lunedì 26 agosto 2013

Chapter 90. #New.

Il pranzo fu praticamente un dejà-vú della sera precedente,  gli invitati erano sempre gli stessi solo che mancavano Giovanni con Michela, Fabio e Giulia.
Mangiammo di tutto, a me l'appetito tornò di colpo, le voglie furono soddisfatte tutte quel giorno.
Durante alcune partite a carte e qualche altra chiaccherata, si fece l'ora di andare. Martina come previsto andò per prima, io e Daniele li raggiungemmo per le quattro e un quarto.
In metro lui mi guardava quasi preoccupato.
-che c'è Dani?-
-sei sicura tu che vuoi andare a casa di Francesco, si? L'ultima volta che ci sei stata avete litigato di brutto.-
-si lo so, non me lo ricordare. E comunque si, ho voglia di stare con tutti voi, non mi rovinerà il Natale, sarò normale come sempre.-
-va bene allora.- disse.
Suonai io al citofono, mi rispose Silvia.
-chi è?-
-apri cogliona!- esclamai, rise nel citofono
-scusi ma non la conosco, chi è colei che ha questo linguaggio così scurrile?-
-Silvia fai poco la deficiente e apri, ci stiamo cagando sotto dal freddo qui sotto.-
-si ecco, un attimo!- ci disse ridendo.
Trovammo l'ascensore bloccato perciò salimmo quasi di corsa le scale. Appena entrati fummo travolti dagli abbracci dei nostri amici e dai "Buon Natale". Francesco ci salutò con una mano affacciato dalla cucina.
-I cappotti lasciatelo pure a me, li vado ad attaccare.- disse Silvia.
Daniele si precipitò fra le braccia di Serena, io fjnivo di salutare.  Con noi c'erano anche Laila, Luca e Lorenzo.
-Roberfo e Matteo?- chiesi, non vedendoli
-boh, non so se ci raggiungeranno dopo!- mi rispose tutta allegra Laila.
Diane mi venne incontro e mi diede un piccolo abbraccio. Ero a disagio, molto.
-merry christmas Cloudia!!-
-amm thank you Diane, buon natale anche a te.-
-mi fa molto piacere che sei qui oggi a festeggiare con noi.- disse,  fingendo un'amicizia che in realtà non c'è mai stata.
"Sapessi io quanto sono contenta di vederti.." -grazie!- dissi con finto entusiasmo.
Gli altri chuaccheravano, mangiavano gli stuzzichini che erano sul tavolo, sentivano musica e giocavano.
Decisi di andare in cucina a salutare Francesco. Lo guardai silenziosa appoggiata alla porta. Quant'era bello oh. Provai delle farfalle allo stomaco e iniziai a desiderarlo, come se fosse proibito.
In effetti era proibito,  avevo stabilito dei limiti precisi fra di noi,  ci eravamo presi una pausa.
Fortunatamente non si accorse che ero rimasta lì imbambolata a fissarlo per qualche minuto, perciò bussai alla porta già aperta e aspettai che si girasse.
-toc toc.- dissi. Si girò di scatto, un sorriso smagliante e sorpreso si fece largo sul suo viso, anche nel mio in risposta.
-Claudia ciao!-
-ei. Buon Natale!-
-grazie, anche a te!- disse, stampandomi un dolce bacio sulla guancia. "Oh si che mi confondi, Francesco Darsi!" -scusami se non sono venuto a salutarvi ma sto finendo di preparare il dolce.-
-vabbè,  non ti preoccupare,  dai.- dissi, forse con troppa dolcezza. Claudia,  che cavolo ti succede? -che prepari di buono?-
-un tronchetto alla nutella.- mi rispose, sorrodente come non mai. Era irresistibile.
-mmh, sembra buono, abbiamo fame noi qui!-
-ahahah!- sorrise, sfiorandomi con la mano la pancia e guardandomi negli occhi.
-stai molto bene oggi, sei... molto carina.- disse arrossendo un pò e valutando attentamente la mia reazione.
Sorrisi in risposta, mi sentivo davvero bene lì con lui in quel momento,  cosa  che i  verità non doveva essere proprio così.
Impercettibilmente  ci avvicinammo, poi lo abbracciai. Rimase stupito da quel gesto.
-allora è vero che a Natale siamo tutti più buoni.- disse.
Tacqui, non sapevo neanch'io cosa stavo facendo e non avevo idea di cosa rispondergli.
-che c'è?- continuò,  col mio volto fra le mani.
-niente, è che... avevo bisogno di un tuo abbraccio, tutto qui.-
-il tuo bisogno è stato soddisfatto?-
-...si, più o meno.- sussurrai. Cazzo, si, volevo dargli una seconda opportunità.  Ma non volevo essere precipitosa, no  potevo deporre le armi, era meno di un  mese che avevo chiesto la pausa, che mi aveva fatto del male. E già ci stavo ricascando.
-che vuol dire "più o meno"?-
Deglutii, quello era il tipo di domanda che in quel momento doveva proprio evitare.
In quel momento Serena aprì la porta della cucina ed entrò, arrossì nel vederci con i volti a qualche centimetro di distanza.
-ehm ops, scusatemi, non volevo interrompere.. vado.- disse, noi ci allontanammo di scatto, ma non tanto velocemente da far venire dei sospetti a Silvia. Non mi ero accorta che ci fosse anche lei con Serena.
-cosa sta succedendo qui?- ci chiese, guardandoci storto.
-niente Silvi, assolutamente niente.- mi affrettai a dire. Io e Francesco arrossimmo leggermente.
-il dolce è pronto.- disse con tempismo lui, per rompere quel blocco di ghiaccio che si era formato nella stanza.
-ah perfetto!!- esclamò Serena, capendo che non era il caso di mettersi a discutere.
-dai, torniamo di là a goderci il Natale!- dissi, Silvia continuava a guardarci sospettosa però sorrise.
Tornammo tutti e quattro in camera da pranzo, ognuno con qualcosa in mano. Io portavo altre due bottiglie di bibite, eravamo peggio dei cammelli.
-non hai risposto alla mia domanda.- mi sussurrò Francesco, passandomi un attimo vicino senza dare nell'occhio. Lo guardai un attimo negli occhi, sperando che in quell'occhiata vedesse ciò che volevo dirgli: che gli stavo dando un'altra possibilità. Poi distolsi lo sguardo e mi guardai intorno, mi stavo quasi per dimenticare che tutti i miei amici erano lì.
Erano tutti in giro per la camera da pranzo, chi seduto davanti al tavolo, chi sul divano, chi gironzolava. E c'era chiasso, quel chiasso che io amavo, le chiacchere deficienti dei miei amici più cari. La mia famiglia, ecco cos'erano.
Silvia e Simone e Daniele con Serena si scambiavano tenerezze, Laila e Martina chiaccheravano animatamente, Diane aveva raggiunto Francesco e iniziavano a mangiare un pezzo di dolce, Luca e Lorenzo si facevano i dispetti come due bambini.
Non so perchè ma in quel momento mi sentii sola. Eppure c'erano la maggior parte delle persone che amavo in quella stanza. Sarà perché vedere Francesco con un'altra mi faceva un brutto effetto, sapere che poco prima avevamo avuto un momento abbastanza intimo, cosa che forse non doveva succedere. Sarà che stavo pensando a Lucas, a come mi aveva salvato la maggior parte delle volte, di come me ne fossi innamorata e come fosse nata una grande lotta interiore fra lui e Francesco. Chi dovevo scegliere?
Guardai fuori la finestra e mi accarezzai dolcemente il leggero gonfiore della pancia. "Eh Fagiolino, che faremo noi? Se non ci fossi tu in questo momento non saprei proprio come fare.". Si, avevo mio figlio lì, non ero sola. Era l'unico che forse sapeva realmente come stavano le cose.
Mi sentii abbracciare da dietro, dal braccialetto che aveva capì che era Luca. Sorrisi.
-cosa ci fa questa ragazza stupenda qui tutta sola il giorno di Natale?- mi chiese, appoggiato alla mia tempia destra.
-pensa.-
-e se per oggi i pensieri li metti da parte?-
-mm, non so. Sono talmente tanti che escono fuori in qualsiasi momento.-
-c'è qualcosa in particolare che al momento ti turba?-
-si, sono confusa, da tutti i punti di vista. Ho paura per il bambino, mi sento un pò sola.-
-sola? Ei, ci siamo noi. E il bambino che c'entra? Sta benissimo.-
-lo so che ci siete voi, e ve ne sarò grata per esserci sempre per me. Ma forse vedere Francesco lì avvinghiato a Diane non mi fa benissimo.-
-sei ancora cotta di lui.-
-già. Però è giusto che capisca che ha sbagliato, e che io faccia ordine nella mia testa.-
-mi sembra giusto. Ma...perché il bambino?-
-senti, ti dico una cosa Luca ma devi stare zitto, prometti.-
-va bene, te lo prometto. Ma che succede?-
-sento che non stiamo bene nessuno dei due. Ho continui dolori e perdite, cosa che non è normale. Il bambino dorme la maggior parte del tempo. Io sono sempre stanca. Non so che succede, dico solo che ho paura. Ci tengo, e ho paura che gli succeda qualcosa.-
-sta' tranquilla, non succede niente. Hai chiamato la ginecologa?-
-si, dopodomani ho l'appuntamento.-
-vedrai che ti dirà che è tutto a posto, ne sono sicuro. Dai, vieni a mangiare qualcosa.- mi disse e tornammo verso gli altri, felici.
-partita a carte?- chiese Simone, quasi tutti presero posto al tavolo per giocare, entusiasti.
Silvia si mise vicino a me e mi fece un leggero solletico al fianco, io scattai, non lo sopportavo. -tu e Francesco non me la raccontate giusta.- mi disse, con un sorrisetto furbo, senza farsi sentire dagli altri. Le lanciai un'occhiata confusa che lei comprese alla perfezione.
Mentre mischiavano le carte e iniziavano a distribuirle a me vibrò il telefono, mi stupii di vedere chi era a chiamarmi.
Julieta?  La mia amica spagnola mi stava chiamando al cellulare? Alcune volte mi aveva mandato degli sms, ma era la prima volta che mi chiamava.
Risposi, iniziandomi ad alzare.
"Pronto?"
"Hola Claudia, sono Julieta!!" Mi rispose lei all'altro capo del telefono tutta contenta
"Hola Julii!! Feliz Navidad, como estas?" gli altri mi guardavano sorridenti. Non oso immaginare che sorriso avevo io invece.
"Muuy buen, buon natale anche a te!! Festeggi?"
"Sisi, ahora mismo estoy con mis amigos! Tu?"
"Yo tambien, espera que aquì hay alguien que te quiere saludar.." disse, passando il telefono. Menomale che mi ero allontanata leggermente, stavo arrossendo veemente perché sapevo di chi si trattava. Rispose al telefono Lucas, avevo colto quel non so cosa nella sua voce che me l'aveva fatto riconoscere: "hola guapa, feliz navidad!"
"Hola Lucas! A ti tambien!"
"Espero que te lo estas pasando bien!"
"Claro que si, me estoy divertendo un monton! Igual a vos eh!"
"Ahahah sisi tranquila, acà tambien hemos encontrado un buen modo para pasarlo. Bueno, no te robo otro tiempo, queria solo decirte que si quieres nos podemos vernos en cam el 27, por la mañana."
Sentii Jairo e Julieta che da sotto dicevano "te extrañamos!"
"Bueno, para mi es perfecto. Per le undici?" Sentii chiedere agli altri se andava bene per le undici e le loro risposte eranl tutte positive.
"Si, por las once està bien. Bueno, te dejo, pasatelo bien, un beso!"
"Un beso y un abrazo grande a los tres, gracias!! Os saludan mis amigos" dissi, da casa mi avevano fatto segno di dire ciao.
"Gracias y nos a ellos. Adios, siempre un placer escucharte!"
"Igualmente! Ciaoo!!", chiudemmo la chiamata insieme.
E addio alle paure, il sorriso si fece largo sul mio volto. Tornai a sedermi, gli occhi puntati tutti su di me.
-ci augurano Buon Natale i miei amici spagnoli.-. Ringraziarono, felici. Ricevetti varie occhiate complici, come quelle di Simone, Serena, Silvia, Daniele, Martina.. insomma, quelli che sapevano ;)
-che devi combinare il 27?- mi chiese curioso Lorenzo
-la sera cantiamo, per la cronaca!- ricordò Laila
-la mattina parliamo un pò per webcam, è da molto che non li vedo.-
Praticamente a tutti gli si illuminarono gli occhi. Capii cosa volevano. -non ci pensate nemmeno, ognugno a casa sua!-
-tutti per te?- mi chiese con un tono da cucciolo abbandonato sull'autostrada Simone.
-si, per una volta si. Per favore..!-
-okay, non scherza.- disse Silvia.
-va bene, ci leveremo dalle palle per una mezz'ora!- escamarono Martina e Daniele, mi sentii un pò egoista.
-per me è uguale, non voglio cacciarvi.-
-tranquilla, li intrattengo io!- esclamò il mio vicino di casa.
-oh che coglioni!- ribattè scherzosamente Martina, lui le tirò un cioccolatino.
Anch'io ne presi uno, avevo fame.
-mortacci quanto so boni sti cioccolatini!- sbottai, scoppiarono a ridere. Sentii un calcetto: -ah, buonasera! - esclamai.
-apprezza?- mi chiese Luca, intanto giocavamo a carte.
-pare di si.-
-che ti avevo detto io? Ansiosa.-. Gli feci una linguaccia.
Dentro di me ero una marea di emozioni, avevo appena parlato con lui, con loro,al telefono, mi ero messa d'accordo e li avrei rivisti prestissimo. Ero emozionata e felice, forse Fagiolino era stato svegliato da tutta quell'emozione della madre.
A rompere l'armonia però ci fu un'altra fitta forte, una di quelle che ogni tanto venivano, quelle che mi facevano paura.
-vado in bagno.- dissi, cercando di mascherare il panico. Mi muovevo male, stavo quasi per svenire. Prontamente si alzò Martina e mi sostenne, aveva visto lo strani cambiamento di umore improvviso.
-oh cla, che succede?- mi chiese, portandomi in bagno. Sembrava che gli altri non avessero visto il mio mancamento, meglio così.
-un piccolo mancamento, non è niente.- dissi, sedendomi sul water. Andò a prendermi un bicchiere d'acqua frizzante, io intanto guardavo inebedita e improvvisamente stanca il salvaslip col sangue.
-cazzo!- quasi urlai, mi tappai subito la bocca. In quel momento fortunatamente tornò Marti e una sbiancò quando vide.
-tutto a posto là?- urlarono.
-siii.- rispondemmo, la paura attraversava i nostri volti.
-sta tranquilla cla, non è niente.- provò a calmarmi, ma era evidente l'agitazione nella sua voce.
-c'è del sangue nell'assorbente, cosa che non ci dovrebbe essere dato che sono incinta.- dissi.
-lo so. Calma. Vuoi andare all'ospedale? La ginecologa non riceve fino al 28...-
-no, non voglio. Di queste me ne capita una ogni tanto.-
-di cosa?-
-di fitte e di svenimenti. Sono date anche dalle emozioni tutte insieme.-
-e le perdite? Ogni quanto le hai??-
-tutti i giorni più o meno.-
-tutti i giorni? Porca puttana, è rischioso questo!! Può essere l'inizio di un aborto spontaneo..-
-quindi che devo fare?-
-facciamo così, ora ti concedi assoluto riposo, non puoi rischiare adesso. E se vediamo altre perdite del genere prima del 28 allora corriamo all'ospedale. Cla, è importante.-
-ma.. ho un botto di roba da fare!-
-domani le prove le verranno a fare a casa tua. Se ce la fai fai la serata, sennò ne fai a meno. Non devi muoverti più di tanto, capito??- disse, severa e tanto preoccupata.
L'abbracciai, avevo bisogno del conforto di un parente vero.
-calma. Ora rinfrescati e torna di là, si iniziano ad insospettire.-
-che devo fare con loro?- gli chiesi, mentre mi lavavo.
-non lo so, decidi tu, basta che però mi dai ascolto. Riesci a camminare?-
-si, penso.-
-dai andiamo allora.-
Andai a buttare l'assorbente e tornai dagli altri, avevo di nuovo gli occhi puntati addosso.
-smettetela, è imbarazzante.- dissi, guardandoli uno ad uno. Mi accorsi che mancava Diane. -e Diane?-
-è tornata dalla sua famiglia, avevano dei parenti a cena e voleva stare un pò con loro. Sono venuti dall'America.-mi spiegò Francesco.
-ah, ho capito.-
-ma tu stai bene? Sei pallida..- osservò Laila.
-si, certo, e quando mai non sono pallida io!- provai a scherzarci su.
Mi guardarono di sottecchi, Martina mi lanciava occhiate preoccuapate. L'attenzione ora si concentrò anche su di lei.
-ce lo spiegate cosa sta succedendo? Fate poco le misteriose che m'incazzo.- sbroccò Serena.
-niente, è solo che ha avuto un piccolo svenim...-
-minacce d'aborto.- dissi con un filo di voce.

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