martedì 26 febbraio 2013

Chapter 77. #New.

-bene, abbiamo la canzone! Possiamo già incidere il disco se vogliamo!- esclamò tutto contento Lorenzo.
Eravamo alle prove con la band, io Luca e Serena alla fine eravamo riusciti a buttar giù un testo decente per la musica che avevo composto, era perfetto, era semplice e allegro.
-ottimo lavoro!- esclamò Roberto
-adesso decidiamo che altre canzoni cantare e chiamiamo la casa discografica.- disse tutto gasato Matteo. Era ora che li bloccassi, io non potevo cantare, mi era stato vietatlo per qualche mese.
-ragazzi, aspettate un attimo.- disse Serena guardandomi, aveva capito che dovevo parlargli.
-si?- chiese Laila.
-devo dirvi una cosa.- dissi.
-cosa sono quelle facce cupe?- ci chiese Luca.
-penso che dovremo rimandare di qualche mese il progetto del disco..-
-perché??-
-ho scoperto da qualche giorno di essere...incinta.-
-cosa, davvero?- mi chiesero stupiti, quasi contenti: -è una bellissima notizia!-
-no, non lo è.- dissi.
-è una cosa bella, forse un pò prematura.. che c'è di negativo?-
-ragazzi fatela parlare però.- disse Luca, guardandomi preoccupato.
-ieri sono stata dalla ginecologa per fare il primo controllo e la prima cosa che mi ha detto è che devo stare a riposo per qualche mese, ho delle lievi minacce d'aborto che se trascurate potrebbero diventare gravi. Perciò mi ha detto che ovviamente dovrò sospendere per tutta la gravidanza il pattinaggio e poi per due mesi massimo, anche il canto.-
-non puoi più cantare?-
-posso ma molto poco. Il diaframma preme sul feto.-
-merda. Dobbiamo trovare una soluzione subito, senza di te non si fa niente.-
-si, infatti.- dissero gli altri.
-pensavamo...- iniziò Serena: se si scambiassero di posto per qualche mese lei e Laila? Claudia sa suonare bene la batteria, è uno dei pochi strumenti con cui va d'accordo..-
-e Laila ha una voce stupenda, potrebbe benissimo rimpiazzarmi.-.
Sembrava li avessimo convinti, gli piaceva l'idea. Laila era l'unica un pò scossa.
-io te lo cedo volentieri il mio posto da batterista, però tu sei scema. Mi metti a me a cantare?-
-si La, vai benissimo. Sei un'ottima sostitutrice.-
-ha ragione, saresti perfetta.- disse Luca.
-Laila, è solo per qualche mese, poi potrai tornare a fare casino con la batteria come ti piace a te.- le disse Lorenzo.
-sai che potrebbero uscire interessanti duetti?- ci disse Roberto. Effettivamente a noi tre non ci mancava la voce, tantomeno ai ragazzi.
-basta che ogni tanto mi darai il cambio.- mi disse lei, venendomi ad abbracciare.
-farò quello che posso, voglio continuare a stare con voi ma devo pensare anche alla salute del bambino.-
-beh, è giusto.- mi disse Matteo.
-quante canzoni vuoi e puoi cantare a serata?- mi chiesero.
-massimo due, e non troppo alte.-
-okay, troveremo la giusta soluzione. Basta che non te ne vai o qui la band cade.- ragionò Roberto
-io non voglio assolutamente andarmene ragazzi. Però voi lo sapete bene che potete andare tranquillamente avanti anche senza di me.-
-no che non possiamo. Tu l'hai fondata insieme a noi, abbiamo mosso tutti insieme i primi passi e continueremo ad andare avanti tutti insieme.- disse quasi severamente Lorenzo.
-capito Cla?-
-si. Ho capito anche che io vi adoro, che non so come farei senza i miei casinari, senza le vostre pazzie. Grazie ragazzi, vi amo davvero tanto.- dissi, poi me li abbracciai uno ad uno.
-ok, parliamo due secondi della serata di venerdì e poi smettiamo di provare e cazzeggiamo un pò, vi va?- ci chiese Matteo.
-ovvio!-
-venerdì diremo che abbiamo pronte due canzoni?- chiese Serena.
-si, semmai ne facciamo sentire un pezzetto di ognuna.- suggerì Laila.
-buono, si. Queste le canti con noi, vero?- mi chiesero le due.
-penso che non posso fare altrimenti. Le adoro, non resisterei!-
-ottimo. Quante altre ne canti?-
-facciamo altre tre o quattro, è l'ultima volta che posso farlo.-
-sei sicura?- mi chiese Luca, da quando aveva sentito che ero incinta era diventato più premuroso del solito.
-s..si.-
-giovedì allora sceglieremo quali cantare.-
-lasciamo a Laila ancora la sua batteria, inizio dalla prossima settimana. Fatela preparare psicologicamente.- consigliai, poi le feci l'occhiolino, lei mi sorrise in risposta. Amava suonare la batteria, non accettava spesso di cantare al posto di suonare. Era come se si sentisse fuori posto.
-okay, basta parlare di serate ora. Voglio sapere i dettagli della storia.- disse Roberto, spegnendo la tastiera e mettendosi comodo sul divano di casa di Luca.
-mettiti seduto bene, animale.- gli disse con un finto tono di rimprovero Laila, lui se la prese in braccio e iniziò a farle il solletico e a giocarsi, sembravano due bambini, erano tenerissimi.
Suonò il cellulare di Serena, si precipitò a rispondere, allontanandosi mano a mano
-pronto? Ei ciao amore...sei arrivato?...tutto a posto,si?..-.
-sta parlando con Daniele!- dicemmo io, Matteo, Lorenzo e Luca all'unisono.
-mi diventa smielata!- esclamò Lorenzo.
-è innamorata, si vede lontano un miglio.- disse Matteo.
-e tu si vede lontano un miglio che sei preoccupata. Però felice.- mi disse Lorenzo.
-si. Fra un pochino vi dico, godiamoci il momento di pazzia collettiva!- esclamai.
Matteo andò a rompere le scatole a Serena che stava ancora parlando al telefono, Luca si aggregò alla tortura a Laila, lei rideva come una matta, io mi andai a sedere tranquilla sulle gambe di Lorenzo, godendomi la scena.
Lorenzo mi guardò la pancia, non notava niente di diverso.
-sembra che non hai cagato da una settimana.-
-sei la finezza in persona Lollo.-
-oovvio Claudietta.-
-se non ti piacevano le ragazze tu stavi già con me da tempo.- scherzò Roberto con Laila.
-ah si?-
-no, starebbe con me.- disse Luca. La tortura continuava.
-con voi due? Ah beh, dovevo essere proprio fuori di testa per fare una cosa del genere!-
-perché non lo sei già?- le chiesero, lei gli diede dei piccoli schiaffetti.
-ei, non mi toccate la ragazza mia!- esclamai, lei mi fece segno di mettermi seduta vicino a loro.
-meglio di no!- dissi, stavano facendo il panico su quel divano, io non era il caso che mi ci mettessi.
-va bene, vengo io.- disse lei, dopo vari tentativi malriusciti riuscì ad alzarsi e mi abbracciò forte: -tu la devi far finita di infilarti nei casini, capito?!-
-eh,'na parola!-
Intanto i ragazzi avevano preso di mira Serena, aveva appena finito di parlare al telefono e le stavano facendo scherzi di ogni tipo. Da noi venirono Lorenzo e Luca.
-forza, due ragazzi per ognuna.-
-mortacci vostra.- esclamò Laila.
-ei, ma che vi siete mangiati i gentilini a colazione?- gli chiesi, avevano certi attacchi di finezza improvvisa...
-era pessima questa.-
-le mie sempre sono pessime.-
-non è vero, a volte te ne esce qualcuna carina.- mi disse Luca. Lui abbracciava da dietro Laila mentre Lorenzo mi teneva per un fianco.
Anche gli altri tre tornarono e ci ricomponemmo un attimo. Ognuno riprese posto, Matteo intanto andava e tornava con bicchieri e coca cole, Laila accendeva il televisore e girava fino a trovare un canale che trasmettesse buona musica.
-è arrivato?- chiesi a Serena, Daniele era partito quel pomeriggio alle cinque e mezza.
-si, ha detto che aveva preso anche la valigia già.-
-che ore sono?-
-sette meno dieci-
-ah vabbè dai, è arrivato in orario.-
-si, mi ha detto solo che era un pò stanco.-
-lo so, stanotte non ha dormito per niente, l'insonnia è un fattore dominante nella nostra famiglia.-
-tu pure vedo che non stai dormendo tanto in questi giorni.- obbiettò Roberto.
-lo so, sembro un panda con queste occhiaie.-
-penso che i pensieri che ha la sera non è tanto facile metterli a tacere, giusto?- affermò Matteo, passandoci i bicchieri di cocacola.
-effettivamente... la sera inizio a pensare e il sonno mi abbandona.-
-si, però sei felice. Ed è bello questo.- disse Laila.
-Francesco come l'ha presa?- mi chiese Lorenzo. Serena mi guardò un attimo, ci veniva da ridere ma trattenemmo a forza, non c'era niente di divertente.
-Francesco? Temo che lui non c'entri niente con la gravidanza.- disse lei, gli altri mi guardavano quasi sconvolti.
-ma come..?- commentò confuso Luca.
-l'hai... tradito??- mi chiese allarmato Roberto.
-no.-
-se, opera dello Spirito Santo allora..- disse sarcastica Laila, nonostante la battuta fosse di pessimo gusto mi strappò un sorriso.
-basta, fatela finita di fare le misteriose voi due!- esclamò spazientito Matteo.
-penso che se vi diciamo che è incinta di un mese, che sta entrando nel secondo, vi si accende la lampadina.- rispose Serena. Io guardai le reazioni dei ragazzi, si stavano sforzando di capire senza ottenere molti risultati.
Il lampo di genio venne a Laila, si era messa a fare dei calcoli e ci era arrivata.
-lo stupratore! È stato quello, vero?-
-già.-
-e ora?- mi chiesero gli altri.
-e ora.. ora boh. Porto a termine la gravidanza e poi si vedrà.-
-non abortisci?-
-assolutamente no!-
-è determinata, nessuno potrà farle cambiare idea.- disse Serena.
-da quanto lo sai.. anzi, sapete?-
-mercoledì scorso, stavamo tutti insieme e Claudia è svenuta. E la cosa è che ci ha chiesto subito da darle un test di gravidanza.-
-che avevi dei sospetti?- mi chiese Lorenzo.
-si, i sintomi c'erano e ci sono tutt'ora tutti.-
-e a casa come l'hanno presa?- mi chiese preoccupato Matteo.
-a casa? È scoppiato il casino. Ho i miei fratelli dalla mia parte, mio padre è totalmente contro e mia madre è mezza mezza. Per la maggior parte dei miei parenti la soluzione ideale è quella di abortire all'istante, ma io non voglio assolutamente.-
-perché?-
-perché lui cosa c'entra? Non ha fatto niente di male, è stato concepito in circostanze terrificanti però questo non vuol dire che non deve vivere la sua vita.-
-hai intenzione di crescerlo tu?-
-no. Ho intenzione di darlo in adozione alla nascita, a qualcuno che saprebbe amarlo meglio di come potrei fare io.-
-eppure io ti vedo bene nel ruolo di madre, ci sai fare con i bambini.- mi disse dolcemente Roberto.
-non a diciassette anni, non ce la faccio proprio. Questo è un anno importante, pieno di decisioni da prendere che decideranno poi come sarà il mio futuro. Non voglio rinunciare alla mia vita, non ora che ho capito che cosa devo fare.-
-prima o poi ce li dirai tutti questi progetti che hai per l'anno, vero?- mi chiesero con un sorrisetto, avevano capito che c'era molto altro sotto.
-si, certo che lo farò. Uno di questi è imparare a suonare la chitarra, Matteo è un mese e più che ti aspetto, ora ho anche più tempo libero!-
-va bene, scusami se ti ho fatto aspettare, se vuoi possiamo iniziare anche domani con le cose base.-
-perfetto, per le cinque e mezza a casa mia, prima devo andare a parlare con la mia allenatrice di pattinaggio.-
-non gliel'hai ancora detto?- chiese stupito Luca.
-no, mi sono goduta le ultime due lezioni.-
-cretina.- mi disse Serena.
-grazie.-
-come mai che ora vuoi imparare a suonare la chitarra?- mi chiese incuriosito Roberto. Non sapevo che rispondergli.
-boh, mi è venuta questa fantasia.-
-sicura? Sai che puoi dircele a noi le cose.-
-si si, certo che sono sicura. Voglio provare, da sola non ottengo molti risultati, magari se lui mi aiuta qualcosa in più riesco a fare.-
-Serena?- chiese Laila.
-Serena non riesce a spiegarmelo.-
-io non sono brava ad insegnare, mi piace suonarla una volta ogni tanto ma non sono in grado di far capire a qualcuno come si fa.-
-Cla, dobbiamo fare qualche prova io e te con la batteria e la voce, ci rinfreschiamo la memoria a vicenda.-
-va bene. Wow, avrò tolto il pattinaggio ma la mia agenda si è riempita di nuovo!-
-e vabbè, capita.-
-sei molto richiesta!-
-ragazzi, sono le sette e venti, non è il caso che mettiamo a posto tutto il casino e lasciamo in pace Lorenzo?- chiese Matteo, iniziando a pulire il tavolo.
-giusto.-.
Ci alzammo e rimettemmo a posto sedie, il telo del divano, gli strumenti e tutte le altre cose che avevamo messo in giro.
-giovedì a casa mia allora.- dissi. Era da tanto che non provavamo da me.
-io e te anche domani.- aggiunse Matteo.
-si.-
Ci salutammo e ce ne tornammo ognuno a casa sua, io finii i compiti e mangiai qualcosa, poi mi misi subito a dormire, presa da una stanchezza improvvisa.

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