lunedì 26 agosto 2013

Chapter 89. #New.

A l'una e mezza di notte finalmente riuscii ad infilarmi nel letto, ci mettemmo tutti e tre in quello di Giovanni. Nessuno di noi aveva sonno però. Specialmente Martina, la divorava la curiosità.
-me le spiegate un pò di cose voi ora?- ci chiese con una voce dolce, stava imitando quella di una bambina piccola.
-si, penso che te lo dobbiamo. Cla, ti lascio la parola.- disse Daniele, facendomi un sorriso ingannatore.
-vaaa bene. Si, da aprile sono successe tante cose. Tu ne sai solo alcune, forse è il caso che fi spieghi in che casini sono andata ad infilarmi.-
-casini? Eh addirittura!-
-sisi Marti  fidati.- disse ridendo Dani.
-e insomma? Forza, raccontami dall'inizio, così evitiamo che mj perda altra roba per strada.-
-ho conosciuto un ragazzo, è un'amico di Julieta.-
-hai conosciuto... Un ragazzo.- disse lei lentamente.-e che è successo?-
-che vuoi che sia successo Martì, pure lui sta in spagna.-
-non ne avevo dubbi. Però se me ne stai parlando è perchè in tutta questa storia c'entra anche lui... O no?-
-si. Me ne sono innamorata.-
-eccallà.- disse. -e questo quando è successo?-
-il 25 giugno.-
-cazzo, che ti ricordi pure la data adesso?-
-si ricorda tutto.- disse Daniele.
-e questa cotta è ancora in corso?-
-tu che ne dici Martì?- le chiese Daniele sarcastico.
-bene insomma. E... Francesco?-
-francesco non sa assolutamente niente, non l'ha mai scoperto perché io comunque mi sono sempre comportata in modo normale con lui. Amavo tutti e due, ecco.-
-okay, quindi non c'è un nesso logico fra la rottura e questo ragazzo.- disse lei, immagazinando le informazioni.
-direi di no.-
-però c'è comunque qualcun altro in mezzo.-
-eh già.-
-Diane... Da dove esce fuori questa ora?-
-America, è qui per frequentare l'anno scolastico e l'hanno messa nella stessa classe di Francesco.-
-ah, e lui c'è cascato in pieno, ho capito. Che idiota.-
-esatto.- concordò Daniele. Lo guardai quasi male.-perché mi hai fulminato ingiustamente con lo sguardo?-
-perché ora non vi deve essere antipatico solo perché ha sbagliato con me. Mi incazzo se rovinate la vostra amicizia!-
-stai calma.-
-ha ragione però.- concordò Martina con me: -andando avanti, avete altro da confessare e raccontare o questo più o meno è tutto, considerando che mancano i particolari?-
-per il momento è tutto, ora passiamo ai dettagli.- dissi.Chiaccherammo fino alle tre di notte, poi crollammo nel sonno.

Mi svegliai per prima quella mattina, sentivo mamma già gironzolare per casa, ma i miei cugini dormivano ancora profondamente.
Martina accanto a me nel letto matrimoniale mi faceva il solletico sulla spalla col suo respiro. Li guardai entrambi, avevo l'occasione di farlo senza essere guardata male.
Erano perfetti, diversi da me, entrambi molto attraenti. Lui aveva quegli occhi "nocciolverdi" come li chiamavo io e capelli castani scuri lisci e dritti che gli stavano davvero benissimo. Il naso era normale, con una gobbetta appena accentuata che lo rendeva ancor più interessante, la bocca non so, aveva qualcosa di speciale. Martina invece aveva gli occhi marroni caffè e i capelli su un castano rossiccio che gli ricadevano in morbidi boccoli finali sulla schiena, splendidi. Naso all'insù, bocca piccola e carnosa e un inglese perfetto. Anche senza trucco era fantastica.
E poi c'ero io. Fino a settembre nel pomeriggio e nella notte mettevo degli apparecchi per i denti mobili, poi invece da dopo che avevo dovuto mettere i due impianti perché avevo perso gli incisivi nello stupro, eravamo passati a quello fisso. L'avrei dovuto tenere per un anno o poco più, in gran parte si erano già sistemati. Quindi avevo i denti metallici, il naso che all'inizio era perfetto ma poi con il cadere dei denti da latte e con l'influenza degli occhiali portati dai tre anni fino ai quattordici aveva fatto una curva di merda, modificandolo totalmente e rendendolo ingombrante. Cercavo sempre di guardare da davanti le persone, di lato avrebbero visto i miei denti del cavolo e il naso terribile. I miei capelli? Non riuscivo a tenerli fermi. Ne ho una montagna indomabile, mossi, non si sa se sono lisci o ricci, con un castano chiaro che a volte pare biondo e a volte roscio. Non facevo da tanto la tinta, ero tornata al mio colore naturale e i capelli mi erano ricresciuti un pò dal mio compleanno, arrivavano alle spalle. Il viso che ogni due secondi mi cambiava a seconda di quanto mangiavo, i brufoli che non ne parliamo, le tette che erano diventate una seconda scarsa quando invece erano quasi una terza, il culo che si vedeva appena, le cicatrici nel mio corpo dovute alle operazioni subite alla nascita...non sto qui a elencarvi i migliaia di difetti che vedo in me, vi stancherei solo, forse vi basta solo pensare che io quando mi specchio, per farmi un complimento dico sempre: "beh dai, oggi sei meno merda del solito". Questo è il mio massimo. Le uniche due cose che apprezzomdel mio corpo sono gli occhi (infatti col trucco mi concentro sempre maggiormente sul mio sguardo, senza esagerare però) e le gambe lunghe e stranamente tornite. Un pò di mascara ci vuole sempre, di solito aggiungo un tratto sottile di matita o marrone o nera. Senza quella non so, inizio a vedermi gli occhi un pò gonfi sotto e non mi piace.
Insomma, sono venuta fuori 'na mezza merda, anche se a sentire i miei amici sembra che stia migliorando sempre di più col tempo.
Non mi piacciono i complimenti, neanche se fatti con il cuore e dalle persone che amo, come per esempio il mio ragazzo. Mi sento a disagio, probabilmente è perché io mi vedo talmente difettosa che poi mi vien difficile da credere agli altri, mi pare sempre che mi stiano prendendo in giro.
Tornando alla realtà, mi girai a guardare l'orologio digitale sulla mensolina del mio letto che fortunatamente vedevo benissimo da lì. Le nove e un quarto. Decisi di alzarmi, ormai il sonno l'avevo smaltito.
Presi un completo che mi ero comprata da poco e che avevo visto che mi stava piuttosto bene addosso, anche con la pancia che non era ancora eccessivamente grande dato che dovevo ancora entrare nel quarto mese.
Era una maglietta rossa con il collo che ricadeva morbido sul seno e con un top nero sotto, che andava a finire poco più sotto dei glutei, con una cintina nera piccolina lucida sotto la pancia. Presi un paio di pantacollant neri e i miei stivaletti neri col tacco che avevo ricevuto per Natale, li adoravo.
Posai tutte le cose in bagno e decisi di farmi una doccia breve, i capelli me li ero lavati la mattina precedente e non avevo ancora voglia di fare colazione.
Mi rilassai sotto il getto dell'acqua calda, il bambino diede un calcetto di apprezzamento. Poi mi vestii e mi ripassai un pò la piastra nei capelli, mi truccai un pochino ed uscii fuori, trovai una Martina-zombie che si stava dirigendo verso il bagno e che si spaventò vedendomi uscire.
-ei, mi hai messo paura!! Già in piedi?- mi chiese, stanca.
-si, non ho più sonno e poi vado a dare una mano a mamma. Buon Natale Marti.-
-buon Natale anche a te Cla. Anzi,a voi.- disse accarezzandomi la pancia. Fece un gesto d'apprezzamento per il mio abbigliamento.
Io andai a mangiucchiare qualcosa, la mia mancanza d'appetito era incredibile quella mattina, anche mamma si insospettì e  mi fece mille raccomandazioni per la salute alimentare mia e del bambino, tutte rotture di palle così.
Poi andai in camera a svegliare Daniele, mi sorprese vederlo in giro per la camera a torso nudo che chiaccherava allegramente con Martina, non li avevo sentiti.
-eii!- esclamai entrando.
-buongiorno cugina.- disse lui, venendomi ad abbracciare: -sei uno schiato oggi. A proposito, buon Natale!-
-grazie, anche a te.- dissi col sorrisone.
-che hai?- mi chiese, guardandomi attento.
-niente, perché?-
-boh, mi sembri strana, triste.-. Anche Martina si girò a guardarmi, si stava finendo di vestire.
-no, in verità sono felice e sto benissimo!- esclamai, loro mi sorrisero, sollevati.
-eh, menomale!- mi sentii dire da Simone che si era affacciato un attimo alla finestra. Uscimmo fuori al balcone tutti e tre, Martina fu stupita di vederlo lì.
-Simone? Da dove salti fuori tu?- gli chiese.
-da casa mia!- rispose lui divertito. Mi resi conto in quel momento di non averle detto che era tornato a vivere qui a giugno.
-sei qui per le vacanze anche tu?-
Lui ci guardò storto a tutti e tre, anche Daniele capì dov'era lo sbaglio.
-eh Marti, mi sono dimenticata di dirti che da giugno lui è tornato a vivere qui :) -
-cosa? Davvero? Fantasticoo!!-
-ah ecco cos'era che non mi quadrava! Non l'avevi capito tu durante il racconto che presumo ti abbiano fatto?-
-ehm no, il particolare mi era sfuggito, sai, troppe informazioni tutte insieme!- gli disse  facendogli l'occhiolino: -sonk contenta di rivederti però!-
-anch'io, tanto, ci mancherebbe! Buon Natale a tutti e tre comunque!-
-graaaaazie!- rispondemmo.
-va' a vestirti, prendi freddo così.- ammonii Daniele, toccandogli gli addominali appena accennati. Mi diede un bacio sulla guancia, salutò e rietrò dentro.
-oggi pomeriggio venite, si?-
-certo Simo!-
-a che ora era?- gli chiesi.
-alle quattro.-
-ma chi prepara?-
-ehm... penso lui e Diane, non lo so.-
-tranquilli, vado io una mezz'ora prima così lo saluto.- ci disse Martina
-vabbè bellezze, io mi vado a preparare che ho il pranzo da mia zia.-
-anche noi, stanno di nuovo tutti qui oggi.-
-a più tardi allora!-
Lo salutammo e rientrammo dentro. Mentre Martina e Daniele mangiavano e si preparavano, io misi il cd de los Niños a basso volume. Mi faceva rilassare, adoravo quelle canzoni. Senza accorgermene mi misi a ballare un pochino, in quel momento entrò Dani, lo sorpresi a guardarmi divertito. Arrossii veemente.
-di cosa ti vergogni ora?-
-boh!- dissi con un sorriso timido.
-come se non ti avessi mai sorpreso a ballare anche in Sardegna!-
-si lo so ma..-. Provavo una stupida e insensata vergogna, chissà perché.
-balli con me?- mi chiese mentre una canzone che ricordava di un amore estivo suonava sotto.
Annuii e andai da lui, ci muovevamo come due pezzi di legno, però ci divertivamo.
-e come mai oggi tutta questa dolcezza?- gli chiesi stupita dalle numerose dimostrazioni d'affetto ricevute in poco più do un'ora.
-boh non lo so, mi è preso un attacco di dolcezza, si può?-
-va bene, va bene, tranquillo! Grazie, una dimostrazione d'affetto da parte di qualcuno mi ci voleva.-
-ti senti sola, è più che comprensibile.-
-sarà che non sono più abituata a stare sola per così "tanto" tempo.-
-fidati, goditi l'essere single.-
-ne parli come se lo rimpiangessi.-
-in realtà no, sto davvero benissimo con Serena.-
-l'ho notato!- dissi ridacchiando. Vidi Martina che ci guardava dall'uscio della camera.
-adesso però un ballo me lo deve concedere l'altra mia cugina!- esclamò lui, congedandomi con un bacio sul palmo della mano. Lasciai il posto a Marti, altri due pezzi di legno si muovevano per la mia camera. Sorrisi, era un'atmosfera felice quella.
Mi misi alla mia scrivania e presi il calendario, ormai rimasto col solo foglio di dicembre. Avevo degli appuntamenti da ricordare, era meglio scriverseli.
Quel giorno, nel pomeriggio, sarei stata con i miei amici più stretti a casa di Francesco, avremo festeggiato il natale.
Il 26 pomeriggio sarei dovuta andare a provare con la band, il 27 sera avremo avuto la serata speciale Natale, il 28 alle 4:00 avevo l'appuntamento con la ginecologa.
Ero piena di cose da fare. Non vedevo l'ora di andare a chiarirmi le idee dalla ginecologa, avevo quei dolori costanti e avevo visto che quelle piccole perdite di sangue una volta ogni tanto ce le avevo. Ero molto preoccupata per la salute del mio bambino.
-wow che elenco.- mi disse Martina guardando il calendario e fischiando.
-ragazza superimpegnata all'azione.-
-penso che se ne debbano aggiungere ancora altri, non è finita qua.-
-auguri insomma!!- mi dissero e ridemmo.
Poi andammo in camera da pranzo e aiutammo mamma a sistemare casa e a preparare per il pranzo di Natale.

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