giovedì 28 febbraio 2013

Chapter 78. #New.

Bussai.
-si?-
-Paola, posso entrare? Sono Claudia.- chiesi timidamente, ero arrivata qualche minuto prima dell'inizio degli allenamenti di pattinaggio e ne approfittai per discutere della questione con la mia allenatrice.
-si Claudia, certo, entra!- esclamò lei contenta. Mi dispiaceva doverle distruggere tutta quell'allegria: -come mai che ancora non ti sei cambiata?-
-ehm, ecco, c'è una cosa che devo dirti e so già che non ti piacerà.-
-ah. Siediti pure, dimmi tutto.-
-devo abbandonare per un anno.-
-cosa? Ti sei impazzita?-
-no.-
-perché? Qual'è il problema?-
-perché sono incinta Paola, non posso continuare a pattinare.-
-c..cosa? Incinta?-
-si.-
-di quanto?-
-sono entrata da poco nel secondo mese.-
-è del tuo ragazzo?-
-no, è di quello che mi ha violentata il mese scorso.-
-o mio dio.- disse lei, sconvolta. Venne ad abbracciarmi, mi confortò molto.
-cos'hai deciso di fare?-
-di portare avanti la gravidanza.-
-sei sicura?-
-si, deve vivere.-
-mi terrai aggiornata, vero?-
-certo Pa, non parteciperò agli allenamenti però ogni tanto farò un salto a vedervi e a salutarvi.-
-si sentirà che non sarai più nel gruppo, Cla. Torna presto, ti auguro il meglio.-
-grazie, già non vedo l'ora di tornare sui pattini.-
-ovviamente lascia stare, evita di metterlo in pericolo.-
-è l'ultima cosa che voglio.-
-ti fermi oggi?-
-solo per dare la notizia alla squadra, poi me ne torno a casa. La ginecologa mi ha consigliato di stare il più calma possibile.-
-datti una calmata Claudia, smettila di correre per una volta. Pensa anche a te stessa, il tuo corpo ne risente di tutto questo stress.-
-lo so. Andiamo dagli altri?-
-si.-.
Andammo insieme dalla squadra che si stava preparando per gli allenamenti, dissi abbreviando di molto, tutta la storia della gravidanza. E dopo domande, facce stupite, abbracci e anche qualche lacrima me ne tornai a casa, doveva venire Matteo per darmi la mia prima lezione di chitarra.
Decisi che avrei parlato quella sera a Lucas, era tanto che non lo sentivo.
Alle cinque e mezza spaccate suonarono alla porta, come previsto era Matteo.
-ciao Matt!-
-eii! Tutto bene?-
-si.-
-pronta per la prima lezione?-
-certo che si!-.
Andammo in camera mia e ci mettemmo seduti sulle sedie, ognuno con la sua chitarra, lui mi faceva vedere come dovevo fare e io lo dovevo ricopiare. Non era affatto semplice, mi si intrecciavano le dita, a volte facevo una nota per un'altra. Ma iniziai a memorizzare gli accordi base, questo si.
La lezione durò due ore, facemmo una pausa fra la prima e la seconda.
-hai qualcosa da mangiare, si?-
-certo che ce l'ho.-. Andai a prendere la crostata alla nutella che avevo fatto qualche giorno prima, iniziavo ad avere le prime voglie.
-l'hai fatta tu, Cla?-
-si.-
-che buona, è venuta davvero bene!- si complimentò, divorandosene due fette.
-grazie.- dissi arrossendo un pò.
-Cla..-
-si?-
-ora mi spieghi tutto però.-
-tutto che?-
-chi c'è sotto tutta questa storia della chitarra? Tutto quest'interesse non ce l'hai mai avuto, ora invece fremi per imparare a suonarla. Sai che me le puoi dire le cose, sto zitto.-
-uff.. si, c'entra una persona.-
-persona ragazzo?-
-si.-
-ti sei presa una cotta?-
-ehm... si. Esagerata.-
-bene. Concordo pienamente quando dici che sei nella merda. E dimmi, lo conosco?-
-non direttamente. Ne hai sentito parlare ma non vi conoscete.-
-non è di qui?-
-assolutamente no.-
-okay, forse ho capito di chi parliamo. Ci ha scritto la canzone.-
-esatto, Lucas.-
-è seria la cosa oppure è una cotta stupida?-
-è seria, molto seria fidati.-
-e lui?-
-lui per ora sembra ricambiare, poi non so.-
-e tu invece? Che piani hai?-
-piani Mattè? Nessuno, sono nel casino totale, non so davvero come devo proseguire.-
-avevo capito che amdava tutto bene con Francesco...-
-infatti è così, io sono innamoratissima di lui. Ma sono innamorata anche di Lucas, è questo il punto.-
-quando sei con la testa fra le nuvole pensi a lui, vero?-
-si, io mai ho sognato così tanto ad occhi aperti, mai. E a volte mi fa strano vedere che le cose mano a mano si stanno avverando.-
-sei contenta però.-
-eh beh, direi! Credo davvero che tutto questo un giorno possa avverarsi, ma vorrei sapere quando. Avrei il tempo di prepararmi...-
-prepararti Cla? Le cose quando arrivano arrivano, non puoi programmarle. Aspetta un altro pochino e poi tutto ti si farà chiaro.-
-speriamo...-
-ei, grazie.-
-per cosa?- gli chiesi
-per avermi confidato questo segreto. Ti prometto che da qui non uscirà niente, sai che è al sicuro con me.-
-grazie a te per avermi ascoltato, mi fa bene parlarne con qualcuno, però non posso farlo molto spesso visto che quasi tutti i miei amici conoscono Francesco. Ma di te mi fido.-. Mi fece sedere sulle sue gambe e mi abbracciò, poi prese un 'altra fetta di crostata.
-fai proprio schifo!- scherzai, ne stava mangiando tantissima.
-e tu sei un'ottima cuoca.-
-non ero io ad averci le voglie?-
-boh, può essere che sono incinto anch'io!-
-smettila, non ci trovo niente di divertente.-
-proprio sei contro, eh?! Pensavo ti piacessero i bambini.-
-Matté, stavolta è diverso. Il bambino sta crescendo dentro di me, io dovrei essere sua madre, è stato concepito in delle circostanze incredibili, ciò significherebbe guardarlo e ripensare ogni volta a tutto quel dolore, mi dispiace ma non so se ce la faccio.-
-beh, non hai tutti i torti. Ma pensaci bene prima di dire che lo affiderai alla nascita, potresti pemtirtene.-
-lo so, proprio per questo sto valutando con un certo criterio i genitori possibili.-
-ah, vuoi sceglierli tu.-
-certo, voglio essere sicura che cresca bene!-
-ti ci stai già affezionando, secondo me cambi idea..-
-boh non so che dirti. Continuiamo?- troncai il discorso,  non avevo voglia di parlarne.
-certo allieva, prendi la chitarra e riproviamo.-.
Suonammo fino alle otto meno un quarto, poi lo salutai, ci saremo rivisti il giorno dopo per le prove con la band.
Andai a preparare la cena, sarei stata da sola, mamma aveva un appuntamento con Stefano, un uomo per il quale mostrava un certo affetto. Ero contenta che finalmente avesse ritrovato l'amore, la persona giusta. La vedevo felice nonostante le varie preoccupazioni che io le stavo dando.
Si frequentavano ormai da un anno, ogni tanto veniva anche a casa, io avevo iniziato a farci amicizia, era una brava persona. Entrambi lavoravano in uno studio legale del centro di Roma, si erano conosciuti così.
Mia madre era contenta che io e Giovanni accettassimo la sua "relazione" con Stefano, pensava potessimo essere gelosi. Ma in realtà avevamo notato che era rinata, non ci sembrava giusto negarle quella piccola felicità.
Mangiai la pasta alla puttanesca, una delle mie preferite, avevo imparato a farla bene e ogni volta me la mangiavo di gusto. Per secondo invece una bistecca con i fagiolini, poi presi altre due fette di crostata.
Con la gravidanza il mio appetito era aumentato tantissimo, Silvia più di una volta mi disse di non strafogarmi di cose da mangiare perché si ingrassava molto facilmente. Ma a me non mi sembrava vero di esser riuscita a prendere qualche chilo, perciò feci poco caso a quel consiglio.
Avevo tantissima voglia di cioccolato e di dolci, sempre ero stata golosa ma mai come in quel periodo.
Mi sentivo sola in quel momento, erano le nove, promisi a me stessa che avrei scritto a Lucas per le dieci e qualcosa di sera, in Spagna si cenava tardi. Perciò chiamai Francesco, avevo voglia di stare un pò di tempo con lui.
-pronto?- chiese lui, evidentemente non aveva letto il mio numero sul telefono di casa.
-amore.-
-ei! Come stai, tutto a posto?-
-si, tu invece?-
-si si, anch'io. Ti stavo per chiamare, pensa.-
-wow, siamo telepatici ora!-
-mi manchi.-
-vieni a casa? Mamma non c'è e io ho voglia di stare un pò con te.-
-mm... un attimo che chiedo.- disse, sentii che chiese alla madre se poteva uscire, lei gli disse di si.
-dieci minuti e sono da te.-
-ok. Ti amo.-
-anch'io, tanto. Arrivo.-.
Mi misi un fermaglio nei capelli e lavai velocemente i piatti e le pentole che avevo usato, alle nove e un quarto il campanello di casa suonò.
Mi asciugai le mani e andai ad aprire, quasi gli saltai in braccio.
-ei ei!- esclamò lui, travolto da me.
-ops, scusami.- dissi arrossendo. Chiusi la porta con un piede, poi lui mi avvicinò a sé prendendomi per i fianchi, ci baciammo.
-'sera!- dissi.
-mi piace quest'incontro serale clandestino.-
-clandestino? Ma se tua madre ti ha dato il permesso di venire!-
-si, ma la tua non c'è. Cosa ci fa questa bella ragazza sola a cena?-
-boh, riflette e pensa al suo ragazzo che ora si trova a un centimetro da lei.-
-ed è contenta?-
-si.-
-bene, sono felice di sentirtelo dire.-.
Mi guardò la pancia e la toccò, mettendo la mano dentro la mia maglietta. Brividi di piacere mi invasero.
-certo, se andiamo a vedere sarebbe stato molto meglio e molto più semplice se fosse stato il nostro.- disse.
-si. È andata così, ora devo affrontare le conseguenze.-
-ci sono io con te però.-
-lo so amore.-. Lo baciai di nuovo, non riuscivo a smettere di farlo.
-che succede?- mi chiese lui divertito.
-che ho una voglia matta di saltarti addosso e di fare... ok, niente.-. Mi stavo provocando da sola, la mia voglia di stare con lui era degenerata. Sarà la gravidanza?
Mi guardò stupito, indagando con quegli occhioni smeraldo: -cosa?- mi chiese, intimandomi a finire la frase che avevo iniziato, di cui già sapeva la risposta.
-niente, ho dei pensieri perversi in questo momento..- dissi ridendo.
-ahah, davvero?!! Sappi che ci sto iniziando a pensare anch'io.-
-oops! È che... ho tantissima voglia di te da quando ho scoperto di essere incinta. Anzi no, anche da prima.-
-si dice che gli ormoni impazziscano quando si aspetta. Però così li fai impazzire a me, Cla.-
-siamo in due allora, mi fai compagnia!-
-sai che non si può, ti ha detto la ginecologa di stare attenta per qualche mese...-
-tu ora dimmi come può far male al bambino fare l'amore. Dimmelo perché giuro che io non lo capisco.-
-non lo so neanch'io, ma forse è meglio ascoltarla.-
-eh no, per una volta voglio fare uno strappo alla regola. Non resisto!-
-Claudiaa... fermati...- mi disse, io intanto gli lasciavo baci sia sul collo che sul viso.
-staremo attenti... ti prego!-. Ormai stava per cedere.
-quanto tempo abbiamo?- mi chiese.
-uhmm.. un'ora e mezza.-. A quel punto cedette.
Andammo in camera mia e ci posammo sul mio letto, facendo sempre molta attenzione a non fare pressione sulla pancia, e lì ci lasciammo andare totalmente.
Era una delle poche volte che lo facemmo a casa mia, di solito stavamo da lui.
Un'ora fantastica, davvero. E non mi aveva neanche fatto male, ero stata una favola.
-e io che cedo sempre..- disse lui, abbracciandomi.
-sei pentito?-
-no, quello no. Tu come stai?-
-mai stata meglio, davvero!-
-nessun problema?-
-no.-
-wow. Però penso che questo strappo alla regola non si potrà fare molto spesso..-
-uffa. Anche Simone e Silvia lo fanno..-
-Cla, lei non ha le minacce d'aborto.-
-io non ce l'ho, devo solo stare attenta perché sono un pò a rischio.-
-ecco. Sappi che però mi è piaciuta questa cosa trasgressiva.-
-ahahahah. Ti amo.- gli dissi e lo baciai.
-ti amo anch'io. Tanto.-
-fattelo dire anche da lei che quando siamo incinte abbiamo l'istinto di saltarvi addosso ogni due secondi.-
-ah si?-
-già, e non è manco tanto semplice controllarci. E infatti guarda.- dissi, facendo segno di guardarci.
-non ho saputo resistere alle tue provocazioni.-
-chissene importa, io non mi pento, anzi. E poi sto benissimo, quindi..-
-bene. Dopo aver fatto questa pazzia, come la vedi l'idea di andarci a rivestire? Sono le dieci e dieci, tua madre potrebbe insospettirsi e arrabbiarsi se ci vedesse.-
-effettivamente... dai, andiamo.-.
Ci facemmo una doccia veloce, io mi misi il pigiama e lui si rivestì.
-io... devo andare.- disse.
-uffa.. va bene, non voglio che tua madre ti sbrani per colpa mia.-
-a mia madre non le importa niente. Sei tu piuttosto che mi sbrani.-
-si Fra, però non mi pare che ti dispiace!-
-no, effettivamente è molto molto bello.- disse, io gli saltai in braccio e gli diedi un bacio appassionante.
-e allora buonanotte amore.-
-buonanotte anche a te.- gli dissi e lo accompagnai alla porta, aspettai che uscisse dal portone prima di tornarmene col sorrisone in camera.
Accesi il computer, avevo un'assurda voglia di riscrivere a Lucas, come se con Francesco non mi fosse bastato.
Lo trovai, chiaccherammo un'oretta, gli spiegai la questione della gravidanza, mi aveva detto che per qualsiasi cosa lui ci sarebbe stato, anche se era lontano.
Spensi tutto per le undici e un quarto, mi andai a seppellire nel mio caldo letto ancora disfatto dall'ora prima e respirai l'odore che c'era rimasto.
Quello era l'odore di due persone che si amavano veramente, la felicità. È uno di quelli che mi è rimasto più impresso, un misto fra il mio e il suo profumo, davvero speciale.
Non sentii mia madre rientrare, mi addormentai cullata dal ricordo della serata passata con Francesco e poi con Lucas, le due persone che mi si stavano contendendo anche se non lo sapevano.

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