venerdì 15 febbraio 2013

Chapter 74. #New.

Con me ad attendere l'arrivo di mia madre erano rimasti Serena e Daniele.
-come farai adesso? Hai parecchie decisioni da prendere, non nasconderlo.-
-adesso? Adesso dovrò abbandonare il pattinaggio, per otto mesi non potrò farlo e dovrò limitarmi solo a fare il tifo per le mie amiche dagli spalti della palestra, e farà male stare lì seduta quando invece io ero abituata a stare lì al centro della pista a scatenarmi. E poi dovremo prendere delle decisioni anche con la band, non voglio abbandonarvi di nuovo, specialmente ora che stiamo iniziando a incidere le nostre canzoni, ma non so se potrò continuare a cantare, per via del diaframma.-
-non preoccuparti, intanto senti che ti dice la ginecologa poi decideremo tutti insieme, lo so bene che loro cercheranno in tutti i modi di aiutarti. Troveremo un modo, vedrai.-
-devo abbandonare tutto, di nuovo. E stavolta per tanto tempo. Non posso più fare quello che amo fare fino a che non porterò a termine la gravidanza.-
-devi farlo, oppure sai bene come puoi tornare alla tua vita di sempre, il modo c'è, ma tu non vuoi parlarne..-
-io sono d'accordo con lei, perché deve negare così ingiustamente una vita?- mi difese Daniele.
Serena non aveva tutti i torti però. Nel caso di uno stupro il fatto è diverso e discutibile: l'aborto si potrebbe fare, si ha tutto il diritto.
-non voglio. Vorrà dire che rinuncerò a un pò di cose per qualche mese, fino a... minchia, fino a giugno.- esclamai, rendendomi conto di quanti mesi mi aspettavano davanti.
-che c'è, ti sei resa conto ora che sono nove mesi?-
-si. Non avevo fatto il calcolo.-
-è un anno, per un anno no farai ciò che desideri realmente fare. Sei pronta ad affrontarlo?- mi chiese lui. Presi un grande respiro, la scelta era abbastanza difficile e io ero combattuta.
-si. Devo farlo, lo farò. Ma non andrà mai più via questo sorriso dal mio volto, mai, ve lo prometto.-
-è determinatissima.- disse lei.
-è cocciuta, ma stavolta ha ragione.-
-hai voglia di cantare un pò?- chiesi a Serena. Ci si accese un gran sorriso a tutti e tre, a me e lei in particolare, io andai a mettermi davanti la tastiera, lei prese la chitarra che avevo comprato per quelle famose lezioni con Matteo che mai riuscivano ad essere organizzate e iniziammo a suonare vari pezzi di canzoni, con Daniele che ci guardava tutto contento e orgoglioso, seduto nella scaletta che portava al mio letto.
Riuscii a scaricare un pò dello stress che avevo acquisito quel pomeriggio, mi faceva molto bene cantare. Come avrei fatto a non cantare per nove mesi? Era una prospettiva davvero impossibile, non potevo starci.
-le canzoni di quel gruppo che ti ha detto Lucas sono molto belle, le ho ascoltate. Dovremo cantarle qualche volta, hanno quel non so che...-
-...che ti prende dritto al cuore, lo so, me ne sono accorta. Mi piacciono molto anche per quello.-
-da quanto non vi sentite?-
-una settimana più o meno, non lo vedo da fine settembre invece. A volte se gli scrivo non mi risponde, non capisco il perché.-
-ti accolli?- mi chiese Daniele.
-no, non penso almeno.-
-allora tranquilla che fra un pochino ti risponderà, noi ragazzi siamo tutti un pò lunatici.-
-eh, si vede!- esclamammo io e Serena.
-non sapevo fossi andata di nuovo al letto con Francesco.- sbottò lui. Serena lo guardò male per come se n'era uscito, io lo guardai imbarazzata, arrossendo.
-mi sentivo pronta e ho deciso di tornar da lui, è lecito.-
-è strano più che altro.-
-che palle, due persone ora non si possono più amare? Si, è vero, ho vissuto una vicenda traumatica che fa ancora tantissimo male se ci ripenso, ma lui è stata la prima persona di cui mi sono fidata, fin dal mio risveglio. So che tutto può farmi tranne che del male, ci ho pensato bene prima di decidere. Penso che anche voi sapete bene che in un rapporto fra due persone che si amano ci vuole anche quello, non c'è bisogno che io ve lo spieghi, giusto?-. I ragazzi erano sempre riservati su questo fatto, mi davano degli indizi vaghi, nessuno sapeva con certezza se loro già l'avessero fatto o no, anche se ormai era più si che no.
-si.- dissero.
-non capisco di cosa vi vergonate, è una cosa normale e bella. Rispetto il vostro silenzio e evito di farvi domande, quando vorrete me ne parlerete. Però anche voi fate un piccolo sforzo e provate a capire me e le mie decisioni improvvise, ok?-
-va bene, tranquilla.-
-comunque io se fossi in te farei un piccolo test del dna fra qualche mese per essere certa che il bimbo non sia di Francesco ma di quell'animale. Ho capito che i sintomi erano chiari, ma che ne sai..- rifletté lei a voce alta.
-si, ci stavo pensando anch'io. Anche se sono sicura che sia di quello anche dai sintomi, però una controllatina ci sta sempre bene.-
-quanti giorni sono passati?-
-quattro Dani, ma è inutile che te lo dico. Mi sai fare di questi calcoli?-
-mi stai sfidando cuginetta?-
-mmm, non lo so..!-
-quando ti sono venute l'ultima volta?-
-non mi sono venute. A fine agosto, ecco.-
-in teoria dovresti averle ora..- disse lei, facendo qualche piccolo calcolo mentale.
-no, posso confermare che è la seconda volta che mi saltano.-
-ecco. Okay, allora forse hai ragione tu.-
-però Cla il test del dna fallo comunque.- mi consigliò lui.
-provvederò anche a questo.-
-bene ragazzi, questo è stato un pomeriggio intenso, dovevamo divertirci e invece siamo andati a finire a parlare di cose serie. Io vado a casa, tu aspetta che lei dica a Carla che è incinta poi raggiungimi a casa, stiamo un pò insieme. Così li lasci parlare. Intesi?-
-si capo.- le rispose, poi le diede un lungo bacio.
-te quiero.- gli disse Serena. Io mi feci rossa, non so bene il perché.
-anch'io, senza dubbio.-. Videro che nonostante fossi mezza girata ero rossa come un pomodoro.
-scusami eh, la mia ragazza mi dice che mi ama e tu arrossisci?- scherzò Dani.
-scusatemi, non so che mi prende.-
-ti prende che tu appena senti una qualsiasi cosa in spagnolo ti trasferisci in un mondo a parte! Scusami, mi è scappato.-
-ma che ti scusi per aver detto ti amo al tuo ragazzo? Tu sei matta!- le dissi e poi l'abbracciai.
-buona fortuna per dopo. Caccialo via ad una certa ora.-
-va bene. Basta che poi me lo riporti ad una certa ora.-
-ok, farò in modo che torni a casa ad un'ora decente.-
La salutammo, poi ci buttammo tutti e due sul mio letto.
-bel casino.- disse.
-vé? Caruccio proprio, Danié.-
-dai che ne esci fuori, abbi fiducia.-
-e che palle, ultimamente mi succedono tutte a me!-
-non hai tutti i torti su questo, qualcuno te l'ha tirata di brutto.-
-vabbè, non posso farci niente. Piuttosto, come vanno a te le cose? Dobbiamo aggiornarci.-
-si, non chiacchieriamo da un pò. A casa tutto a posto, ti salutano tutti, Clarissa e Nicola ti mandano un bacio "grande così", come dicono loro, mi hanno chiesto se un giorno possiamo fare la videochiamata.-
-certo che possiamo! Tu dimmi quando e io mi precipito! Quelle pulci mi hanno dato tanto quest'estate, nonostante l'abbia passata a studiare, è stata una delle estati più belle della mia vita, non so perché.-
-beh, comunque hai provato sentimenti e emozioni nuove. Penso che la prossima sia ancora più indimenticabile, quanto ci scommetti?-
-dici? Spiegati, vediamo se la pensiamo allo stesso modo.-
-lo scambio culturale con la tua amica, incontri gli spagnoli, nasce tuo figlio, hai un mese di serate al villaggio turistico in Sardegna con la band, un possibile concertone, l'inizio di una tournée della band.. devo continuare?-
-no no, basta così! In effetti si, è così. Mi aspettano tante belle cose, vediamo se riuscirò a cavarmela in qualche modo e a non infilarmi in casini più grandi di me..-
-si che ce la farai, ce l'hai sempre fatta.-
-com'è l'amore a distanza Dani? Cosa si prova?-
-perché?-
-curiosità. Posso?-
-si. È... difficile, non sai mai quando puoi rivederla, cosa prova in quel momento, se gli manchi, se pensa a te oppure va in giro con altro ragazzi, se ha bisogno del tuo abbraccio oppure se si è stancata di te. Ma ci sono i lati positivi, come per esempio che quando ci si vede ci si dà tutto l'amore che si ha, che passi ogni minimo istante con lei, non vorresti mai abbandonarla. È come se ti rinnamori tutto daccapo della stessa persona, è bellissimo. Doloroso ma stupendo.-
-wow. Anche lei mi ha risposto così.-
-cosa ti dice Serena di me?-
-che mi dice? Che ti ama, tanto. Che mai si era innamorata così, io confermo, è la prima volta che si è presa una cotta del genere. Ti prego, per favore, non deluderla. Non se lo merita, è davvero innamorata di te, Dani. Vedo che la cosa è reciproca, però lei si confida spesso con me, so perfettamente come si sente in questo momento.-
-si, mi ha detto che vi siete riavvicinate molto ultimamente.-
-si, mi è stata molto vicina e d'aiuto, abbiamo parlato, ci siamo confidate come facevamo una volta, negli ultimi mesi ci eravamo distaccate leggermente ma sono contenta che ci siamo ritrovate. È davvero una brava persona, la adoro.-
-le hai raccontato di Lucas? Perché?-
-perché a parte che con te le cose non sono al sicuro..- dissi, facendogli l'occhiolino, mi diede una leggera gomitata: -e poi non è stupida, aveva capito che c'era qualcosa sotto. E un giorno mentre chiaccheravamo è uscito fuori l'argomento Spagna e allora gliel'ho detto.-
-ah, così, senza pensarci.-
-si. E ho fatto bene, mi fido di lei e so che posso contarci.-
-si, ti vuole bene, ci tiene a te, si vede. Ammiro la tua capacità di sceglierti gli amici, sei molto brava in questo.-
-preferisco circondarmi di persone vere e che in fondo in fondo ci tengono a me e non di persone che fanno tutte le gentili e poi magari mi tirano le bestemmie.-
-tornando al nostro argomento, aggiornami sulla Spagna.-
-mm... Lucas ha composto alcune canzoni per la band, gliel'ho proposto io, è davvero bravo, suona la chitarra alla perfezione, canta e compone non ti dico come! Ci sono rimasta come un'idiota quando me le ha fatte sentire, ero incantata. Si vede lontano un miglio che sono innamorata di lui, la cosa è che non so se lui l'ha capito.-
-e se l'avesse capito e magari un giorno, metti molto presto, te lo dicesse? Tu che faresti?-
-non lo so, in questo momento sto benissimo anche con Francesco, non saprei proprio chi scegliere.-
-beh, puoi decidere: o continui così, sarà il tempo a decidere, o prendi una decisione.-
-preferisco la prima, ho troppi casini per la testa ora. Per esempio il fatto che quando mia madre torna a casa, le devo dire che sono incinta.-
-calma, andrà bene, ci sto io e ora viene anche Giovanni ad aiutarti.-
-cazzo, perché tutto questo, eh?- dissi, abbracciandolo. Mi abbracciò forte, facendomi capire che qualunque cosa sarebbe successa lui non mi avrebbe abbandonato.
-io sono qui.-
-lo so, e ti sono immensamente grata per questo.-
In quel momento sentimmo la chiave girare nella toppa della porta di casa, ci alzammo di scatto.
-sono io.- disse Giovanni.
-fanculo, ci hai fatti spaventare!- gli urlai. Erano quasi le sette e mezza, mia madre sarebbe arrivata a momenti.
Presi la scatola del test di gravidanza e dando l'ultima  occhiata a quella lineetta che indicava che era positivo, lo misi dentro e la andai a poggiare sul tavolo del soggiorno\camera da pranzo.
-magari si insospettisce e capisce prima.- sperai a voce alta.
-tranquillizziamoci. Facciamo quello che si fa di solito.- ci consigliò Giovanni. Lui andò in camera e si mise a trafficare lì, Daniele si mise anche lui lì e accese la musica, quasi al minimo.
Io invece mi misi sul divano, così appena sarebbe entrata gliel'avrei detto. Guardavo disinteressata una serie alla tv, la mia testa pensava a trovare il modo adatto per dirlo a mia madre.
E poi suonò il campanello, e lì il panico. Dalla porta della camera quei due mi fissarono incoraggiandomi ad andare ad aprire, nascondevano delle facce impanicate.
-ciao ma.- dissi quando le aprii.
-ciao Cla! Come mai sei così pallida? Non ti senti bene?-
-no no, tutto bene.-. Interessante, ero impallidita per il panico.
Mi rimisi sul divano, sempre facendo finta di guardare la televisione, mamma intanto salutava Giovanni e Daniele.
-zia, stasera vado a mangiare da Serena.-
-ah ok Dani, va bene.-
-però il posto a tavola non lo togli, io mi fermo.-
-okay.-
I ragazzi stavano cercando di prendere più tempo possibile.
Quando tornò in camera da pranzo, appoggiò la borsa sul tavolo e si tolse il giubotto. In quel momento vide quella scatolina rosa.
-cos'è questo, Cla?-
-ehm.. un test.- dissi.
-si, di gravidanza però. È tuo?-
-si mamma.- le dissi, esitando un attimo.
-ah. Posso vedere?-
-penso che devi.-
-che c'è Claudia?- mi guardò preoccupata, iniziava a capire. I ragazzi si avvicinavano mano a mano.
-ma, sono incinta.- le dissi, con tono da funerale.
-c.. cosa sei?-. Non mi uscivano più le parole, lanciai un'occhiata disperata a mio fratello che subito mi venne in aiuto.
-è incinta, ma non pensare subito a Francesco come ho fatto io.-
-e allora chi? Con chi sei stata?-
-zia, penso che se sai solo che ormai quel fagiolino ha un mese penso capiresti.-
-un mese? E me lo dici solo ora??-
-cazzo mamma, pensaci un attimo prima di puntarmi il dito contro! Già ho i miei pensieri per conto mio, non ti ci mettere anche tu!-
-tu i pensieri? Tu ti fai mettere incinta e poi hai i pensieri? Potevi pensarci prima!-
-mamma, ma allora non ci senti?! Che ti ha appena detto Daniele?- quasi la rimproverò Giovanni, rischiava di farmi perdere il controllo e la pazienza a me così.
-che tua sorella è incinta di un mese!-
-ecco. Ragiona un attimo su questo.-
-no, lascia perdere, te lo dico io, facciamo prima. Ricordi che un mese fa sono stata...- deglutii: -..violentata? Bene, il caso vuole che io in quei giorni ero fertile.-.
La sua faccia arrabbiata cambiò in un istante, tramutandosi in stupita e poi in una specie di compassione.
-io lo faccio solo con Francesco, non è che vado a darla al primo che capita. E tutte le volte stiamo attentissimi. Ma poi è arrivato un maniaco e ha complicato tutto.-.
Non aveva parole. Piano mi venne vicino e mi abbracciò, entrambe stavamo piangendo.
-bene, vi lascio un pò soli, penso ne abbiate bisogno. A dopo.- disse Daniele, uscendo.
-ciao Dani.- dicemmo io e Giovanni, mamma lo salutò con la mano.
-da quanto lo sai?-
-qualche ora, l'ho scoperto insieme agli altri, sono svenuta.-
-ecco allora cos'erano quei giramenti di testa che avevi sempre. Avevi altri sintomi?-
-si, un ritardo, ora son due.-
-perché non mi hai detto niente?-
-perché pensavo che capitasse a volte di avere dei giramenti di testa oppure che per una volta che ti salta il ciclo.-
-quanti giorni sono passati dall'anniversario?-
-mamma, quattro. Non è suo, fidati, già non stavo bene sabato. Ha un mese, ne sono consapevole.-
-bene. Anzi no, non proprio bene. Sai cosa succede adesso, vero?-
-mi sono fatta un'idea.-.
Intanto Giovanni se ne stava per conto suo in cucina, stava preparando qualcosa da mangiare, ascoltandoci ma senza interromperci. Eravamo tutti e tre sconvolti dalla notizia.
-la cosa più brutta è che quest'incubo non passa mai. Adesso che ero felice che l'avevano messo in prigione, esce fuori che sono incinta di lui.-
-si, hai ragione, è infinita questa storia. Prenderò un appuntamento e ti porterò ad abortire al più presto, così chiuderemo una volta per tutte questa storia.- disse lei ferma, io me la guardai terrorizzata, anche Giovanni si girò a squadrarci.
-scusa mamma, che hai detto?- le chiesi terrorizzata, io non volevo abortire!
-che presto farai l'interruzione volontaria della gravidanza.-
-no mamma, no.-
-cosa?-
-non voglio, non ci penso nemmeno ad abortire!-
-tu non sai quel che dici. Si che ci andrai, non possiamo mantenerlo questo bambino.-
-ho detto di no. La gravidanza la porterò a termine, farò tutti gli esami necessari, controllerò la salute di tutti e due, farò in modo che questo bambino nasca sano e che viva la sua vita, ne ha il pieno diritto. Poi probabilmente lo darò in adozione, non posso prendermi questa grande responsabilità, sono ancora giovane, non volevo diventare mamma ora, ho tante cose ancora da fare. E poi quando lo guarderei farebbe sempre più male perché andrei a finire a ripensare sempre a quello che mi è successo, in quali circostanze era stato concepito. Troverà qualcuno che saprà amarlo più di quanto potrei fare io. Ma non abortisco, assolutamente no.-
-sei testarda Claudia. Però il discorso fila.-
-e se ti affezionassi al bambino in questi nove mesi?- mi chiese Giovanni. Mi ammutolii, non avevo pensato a questa circostanza.
-scommetto che non ci avevi pensato.- disse mia madre, in tono canzonatorio.
-beh.. non lo so.-
-ecco, appunto. Dobbiamo prendere delle decisioni Claudia, cambia tutto.-
-mamma mi fai paura.-
-paura? Penso dovresti averne visto che sei incinta. Con la scuola come farai? E con tutte le cose che fai il pomeriggio?-
-vorrà dire che per quest'anno rinuncerò al pattinaggio, con la band non lo so, dipende da cosa mi dice il dottore, non voglio abbandonarli. A scuola frequenterò fino alla fine, in teoria finisco il tempo a fine giugno, ce la faccio a finirla.-
-alla fine mà non si spende nemmeno più di tanto, non cambia molto da come sta messa ora.-
-si, togliamo l'abbonamento al pattinaggio ma aggiungiamo le spese dei medici che la visiteranno.-
-un ginecologo mamma, analisi e qualche ecografia.-
-non ti credere che non sia una spesa!-
-guarda che io un pò di soldi me li sto guadagnando anche da sola, sai bene quanto m'impegno. Se per te è una questione di soldi allora non ti preoccupare che me le pago da sola le visite, non ti chiedo niente.- dissi arrabbiata.
-non usare questo tono con me!-
-pensi che sia stata una mia scelta quella di rimanere incinta? No, io avevo tutt'altri programmi per quest'anno. Ma tanto non lo capirai mai, non ti ci sforzi nemmeno.-.
Troncai la conversazione e me ne andai in camera, chiusi la porta e mi buttai nel letto, piangendo.
Odiavo litigare con mia madre e specialmente odiavo quando insisteva sulle sue idee, magari sbagliate e non voleva sentire ragioni.
Mi stava colpevolizzando del fatto che fossi incinta. Come se l'avessi voluto io.
Mi resi conto di essere in una posizione sbagliata, a pancia sotto, subito mi girai a sinistra, verso il muro. Mi sarei dovuta abituare a dormire in posizioni adatte per il bambino, ora era solo una cellula ma mano a mano sarebbe cresciuto e avrei rischiato di fargli del male.
Bussarono alla porta, poi Giovanni entrò. Salì lentamente le scalette e si mise seduto alla fine del mio letto, guardandomi.
-dai, non fare così. Le passerà, vedrai.-
-e certo, e nel frattempo deve farmi sentire una merda a me.-
-è scossa come lo siamo tutti, solo che sai che reagisce così. Le passerà presto, aspetta solo che digerisca la cosa.-
-senza il suo appoggio non posso far niente, non saprei davvero come andare avanti.-
-ti darà una mano, anzi mille, aspetta e vedrai. Intanto inizia a rimboccarti le maniche, hai un anno abbastanza impegnativo da affrontare sia dalla parte scolastica, quella degli hobby, quella dei viaggi e ora anche quella della gravidanza. So che ce la farai, sei una lottatrice fin da quando sei nata, se vuoi raggiungere un obiettivo lo fai, costi quel che costi. Ma ti devi fare un culo grosso così, sappilo.-
-lo so, lo so. Ho varie cose da fare, è vero. Le farò tutte, vedrai. Però mi serve che almeno voi mi sosteniate, io farò da sola ma ho bisogno di sentirvi vicini, di poter comunque contare su qualcuno, non è uno dei migliori periodi per me.-
-ei Cla, sono tuo fratello, mai mi passerà per la testa di abbandonarti, dovrò stare proprio male per farlo. Su di me puoi contare, sempre, ricordatelo.-
-lo stesso vale per te.- dissi. Poi lo abbracciai forte.
-ti voglio tanto bene, rompipalle. Tieni quel bambino, tieni mio nipote.-.
Giovanni voleva che io tenessi il bambino anche dopo la nascita. Ciò significava dover rinunciare al mio futuro.
-non lo so, ci devo pensare.-
-dai, andiamo a mangiare.-
-mi dispiace, non ho fame, scusami.-
-vabbè. Sei sicura?-
-si Gio, non sono dell'umore adatto e sinceramente non ho voglia di stare con mamma stasera. Voglio solo dormire, ho molto sonno.-
-ok, allora io vado di là, per qualsiasi cosa sai dove trovarmi.-
-grazie Gio.- gli diedi un bacino sulla guancia, arrossì.
Appena fu andato in camera da pranzo, io prendetti le cuffie grandi e misi la musica a palla, quello era l'unico modo per fuggire un attimo dalla realtà e non pensare a niente.
Devo molto alla musica, in tanti momenti mi ha aiutato quando nessun altro poteva farlo.

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