Si, li rimpiangevo. Ma durò poco, molto meno di quanto mi aspettassi.
Mi ero ripromessa che il giorno dopo, quando sarebbero arrivati anche le altre classi, mi sarei fatta i chilometri a costo di ritrovarli e di salutarli. Mi mancavano, tanto. Alcune delle mie vecchie amiche mi telefonarono nel pomeriggio per sapere com'era andato il primo giorno, come mi trovavo in classe.
No, ammetto di non essere stata soddisfatta a primo impatto. Ma in poco tempo mi sono ricreduta, il tempo di iniziare a fare di nuovo amicizia.
E si, penso che questa sia una delle negatività di essere bocciati: perdi tutti gli amici, bisogna rifare tutto dall'inizio. Perché si sa che  dopo un pò che non stai  più insieme all'altra classe il legame inizia ad essere più distaccato, ma è ovvio che sia così. Specialmente se ripeti il primo anmo, dove le amicizie stavano appena inkzjando a formarsi, e poi come nel kio caso, su una trentina andavo d'accordo con metà classe, frasso che cola.
Si, il rientro era stato traumatico,ma dopo poco tempo tutto ha iniziato a prendere una piacevole piega, che forse nemmeno mi aspettavo.

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