mercoledì 20 marzo 2013

Chapter 80. #New.

Guardavo distrattamente la timeline di twitter, aspettando che Jairo e Carlos rispondessero ai messaggi, quando vidi un messaggio de "Los niños de la sonrisa larga" che annunciavano una data del loro concerto a Siviglia, l'ultimo finesettimana di novembre.
Presa da non so quale assurda fantasia,aprii il link che mandava al rivenditore ufficiale dei biglietti del concerto. Ero tentatissima di fare una follia.
Mancavano due settimane, avrei potuto organizzare un viaggetto in fretta e furia e avrei assato un finesettimana a Siviglia, avrei conosciuto i miei amici, avrei finalmente visto lui e sarei andata anche al concerto della mia band preferita. Poteva essere più perfetto?
Andai a guardare i voli andata e ritorno per quel finesettimana e provai a vedere se c'era un albergo che non costasse tanto. Trovai tutto, con quattrocento euro sarei partita.
Ma come una scema non avevo pensato a tutto il resto. Ero talmente eccitata dalla cosa che non pensai al fatto che mia madre mai mi avrebbe mandato da sola in una città che non conoscevo, a incontrare dei ragazzi che avevo visto solo qualche volta in webcam e poi incinta!
Perciò spensierata andai al piano e iniziai a suonare qualcosa, specialmente le canzoni di quel gruppo. Avevo iniziato ad immaginarmi come poteva essere andare lì, sentire il concerto, stare con loro, con lui.
Non ero più nel mondo reale, ormai ero proiettata già a due settimane dopo.
Mi venne in mente un'altra melodia, la registrai subito per non dimenticarmela, magari ci avrei lavorato con la band.
Poi però il mio sguardo cadde su un foglio piegato che avevo appoggiato sotto la coppa del pattinaggio. Lo presi, era quello che ci voleva: la canzone di Lucas.
Non avevo ancora pensato alla musica, era ora di mettersi all'opera.
Ormai le parole le sapevo a memoria, gli accordi che faceva li avevo capiti e scritti tutti sul foglio, sapevo dove erano le pause e dove bisognava andar veloce. L'avevo riascoltata talmente tante volte quella registrazione che alla fine me l'ero imparata a memoria!
"Okay Claudia, mettiamoci all'opera ora.". La mia intenzione era registrare la musica della canzone e portargliela quando l'avrei visto. E i tempi ora stringevano, era meglio darsi una mossa.
Feci un paio di prove e la musica col piano mi venì, poi provai anche con la chitarra gli stessi accordi suoi, ma certamente non mi veniva quel tocco speciale di flamenco che aveva lui.
Registrai questa piccola base e feci un file così, senza voce. Dovevo perfezionarlo, mancavano alcuni degli strumenti. Anche se a sentirla con chitarra e piano era perfetta, non so perché.
Quando tornò mamma la sera mi trovò tutta indaffarata a suonare, tanto che io non mi accorsi della sua presenza.
-ciao Cla.- mi disse, togliendomi le cuffie.
Feci una faccia infastidita, poi la salutai gentilemente.
-ciao ma'-
-suoni?-
-boh, provo.-
-non cantare troppo però, mi raccomando.-
-va bene, tranquilla.-
Se ne andò in camera da pranzo, lasciandomi un attimo sola.
In quel momento realizzai di aver trascurato un dettaglio importantissimo, fondamentale per il viaggio: mia madre.
-cazzo...- dissi a bassa voce.
-hai detto qualcosa?- mi chiese, affacciata dalla porta della mia camera.
-no.-
Andai a riprendere il foglio con i prezzi del viaggio e lo fissai.
"Come faccio ad andare io da sola? Minimo mi ci vuole qualcuno che mi accompagna..".
Volevo andare da sola, volevo godermeli tutti quei tre giorni con quelle persone che nell'arco di qualche mese erano diventate molto importanti per me. L'accompagnatore mi sarebbe stato solo d'intralcio.
Ma come l'avrei convinta?
Decisi di pensarci qualche giorno, vedere se valeva la pena andarci.
Iniziai a dirlo a Julieta, lei prese subito con molto entusiasmo la notizia, sarebbe stata felicissima di passare qualche giorno con me.
A Carlos piaceva l'idea, iniziò a farmi un elenco di tutto ciò che  avremo potuto fare in quei tre giorni.
Ma ovviamente per me il giudizio che contava di più era quello di Lucas. Ma purtroppo fu quello a deludermi più di tutti: -decidi in fretta, i biglietti sono quasi finiti, vediamo se riuscirai a venire.-
Ma che risposta di merda! Io mi aspettavo un pò più di entusiasmo da parte sua, ma niente.
Carino, io andavo lì per lui e a lui non importava niente.
Si, è vero, in quel periodo ci eravamo persi un pochino di vista, ma era strana la sua reazione. Non era lui quello che fino pochi mesi prima, inizi estate, mi diceva che dovevo andare al più presto a Siviglia perché voleva conoscermi?
Dov'era quello spagnolo che mi aveva colpito al cuore, eh?
Ma ovviamente non cambiai opinione sul mio viaggio: dovevo andarci, la mia amica mi stava aspettando. E anche gli altri in realtà.
Iniziai a pensare alle persone possibili che avrebbero potuto accompagnarmi senza ostacolarmi troppo la strada.
Uffa, possibile che non avessi nessuno che conoscesse qualcuno a Siviglia?
Simone e Silvia, no, non potevo contarci, non avevano più un minuto libero nemmeno per loro.
Francesco? No, assolutamente no! Avrebbe scoperto tutto sennò.
Laura? No, i gemellini dipendevano da lei, non poteva lasciarli.
I ragazzi della band? No, non era una buona idea. Solo alcuni di loro lo sapevano, se uno di loro partiva la storia sarebbe venuta allo scoperto con due secondi.
Le uniche persone forse su cui potevo contare erano Giovanni e Michela e Serena e Daniele. Se venivano in coppia avrebbero visto la città tranquillamente e non sarebbero stati totalmente soli. E poi erano gli unici che potevano capirmi davvero.
Decisi di parlare prima con mio fratello per sentire che ne pensava, poi al limite avrei chiesto agli altri.
Il sabato, appena uscita da scuola, andai a pranzo da lui, mia madre non c'era, occasione perfetta per parlare del viaggio.
***
-ciao Cla. Tutto a posto?- mi chiese, facendomi entrare e dandomi un bacio sulla guancia.
-si, e tu?-
-normale, la solita roba di sempre.- mi guardò un attimo la pancia: -e tu come stai?-
-sta bene sta, si sta formando piano piano. Solo che ha sempre fame.-
-eh no sorellina, tu avevi già fame da prima, poi lui si è aggiunto, non è totalmente sua la colpa!-
-beh si, sono sempre stata un pozzo senza fondo per mangiare. Ma ora è peggio, ho delle voglie assurde.-
-esempio?-
-gelato alla verdura, l'hai mai sentito?-. Fece una faccia disgustata.
-ma che schifo! Non mi dire che te lo sei fatto fare...-
-mamma, si, ci ha pensato lei.-
-ok, ora vomito.-
-ma era buono Gio.-
-Claudia smettila.-
-ok, va bene! Dov'è Michela?-
-in cucina, sta preparando qualcosa.-
-tu mai aiutare, eh?-
-è lei l'esperta in cucina, non io!-
-vabbè, ho capito, vado da lei.- dissi, posai la borsa con i libri e andai in cucina, abbracciai Michela che stava facendo il sugo per la pasta.
-c'è un odore davvero buonissimo!-
-grazie Cla, ho deciso di fare il riso alla pescatora, va bene per te, si?-
-certo, basta che ci nutrite e siamo contenti!- dissi accarezzandomi il ventre un pò rigonfio.
-ti ci stai affezionando Cla.- osservò lei con un sorriso. Tutti stavano sperando che crescessi io quel bambino.
Per l'una e qualcosa ci sedemmo a tavola e pranzammo, aggiornandoci su quello che stava succedendo e che era successo. Dovetti tirar fuori i miei due discorsi abbastanza scottanti.
-ho da farvi delle proposte assurde, mi ascoltate?- chiesi, mi guardarono incuriositi.
-ho paura delle tue domande assurde.- mi disse lui.
-vai, ti ascoltiamo. Magari ti mandiamo più tardi a quel paese.- esclamò lei facendomi l'occhiolino.
Decisi di iniziare con Siviglia, mancavano solo due settimane al viaggio.
-fra due settimane a Siviglia c'è il concerto de Los niños de la sonrisa larga, mi piacerebbe andarli a vedere, avrei l'occasione di conoscere anche i miei amici spagnoli e Lucas, poterci uscire, staccare un attimo. Il problema è che mamma mai mi ci manderebbe da sola, specialmente ora che sono incinta. Vi andrebbe di accompagnarmi? In fondo è solo un finesettimana..-. Mi guardarono con facce quasi sconvolte, come se avessi detto una bestemmia: -ei, mi mettete paura se mi guardate così. Lo so che è una pazzia ma sapete come stanno le cose e quanto ci terrei..-
-tu sei tutta scema.- mi disse lui. Michela mi guardava con uno sguardo compassionevole di cui non capivo bene il senso.
-beh, è davvero una proposta assurda questa..- disse lei. Erano indecisi, li avevo messi in difficoltà.
-lo so che vi sto mettendo nei casini, mi scuso per questo, ma capitemi: voi che vi amate potete ben sapere che cosa non si fa per amore. Ed io mi sono innamorata di quel ragazzo, nonostante a volte sia un pò stronzo. Sapete bene come si è evoluta la storia dal 25 di giugno, sapete che in questo momento non desidero altro che averlo vicino a me. E questa è l'occasione perfetta, assurda ma perfetta. Mamma mai mi farebbe partire ma se ci foste voi sarebbe tutto molto più semplice.-
-quindi noi siamo solo una copertura?-
-si michi.-
-se fosse per me ti ci accompagnerei anche subito, ma abbiamo delle cose da mettere in conto.- disse lei.
-si, stiamo pagando la casa, le varie bollette, gli studi e il pomeriggio entrambi lavoriamo. Non possiamo abbandonare tutto quando vogliamo, Cla.- disse lui.
-okay, okay, ho capito.- dissi, dispiaciuta ma rassegnata.
-mi dispiace, sai che ti avrei accompagnato molto volentieri se avessi potuto..-
-possiamo comunque provarci Cla, ma non ci sperare più di tanto.- mi mise in guardia lei.
-quindi ci proverete? Oh mio dio, si! Già questa è una cosa fantastica!-
-Michela ti ha appena detto di non montarti la testa.-
-e infatti non lo sto facendo, sto solo esultando!-
-appunto.-
-va bene, allora adesso facciamo una cosa: abbandoniamo per un attimo il discorso Siviglia. Ho un'altra cosa da dirvi.-
-io inizio a preoccuparmi sul serio..- disse mio fratello, lo guardai male.
-è un'altra delle tue richieste assurde?- mi chiese Michela.
-richiesta no, è una proposta più che altro, siete liberi di scegliere.-
-ma di che si tratta?- mi chiese lui
-la gravidanza Gio.-
-spara, muoviti.- mi dissero con un velo di preoccupazione.
-ci ho pensato molto su, ne ho parlato anche con Laura e mamma, loro anche pensano sia una buona idea. Mi piacerebbe che... adottaste voi il bambino. So che state studiando e lavorando, che siete pieni di impegni e aspettative per il futuro. Ma io vorrei che questo bimbo facesse parte della famiglia, non voglio abbandonarlo. Non posso crescerlo io, lo sapete bene. Voi siete gli unici a poterlo fare, ci tenete in un modo particolare e penso che possiate essere degli ottimi genitori. E poi ci siamo noi ad aiutarvi, io specialmente, non ho intenzione di abbandonare quel cucciolo che per nove mesi ho portato dentro di me. Vi chiedo solo di pensarci bene, potrebbe essere una grandissima occasione per tutti.-.
Guardai le loro facce, erano stupiti e contenti, non so dire bene cosa gli passasse per la testa. Si lanciarono delle rapide occhiate, era inquietante a volte il loro modo di comunicare con gli occhi.
Io aspettavo con ansia una risposta, fissandoli con impazienza.
-...si.- dissero insieme. Che? Il mio bambino era mio nipote? Avevano accettato?
-cosa?-
-si Cla, si. Ci piacerebbe tantissimo.-
-mi prendete in giro.-
-no, siamo serissimi. Possiamo farcela a crescerlo, rientriamo nelle spese.  E tu potrai venire a trovarlo quando vorrai, è comunque tuo figlio.-
-beh, ora io sono solo la sua madre biologica, sarete voi i suoi veri genitori. E penso che non posso desiderare di meglio per il mio cucciolo.-
-grazie Cla.- mi dissero, realmente felici. Li andai ad abbracciare, avevo contribuito ad unirli ancora di più.

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