sabato 13 aprile 2013

Chapter 85. #New.

Sapete che cosa vuol dire essere traditi dalla persona che si ama?
Vuol dire perdere in un attimo tutto quello che avevate costruito insieme, perdere la fiducia in quella persona alla quale hai confidato tutto, con la quale hai condiviso gioie e dolori, giorni e giorni d'amore, con la quale facevi progetti.
Vuol dire perdere tutto in un attimo.
Ma vuol dire anche aprire gli occhi. Esatto, questa batosta gli occhi te li fa aprire eccome: riesci a vedere finalmente come è fatta realmente quella persona che credevi di amare pazzamente, che credevi di conoscere alla perfezione. Perché tutti hanno una doppia faccia che solo in certe rare situazioni viene alla luce.
Evidentemente era ora che io vedessi come stavano realmente le cose, anche se nel peggior modo possibile. Mangiavo la foglia da un pò ormai, Diane da sempre mi aveva insospettito. Ma questo è stato un colpo basso davvero.
Sapevo che un pò sarebbe stata dura superarlo, ma non tanto se andiamo a vedere. Ne ho passate di peggio, no?
Quella settimana stetti una merda, era inevitabile.
Lui almeno due o tre volte al giorno mi chiamava, di solito gli rispondevo con un messaggio misero.
Ero decisa a mantenere la pausa fra di noi, dovevo stare un pò sola e capire se provavo ancora le stesse cose per lui oppure se qualcosa dopo questa vicenda era cambiata.
Rimanemmo comunque amici e in contatto, sicuramente le prime settimane eravamo freddi come il ghiaccio e ci evitavamo, ma poi riniziai ad addolcirmi mano a mano.
Prima di Natale gli consigliai di mettersi con Diane, di provare a vedere come andava, sicuramente se mi aveva tradito era perché aveva pensato che ne valesse la pena con lei.
***
-Cla, mi hai stupito, di nuovo.- mi disse Francesco, eravamo al parco con i nostri migliori amici, Serena ed era tornato anche Daniele, qualche giorno prima di Natale. Ci eravamo un attimo allontanati dagli altri, come al solito lui voleva assicurarsi che io stessi bene.
-che ho fatto stavolta?-
-ti sei ripresa. Volevo che lo facessi ma non pensavo che assimilassi in questo modo l'idea che io e te... beh, che non stiamo più insieme, ecco.-
-sai, anch'io pensavo che ci avrei messo più tempo. Ma forse ho capito che me ne sono successe di peggio, che questa potevo superarla. Ed ecco, sto cercando semplicemente di andare avanti. Ma non credere che non mi faccia male.-
-io anche ci sto ancora di merda, non mi perdonerò mai di averti fatto soffrire. Ma posso chiederti due cose?-
-si.-
-non dimenticarti di tutto ciò che abbiamo passato, lo so che ora è difficile pensarci, ma se vai a vedere abbiamo passato davvero dei bellissimi momenti insieme. Ti chiedo solo di non dimenticarli.-
-tranquillo, non intendo farlo. Sono parte di me, della mia adolescenza, del mio presente e del mio passato. Sono ricordi indelebili di giorni felici più o meno, che ho passato con la persona che amo.-
-anch'io ti amo. Forse un giorno o l'altro potremo davvero riprovarci. Tu mi hai chiuso completamente la porta del tuo cuore?-
-la porta del mio cuore non si chiuderà mai per te, magari si un giorno potremo riprovarci e rivivere quei momenti insieme. Ma per adesso è meglio se stiamo così, come due amici. Magari scopriamo che stiamo meglio così.-
-non penso Cla, e non lo pensi neanche tu.-. Tacqui. Era vero, in quel momento non potevo proprio dire che mi bastava solo la sua amicizia.
-e la seconda?-
-la seconda cosa? -
-hai detto che mi dovevi chiedere due cose...-
-te l'ho chiesta già e tu mi hai dato una risposta soddisfacente.-
-non ti seguo. Devo essermela persa. Qual'era?-
-se ho ancora una possibilità con te.-
-ah, quella... senti però....-
-shh, non serve, ho capito,  ti serve tempo. E te lo darò.-
-va' da Diane.-
-è?-
-va da lei, stai con lei. Chiarisciti le idee. E non ferirla. Piuttosto, ora vai a salvarla, sembra che non sia molto contenta del fatto che noi due ce ne stiamo qui appartati a parlare e lei deve rimamere con i nostri migliori amici. Non è a suo agio. Fa il cavaliere.-.
Diane ci squadrava da lontano, a me con un pò di odio, a lui con gelosia. Si erano messi insieme sotto mio consiglio da una settimana più o meno, lei gli stava attaccata come una piovra, lui era parecchio preso, ma era anche molto preso da me.
Si divideva fra noi due, cercava di trovare smpre un prestesto per passare qualche minuto con me, proprio per questo mi ero guadagnata l'odio della sua ragazza.
-scusami per la situazione di merda in cui vi ho messo a tutti. È imbarazzante.-
-si, lo è, ma te l'abbiamo detto noi. Si può sopportare.-
-sicura che è tutto a posto?-
-si Fra, ora vai.-. Mi diede un lungo bacio quasi vicino al collo, uno di quelli che molto facilmente potevano farmi perdere il controllo anche in pochi secondi.
-smettila, lo sai che sul collo...-
-ti amo.- mi disse, andò a sedersi vicino all ragazza.
Stetti a guardare quel gruppetto da lontano, non capivo come Francesco potesse fare in quel modo il doppio gioco. Stava sfruttando Diane, era una cosa davvero squallida!
Però apprezzavo il suo interesse per me, il fatto che mi amasse ancora, che non volesse buttare tutto il tempo passato insieme via.
Ebbi un'altra fitta alla pancia.
-cazzo amore mio, sta calmo con questi calci, mi fai male.- dissi toccandomi il ventre. Ma sapevo che la colpa non era del bambino, i suoi piccoli calcetti che ogni tanto sentivo erano diversi, non facevano male. Queste erano fitte, forse quasi più forti di quelle che avevo avuto nel primo mese della gravidanza. Mi stavo iniziando a preoccupare, la ginecologa mi aveva detto che era solo stress, che non dovevo arrabbiarmi, e che dovevo avvisarla se i dolori mi aumentavano.
Ma quelli si, continuavano a diventare ancora più forti, ma io non dissi niente a nessuno, per un oscuro motivo. Mi ripetevo "Cla, ora calmati che così si calma anche lui", a volte funzionava, le altre invece facevo un sorriso finto e nascondevo il dolore.
Ma a mio cugino non gli si poteva nascondere niente, forse a Silvia e Simone visto che erano presi dalla loro gravidanza potevo nascondergli le cose, forse anche ai miei fratelli, li vedevo due o tre volte alla settimana. Ma a mio cugino no, nonostante lo vedessi davvero poco.
Mi venne incontro, aveva visto che ero impallidita. Gli altri fortunatamente continuavano a parlare tranquilli, non se ne erano accorti.
-Cla, stai bene?-
-si Dani, tranquillo.-
-sicura? A me non sembra.-
-sii, fidati.-
-stasera ne riparliamo. Dobbiamo parlare di un paio di cose io e te.-
-vabbè.- dissi. Ero già preparata al fatto che sicuramente avrebbe voluto parlarmi, ne stavano davvero succedendo di tutti i colori.
-forza, vieni a sederti con noi.-. Lo squadrai. -lo so che non vorresti vedere Francesco e Diane però fai un piccolo sforzo.-
-seh.- dissi scocciata, andammo a rimetterci seduti con gli altri.
Avevano messo un pò di musica, chiaccheravano allegramente sul Natale e cose del genere. L'aria era tesa con Diane, sembrava non essersi integrata bene nel gruppo.
-avete finito di fare i regali?- ci chiese Silvia.
-si, da qualche giorno.- disse Serena. Uguale era per Daniele, li aveva fatti prima di partire.
-voi?- gli chiesi.
-si, domani Simo va a comprare gli ultimi due.-
-Fra?- gli chiese Serena.
-non proprio, me ne mancano cinque.-
-e tu Cloudia?- mi chiese con quell'accento americano Diane.
-no. Ne ho fatti solo due, fortunatamente mancano due giorni alla vigilia, domani vado e li faccio tutti.-
-wow, ti sei ridotta all'ultimo momento come al solito! Chi ti accompagna?-
-boh, penso nessuno. Non so se si fa vivo Giovanni.-. Avrei detto 'vado con Francesco' ma ormai quello lo poteva dire solo Diane. Loro annuirono.
-certo che è strano passare il Natale fuori di casa, non l'avevo mai fatto prima.-
-non sei mai venuto qui in inverno?- gli chiese Serena.
-no, quest'anno però ne valeva la pena di tornare più volte, ed eccomi qua ora.-. Si baciarono, erano tenerissimi. Distolsi lo sguardo da mio cugino e vidi che Francesco mi stava fissando.
-Diane, tu passerai tutte le vacanze qui o andrai qualche giorno in america?- le chiese Simone, un pò per spezzare quel momento imbarazzante che si era creato.
-I couldn't. Non posso purtroppo, la scuola mi ha detto che è meglio se rimango a Roma, potrei avere attacchi di nostalgia se vado.-
-ahh, ho capito.-
-vabbè, lo passerai con noi quest'anno, di solito troviamo sempre il modo di festeggiare.- dissi, gli altri mi guardarono quasi stupiti, avevo proposto di stare con noi alla persona che mi aveva preso il ragazzo. E l'avevo detto in modo sincero, era questo il punto.
-siamo sicuri che ti divertirai!- le disse Serena.
-a proposito, dobbiamo organizzare ancora tutto.-
-io e Dani abbiamo cena della Vigilia e pranzo di Natale con la famiglia.- dissi.
-si, anche noi stiamo mezzi incasinati.-
-visto che nessuno può, si potrebbe fare la sera di Natale, non ceneremo ma si può fare una cosa carina.- disse Francesco.
-si.-
-quando cantate?- ci chiese a me e Serena Diane.
-perché, cantate?-
-si rincoglionito.- rispose Serena a Simone.
-amore, te l'ho pure detto qualche giorno fa!-
-Simone che scende dalla montagna del sapone, oh! Sei incredibile!-
-scusatemi eh, mi sono dimenticato!-
-complimenti. Ti meriti...- io e Serena ci precipitammo su di lui e lo menammo amichevolmente, facendogli anche il solletico.
-comunque cantiamo il 27, nel pomeriggio, è la serata dedicata al Natale, poi presentiamo un'altra canzone nostra.- dissi.
-un altro singolo?-
-si, siamo riusciti a trovare delle parole adatte, ultimamente Claudia sta componendo belle musiche.- disse lei, abbracciandomi.
-a quante state?-
-mm... questa è la seconda che vi facciamo sentire nostra, una è già pronta e un'altra sta in fase di elaborazione. E poi c'è quella che ci ha scritto Lucas.-
-tre? Che bello, alcune le ho sentite e mi sono piaciute molto.- disse Diane.
-Cla tu canti?-
-si. Per una volta faccio uno strappo alla regola, ne ho bisogno.-
-e poi c'è Laila che vuole tornare alla sua batteria! Per un giorno glielo concediamo.-
-va bene, noi adesso vi lasciamo, ci sentiamo domani così ci organizziamo per Natale.- disse Francesco.
-ah, va bene.-
-ciao!- ci furono una serie di saluti, il mio fu quello meno allegro.
Aspettammo che se ne andarono per tornare a parlare in pace.
Il mio sguardo si incupì vedendoli andar via mano nella mano, se ne accorsero tutti.
-certo che potrebbero pure contenersi.- disse Silvia.
-lui un pò si contiene, è lei più che altro.- disse Serena.
-ma tu come puoi sopportare di vederli insieme?- mi domandò mio cugino.
-io non lo sopporto infatti, faccio solo finta di non vederli, mi fa un male incredibile vedere quello che era il mio ragazzo fino a una settimana e mezzo fa, abbracciare e baciare un'altra, vorrei fare non so cosa quando li vedo così.-
-hai un autocontrollo al di fuori della media, io sarei già scoppiata da tempo.-
-cerco di resistere, non voglio che si faccia false illusioni, un periodo di pausa non fa male a nessuno dei due. Anche se adesso mi fa schifo il doppio gioco che sta facendo con me e lei.-
-non è un doppio gioco, è che in questo momento gli piacete entrambe e non sa chi scegliere.-
-Simone non giustificarlo.-
-e chi lo fa, mi ricordo come sei rientrata a casa sabato. Mi ricordo come stavi.-
-appunto. Smettila di dire che è confuso. Aveva solo voglia di scopare e visto che io non gliela potevo dare si è rivolto a lei però ora è dispiaciuto.-
-Claudia..!- mi rimproverarono.
-ma tu che ne sai che aveva voglia solo di sesso? Non ci avrà fatto niente spero..- disse Daniele, gli bastò guardare un attimo me e Simone per capire che le cose stavano come avevo appena detto.
-che ne sapete voi?-
-semplice, ce l'ha detto.-
-ah.-
-però sono contenta che nonostante tutto le nostre amicizie continuano ad amdare avanti, certo, non è un periodo facile, ma ci stiamo comportando bene. Grazie a tutti per l'appoggio, davvero. Vi voglio bene.-
-anche noi Cla.-
-e tranquilla che saremo sempre qui, anche se ogni tanto ci combini qualche casino.-
-lo siento.-
-che ha detto?-
-che le dispiace.-
-gliel'hai detto agli spagnoli?-
-si, stasera parlo un pò con Lucas, ne ho bisogno.-
-brava, almeno lui sa come consolarti.-
-come cazzo fa non lo so, però mi aiuta tantissimo. Sia lui che Carlos.-
-io mi sto perdendo i pezzi.- disse Daniele.
-Dani, non preoccuparti, stasera ti spiego tutto.-
-ahah, domani sarete due panda, immagino che stanotte farete le ore piccole per parlare.-
-si, probabile. Ieri eravamo stanchi e ci siamo addormentati subito.- disse lui.
-a proposito Cla, andiamo insieme domani a fare i regali?- mi chiese con un sorriso dolce Silvia, Serena si aggregò.
-e certo, così vi rovino le sorprese!- scherzai.
-e dai, passiamo una giornata fra amiche, è da tanto che non lo facciamo!- mi invogliò Serena.
-io ci sto.- dissi e andai ad abbracciarle.
-voi tre sole? E noi?-
-e voi vi arrangiate, a noi ci serve una giornata insieme.-
-vabbè, ce la troveremo anche noi qualcosa da fare, tranquillo. Voi non fate casino.-
-sappiamo badare a noi stesse. Dobbiamo solo fare un pò di shopping.-
-e tu non spenderti tutto.- si raccomandò Simone con Silvia.
-tranquillo, ci penso io a menargli se la vedo comprare troppa roba!- esclamai.
-regà, s'è fatta 'na certa. 'Namo a casa?- disse in romanesco Serena.
-sisi.-
Prendemmo le nostre cose e ce ne tornammo ognuno a casa sua, dandoci appuntamento per il giorno dopo.

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