martedì 2 aprile 2013

Chapter 83. #New.

Il venerdì di quella settimana andai a cena con Silvia, Simone e Francesco, era da tanto che non uscivamo tutti insieme.
-finalmente ci rivediamo!- esclamò Silvia.
-si, mi siete mancati tanto, non ci siamo visti quasi per niente in quest'ultimo periodo.- dissi.
-dai, ora stiamo tutti insieme, ci mangiamo una pizza e tutto passa!- dissero contenti i nostri ragazzi.
Finalmente uniti!
-io però per le dieci e qualcosa vi lascio, devo andare alla festa di Giorgio. Vuoi venire amore?- mi chiese Francesco.
-no grazie, me la risparmio.- loro risero. Non andavo per niente d'accordo con quel ragazzo, la relazione mia e di Francesco era per lui un motivo di divertimento, sempre. E a me dà davvero tanto fastidio quando la gente prende in giro e critica senza sapere.
-e poi non sono nemmeno stata invitata.-
-vabbè, fai come vuoi. Io devo, me l'ha chiesto da giorni.-
-ah, ok.- dissi, un pò delusa.
Ultimamente mi stava lasciando troppo tempo da sola, stava sempre con i suoi amici, io stavo diventando semplicemente una migliore amica per lui. Ci stavamo staccando, ma perché?
-mi accompagni un attimo fuori? Ho bisogno di prendere una boccata d'aria.- dissi a Francesco, i miei amici all'inizio sembravano preoccupati, ma poi capirono che semplicemente dovevo parlare un attimo col mio ragazzo. Anche loro avevano notato il suo comportamento strano e distaccato negli ultimi tempi, continuavano a ripetermi di stare attenta.
Lui annuì, mi prese per mano guardandomi quasi preoccupato e mi accompagnò fuori.
-che c'è, non ti senti bene?-
-sto bene, grazie. È solo che volevo stare un attimo con te, è da troppo che non stiamo insieme.-
-si, hai ragione, mi manchi da morire.-
-non sai tu.- dissi e ci demmo un bacio appassionante, controllando sempre che non ci fosse qualcuno a guardarci. La mia mano non so bene per quale motivo, scese sui suoi glutei, incontrollata. Appena me ne accorsi la ritirai subito, lui arrossì.
-hey hey calma, senza esagerare, vacci piano.- mi disse imbarazzato.
-scusami, nemmeno me ne ero accorta.-
-non te ne sto facendo una colpa infatti, dico solo che forse è il caso di non spingerci molto oltre, anche perché questo luogo non è molto adatto e sai bene che non si può.-
-si, giusto, stiamo rispettando un divieto. Però che palle, tu non puoi nemmeno capire quanto tu mi sita tentando in questo momento.-
-io? Semmai sei tu!-
-mi manchi Fra, mi manchi davvero tanto. Hai impegni domani sera?-
-boh, non lo so, devo vedere. Mi manchi tanto anche tu.-
-vabbé allora poi fammi sapere, non mi dispiacerebbe passare un sabato sera freddo di dicembre accoccolata al mio ragazzo.-
-no, infatti come prospettiva non è niente male.- mi disse, dandomi un bacio sulla guancia.
-dai, torniamo dentro da quei due.- lo incitai.
Al tavolo trovammo Silvia e Simone abbracciati, erano davvero dolcissimi.
-ehm, scusatee.- li interruppi. Si ricomposero e ci sorrisero, quasi imbarazzati.
-e allora, la tipa lì dentro ormai ha sei mesi.- disse Francesco a Silvia.
-si, cresce cresce, mi fa venire sempre più fame e ultimamente la notte si scatena, dovrei abituarmi ai suoi orari, dormire di giorno e lavorare di notte.-
-ma smettila! Anche qui inizia a muoversi qualcuno.- dissi.
-ci stiamo ammazzando di lavoro, siamo distrutti.- commentò Simone.
Si, avevano delle facce veramente stanche.
-prendetevi una pausa, non potete ammazzarvi così! Anche per lei è rischioso!-
-no Fra, qui è tutto a posto, stiamo benissimo.-
-ma ci servono soldi, è questo il punto.-
-se volete un aiuto io ci sono.- dissi.
-ma non provarci nemmeno!!- mi rimproverarono.
-qualcosa la state mettendo da parte?-
-certo che si, abbiamo già messo da parte un bel pò di soldi.-
-e allora datevi una calmata!- esclamai io.
-si, dicembre ce lo siamo presi di "riposo".- mi rispose lei.
-ohh, questo significa che torneremo di nuovo a passare i nostri pomeriggi insieme?-
-certo che si!-
-rompipalle, ci sei mancata!- esclamò Simone mentre mangiava la sua pizza.
-com'è andata ieri al carcere? Non ci hai detto niente.- mi chiese Francesco, loro mi guardavano con curiosità.
-ah, si, scusatemi se non ve ne ho parlato, sono un pò sensibile all'argomento ultimamente. Comunque è andata bene, sono stata contenta di essere andata lì e averci parlato, avergli sputato addosso tutto quel veleno che avevo dentro, è stata una vera e propria liberazione.-
-lui che dice?-
-lui? Che ho le palle, si è stupito di trovarmi lì. Mi ha detto che gli dispiace e che il mio discorso l'ha fatto ragionare. Si è preoccupato per il bambino, vuole sapere dove andrà a finire.-
-e dove andrà a finire? A chi?- mi chiese Silvia, mi ricordai solo in quel momento di non averli più aggiornati sull'argomento adozione.
-mio fratello e Michela hanno deciso di adottarlo, rimarrà in famiglia.-. Ebbero tutti delle reazioni stupite e contente, continuammo a parlare di questo per altri dieci minuti, mi chiedevano dettagli, commentavano, insomma era uscito fuori un bel dibattito. Uno di quelli che non facevo da tantissimo con i miei migliori amici, che mi era mancato un sacco.
Poi però Francesco dovette andar via, lo salutammo e iniziammo a cambiare argomenti.
-qui gatta ci cova.- dissi.
-che c'è, ora mi dai ragione?- mi chiese lei.
-ho i miei sospetti.-
-illuminatemi ragazze, non ci sto capendo più niente.- disse Simo, confuso.
-anche Claudia pensa che Francesco le stia mettendo troppe scuse.-
-in effetti è strano ultimamente. Ma tranquilla che non succede niente, lui ti ama.-
-eh no Simo, ne sto iniziando a dubitare. Non ha più un minuto per me, ha sempre qualcos'altro da fare. E io ho bisogno di lui, porca merda.-
-diglielo.-
-già fatto, ha detto che un giorno di questi ci organizzeremo e ci rivedremo.-
-ah, bella risposta del cazzo questa.- disse con una gentilezza sovrannaturale Silvia.
-ecco appunto.- dissi.
-una semplice curiosità, se vuoi puoi non rispondere: da quant'è che non lo fate?- mi chiese Simone.
-un mese. Stiamo seguendo le istruzioni della ginecologa..-
-ah beh, devi avere un autocontrollo incredibile allora! Io gli salterei addosso ogni due secondi a Simone!- esclamò Silvia. Ero contenta di poter parlare di queste questioni con loro, forse un pochino ci si vergognava, ma poi era l'unico modo per sfogarsi davvero.
-posso immaginare!- le risposi: -ma almeno voi siete liberi di farlo anche 5 volte al giorno, noi no. Che palle.-
-secondo me uno strappo alla regola non ci starebbe male..- mi consigliò lui.
-eh, lo so. Gli ho chiesto se ci vediamo domani ma ha detto che non lo sa.-
-interessante oh, gli si chiede di scop... eh vabbè, e lui rifiuta. Wow.- disse Silvia.
-con calma.- le disse il ragazzo, effettivamente stava andando sul pesante.
-lo so, hai ragione. Ho paura proprio per questo.-
-ok, forse è il caso di fare le stalker per qualche tempo, qui è tutto troppo strano. Domani si inizia.-
-lo seguirete?-
-tu ci aiuterai Simo, ovvio.-
-io ne rimango fuori!-
-eh no, siete due ragazzi, con te si confida sicuro!-. Lo guardammo con degli sguardi imploranti fino a che non cedette.
-siete due streghe voi due, riuscite sempre ad ottenere tutto.-
-verrai ricompensato per questo.- gli disse maliziosa Silvia stampandogli un bacio sulla bocca, ci venne da ridere a tutti e tre.
-e.. con lo spagnolo come va?-
-va bene, ci sentiamo regolarmente, a volte faccio nottata a parlare con lui, mi mette il sorriso anche con una minima cosa. Sto finendo di comporre la musica della nostra.. cioè, sua canzone, non so quando sarà pronta però. E poi ultimamente sono andata a rileggere le nostre prime conversazioni e ho scoperto qualcosa di interessante..-
-cioè?-
-cioè che lui ci stava provando e io non me ne sono accorta, che fessa.-
-davvero?-
-si, ora i ruoli sembrano essersi invertiti. Lui scherza, io gli lancio segnali. Però a volte se ne lascia scappare qualcuno anche lui eh.-
-ahh, hai capito!! Sta attenta però, eh.-
-come sempre ovviamente.-
-ci dispiace di non averti potuto accompagnare a Siviglia, proprio non ci potevamo muovere.-
-non vi preoccupate, vi ringrazio comunque per averci provato. Sarà per la prossima.-
-ci sei rimasta di merda, vero?-
-diciamo di si, me lo aspettavo che era un no ma comunque fa male sentirselo dire in faccia.-
-dai, ti rifarai alla prossima occasione. Organizza lo scambio con Julieta!-
-è dicembre, inizieremo ad organizzarlo a maggio/giugno. Spero davvero di poterlo fare, ci tengo tantissimo.-
-si vede.-
-peccato che mia madre non mi capisca per niente.-
-di spiegarle la situazione non se ne parla per niente, vero?- mi chiese Simone.
-assolutamente no, non mi capirebbe e mi umilierebbe come sempre fa.-
-ma non lo fa apposta!-
-ha un carattere di merda, deve sempre mettere sullo scherzo le cose che per me sono serie. E poi mi sottovaluta, odio questa cosa.-
-dai, lo sai che è fatta così. Però ti vuole un bene dell'anima, riconoscilo.-
-si Silvi, questo è vero.-
-bene, si sono fatte le undici e un quarto, domani avete scuola, forse è il caso che ce ne andiamo tutti a dormire dopo esserci ritrovati. Tanto domani ci si rivede, giusto?-
-certo che si, in questo periodo non vi libererete più di me!-
-forse era meglio lavorare..- scherzarono, me li abbracciai.
-vi voglio tanto bene.-
-anche noi rompipalle. Ora levati però.-
-Simone cattivo.-
-smettetela e andiamo alla fermata dell'autobus, dai.- ci incitò Silvia.
Tornai a casa da sola, Simone era andato a dormire dalla ragazza, io continuavo a guardarmi attentissima intorno e accelleravo il passo, avevo sempre un pò di paura a girar da sola, di notte specialmente, anche se ormai avevo capito che se una persona ri voleva far del male te l'avrebbe fatto anche quando il sole era più alto e davanti alla gente.

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