mercoledì 20 febbraio 2013

Chapter 76. #New.

In macchina subito io e Silvia chiamammo i nostri ragazzi e amici, ci demmo appuntamento al parco sotto casa mia, saremo andati tutti insieme da qualche parte a cenare.
-ma Simone non lavora la sera?-
-si, quando lo chiamano. E poi lo pagano la sera stessa. Non è molto ma almeno stiamo mettendo qualcosa da parte.-
Arrivammo a casa per le otto, mi lavai e mi cambiai i vestiti e poi con Daniele e Simone scendemmo al parco, dove poco dopo arrivarono Silvia, Serena e Francesco.
-manca qualcuno?- chiese Simone.
-no, siamo solo noi.-
-tutto a posto, si? Non ci dovete dare brutte notizie o scioccanti, no?-
-noo Dani!-
-vedi, la prima domanda intelligente di tuo cugino.- commentò Francesco.
-ma la finite? Perché dovrebbero esserci per forza brutte notizie?- chiese Silvia.
-perché bisogna ammettere che ultimamente quando ci mettiamo d'accordo per stare tutti insieme succede sempre qualcosa.- le rispose Simone.
-in effetti..- disse Serena.
-regà, al posto di farci problemi inutili, ci godiamo la serata? Vi prego!- esclamai.
Quella frase mise d'accordo tutti, decidemmo di andare a mangiare una pizza in un ristorante che era vicino a Villa Borghese, in modo che pooi dopo potevamo farci una passeggiata.
-rivoglio l'estate..- dissi. Mi mancavano troppo quelle giornate di libertà estive, semza troppi pensieri per la testa.
-a chi lo dici..!-
-Danié, quando ritornerai a rompere le palle ai tuoi amici romani?- gli chiese Simone.
-non lo so, ho già fatto una settimana e più di assenze a scuola ed è iniziata solo da poco più di un mese, evito di fare altre assenze...-
-quindi??-
-quindi forse torno per la fine di novembre, un finesettimana, o direttamente per Natale.-. Guardai la faccia di serena, era normale, un pò dispiaciuta forse, mi aspettavo una reazione diversa alla notizia. Ma evicentemente lei già lo sapeva, già aveva affrontato quell'argomento con lui.
-è tantissimo..- osservò Silvia.
-lo so, ma non posso fare altrimenti. Appena posso vi prometto che farò una scappata, vi torno a rompere le scatole e a stare un pò con la mia amata.- disse, poi abbracciò Serena.
-strano che sei così calma.- le disse Francesco, anche a lui sembrava strana la sua reazione alla notizia.
-ho già incanalato la cosa, ecco. Me l'ha detto qualche giorno fa, non credere che non ci sia rimasta male, ci sono proprio rimasta di merda. Ma se questo servirà poi a stare più tempo insieme fra qualche mese allora benvenga.-
-si, vi assicuro che ci è rimasta davvero di merda quando gliel'ho detto. E non la biasimo, so perfettamente quello che sta provando.-
-e ti credo!- esclamò Silvia.
-dai, ci pensiamo noi a tirarle su il morale!- dissi io, facendole l'occhiolino.
-quando torno non voglio vedere musi lunghi, solo due pance che continuano a crescere, sorrisi, sguardi sognanti, nuove gioie da raccontare e condividere e da voi due mi aspetto una bella canzone per la band!-
-ci proveremo, ormai ci siamo quasi.-
-ei, non si svelano i nostri segreti professionali!- scherzò lei.
-a proposito, com'è andata prima la visita?- ci chiese a me e Silvia Simone. Gli altri anche aspettavano una risposta.
-tutto bene, più o meno.-
-diciamo che è più meno che più.- disse lei.
-ci sono complicazioni?- mi chiese Francesco.
-non proprio.-
-si. Deve stare a riposo, ha delle minacce d'aborto lievi che se sottovalutate potrebbero aggravarsi.-. Nonostante avesse ragione, la fulminai con lo sguardo.
-minacce d'aborto? Scherzi?- ci chiese preoccupata Serena.
-mi ha detto che devo darmi una calmata, che non posso correre come sto facendo ora perché potrebbe essere dannoso sia per me che per il bambino.-
-sicuramente devi rinunciare al pattinaggio e al fumo.-
-e menomale Dani, magari mi tolgo sto vizio! Si, il pattinaggio lo devo lasciare per forza, ovviamente non posso pattinare con la pancia. Specialmente ora che è anche a rischio.-
-ti hanno detto altro?-
-si, non potrò cantare molto spesso, il diaframma preme sul feto, potrebbe fargli male. Però io non voglio lasciare la band...-
-e non lo farai! Domani insieme agli altri decideremo come muoverci, vedrai che facendo qualche piccolo cambio potrai continuare a stare con noi. Anche perché senza di te non si fa niente, lo sai.-
-non dipendete da me.-
-tu sei una parte importante della band, se manchi tu si sente. Siamo un gruppo, ci muoviamo tutti insieme.-
-hai ragione.-
-quindi programmi per i prossimi giorni?- mi chiese il mio migliore amico.
-mm... riposo, andare a parlare con la mia allenatrice di pattinaggio, provare a sistemare la questione con la band, fare le analisi per controllare se anch'io sto bene, e poi pensavo di...-
-pensavi di cosa?- mi chiesero.
-non mi prendete per scema però. Volevo andare in prigione a parlare con quell'uomo.-
-stai scherzando!! Ma sei scema, sei?-
-ti ha fatto del male, non te lo ricordi?-
-a che scopo poi? Solo perché così ti tornano gli incubi?-
-Claudia, non farmi partire col pensiero che andrai a parlare con la Bestia. Per favore, non mettermi un'altra cosa in testa.-
-amore non ce n'è bisogno, pensi che a quello importi qualcosa se tu sei incinta di lui? I cavoli suoi ormai se li è fatti.-
-lo so, è una pazzia, avete ragione tutti, ma io ne sento il bisogno, nonostanre sappia che faccia male.-
-e che hai intenzione d dirgli?-
-non lo so, ci sto pensando. Ma comunque voglio vederlo in faccia e scambiarci due paroline.-
-ti faremo cambiare idea, non lo puoi assolutamente fare.- disse severamente Simone.
-forse è meglio se non vi mettete in mezzo a questa storia, ok? Ho il diritto di scegliere quello che voglio fare, no?-
-non se sono cazzate come questa, Cla.-
-non è una cazzata, è una cosa che sento il bisogno di fare, anche se so che farà male rivederlo. Ma devo sputargli in faccia tutto quel veleno che ha messo dentro di me da quel giorno, devo dirgli tutto quello che mi ha fatto passare. Devo dirgli in faccia che è una merda.-
-sono combattuta se dirti di si o di no, hai ragione anche tu..- ammise Serena.
-fate in modo che non ci vada, vi prego!- chiese implorante Daniele agli altri.
-proveremo, ma già si vede chi vincerà.- disse Francesco.
Si, nessuno mi avrebbe fermato. Volevo andare a parlare con quell'uomo, ormai l'avevo deciso e non sarei tornata indietro per nessun motivo.
Mangiammo e poi al centro ci dividemmo tutti, a coppie. Chi tornava a casa, chi si faceva un giro per le strade ancora affollate alle undici di sera e chi come noi si andava a rifugiare nel posto dove tutto iniziò, il Colosseo.
Ci mettemmo seduti su uno di quei muretti che lo costeggiano e lo guardammo, guardandoci.
-tre anni e una settimana..- disse Francesco.
-si. E in una settimana è successo di nuovo il finimondo.-
-mannaggia, ultimamente ce ne capitano di tutti i colori. Ma piano piano ne stiamo uscendo, sempre insieme, giusto?-
-si. Sono contenta che tu sia qui in questo momento, avevo bisogno di rimamere sola con te.-
-anch'io, questi sono stati giorni duri per tutti, non siamo potuti stare molto insieme data anche la situazione. Ma ora è bello tornare a stringerti e a dirti ti amo senza che nessuno ci disturbi.-
-a proposito, ti amo.- gli dissi, poi ci diedimo un bacio: -certo che ci tratteniamo molto quando stiamo in giro, eh!-
-si, effettivamente sappiamo fare di molto meglio, sabato scorso non so dirti nemmeno come sono stato, è indescrivibile. Tu sai sempre stupirmi.-
-stupirti? No, io ho fatto solo l'amore con il mio ragazzo dopo due mesi, mi mancava tantissimo. E in questo momento gli salterei molto volentieri addosso ma purtroppo la ginecologa mi ha detto che è meglio darsi una calmata.-
-beh, tieni i tuoi ormoni a bada che sennò se continui fai schizzare anche i miei.- disse, ci mettemmo a ridere: -ti ha detto di evitare i rapporti?-
-si. Si tratta di qualche mese, non per tutta la gravidanza. Il tempo che mi passino le minacce d'aborto.-
-ok, tranquilla, l'abbiamo appena affrontata una cosa del genere, no? Ce la faremo di nuovo, vedrai.-
-lo spero, io ce la faccio ma tu non lo so, non ti posso neanche dar torto, so cosa si prova quando stai vicino alla tua ragazza, in certi momenti ti verrebbe voglia proprio di saltarle addosso. Ma poi quando vedi che non può o non vuole più stare con te, la rimpiazzi.-
-cosa?? Ma che discorsi stai facendo?-
-voi ragazzi, per quanto buoni e cari possiate essere, ce l'avete nel sangue. Poi ci sono le eccezioni, certo, ma la maggior parte fanno casini in queste situazioni. Ma tu, tu sei un eccezione, me l'hai già dimostrato. Spero che me lo dimostrerai ancora.-
-ma certo che te lo dimostrerò, ci manca solo che ti lascio così, in questo periodo! E poi cazzarola, possibile che non capisci che senza di te non posso stare? Non si vede?-
-si che si vede. Ma che ne so, magari un giorno ti stancherai di me e di tutti i miei casini...-
-smettila Cla, basta fare questi discorsi inutili. Io ti amo, ricordati solo questo.-. Lo zittii con un bacio, quelle parole erano bastate per calmarmi.
-penso che dovrai sopportare i miei sbalzi di umore per un bel pò.-
-posso sopravvivere.-
Stettimo insieme fino a mezzanotte, poi me ne tornai a casa, stanca.
Tornai nello stesso momento di Daniele, stava aprendo la porta di casa.
-ei, avete fatto presto.- gli dissi.
-domani avete scuola, ricordi?-
-certo che lo so. Posso stare un pò nel letto con te?-
-che mi hai scambiato per zia?-
-uffa Danii..-
-si si, va bene, vieni pure a rompere nel letto mio.-
-graaaazie!-.
Ci lavammo e ci mettemmo il pigiama facendo il minor rumore possibile per non svegliare mamma, poi ci infilammo tutti e due nel letto di Giovanni.
-a cosa devo questa visita notturna?- mi chiese lui, i suoi occhi e i denti brillavano al candore della luna.
-al fatto che la tua cuginetta soffre di insonnia e che vuole passare un pò di tempo con te prima che la lasci per tornare al tuo paesino.-
-non vado in guerra, torno semplicemente a casa. Anche se ormai la mia vita è qui, quasi tutti i parenti da parte di nonna stanno qui. E poi ci sei tu, c'è Giovanni, ci sono Simone e Silvia, c'è Serena..-
-c'è soprattutto Serena!- esclamai.
-non è vero, stronza.- mi disse e mi diede un bacino su un occhio.
-e da quando si baciano gli occhi?-
-boh, da quando stiamo al buio e non capisco che cazzo sto toccando.-
-ahh, bravo. Allora fai una cosa, quelle manine tienile ferme che sennò te le trincio.-
-ti ricordo che il tuo sedere è mio.-
-il mio sedere è di un botto di gente, dai paesi ci vengono a dirmi che è di proprietà loro.-
-ah, scusami, forse ho capito cosa vuoi dire.-
-sono un pò sensibile all'argomento da quando sono stata violentata... penso sia normale.-
-certo che lo è, scusami, sono stato cretino io a non pensarci.-
-non ti preoccupare, tu hai un permesso speciale!-
-l'ho adottato da tempo ormai.-. Ripensai al fatto dell'adozione, ero confusissima su quello che avrei dovuto fare col bambino.
-Lucas lo sa?-
-cosa? Del culo?-
-ma sei scema Cla?- mi disse, guardandomi storto: -della gravidanza, tonta.-
-no.-
-forse è il caso che tu glielo dica.-
-si, fra qualche giorno. Lo devo dire anche agli altri, che palle!-
-come che palle!? Devono saperlo Cla, lo sai.-
-si si, ovvio. Certo che cazzo di amica che gli è capitata...-
-mica l'hai scelto tu di essere violentata e di rimanere incinta di quello! E poi secondo me gli è capitata un fiore di ragazza e penso che loro se ne siano già accorti da tempo. Ti vogliono bene, si vede. Penso che durerà e non poco, scommettiamo?-
-no, non scommettiamo, vinceresti tu.-
-e dai, dillo che tu pure la pensi così.-
-si, lo ammetto, penso che la nostra amicizia potrà essere duratura. Anche se da Lucas mi piacerebbe avere un pò di più che una semplice amicizia.-
-e l'avrai, aspetta qualche mese e avrai la tua occasione.-
-perché ho la sensazione che fra me e Francesco le cose andranno presto a rotoli? Che tutto quello che mi ha detto prima è solo una cazzata detta lì per lì?-
-non lo so.. che ti ha detto?-
-che sono insostituibile, che non mi devo preoccupare perché non si muore senza fare l'amore due mesi e che intanto non andrà a cercarsene un'altra.-
-cioé, tu pensi che lui non resisterà e che ti tradirà?-
-non lo so, però ho paura che succeda. Sai bene come siete fatti voi.-
-non mi pare che quando sto a casa tradisco Serena. Non ho la minima intenzione di farlo, io amo lei e in questo momento non potrei immaginare la mia vita diversa da come la sto vivendo adesso.-
-prenditene cura, non smetterò mai di ripetertelo. Se vengo a scoprire che le hai fatto qualcosa di male ti uccido connle mie mani, giuro.-
-ah bene, già mi minacci.-
-ti metto in guardia.-
-recepito.-
-si spera!-
-tornando a Francesco... ha tante tentazioni vicino?-
-si, una fa per mille, l'americana.-
-ah, Diane. L'ho vista l'altro giorno, è una bella ragazza davvero. Ma fidati, per lui conti solo tu.-
-e per me? No, per me conta lui e quell'altro. Vedi che è un casino??-
-ti calmi Cla? Con Lucas è momentanea la cotta...-
-no. Manco per niente. Non è momentanea. È dal 24 giugno che penso a lui, ogni giorno sempre di più e sono arrivata alla conclusione che mi ci sto proprio innamorando.-
-vedrai che fra qualche anno l'avrai totalmente dimenticato..-
-che? No no, fra qualche anno il suo cognome sarà anche il mio, forse non hai capito.-
-lo spagnolo ti ha davvero rubato il cuore, vero cugina?-
-si.-
-sai se gli piace qualcuna?-
-ha detto di no. Non so come sarebbe stata la mia reazione se mi avesse detto di si.-
-eppure poteva succedere, penso che avevi considerato l'ipotesi prima di fargli la domanda.-
-si, ma ero nel panico. E poi ho tirato un sospiro di sollievo, forse un pò troppo rumoroso visto che lui se n'è accorto!-
-aahahahha, davvero? E che ti ha detto?-
-che gli faceva piacere.-
-ahh, hai capito! Hai fatto colpo!-
-non penso. Lo spero però.-
-il tuo sogno sta iniziando a realizzarsi...-
-basta, zitto, se si realizza vuol dire che io sto nei casini.-
-ma vattene!! La smetti di farti problemi inutili?-
-problemi inutili un cazzo, sono nella merda fino al collo, ho più preoccupazioni io che il papa.-
-carina questa.-. Lo fulminai con lo sguardo, la mia era solo una battuta sarcastica!
-affronta la gravidanza con serenità, prendila dal verso giusto, fai le scelte che reputi migliori per entrambi, non stancarti, evita le discussioni e i problemi inutili e soprattutto non fare cazzate!-
-mi sembri uno dell'oroscopo Danié.-
-non importa, mi devi promettere che lo farai però.-
-va bene, te lo prometto. Tu mi prometti che tornerai presto?-
-certo che te lo prometto, quest'anno il natale lo passiamo insieme.-
-mi piace l'idea cugino.-
-cugina, non è ora che te ne vai a dormire?-
-boh, dici? Già mi cacci?-
-mm... si.-
-che palle.-. Gli diedi un bacio sulla guancia, con lo schiocco forte.
-vedi che io so dove vado a toccare anche al buio?-
-perché sei una strega, ecco.-
-si, domani parto per Horgwarts e trovo il mio Harry Potter.-
-brava. Ciao.-
-fanculo.-
-ti amo anch'io.-.
Mi misi sotto le coperte, era l'una passata e avevo ancora gli occhi sbarrati. Sarà che avevo troppi pensieri per la testa?
Daniele anche se ne stava lì fissando il soffitto, ogni tanto accendeva il telefono e perdeva il tempo così, cazzeggiando.
-mi hai cacciata e poi neanche tu riesci a dormire.-
-sono agitato, lo sono sempre prima di un viaggio.-
-oh beh, ti capisco, da qui si vede che siamo davvero cugini, anch'io ho la stessa tua reazione.-
-e che fai nell'attesa?-
-boh, quello che capita.-
-tu invece non riesci a dormire per tutto quel vulcano di cose che hai per la testa?-
-esatto.-
-nemmeno la musica ti distrae?-
-in questo momento no. So io cosa ci vorrebbe ma è meglio se nemmeno una piccola parte del mio cervello ci pensi perché sennò so cazzi.-
-vuoi fumare? Bene, non farlo.-
-come cavolo hai fatto a capire?-
-ti conosco troppo bene. E anch'io avrei la stessa voglia.-
-aspetta, l'avresti se fossi nella mia situazione o ce l'hai ora?-
-tutte e due.-
-e da quando fumi?-
-non fumo io.-
-l'hai appena detto Dani.-
-a volte qualche tiro, punto.-
-ahh, bravo demente. Fai come ho fatto io così poi ogni due per tre ne hai voglia!- lo rimproverai. Da quando avevo capito cosa voleva dire fare un tiro da una sigaretta di qualcuno, cioè poi farne fino a fumarti una sigaretta intera, ero contro ogni tipo di richiesta del genere da parte dei miei amici. Mai avrebbero fumato da me, mai. A meno che già non avessero provato da qualcun altro.
-sei contro?-
-si.-
-ma tu fumi!-
-occasionalmente Daniele, occasionalmente. E ora ho l'opportunità di togliermi questo vizio definitivamente.-
-non fumare mai in questi mesi, gli può far male!-
-lo so. Non voglio far male a mio figl...nipot... eh, al bambino.-
-nipote? Scusami ma non l'ho capita.-
-no, niente, ne ho sparata una delle mie.-.
Non era così in verità. Stavo iniziando a considerare l'idea di portare a termine la gravidanza e poi di affidare il bambino a Giovanni e a Michela. Si, erano giovani ma erano tanto innamorati e lui ci teneva molto alla mia gravidanza. Io così non l'avrei abbandonato totalmente, avrebbe fatto parte della famiglia, io avrei potuto continuare con la mia vita e Giovanni si sarebbe costruito una bella famiglia. Certo, a vent'anni... ma nemmeno a diciassette però!
Avrebbe fatto meno male guardarlo, sarebbe stato mio nipote e forse lo avrei amato molto di più di quanto l'avrei fatto se mi avesse chiamato "mamma".
-sei sicura che ne hai sparata una delle tue?- mi chiese Daniele, interrompendo quel piccolo silenzio che si era formato. Sobbalzai, mi ero totalmente persa nelle mie riflessioni.
-si Dani, tranquillo.-
-me lo dirai un giorno?-
-se riesco a portare avanti il progetto lo saprai per forza, o da me o da chiunque altro.-
-va bene ma preferirei che me lo dicessi tu.-
-aspetta un pochino e poi ti dirò. Buonanotte Dani, il sonno è arrivato.- dissi sbadigliando.
-beata te.. buonanotte Cla.-

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