giovedì 16 maggio 2013

Chapter 88. #New.

Natale, di nuovo.
Amavo le vacanze natalizie, mi rilassavo, potevo dormire e stare con tutti i miei amici e con i miei parenti... ero felice.
E si, quell'anno avevo motivi sia per essere triste che per essere felice. Nonostante tutto mi piaceva da impazzire un ragazzo, continuavo a sperare in un nuovo anno al suo fianco. Ma allo stesso tempo desideravo di stare di nuovo con Francesco, mi mancava tanto. Mi riscoprivo gelosa quando lo vedevo scambiarsi tenerezze con Diane.
Si, diciamocelo: il mio cuore era leggermente confuso!
Ma quelle vacanze di Natale me le ricordo ancora, sono le prime passate lontana da Francesco e vicina ad un altro ragazzo anche se solo col cuore. Le prime con un bambino in grembo, con nuovi amici e con nuove situazioni familiari.
Pensare che io un anno prima non avevo la minima idea di quello che mi sarebbe potuto succedere. E pensare anche che invece quell'anno stavo iniziando davvero a fare dei programmi concreti per il mio futuro, stavo iniziando a pensare a come voler vivere la mia vita. Stavo programmando viaggi e nuove emozioni, sperando che il cielo mi assistesse e mi aiutasse a realizzare quei sogni.
Come tutti gli anni passai la cena della Vigilia e il pranzo in famiglia, vennero i miei tre zii (era rientrata anche Martina per qualche giorno) con le rispettive famiglie, mio fratello, mia nonna e i miei cugini. Le novità? Daniele e Stefano, il compagno di mamma, si era decisa finalmente a presentarlo a casa.
Io già avevo passato un pò di tempo con lui, mi sembrava una brava persona. Un uomo sulla cinquantina ma che ne dimostrava dieci se non di più in meno, curato, simpatico e scherzoso, divorziato e con un figlio di quindici anni, direttore di un giornale locale. Se avesse avuto la mia età sarebbe stato proprio il ragazzo perfetto per me. Ma sono contenta che sia la persona adatta a mia madre, sa' come prenderla, si vede lontano chilometri che la ama. Non avevamo avuto l'occasione di parlare per molto, ma stava nascendo un buon rapporto fra di noi. Uguale per Giovanni, anche lui ci si prendeva bene.
Io insieme agli altri miei cugini cogliemmo l'occasione di stare tutti insieme per chiaccherare un pò, con Martina per aggiornarci.
Ecco, si, forse è meglio se ve li presento brevemente.
Martina è figlia unica, come ho già detto ha solamente un anno in più di me. Poi ci sono Vivian, David e Fabio, lei ha 13 anni, David 10 e Fabio 20 (la stessa età di Giovanni). Infine ci sono Giulia che ha 22 anni, Valentina che ne ha 14 e Paolo che ne ha 7.
Giulia e Fabio di solito passano molto tempo con Giovanni, hanno solo qualche anno di differenza, si capiscono alla perfezione.
Con me di solito ci sono Martina, Vivian e Valentina. David e Paolo giocano per conto loro.
Ma Vivian e Valentina sanno poco e niente di quello che mi succede. Non le vado a raccontare tutto, un pò di cose si, ma non troppe. Sono "piccole", potrebbero lasciarsi sfuggire qualsiasi cosa incosciamente in qualunque momento, meglio non rischiare.
Anche loro non vedevano Daniele da un bel pezzo, c'era un bel rapporto fra loro, ma non così bello quanto il mio e il suo. O con Marti. Era ovvio che con noi cugine lontane più grandi ci si sentiva di più e quindi avesse un rapporto più stretto.
Con Giulia si, c'è un bel rapporto. Ma non sempre ci capiamo. Lei studia tantissimo, è una cosa che l'appassiona. Da quando ha preso medicina passa le giornate intere sui libri. Io non ce la farei, dopo dieci minuti troverei il muro interessante oppure mi ritroverei a fissare incantata la mia matita o una mosca. Ogni scusa è buona XD.
E questo già ci differenzia. Poi le piace scherzare su cose che magari mi danno fastidio a me, come per esempio la Spagna. Mi ha sempre criticata su questo, ha sempre qualcosa da ridire a proposito. Per non parlare dei gusti musicali, totalmente diversi!
Ma nonostante mi rompa parecchio le palle le voglio tanto bene.
Fabio invece è molto simile a mio fratello di carattere, quando stiamo tutti insieme coglie l'occasione per dire qualche cazzata o scherzare, ci ridà l'allegria.
Quella sera a me, Daniele e Marti si aggregarono anche Giovanni, Michela, Fabio e Giulia.
-ma che bello rivedervi tutti!! Era da aprile che non venivo!- esclamò tutta contenta Martina, abbracciandoci uno ad uno: -e tu, tu si che me l'hai fatta grande la sorpresa!- disse a Daniele.
-si, era un anno e più che non ci vedevamo. Dovresti tornare in Sardegna.-
-sto pensando di fare un salto quest'estate, ora vedo. A casa tutti a posto?-
-sisi, ti mandano tutti i saluti. E vi sollecitano a tornare!-
-ahahah.-
Io guardai contenta tutti loro, era bello avere una famiglia sulla quale contare sempre.
Loro parlottavano fra di loro, io mi perdevo nei miei pensieri. Ogni tanto mi spuntava anche uno stupido sorriso innamorato sul viso ricordandomi o pensando a qualcosa che riguardasse Lucas, ma lo toglievo subito, per evitare che poi mi facessero troppe domande.
Provai una fitta alla pancia, non era fortissima ma nemmeno tanto leggera. Sussurrai un piccolo "ai", quello bastò per vedermi puntati sei paia di occhi addosso.
-non è successo niente, tranquilli. Mi sono... scrocchiata il dito.-
Sembrarono tranquillizzarsi, anche se Giovanni e Daniele mi guardavano sospettosi.
-io vado un secondo in bagno.- dissi. Per qualche motivo avevo iniziato a sudare, come se mi stessero prendendo gli svenimenti.
Mi rinfrescai un attimo il viso e i polsi, poi però mi prese un accidente vedendo sulle mie mutande una goccia di sangue.
Sangue? Ero incinta, non potevo avere il ciclo...
Buttai a lavare svelta le mutande e me ne misi altre con un salvaslip per sicurezza, decisi di non dire niente a nessuno. Era inutile, alla Vigilia di Natale chi mi poteva dar retta?
Dovevo semplicemente aspettare fino al 28, ero riuscita ad anticipare l'appuntamento con la ginecologa.
Ma ero nel panico assoluto, cosa stava succedendo?
La cosa più frustrante era che in quel momento non potevo assoliutamente dire niente a nessuno.
Mi misi un falso sorriso sul viso e me ne tornai dagli altri, come se non mi fosse successo niente.
Ma dentro di me speravo che quei dolori costanti finissero, che anche quelle perdite finissero.
-tutto a posto Cla?- mi chiese Fabio: -ti vedo un pò sovrappensiero..-
-sisi, tranquillo, tutto bene.- finsi, rassicurandolo con un sorriso.
-a quanti mesi sei?- mi chiese Martina, toccandomi felice la pancia.
-sono quasi quattro.-
-wow. Tu forse mi devi aggiornare un pò, mi sono persa qualcosina a quanto pare.-
-dove ti sei fermata?- le chiese Giulia.
-mmm... quando ha scoperto di essere incinta. Ma mi manca pure qualche pezzo prima.-
-ahh beh, allora auguri!- esclamarono mio fratello e Daniele ironici, li fulminai con lo sguardo.
-perché?-
-perché ha molto da raccontarti.- disse Giulia. Eppure lei e Fabio non sapevano di tutta la storia della Spagna, come Martina sapevano solo che avevo un'amica lì.
Come facevano a sapere che avevo tanta roba da raccontarle?
-va bene, allora mi preparerò psicologicamente per un bel riassunto.-
-brava, fai bene.-
-domani pomeriggio avete impegni?- chiesi. Quasi tutti annuirono, meno che Daniele e Martina.
-perché?-
-abbiamo organizzato una festa fra amici domani pomeriggio, vi stavamo chiedendo se vi andava di venire.- spiegò mio cugino.
-no, mi dispiace, anch'io ho lo stesso programma vostro domani.-
-uguale.-
-e noi stiamo a pranzo dalla famiglia di Michi.-
-va bene. Tu Marti vieni? Ti aspettano tutti.-
-e certo che vengo Cla! A proposito, come stanno?-
-tutti bene, domani scoprirai qualcosa di nuovo.-
-...forse è il caso di dirgli di Francesco...- mi disse all'orecchio senza farsi vedere, Daniele. Non gliene avevo ancora parlato.
-e con Francesco? Come va?- ci chiese lei, lupus in fabula.
Scattarono piccoli colpi ti tosse, io guardai arrossendo il pavimento.
-e ora che c'è?-
-ehm... Marti, non stiamo più insieme già da qualche settimana.-
-che? Stai scherzando, dimmelo.-
-no, mi piacerebbe che fosse solo uno scherzo ma è la realtà.-
-cazzo... e perché nessuno mi ha detto niente?-. Arrossimmo. -e da quanto?-
-inizio mese.-
-che è successo precisamente, si può sapere? Stavate benissimo insieme.-
-un'altra ragazza. Ora sta con un'altra.-
-ah. Merda..-
-dai, ne riparlerete con più calma poi. Evitiamo di rovinarci la serata.- consigliò Giovanni.
Andammo a metterci a tavola e stettimo tutti insieme, raccontandoci cose e ridendo come sempre facevamo per Natale.
Mangiai molto e di gusto, fra le mie voglie e poi il fatto che mia madre aveva cucinato benissimo... :)
Mi fecero tante domande sulla gravidanza sia Martina che i miei zii, all'inizio volevo dirgli anche che avevo avuto dolori e delle strane perdite, ma per un pelo mi fermai.
Poi arrivò la mezzanotte, io e Daniele iniziammo a girare per tutta casa come due deficienti perché non ci ricordavamo dove avevamo messo il bambinello del presepe.
-certo che siete unici, vi avevo detto di metterlo in un posto sicuro ma non di perdervelo!- esclamò mamma, scuotendo la testa.
-ahh si, ora mi ricordo!- quasi urlai. Gli altri già stavano aprendo i primi regali, io aprii una porticina che c'era nella capanna del presepe e presi Gesù bambino, mettendolo nella mangiatoia.
"Ti prego, aiutami tu." gli dissi con la mente, tenendolo in mano un attimo.
Poi anch'io andai ad aprire i miei di regali. Avevo ricevuto tre cd, uno di Laura Pausini nella versione spagnola, uno che era una raccolta di canzoni dei Muse e l'ultimo era quello de Los Niños de la Sonrisa Larga che io inizialmente mi ero scaricata da internet, ma che poi mi era piaciuto talmente tanto da comprare il cd.
Di solito facevo e faccio tutt'ora così, prima me le sento e risento sul computer, su internet, le imparo e se il cd mi piace davvero poi lo compro.
Tenendolo in mano mi ricordai di quando li avevo conosciuti, con quale interesse mi ero messa ad ascoltarli e a capirli giorno dopo giorno, fino a che non trovassi la motivazione per la quale mi continuavano a frullare le parole di quelle canzoni in testa.
Ma rimasi a guardare la copertina, erano i tre cantanti, uno era davvero identico a Lucas. Lo "flashai" (*lo rividi per un attimo), si vedeva proprio che erano fratelli, erano uguali.
Anche Daniele se ne accorse e mi fece un sorriso, evidentemente aveva visto che avevo un'espressione ebete in viso.
Mi vennero regalate alcune piccole cose per il bambino (erano tutti molto superstiziosi, non mi regalavano molto, volevano aspettare che arrivassi alla fine della gravidanza), e poi altri piccoli regali, fra i quali anche qualche soldino che non guastava mai.
Mi sarebbero serviti soldi se sarei voluta partire in estate e dopo anche. Iniziai a mettere da parte qualche gruzzoletto.
-Cla ma come mai hai chiesto i soldi?- mi chiese mia zia, curiosa.
-boh non lo so, sto iniziando a mettere qualcosa da parte. Non mi dispiacerebbe far e un viaggetto l'anno prossimo.
-dove vorresti andare?- mi chiese con interesse Martina.
-in Spagna dai miei amici.-
-questo è tutto da vedere.- disse mia madre, come se mi stesse già dicendo di no.
-non fare la stronza.- la riprese mia zia, si misero a ridere.
-tieni molto a loro.- osservò Fabio.
-si, sono bravi ragazzi, li adoro.-
-perché ho l'impressione che...- disse Martina, iniziava a capire qualcosa. Ci bastò una sola occhiata per capirci e per rimandare quel discorso in un momento più riservato. Le bastò dare una rapida occhiata ai cugini per capire chi sapeva e chi no. Quella sua caratteristica di cogliere le cose al volo era fantastica, a volte non c'era bisogno di spiegare niente, lei già aveva capito tutto.
-Dani, Cla e Marti, dove andate domani?- ci chiese mio zio, ci. Eendemmo conto di non aver detto niente della festa che avevamo organizzato.
-ah si, domani andiamo ad una festa con i nostri amici a casa di... a casa di chi?- si interrup pe Daniele.
-a casa di Francesco, scemo!- dissi, nascondendo perfettamente il dolore interno che mi provocava quel nome.
-ops. Vabbè, stiamo tutti insieme, ci saranno Serena, Simone, Silvia, Diane, e se non ho capito male ci raggiunge anche qualcuno della band.-
-Diane? Chi è?- ci chiese Martina. Mannaggia a noi e a quando avevamo lasciato incompleto il racconto.
-ehm... La ragazza di Francesco, Martì.- le disse Giulia.
-ahh, okay...- disse confusa, mi guardava strano.
-semmai nel pomeriggio mi affaccio e vi passo a salutare un attimo.- si offrì Giovanni.
-si, va bene per noi.-
-e poi ovviamente vi aspettiamo tutti al Panda Blues il 27 perché c'è la serata natalizia!-
Tutti annuirono e mi dissero che andava bene, menomale che eravamo usciti fuori dall'argomento Francesco, non ce la potevo fare a sopportare domande su questo.
-prima di andar e a dormire ce la facciamo una bella partita a tombola?- propose mia nonna, adorava le partite di tombola che si facevano a casa. Si urlava, quando uscivano i numeri si scherzava associandoli a qualcuno o a qualcosa, anche a me piaceva molto, non aspettavo altro nel Natale.
Perciò facemmo due partite a tombola e qualche partita a carte, poi ognuno se ne tornò a casa sua, tranne Daniele ovviamente e Martina, che rimase a dormire da me.
Dovevo raccontarle e spiegarle tante cose, con Daniele sarebbe stato tutto molto più semplice da dire, mi avrebbe aiutato molto.

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