martedì 17 dicembre 2013

Capitolo 5. @ La ilusión de mi vida

"Ricomincio da qui e battezzo i miei danni con la fede in me, senza illudermi, ma con un principio da difendere."
Laura Pausini, Bellissimo così

Dieci settembre 2011, Roma.
Finalmente tornata a casa dopo le mie vacanze estive, era ora di riprendere la mia vita in mano e andare avanti. Lasciare indietro il passato e magari imparare da qualche errore fatto, come la bocciatura. Era ora di ricominciare.
Io amo questa parola, ricominciare. Mi da un senso di libertà, di rinascita, di assestamento e riparazione.
Ma se la mettiamo così allora bisogna ribadire che il concetto di ricominciare lo avevo giá messo in pratica ad agosto.
La cosa buona che notai fin da subito era che non avevo più quella necessità di catapultarmi davanti al computer a stare su facebook o a fare ciò che mi capitava sott'occhio, mi limitai semplicemente a scaricare le foto dell'estate, e mi promisi di usarlo un pochino al giorno, ma non più di tanto.
Fu semplice farlo, visto che ero stata tre mesi senza. Quindi rispettai i patti, e tutt'ora continuo a farlo.
Ma forse lo rispettai per una semplice ragione: perché con il tempo capii che la mia vita alla fine non era così noiosa. E che facebook stava iniziando a diventare un troiaio assurdo, di stupide illusioni, pieni di ricordi di un passato sterile, che non volevo ripetere, specialmente l'anno che si era appena concluso. Avere un telefono e un computer catorcio mi aiutarono nell'impresa.
Chiusi la mia fanpage facebook, promettendomi di riaprirla un giorno e di sfruttarla in modi migliori, eppure sono passati due anni ed è ancora lì, "in attesa di pubblicazione". E da quando ho il blog, dove ci scrivo davvero una volta ogni morte di papa, sono contenta così, perché non mi distrae più di tanto.
Di solito quei due giorni, anzi, quel giorno e mezzo che avevo per riadattarmi un attimo alla mia città, alla mia vita, lo passavo sistemando le cose dell'estate appena conclusa e poi vado sempre da C'art a comprare il necessario almeno per il primo giorno di scuola.
Una cosa che feci e che continuo a fare, e può sembrare stupido quest'atteggiamento, cerco di evitare di fare cose che avevo fatto l'anno della bocciatura. Come per esempio non comprare più il diario della smemoranda ma passare alla Comix. Il colore dell'anno 2011-2012 sarebbe stato il blu, nonché il mio colore preferito. 
Penso che aver scelto di usare quella marca (perché la sepcelta si fa il primo anno, poi la userò tutti e cinque gli anni, semplicemente cambiando il colore) è stata una delle scelte più... Intelligenti,si, perché per me che non mi piacciono i colori troppo sgargianti, e che sulla copertina del diario mi piace scriverci pezzi di canzoni, uno rigido a tinta unita era quello perfetto. Ne comprai anche un altro, uguale, solo con la copertina marroncina, per usarlo come "diario personale". E se io in questo momento sto ricostruendo alla perfezione quel periodo è proprio grazie a questo e grazie al mio vizietto di dovergli scrivere almeno qualche volta a settimana, per liberarmi e per sfogarmi, parlando di questioni che non sempre posso affrontare con qualcuno o, perlomeno ci ragiono un pò su da sola. Da tempo ormai scrivo "Cara Molly", perché ho sempre voluto ricordare la mia amica immaginaria che ha accompagnato la mia infanzia fino alla nascita di mio fratello, e quindi volerle indirizzare delle lettere come per aggiornarla su quello che mi succede. Può sembrare stupido per una diciassettenne, quasi diciottenne, ma ho davvero bisogno la sera o il pomeriggio di questi momenti di solitudine, che mi servono anche se solo a ripensare a quello che ho fatto durante la giornata, ma col tempo anche a capire qualcosa in più di me, grazie ad alcuni discorsi che affronto.
Ormai il rancore post bocciatura stava iniziando a passare, ma comunque mi informai su com'era andata agli altri, alla mia vecchia classe, fra i quali c'erano anche varie persone che come me meritavano la bocciatura. Venni a sapere che invece erano stati promossi tutti. 
Si, ammetto di essermici arrabbiata, mi ha dato fastidio il fatto che in quella scuola non ci fosse stata un minimo di giustizia nei miei confronti.
Ma me ne feci una ragione, chissenefrega, ormai era andata così, lanciare bestemmie non serviva a niente perché per esperienza so che prima o poi ti si rivoltano contro, perciò lasciai andare tutto, e pensai al fatto che il giorno dopo, il dodici, avrei avuto di nuovo il mio primo giorno di scuole superiori.
Ma prima di arrivare a raccontare delle prime giornate di primo superiore, devo introdurre nella storia alcune persone.
Il dieci e l'undici, a parte prepararmi psicologicamente per il ritorno traumatico a scuola, andai in giro con mia cugina più grande, Veronica, per i negozi con le marche più importanti, come per esempio Chanel. Siamo andate solo per curiosare, ma è bellissimo entrarci e poter sognare anche se solo per un attimo di poter indossare uno di quei vestiti o quei gioielli. 
Veronica la vedo molto spesso, anche sua sorella, abitano al piano sopra al mio e colgo l'occasione ogni tanto per andargli a rompere le scatole. Però specialmente con lei esco molto poco, non che non mi piacerebbe, ma frequenta medicina all'università e studia davvero tantissimo, tanto da focalizzare tutta la sua attenzione lì e trascurare delle semplici uscite.
No, siamo totalmente diverse. Lei studia con una costanza incredibile, è molto brava, stessa cosa anche Eleonora, io invece mi accontento dei sei, per alcune materie farei anche festa se li riuscissi a prendere, io ogni due secondi mi distraggo, lei riesce a studiare giornate intere. A me piace anche molto dedicarmi alle mie passioni per staccare un attimo, lei è focalizzata sul suo obiettivo, diventare medico.
Si, ci avevo pensato anch'io all'inizio, da piccola adoravo quel mestiere. Ma col tempo ho capito che non avrei potuto mai farlo, non ho quella costanza e quella voglia di studiare come ce l'ha lei e come dovrebbero avercela tutti quelli che intraprendono medicina.
Anche i nostri gusti musicali sono molto diversi, e più di una volta abbiamo battibeccato su questo, lei cerca di farmi orientare verso gruppi musicali più maturi, di generi diversi dal mio, ma non posso, non ci riesco, io a Laura non ci rinuncio. Mi piace il suo stile, mi pisce tutto di lei. Mi rappresenta. E se smettessi di ascoltarla penso che mi sentirei persa. Certo, mi piace scoprirne di nuovi, ma quando mi parlano di sostituire i cantanti che mi appassionano con altri, allora lì divento una bestia.
I gusti musicali sono personali, e per me non ci deve essere nessuno ad influenzarti, la scelta deve essere tua. D'altronde chi è che ci si deve identificare, a chi deve aiutare la musica, a te o a loro?
Ma a parte queste differenze, che ci rendono totalmente diverse l'una dall'altra, le voglio tanto bene, e colgo al volo ogni occasione per uscire con lei.
E proprio in uno di questi rari pomeriggi passati con lei scoprii un altro dei miei idoli, ma di questo ne parleremo più avanti.
Il dodici invece mia sorella aveva organizzato una festa per i due anni di mio nipote. A parte a rivedere loro dopo tutta l'estate, ho rivisto Claudia, la sorella di mio cognato, che ha la mia età.
Non ci vedevamo dal loro matrimonio, quindi dal 2007, però avevamo continuato a sentirci.
Perché ve ne parlo? Perché Claudia è un'amica di cui vale la pena ricordarsi. E quest'anno, accomunate da un grande sogno che abbiamo deciso di condividere, ci siamo riavvicinate tantissimo. E io non potrei essere più contenta di aver trovato un'amica del genere.
Quel giorno mi aggiornò sulla sua vita amoraposa abbastanza movimentata, che a confronto la mia è proprio morta da tempo, mi piacerebbe essere come lei, buttarmi subito in ogni storia, provarci e vecere come va, togliermi gli sfizi. Ma non ci riesco, faccio già fatica ad innamorarmi di uno...
E lei fu una delle tante persone che riscoprii, che rivalutai col tempo. Un'altra è stata proprio mia sorella, io al momento non saprei come fare se non ci fosse lei a sotpsrenermi e a darmi forza in certi momenti.
Tutta quella gente che mi era vicina e che io ingiustamenre avevo trascurato, pensando ad altri che invece mi consideravano solo una rimpicoglioni che lintartassava, finalmente la rivalutai e riuscii a riallacciare manoma mano i rapporti con ognuno di loro, rafforzandoli di volta in volta.
E queste persone penso proprio che le devo ringraziare per avermi riaccolto a braccia aperte, per non avermi abbandonata.
Si, quel giorno è stato proprio l'inizio di questa scoperta e di scelta delle persone che mi sarei portata dietro poi per anni, nella scoperta delle persone che mi volevano davvero bene, quelle che contavano per me. No, non saranno tantissimi, ma per me sono molto importanti.
La ricerca degli amici continua ovviamente, a volte ne arrivano alcuni all'improvviso o a caso, ma che poi diventano importanti anche in poco tempo. 
Non so cosa cerco io in un'amicizia,so solo che c'è qualcuno che ci mette tempo per entrare nel mio cuore e altri invece che con un paio di giorni mi conquistano. E mi sta anche bene questo, l'importante è che poi l'amicizia sia vera. 
E quindi, parlando di scoperte di amici, arriviamo proprio al primo giorno di scuola, il primo giorno di superiori, quello che considero effettivo.


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