lunedì 26 agosto 2013

Chapter 92. #New.

Quando praticamente tutti erano usciti, rimanemmo io, Martina e Francesco in casa.
-tu, ferma, vatti a sedere.-mi disse lei severamente, ma con un pizzico di dolcezza nella sua voce. Mi tolse la pirofila che avevo in mano e la andò a portare in cucina.
Mi sedetti, aspettando pazientemente che finisse di aiutarlo, non potendomi muovere da lì.
-ragazzi... so che avete bisogno di stare un momebto da soli, cioé insieme, diciamo che per una volta mi fido e provo anche a coprirvi nel caso servisse, perciò io ora tolgo il disturbo.- disse Martina, avviandosi verso la porta.
-coprire cosa?- ke chedemmo, anche se sapevamo bene che intendeva.
-non fate i finti tonti e sfruttate questo tempo insieme, senza fare cazzate possibilmente. E Cla, per le nove e mezza a casa.-
-va bene.-dissi, imbarazzata dalla situazione.
-grazie.- le dicemmo insieme, lei ci sorrise e si congedò.
Si, eravamo soli. Soli a casa di Francesco, erano le otto, avevamo un'ora e mezza solo per noi.
Ci guardammo un pò imbarazzati, poi mi alzai dalka poltrona e andai alla ricerca di qualcosa da mettere in ordine. Possibile cge avevano messo tutto a posto??
-siamo soli.-disse lui, quasi divorandomi con lo sguardo.
-si, me ne sono accorta. Non... metterti strane idee i testa però, promettimelo.-
-okay. Dimmi tu di cosa vuoi parlare o che che cosa vuoi fare.-
-ehm non saprei. So solo che io quello che volevo dirti te l'ho detto tutto, ormai sai. Ma ora avrei solo voglia di sentirti vicino a me, anche se non è la soluzione migliore per entrambi.-
Si avvicinò alla credenza dov'ero appoggiata e mi cinse i fianchi. Non resostetti e mi avventai sulle sue labbra, scoppiandom0 in un bacio pieno di passione, forse anche un pizzico violento. Mi strinse a se, stando anche attento alla mia pancia, e la mia schiena si inarcò, come per esplicitare quantp stessi gdend8 in quel momwnto.
Le nostre mani scivolavano dappertutto nel corpo già bem conosciuto dell'altro, quasi stavamo per perdere il controllo ma non c'jmportava, eravamo persi in quel meraviglioso attimo. Gli occhi lucidi, pieni di desiderio di stare di nuovo insieme.
-ti supplico, torna da me.- mi disse ansimante, fra unbacio e l'altro.
-non posso...-
Ma che stavamo facendo? Perchê ci stavamo provocando così?
La cosa più incomoda in quel momento era che avevo una terribile vogliamdi fare l'amore com lui.
-che c'é?- mi chiese all'improvviso,  sicuramente il sentimento stava diventando reciproco.
-voglio fare l'amore con te.- dissi. Mi squadrò un attimo, staccandosi. Noo, perché aveva smesso??
Gli occhi erano ardentu di desiderio ma pieni anche di preoccupazione. Lo presi per la maglietta e lo riavvicinai dolcemente a me, piano. Lo guardai e provai a rassicurafrlo con gli occhi. Parve funzionare perché all'improvviso mi trovzi in braccio a lui, scoppiati di nuovo in un bacio appassionante.
Però ci stavamo spostando, stavamo andando in camera sua. Strada facendo feci cadere con un tonfoni miei stivali sul pavimento, anche kui buttò le scarpe da una parte.
In camera, con movimenti agili accendette l'abat-jour, scostò le coperte e mi fece mettere sul letto, lui sopra di me.
-tu...- provò a dire, chiedendomi l'approvazione.
-si.-
Piano i nostri vestiti andarono ad ammassarsi sul pavimenro, noi sempre più a stretto contatto. E si, finì che lo facemmo quella sera. Dopo tanto tempo tornai a fare l'amore con quel ragazzo che nonostante mi avesse fatto soffrire, lo amavo più che mai, ancora. E anche lui mi amava, lo percepivo. Ed era una sensazione bellissima, di pienezza e pace interiore.
Si, al diavolo i consigli della ginecologa per una volta. Qualche mese era passato, potevo tornare a riavere rapporti. E poi stetti bene, benissimo, come se la mia gravidanza non avesse mai avuto nessun problema, come se per risolvere tutto quel casino interiore mi servisse solo questo.
Fu dolcissimo, stettimo attenti, ci scambiammo anche teneri baci, ma soprattutto piangemmo, entrambi.
Quello era fare l'amore davvero, fu fantstico, non posso dd0efimirlo se non così.
Dopo un pò finimmo sotto le coperte tutti e due, Bbracciati, una sua mano sul mio ventre, la mia gki accarezzava il viso. E due sorrisi, sorrisi di due persone che si erano ritrovate dopo tempo, anche se per un'ora e basta.
Ci guardavamo, guardavo il suo volto perfetto e gli occhi verdi, che in quel momento splendevano solo per me, incapaci di dire jna sola parola.
-comprendo le tue ragioni, non posso darti assolutamente torto. Ma per favore, dimmi che per te questo non è stato sllo sesso...- mi disse, baciandomi il collo
-no, ovvio che non lo è stato. E so che anche per te è così. Abbiamo fatto l'amore, per la prima volta davvero. Le lacrime, quelle venivano dal cuore. Il desiderio che ci accomunava di stare di nuovo uniti. Non era solo sesso, non avremmo fatto questa pazzia sennò.- dissi. Trovò le mie labbra e mi baciò.
-tu ti senti bene?-
-in questo momento non potrei stare meglio,  nonostante tutto. Mi hai fatto dimenticare della realtà per u attimo e sono contentissima di questo.-
-non hai dolori...?-
-no. Non ora almeno. E poi sembra che anche lui sia contento, probabilmente percepisce la mia felicità.- dissi, poggiando la mano su Fagiolino,  vicino alla sua, sentendo i calcetti che dava. La sua mano si intrecciò alla mia. -e tu sei pentito?-
-ehm... non pemso proprio. Come potrei esserlo quando finalmente sei tornata a darmi di nuovo quella felicità e a colmare quel vuoto  che avevi lasciato quando te ne sei andata? Ero preoccupato, si. Non sapevo se eri in preda alla frenesia del momento, se stessimo per fare la cazzata più grande,  se ci saremmo pentiti, che ti facessi del male. Ma poi ho capito che in quek momento l'unica cosa che desideravo era stare con te. Tu?-
-io? Soni contenta di aver agito impulsivamente peruna volta. No, non sono assolutamente pentita, sto benissimo con te, nonostante tutto, sempre.-
-e se ce ne pentiremo?-
-pentirsene? Non penso. Io almeno non lo farò. Ci farà riflettere, questo si. Forse ci chiariremo le idee, lo spero.-
-spero con tutto il cuore che presto torneremo a stare insieme, ho davvero bisgono di te.-
-si, lo sento. E sicuramente tu avverti la stessa cosa in me,-
-ti amo Claudia.- disse, baciandomi di nuovo.
-ti amo anch'io.- ricambiando.
Ma molto presto lo riaccolsi dentro di me, avevo bisogno di lui, questo era ovvio.
Il ti amo ce lo ripetemmo più volte anche quando facevamo l'amore, eravamo davvero sinceri.
Mi sdraiai sul suo petto, baciandoglielo, lui ancora dentro di me.
-cosa ci ha fatto questo natale?-
-ci ha fatti ritrovare, ci ha concesso un'altra possibilità.- mi rispose, sorrisi vedendo il suo sorriso.
-però sai che non mi piace essere né un'amante e nemmeno una scopamica.-
-si, lomso benissimo. Ei, io non ti sto chiedendo niente del genere! Intanto non se un'amante ma se vuoi puoi continuare ad essre la mia ragazza. Scopamici? No, noi ci amiamo, non potremo mai esserlo. Almeno non ora.-
-spero mai, odio queste cose. E comunque si, oggi sono stata la tua amante. Sei impegmato con Diane, ricordi?-
-no, non sono impegnato.-
-si invece. Lei la pensa così e tu l'assecondi.-
-scopamici che si vedono spesso, ecco sinceramente come stanno le cose. Ma ora lo vedo, io non ho bisogno di una relazione così. Tu mi dai tutto il necessario, ora lo capisco.-
-ma non hai pensato a questo quando te la facevi con lei e intanto dicevi cazzate a me.-
-hai ragione sono stato davvero u grande stronzo. Sai bene che a volte noi maschi non pensiamo con la testa ma è qualcun altro a comandare.-
-beh, il tuo amichetto allora è meglio se inizi a tenerlo d'occhio, no?-
-si. Proprio per questo sono tornato da te, cervello, cuore e piccolo amico volevano te.-
-ah bene.- okay,  ero il sogno erotico del mi... no, del mio ex, quasi ragazzo. Arrossii. -..."piccolo amico"? Non mi pare eh..- dissi  facendo il doppio senso e l'occhiolino, rise.
-sai, non mi aspettavo che andassimo a finire così oggi. Siamo riusciti a parlare, ci siamo scambiati temerezze ed ora siamo qui, nel letto insieme.-
-non volevi?-
-lo desideravo, si, tanto.-
-bene, ora non te ne vantare in giro.-
-sai bene che non sono il tipo che sputtana la gente, specialmemte qella che mi fa del bene.-
-neanch'io lo immaginavo, pensavo che avrei dovuto sopportare per tutta la sera la vista di te e Diane che diciamocelo, a lungo andare quasi mi disgusta. Ti avevo detto di controllarti e tu l'hai fatto. Sono stata io a non farlo.. ma devk dire che la serata non mi è dispiaciuta, per niente.- dissi, spingendo anche in avanti per baciarlo. Ripetei il movimemto più volte, approfittandk del fatto che stavolta avevo io il controllo stando sopra.
-ancora non sei sazia, signorina La Rocca?- mi chiese malizioso, rispondendo alle mie leggere spinte.
-di te mai.-
-neanch'io.- disse, spostandoci su un fianco e continuando, forse eravamo in astinenza da troppo tempo.
Lo baciai come all'injzio, quando eravamo in salotto, voracemente e con un pizzico di violenza. Lamenti di piacere ci uscivano, piaceva a tu4ti e due.
-con chi ti sei allenata?-. Lo guardai male non facendo caso alla sua domanda. Come se avessi fatto sesso con qualcuno durante la pausa.
-ma i tuoi?- chiesi,  improvvisamente preoccupata.
-sono partiti per qualche giorno. Siamo soli e non ci disturba nessuno, tranquilla.-
-vorrei rimanere tutto il tempo qui con te, ora che ho ritrovato la mia felicità.-
-e fallo. Io voglio che tu rimanga.-
-ma non possiamo, lo sai. A me mi aspettano a casa, Diane potrebbe anche decidere di passare ad augursti buon natale...-. Rabbrividii quando pensai a quanto fossero vere quelle parole. -a proposito, che ore sono?-
-mm...- disse, girandosi per guardare l'orologio. Sbarrò gli occhi: -le dieci e venti!-
-che?? Cazzo, devo andare!- esclamai.
-aspetta un attimo. Martina ci ha dato fino alle undici e qualcosa, ma mi aveva avvisato di non arrivare a questo.-
-e quindi? E poi quando te l'ha detto?- chiesi, rilassandomi un pochino.
-quando eravamo in cucina. Quindi abbiamo un altro pò di tempo e possiamo fare tutto con calma, solo che non so se è il caso di spiegare cos' è successo.-
-se ne accorgeranno comunque, i nostri amici ci conoscono troppo bene. Ma per me va bene se vuoi mantenere il segreto, me lo terrò per me. Tanto quello che è successo qui stanotte rimarrà comunque impresso nei nostri cuori.-
-si, sicuramente, e non lo cancdlldfò per nessun motivo. Fai tu, vedi se è il caso. Ma non farlo scoprire a Diane.-
-ovvio che no, non sono così stronza.-
Ci rilassammo di nuovo, io lo abbracciavo, lui giocherellava con i miei capelli.
-di fisico stai cambiando. E sei sempre più carina.-. Arrossii e sorrisi al complimento, lui mi fece una carezza sulla guancia.
-...grazie.- dissi timidamente.
-prima eri perfetta con quella maglietta, metteva in risalto la tua bellezza.-
-smettila..- dissi, non mi piaceva ricevere complimenti.
-ehh, ma quand'è che capirai che sei davvero una bella ragazza e smetterai di sottovalutarti?-
-mai.-
-bella roba. Devo ammettere che quando Luca prima ti ha abbracciato ero un pò... geloso.-
-ah si? Ora non mi può più abbracciare un amico?-
-certo che si. Ma sei mia e non tollero che altri ti tocchino.-
-TUA?-
-si.-. Non potevo mica dargli torto: ero comunque legata a lui in un modo molto speciale, diversonda tutti gli altri ragazzi.
Ci scambiammo un altro bacio. -ei, avrei bisogno di una doccia.- gli sussurrai, mordendogli piano l'orecchio.
-posso avere il piacere di lavarti?-
-mmm, in teoria dovrei dirti di no perché abbiamo esagerato oggi. Ma visto che sono insaziabile e anch'io ho la stessa voglia..- sorrisi.
Si alzò e andò a preparare l'acqua della vasca da bagno, io intanto mi tolsi il bracciale che mi avevano appen regalato e mi legai i capelli con una pinza, no dovevo lavarli. Mi alzai lportandomi dierto il lenzuolo e andai a ripredere e a mettere bene i miei vestiti. Guardai le mutande,  erano normali. Anche sul ketto non c'erano tracce di sangue, meglio.
Mentre finivo di sistemare mi sentii prendere da dietro per la vita, Francesco mi attorcigliò bene il lenzuolo intorno ebpoi mi prese in braccio,  cogliendomi di sorpresa.
Mi appoggiò per terra, vicino alla vasca e fece scivolare delicatamente il lenzuolo per terra. Poi entrammo tutti e due, l'acqua era calda al punto giusto e profumava... era inebriante.
Si mise dietro di me, abbracciandomi. Mi appoggiai a lui e mi godei il momento di pace, lavandoci a vicenda con dei gesti lenti, dolci e a volte provocanti. Sisi, ci eccitammo più di una volta, ma cercammo di mantenere la calma.
-smettila di provocarmi così!- dissi ridendo, le sue mani erano nel mio interno coscia che solleticavano piano piano.
-anche tu però.- mi rispose,  io anche avevo messo le mani dietro alla schiena e tastavo dolcemente,  qnche se andavo alla cica trovavo sempre i punti giusti. -bene signorina, ora si che sei bella pulita e profumata.-
Ci alzammo insieme e per "sbaglio" ci intruppammo, ridemmo. -forse ce lo dobbiamo far badtare per un pò.-dissi.
-spero solo che da ora l'attesa non sia troppo lunga.-
-vediamo, presto ti dirò.-
-copriti o prendete freddo.- mi disse dandomi un bacio sulla guancia e l'asciugamano che mi misi subito.
Andammo a vestircie lo aiutai a sistemare un pò la camera, poi cercai di sistemare i mjei capelli, erano un casino.
Mi tolsi del tutto il trucco per la maggior parte sciolto e mi rimisi solo un filo di matita e di mascara. Mi stupii d7 vederlo pronto per uscire e non in pigiama.
-altri impegni?-
-in realtà no, solo che a quest'ora preferisco riaccompagnarti a casa io.-
-non preoccuparti, chiamo un taxi.-
-tranquilla,  nessun disturbo.- Prese le chiavi della macchinetta. Prima di uscire lo feci fermare, volevo salutarlo per bene, non sapendo se avrei potuto farlo sotto casa.
-ei, che succede?-
-niente,  è che volevo salutarti, non somse dopo potrò farlo sotto casa.-
-ahh gli occhi indiscreti.-
-appunto. Grazie per la magnifica serata, mi sono divertita tanto anche con gli altri e poi il finale speciale davvero non ke l'aspettavo. Mi hai confuso un pò ma mi hai anche fatto stare benissimo. Sono contenta di aver fatto questa pazzia.-
-e io sono ancor più contento di vederti felice, per questo ti chiedo di pensarci bene. Come vedi abbiamo ancora tanto bisogno l'uno dell'altra. Spero solo che tu possa perdonarmime darmi una seconda opportunità.-
-perdonarti, ti ho già perdonato da tempo mi pare. E l'opportunità si, te la voglio dare, vale la pena rischiare. Ma non ora.-
-va bene.-. Lo abbracciai e ci diedimo un lungo bacio appassionante.
-grazie.- gli dissi, allo stesso tempo me lo disse anche lui, ridemmo.
-dai, andiamo.- disse, mi prese per mano e andammo alla macchina.

Nessun commento:

Posta un commento