lunedì 1 aprile 2013

Chapter 81. #New.

Non mi soffermerò molto a parlare di quegli ultimi giorni di novembre, con quel viaggio in testa.
Sapevo che non sarei andata, ero incinta e non c'era nessuno che potesse accompagnarmi. Ma comunque decisi di provarci, non c'era niente di male nell'inseguire un proprio folle sogno.
Decisi perciò di iniziare a preparare mamma.
***
-ei, cosa c'è?- mi chiese lei abbracciandomi, eravamo sedute sul divano e ci stavamo guardando un film, con la coperta sulle gambe e una cioccolata calda in mano.
-mamma, ho bisogno di staccare un attimo. Sono stanca, mi serve una vacanza.-
-una vacanza? Claudia, manca un mese e ci sono quelle di Natale. Resisti.-
-penso che però mi farebbe bene andare un finesettimana di questi da qualche parte, magari in Spagna.-
-ma che stai dicendo Claudia?- mi chiese, guardandomi strano.
Il mio cuore batteva fortissimo, ero agitatissima, non sapevo come dirglielo, non mi uscivano le parole giuste.
-fra una settimana e mezzo c'è il concerto de "Los niños de la sonrisa larga" a Siviglia, quel gruppo che mi hanno fatto conoscere i miei amici. Vorrei andarci, sarebbe un occasione unica mamma.-
-è?- mi chiese, guardandomi male.
-potrei... vedere Siviglia, i miei... amici spagnoli... quel gruppo che mi piace molto... sarebbe il giusto modo per staccare un attimo. E non ti chiederei nemmeno soldi, ce li ho.-
-che cosa? Ma tu sei scema. Io non so cosa ti stia succedendo, ma la Spagna ti sta dando alla testa più del solito in questi giorni. Cosa vuoi? Andare a Siviglia il prossimo week end, magari da sola, a vedere un concerto e a conoscere persone che hai sentito solo per chat? Non se ne parla.-
I miei occhi iniziarono a farsi lucidi.
-ma..?-
-ma che cosa, eh? Claudia, io non ti mando in giro da sola in una città sconosciuta a conoscere degli sconosciuti. Che cazzo ne so io chi sono quelli, eh?-
-sono miei amici mamma. Li hai anche visti, li conosci. Sono importanti per me.-
-sei incinta, ti hanno stuprata qualche mese fa. Questi non sono argomenti validi per convincerti che quella che hai è solo una stupida pretesa inutile?-
-no ma', non mi convinco. Eppure.. e se qualcuno mi accompagnasse mi manderesti?-
-non lo so, dipende da chi.-
-tu?-
-no, non posso muovermi, mi dispiace. Se fosse stato in un altro periodo magari saremo andate tutte e due ma io in questo momento non posso davvero muovermi Cla. Mi dispiace, vedo che ci tieni tanto, ma non si può.-
-io non mi rassegno mamma.- dissi, mi tolsi violentemente la coperta di dosso, poggiai la cioccolata sul tavolo e me ne andai in camera, mettendo la mia faccia nel cuscino.
Piansi, eccome se lo feci. Certo, ero già preparata ad un no, ma ci rimasi di merda comunque.
Quello che mi faceva più rabbia era che non capisse l'importanza dei miei amici spagnoli per me, che ogni sorriso fosse dovuto a loro e ad un nostro incontro futuro, che ormai io vivevo per vederli. Non riusciva a capirlo ed era inutile perdere tempo a spiegarglielo, un giorno poi l'avrebbe capito da sola.
***
E così dovetti abbandonare quel piccolo sogno che avevo, niente weekend di novembre a Siviglia.
Nessuno poteva accompagnarmi, mia madre non mi lasciava andare da sola, avrei deluso i miei spagnoli e anche me stessa. Ma non potevo farci niente, era andata così.
Ma sarebbe ricapitata un'occasione del genere prima o poi, e stavolta l'avrei presa al volo, a qualunque costo.
Perciò chiusi gli occhi un attimo, mandai giù quel boccone amaro, presi un gran respiro e continuai con la mia vita di sempre, continuando a sperare e a credere che un giorno mi sarei rifatta, che un giorno la fortuna in qualche modo avrebbe girato anche dalla mia parte, e stavolta non me la sarei più lasciata scappare.
Io e mia madre non affrontammo più il discorso, io aspettai fino a metà di quella settimana, sperando che all'ultimo momento sarebbe uscito fuori un accompagnatore o che lei avrebbe cambiato idea. Ma niente.
Perciò dissi a Julieta che avevo fatto di tutto ma che non ero riuscita a convincerla, lei e Jairo mi dissero che prima o poi mi si sarebbe ripresentata l'occasione, di non perdere la speranza. La stessa cosa me la ripeté anche Carlos, Lucas invece era dispiaciuto ma nemmeno tanto.
Ma perché si comportava come se non gli importasse più niente di me? Che fastidio, oh!
E così finì anche novembre, con una delusione in più. Ma il peggio doveva ancora arrivare.
Con i miei amici spagnoli tornai a parlarci regolarmente, Lucas sembrava essere uscito dal periodo "sti cazzi di Claudia, ma chi la conosce", era tornato ad essere quello di sempre.
Anche Silvia e Simone si iniziarono a liberare un pò, finalmente potevamo passare di nuovo dei pomeriggi insieme!
Con la band e con Serena tutto proseguiva bene e uguale, a casa l'argomento Siviglia finì nel dimenticatoio, come se mai fosse successo niente (io invece ero ancora furibonda per quella faccenda) e Giovanni con Michela facevano programmi per il loro futuro, mettendo sempre tutto sul 'forse', sarebbero stati certi solo quando avrebbero tenuto quel bambino fra le braccia.
E poi c'ero io, ormai convintissima, che volevo andare a parlare con il padre del bambino.
Tutti mi dicevano che era una pazzia, che mi sarei fatta del male inutilmente e tutte cose del genere.
Non so, volevo rivedere quel bastardo.
Si offersero di accompagnarmi Laura e mia madre, io in realtà avrei voluto che con me ci fosse stato Francesco, ma lui aveva di meglio da fare che stare a presso a me.

Nessun commento:

Posta un commento