martedì 2 aprile 2013

Chapter 84. #New.

Il nome adatto per quel secondo sabato di dicembre era proprio "giornata di merda".
Finalmente vidi come stavano realmante le cose, quant'ero stata cieca fino a quel momento.
***
-e allora stasera ci vediamo?- chiesi a Francesco, abbracciandolo durante la ricreazione.
-no, mi dispiace non posso proprio.-
-ah. Che bello, davvero.- dissi, rimanendoci come una merda.
-scusami. Vorrei tanto star con te ma non posso davvero muovermi, i 50 anni di mio zio...-
-seh, vabbè. Fra, io e te dobbiamo fare un discorso serio, vedi anche tu che qui sta andando tutto a rotoli, no?-
-no, io ti amo tantissimo, tu anche, non c'è niente che va a rotoli.-
-cazzo, non usciamo più, non stiamo più insieme da tantissimo tempo... qualcosa che non va c'è, non neghiamolo.-
-si, hai ragione. Che ne dici se domani pomeriggio ci vediamo a casa mia e ne parliamo meglio?-
-d'accordo. Devo stare un pò con te, lo necessito.-
-anch'io amore. Domani penso sia la giusta occasione per farlo.-
-hai messo un doppio senso nella frase?-
-mmm, può essere.- mi disse, facendomi l'occhiolino.
Non appena suonò la campanella ci dividemmo. Beh almeno ero riuscita ad ottenere un appuntamento!
Il pomeriggio lo passai in compagnia di Serena e Silvia, la sera sarei andata ad un pub a prendermi qualcosa con le mie amiche del pattinaggio, mi mancavano davvero tantissimo.
Ma, ironia della sorte, andammo nello stesso pub dove era anche Francesco.
***
-insomma, come stai? Non ti fai vedere da tanto!- mi chiese tutta contenta Cristina mentre stavamo per entrare nel locale.
-io, anzi noi, stiamo benissimo. Mi manca troppo pattinare, mi mancate tutte voi. Sono stata incasinata ultimamente e non sono potuta passare, mi dispiace. Mi farò perdonare al più presto.-
-traaanquilla chica!!-. Le aggiornai su un paio di cose che erano successe, bevevo poca birra e la coca cola, cercavo di evitare gli alcoolici.
Quando ad un certo punto Chiara dice: -ma quello non è il tuo ragazzo Cla?-
-Francesco? No, non penso, aveva una festa.- dissi. Poi però guardai dove mi aveva indicato la mia amica e vidi che era davvero lui.
-ma che ci fa qui? Mi aveva detto che... scusatemi, vado un attimo lì.-
-vai vai, tranquilla.-.
Mi avvicinai piano, senza farmi vedere. Vidi che era abbracciato a Diane, la teneva stretta per un fianco, stavano parlando e ridendo con altri tre ragazzi.
Perché mi aveva mentito? Non poteva semplicemente dirmi che non aveva voglia di stare con me quella sera?
E poi perché quei due erano abbracciati in quel modo così affettuoso?
Lo vidi darle un bacio sulla guancia, lei invece gliene diede uno piccolo sulla bocca.
Che cosa aveva fatto quella troietta?? Aveva appena baciato il mio ragazzo??
Stavo per perdere le staffe, mi trattenni non so per quale motivo, poi vidi che lei lo trascinava verso il guardaroba. Li seguii, rimasi scioccata nel vedere che si baciavano appassionatamente, lui la stringeva per i fianchi con una naturalezza incredibile e lei metteva le mani dove non doveva.
Mi piazzai davanti a loro, in lacrime.
-sei una merda!- urlai. Si girò di scatto, il panico sul suo volto.
-C..claudia ti posso spiegare!-
-spiegare che eh? Ma vaffanculo va, tu e lei!- dissi e corsi via dal locale, piangendo come una bambina.
Il mio ragazzo mi tradiva con l'americana. Ecco cos'erano tutte quelle scuse, perchè mi evitava. Aveva un'altra.
Mi accovacciai stanca su un muretto lì vicino, in lacrime, chiamando un taxi.
Sentii lui arrivare correndo, mi girai dall'altra parte.
-Cla..-
-lasciami in pace!-
-io..-
-smettila! Non voglio più sentire niente da te! Tornatene dentro, va da Diane che si sarà stranita perché vi ho interrotti!-
-Claudia, non dire così..-
-ah no? E che dovrei dire allora? Ah si, una cosa c'è: è finita. Tieni, questo è tuo.- dissi, togliendomi l'anello e ridandoglielo. Stavamo piangendo tutti e due, io non ce la facevo a guardarlo in faccia.
Finalmente arrivò il taxi, mi alzai e di corsa andai a rifugiarmi lì dentro.
-ti prego no...- mi supplicò lui.
-non lo volevo neanche io, potevi pensarci prima. Ciao.- dissi, richiudendo la portiera.
La tassista mi guardava preoccupata, le diedi subito il nome della via e partimmo, lasciandoci alle spalle Francesco, il locale e tutto quello che era successo lì in una sola ora.
-ti senti bene?- mi chiese.
-non molto, però è tutto a posto, grazie.-
-mi dispiace...-
-non si preoccupi, i maschi sono tutti uguali, uno più merda dell'altro.-
-non hai tutti i torti. La via è questa, giusto?-
-si, eccoci. Grazie.- le dissi, dandole i soldi.
-buonanotte, grazie a te.-.
Erano le undici, sicuramente mia madre era ancora sveglia. Cercai di fare una faccia più normale possibile ma sinceramente non so quanto funzionò, il trucco era colato, avevo gli occhi rossi e la voce roca dal pianto.
Aprii la porta di casa, cercai di muovermi normalmente e a passo veloce verso la mia camera.
-ciao, sei tornata presto.- mi disse lei stupita. Eh no, non eravamo soli. C'era anche la madre di Simone.
-ciao ma, ciao Patrizia.- dissi, provando a sorridere.
-oi ma che ti succede?- mi chiese la madre del mio migliore amico.
-hai pianto Cla?-
-tranquille, non è niente. Ho solo bisogno di Simone, è a casa, vero?-
-si, te lo vado a chiamare subito.- disse lei, con una faccia preoccupata.
Io andai in bagno, avevo lo sguardo di mamma puntato addosso.
-Cla?-
-mamma, non ora, ti prego.-
-cos'è successo, qualcuno ti ha fatto del male?-
-mamma no. Ho bisogno di star sola, solo questo.-.
Suonò il campanello, erano Simone con la madre.
-dov'è?- gli chiese lui a mia madre.
-in bagno, parlaci, mi sembra sconvolta.-
-ci penso io.-
A passo svelto raggiunse il bagno, bussò prima di entrare, appena mi vide in quelle condizioni mi abbracciò forte.
-tranquilla, ci sono io ora. Non piangere.-
Andammo in camera e chiudemmo la porta, avevo bisogno di stare con un amico in quel momento.
-grazie per essere qui.-
-non potevo far altrimenti, mamma mi ha detto che eri in condizioni pietose e che avevi bisogno di me, sono corso subito. Adesso devi dirmi subito cos'è successo.-
Intanto mi asciugava delicatamente le lacrime e mi toglieva il trucco in gran parte colato con una salviettina struccante.
Gli diedi la mano, quella sinistra. Dopo qualche minuto che mi fissava, la guardò.
-l'anello, dov'è l'anello Cla?-
-gliel'ho ridato.-
-aspetta... hai lasciato Francesco? È per questo che stai così?-
-già.-
-che cosa? Perché?-
-perché i miei sospetti erano veri, l'ho visto con i miei occhi che...slinguazzava con.. Diane.- dissi, scoppiai di nuovo a piangere.
Mi abbracciò di nuovo.
-che pezzo di stronzo... Shh, calma, ora risolveremo tutto.-.
Eravamo seduti sul tappeto, la mia testa appoggiata sulla sua spalla, gli stavo bagnando tutta la maglietta del pigiama..
-ops, scusami.-
-chissenefrega, è acqua, si asciuga. Ora sei tu quella che mi preoccupa.-.
Vidi la tasca dei miei pantaloni illuminarsi, avevo messo il telefono in silenzioso, lo presi e vidi che c'erano già 15 chiamate perse in soli venti minuti, tutte di Francesco e un messaggio di una mia amica del pattinaggio.
-vaffanculo anche al telefono.- dissi, tirandolo sul letto di Giovanni.
A Simone squillò il telefono, era Silvia.
-che devo fare?-
-rispondi Simo, muoviti.-
-pronto?-
-ei amore, tutto a posto?-
-si, più o meno, cioè non molto.-
-perché che succede? Che stai facendo?-
-sto da Claudia, non sta molto bene.-
-che ha? È già tornata dall'aperitivo?-
-aperitivo, penso che non se lo sia goduto per niente.-
-ma che ha? Ha a che fare con la gravidanza?-
-no, con Francesco, si sono appena lasciati.-
-che??? Passamela subito.-. Simone mi diede il telefono.
-pronto..-
-Cla! Che è successo?-
-è finita, l'ho lasciato.-
-c'è un motivo?-
-si, mi tradiva con Diane.-
-cazzo! Mi precipito a casa tua..-
-no Silvi, lascia perdere, ci vediamo domani mattina. Mi sta scoppiando la testa, fra un pochino mando a dormire anche Simone.-
-non sai quanto mi dispiace Cla. Tu tranquilla però eh. Ci vediamo domani mattina, vengo a casa tua.-
-ok Silvi.-. Lo ripassai a Simone.
-amore, non la lasciar sola per nessun motivo, la sento sconvolta.-
-certo, ovvio che rimango con lei, non la posso lasciare in questo stato.-
-dopo vi richiamo. Ti amo.-
-va bene. Ti amo anch'io.-. Riagganciò e mi guardò con uno sguardo compassionevole.
-ho mal di pancia..- dissi.
-cosa? Calmati Cla, va a finire che ti fai davvero del male.-. Mi prese in braccio e mi posò sul letto di Giovanni, sdraiata mi sentii leggermente meglio. I dolori venivano dalla placenta, dalle ovaie, dal bambino.
-chiamo un attimo tua madre.-
-no Simo, resta qui, va già meglio.-
-bugiarda. Però rimango con te, questo si.-
-grazie.-
Gli squillò di nuovo il telefono, guardò al volo chi era, poi cercò di non farmelo vedere. Ma ormai avevo visto, era Francesco.
-guarda che lo so chi è.-
-non rispondo.-
-si invece, rispondigli, a te non ha fatto niente di male. Fai finta di niente, come se non sapessi.-
-ok, ci provo. Pronto?-
-Simò, sei con Claudia?-
-ehm..- mi guardò, gli feci il segno di dire di no: -no, in realtà sto a casa mia. Perché? Lei non dovrebbe essere al pub?-
-no, se n'è andata, ho paura che le sia successo qualcosa, era troppo infuriata.-
-ma tu che ne sai? Che è successo?-
-io ero lì, ho fatto un bel casino. Mi ha visto mentre baciavo Diane e ha troncato, giustamente.-
-ma che sei coglione? La tradivi?-
-ti spiegherò meglio poi, adesso devo assolutamente sapere come sta lei. Ti prego, va da lei e dimmelo, non ce la faccio più.-
-va bene, provo a risolvere sto casino. Ti richiamo fra qualche minuto.-
-grazie.-
-non ringraziarmi, lo faccio solo per lei.-. Attaccò e mi guardò: -e ora?-
-e ora.. digli solo che non voglio parlargli e tantomeno sentirlo.-
-bene, quindi gli dico che stai di merda.-
-no. Digli che sto bene. Alla faccia sua.-
-falla finita. È realmente preoccupato, si sentiva dalla voce.-
-non difenderlo, è uno stronzo.-
-non lo sto difendendo Cla, ma ha il diritto di sapere come stai. Io lo richiamo.-
-si.-. Feci una piccola smorfia di dolore.
-ti fa male, cazzo. La telefonata può aspettare, tua madre no.- disse, andò a chiamarla.
Entrò di corsa, era preoccupata da quando mi aveva visto rientrare.
-cosa succede?-
-la pancia, mi fa male un pò.-
-è sopportabile?-
-sono fitte, più o meno forti.-
-merda. Claudia calmati ora, vado a vedere se ho qualcosa per calmarli. Simone, vieni un attimo.- lo chiamò un attimo in disparte: -che è successo?-
-si è lasciata con Francesco.-
-merda. Grazie per starle vicino.-
-di niente, lo faccio volentieri per lei, c'è sempre quando ne ho bisogno io.-
Lui tornò in camera da me, gli feci spazio e si sedette vicino al mio braccio.
-chiamalo.- gli dissi, fredda.
-giusto.-. Rispondette al primo squillo, Simone gli disse che ero distrutta, che avevo dei dolori alla pancia e che non volevo sentirlo nominare. Francesco lo costrinse a passarmi il telefono, io mi opposi con tutte le mie forze, senza ottenere risultati. Appoggiai il telefono all'orecchio e ascoltai quello che aveva da dirmi, senza parlare.
-Claudia, mi dispiace tanto, davvero. Sono stato uno stronzo, lo so. Ho fatto una cosa imperdonabile e mi dispiace che tu lo sia venuta a sapere nel peggiore dei modi. Devo parlarti, domani possiamo vederci a casa mia come già avevamo previsto? Ti prego, devo spiegarti e ho bisogno di sentire i tuoi insulti, di vederti. Per favore, accetta.-.
Ci pensai un attimo, non avevo nessuna voglia di vederlo ma neanche nessuna di troncare quella storia in quel modo così brusco. Con una voce debole gli risposi: -va bene, domani alle tre e mezza.-
-perfetto, grazie. Mi fa malissimo sentirti così, mi dispiace di averti deluso.-
-mavvaffanculo.- gli risposi, attaccandogli in faccia.
Ripassai il telefono a Simone e mi girai verso la parete, fissando il vuoto. Le lacrime scendevano, in mente avevo l'immagine di Francesco e Diane abbracciati che si scambiavano teneri baci.
Lui se la divorava con gli occhi, non era amore quello, era sesso, si vedeva lontano un miglio.
-ha fatto presto a consolarsi.. e chissà da quanto ci sta con quella!-
-non ne ho idea, ovviamente non ci aveva fatto capire niente.-
-tu neanche sapevi niente?-
-ma ovvio che no, te l'avrei detto in qualche modo sennò!-
-e pensare che fino a stamattina mi ha mentito, non vedeva l'ora di stare con me, mi manchi... e le mille scuse! Ogni giorno ne aveva una diversa!-
-Cla, adesso basta pensarci. Dormi, ti farà bene, hai mal di pancia e mal di testa, devi riposarti. Domani ne riparleremo.-
-ei, tu non te ne vai però, vero?-
-vuoi che resto?-
-si, ti prego. Anche mamma e Silvia te l'hanno detto, non mi lasciar sola anche tu.-
-ma io non lo farò mai Cla, mai. Tu ci sei sempre per me, nel bene e nel male, io sono lo stesso per te. Sempre, ripeto Sempre potrai contare su di me. Avrò i miei casini ma sicuramente non mi tirerò indietro in queste situazioni. E poi mi fa davvero male vederti così.-
-ti voglio tanto bene.-
-anch'io te ne voglio, un bene dell'anima.-
-mi abbracci?-
-ma certo.- disse, si sdraiò vicino a me e mi abbracciò, era attentissimo alla pancia.
-wow, mi stai diventando un esperto.-
-mi sono abituato con Silvia ormai.-
-Simo, promettimi che non le farai mai del male. Lei è una delle poche persone in questa merda di mondo, che merita il meglio. Devi darglielo il meglio, non negarglielo. Non farle mai quello che pensavo che Francesco non avrebbe mai fatto a me, fa davvero tanto male. Fa male dover troncare un amore che andava avanti da tre anni, tirargli in faccia quell'anello che per te significava tutto, fa male vederlo abbracciato ad un'altra, vedere che questa ha preso il tuo posto. Per favore, non farlo. O ti uccido con le mie mani, giuro.-
-te lo prometto, io amo quella ragazza, adesso sta per nascere anche nostro figlio, mai potrei abbandonarla e non ho intenzione di farlo. Ci tengo troppo. Ma tengo troppo anche a te, fa male vederti soffrire in questo modo, specialmente a causa di una cazzata fatta da uno dei tuoi migliori amici, uno con i quali condividevi tutto. Ora hai tutto il mio appoggio, se vuoi posso anche troncare il mio rapporto con lui, rispetterei e capirei la tua decisione. Basta solo che me lo dici.-
-no, non farlo. Ora non perché tutto fra noi è andato a puttane deve andare per forza così anche per voi. È un buon amico, è anche stronzo, tienitelo da conto però. Io è ora che lo lascio andare ma tu non ne hai motivo. Non mi arrabbio se continuerete ad essere amici, non ci trovo niente di male. Ora devo solo vedere come sistemare la cosa fra noi due, in questo momento vorrei eliminarlo dalla faccia della terra ma penso che poi in futuro potrei pentirmene. Ci devo pensare.-
-ok, pensaci, dormi però, ne hai davvero bisogno. Io chiamo Silvia e mi metto nel tuo letto, posso si?-
-certo che puoi, che domande. Io tanto non penso che mi muoverò da questo.-.
Lui chiamò Silvia, io intanto cullata dalla sua voce e sconfitta dai dolori della pancia e della testa mi addormentai, più o meno.

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