domenica 10 febbraio 2013

Chapter 73. #New.

-ah eccoti finalmente, ero in pensiero!- mi accolse mia madre quando entrai dentro casa.
-scusami mamma, abbiamo perso la cognizione del tempo.-
-eh, ho visto. L'importante è che sei stata bene. Ti vedo felice.-
-si mà, sono felice, come potrei non esserlo? Vado a cambiarmi.-
-okay.-
In camera ci trovai mio fratello, non sapevo fosse a casa.
-ah ciao fratello sparito!-
-ciao rompipalle di una sorella! Wow bellezza, dove sei stata?-
-anniversario, tre anni, ti dice niente?-
-ahh, avete festeggiato. Tutto bene?-
-certo che si! Vado a cambiarmi però.-
-vai vai che dopo mi racconti.-
-non ci penso nemmeno.-
-ma come?-
-shh Gio :) -
Presi un paio di pantaloni di una tuta e una canottiera, mi cambiai tutta.
-e allora, cosa vuoi sapere fratello?- gli chiesi mentre andavo a sdraiarmi sul letto.
-immagino che siete andati oltre vista l'ora.-
-si, ci siamo trattenuti più del previsto..-
-quante?-
-tre volte.- gli dissi, cercavamo di non farci sentire da mia madre, io cercavo di essere il più sintetica possibile, mi metteva in imbarazzo parlarne con lui.
-cazzo! Hai affrontato la paura?-
-in un certo modo si, sapevo che di lui potevo fidarmi. Anche se la seconda volta stavo per vomitargli in faccia ma vabbè, quelli sono dettagli.-
-ahahah, perché?-
-boh, ho avuto un attacco di nausea improvviso.-
-immagino il motivo..-
-cretino. Non lo so nemmeno io il motivo, è da un pò che non mi sento bene. Senti una cosa, hai notizie di Daniele? Non lo sento da un pò, quando torna?-
-Dani? Arriva martedì sera.-
-ahh!-
Continuammo a chiaccherare di piccole cose per tutta la sera, cenò con noi (io morivo di fame, avevo mangiato solo qualche biscotto in albergo!) e poi finalmente andai a dormire, la notte prima avevo altro a cui pensare ;)
Una cosa buona? È che erano tornati i tempi dell'estate, quelli quando Francesco era la mia priorità e mettevo da parte tutti i problemi. Mi stupii di non aver pensato neanche per un secondo a quel ragazzo capace di farmi battere il cuore tanto quanto Francesco, che volta dopo volta trovava sempre il modo adatto per conquistarmi.
Decisi di non pensare alla Spagna per un pò, ma piuttosto rivivere con la mente quella giornata fantastica che avevo appena passato col mio ragazzo. E stranamente ci riuscii.
***
A scuola Francesco passò metà delle ricreazione con me, l'altra metà anche con Silvia e con la sua amica americana. Ma lo vedevo che era attratto da me come una calamita, era fantastico.
Ovviamente Silvia voleva i dettagli sulla serata, qualcosa le dissi ma non molto.
Decisi di saltare gli allenamenti quel mercoledì e di passarlo con i miei migliori amici, Silvia, Simone e Francesco venirono a casa, con me già c'era Daniele e si aggregò anche Serena.
Io e Daniele non avevamo avuto modo di parlare quando era arrivato, era arrivato a mezzanotte, io ero mezza addormentata (strano, di solito ero quella che si addormentava a mezzanotte/l'una) e anche lui era stanco e quindi decidemmo di rimandare i nostri discorsi al giorno dopo.
Ma il giorno dopo quando stavamo tutti insieme successe qualcosa di inaspettato.
***
-noi andiamo un attimo a comprare qualcosa da mangiare, torniamo subito. Non fate il panico.- dissero i ragazzi.
Appena uscirono, Silvia e Serena furono prese da attacchi di curiosità.
-ok, adesso non c'è nessuno.- disse Silvia.
-quindi ora parliamo.- completò l'altra.
Serena ormai era a conoscenza anche del fatto che mi piacesse Lucas, il nostro rapporto si era intensificato molto nell'ultimo mese.
-che volete sapere?-
-com'è andata sabato. Eri uno schianto, ha resistito?-
-no, in verità aveva gli occhi di fuori. Voi immaginate un bell'albergo al centro di Roma, servizio in camera, uno spumante, un letto, e i tre anni insieme.-
-ok, capito!- mi dissero loro, sapevano che non amavo scendere nei dettagli.
-sei riuscita nel tuo intento?-
-si, ho affrontato la paura, mi sono fidata, sapevo che potevo farlo.-
-quante volte Cla?- mi chiese Serena, sapeva che ero tornata tardi a casa.
-mm.. tre.-
-wow!- esclamarono.
-ok, ora basta però eh!-
-va bene, diciamo che ci può bastare.-
-devo andare in bagno.- dissi.
Mi accorsi che non mi sentivo per niente bene. Stavo per svenire, fortunatamente le mie amiche se ne accorsero e lo impedirono.
-maledetti giramenti di testa.-
-ancora??-
-si.. però forse ho capito ora.-.
Era un mese che avevo forti giramenti di testa, una volta che il mio ciclo era sparito, ero ingrassata di due chili, avevo fame e sonnolenza incredibili, spesso avevo nausea, e poi non mi aveva fatto benissimo fare l'amore con Francesco. I sintomi erano chiarissimi.
Cercai di alzarmi, mi ero seduta un attimo per terra nel bagno, ma ero troppo debole.
-ferma, ferma! Bevi un pò.- mi disse Serena, dandomi un bicchiere d'acqua.
-Silvia me lo fai un favore?-
-dimmi.- mi disse lei, era vicino a noi, non si era piegata. Le guardai la pancia che continuava a crescere, poi guardai la mia.
-me lo prendi quel test di gravidanza che è nell'armadio, nella parte delle medicine?-
-un che?- mi chiesero stupite.
-per favore.-
Tornò dopo qualche minuto col test in mano.
Lo feci e mentre aspettavamo il verdetto che già conoscevo, mi mordevo nervosamente il labbro.
-come fai ad esserne certa?-
-i sintomi Silvi, sono chiarissimi. Nausea, giramenti di testa, fame, sonno, ciclo che salta, l'amore che mi fa male...- guardai il test. Era positivo. -bene.- dissi.
-oh oh.- -minchia.-  dissero loro.
-chi è il colpevole?-
-quel bastardo di merda, ecco chi è.-
-a Francesco non lo direbbe mai..-
-è chiaro che non è lui, sono passati solo quattro giorni!-
-sono stata violentata un mese fa, ricordate? Bene, ecco.-. Stavo per scoppiare. La rabbia e la tristezza stavano tornando.
Mi alzai, forse era una reazione eccessiva ma non riuscivo più a controllarmi.
Iniziai a dire parolacce, forse troppe. Serena e Silvia mi seguivano cercando di tranquillizzarmi ma non si poteva.
Ero nella merda totale. Aspettavo un bambino da quell'essere che un mese prima aveva abusato di me.
Mi accasciai in un angolo della mia camera, presi la testa fra le mani. Le lacrime e gli insulti scendevano incontrollati.
-coglione di merda, aveva solo voglia di scopare... stronzo!-.
Quest'ultima frase fu udita anche dai ragazzi che erano appena rientrati con un pò di roba della pizzeria, cose che sicuramente se fossi stata in uno stato d'animo diverso avrei gradito tantissimo.
Francesco era sbiancato, forse pensava che ce l'avevo con lui, forse era solo paura.
-tranquillo, non sono per te gli insulti.- gli disse Silvia.
-che succede?- ci chiesero, guardandoci una per una. Tutti si soffermavano su di me, io guardavo quel test di gravidanza che avevo in mano.
-quell'animale mi ha messa incinta, cazzo!-
-cosa??- esclamarono allarmati, Francesco mi venne subito vicino.
-non sei tu l'animale.- gli sussurrai.
-l'avevo intuito. Forse era meglio che lo fossi.-
-no.-
-come incinta?- mi chiese stupito Daniele. Gli passai il test, con Simone guardava le istruzioni.
Nessuno in quella stanza era contento. Avevo sempre detto che un bambino era una cosa bella ma in tutta quella storia non ci trovavo niente di positivo.
-perché quest'incubo non finisce mai, perché??-.
Mi alzai e tornai in bagno, la prima cosa che feci fu guardare la pancia.  Si, un leggero gonfiore c'era.
-non mi stavo ingrassando... si stava formando qualcosa.- realizzai.
Tutti mi fissavano attoniti davanti alla porta. Non riuscivamo a dire una parola.
-va bene ragazzi, calma. Non facciamoci buttare giù di nuovo. Non può vincere un'altra volta lui, no? Fino a dieci minuti fa ero felice, grazie anche al vostro aiuto, sapete bene che questo mese non è stato facilissimo, ne sono uscita a fatica. Ma ne sono uscita, sono uscita presto e bene da una vicenda dalla quale non si esce facilmente. Questa è una conseguenza di quella vicenda, non è positiva, per niente, ripenso a tutto quel casino. Ma non è nemmeno del tutto negativa, c'è un esserino qui dentro che aspetta di uscire e vivere quella vita che anche noi stiamo vivendo, quella che ci riserva tanti dolori e tante sfide, ma poi ci ripaga con amore e felicità. E io voglio che questo bambino viva la sua vita come lo sto facendo anch'io, con o senza me. Non so bene come farò, ma sicuramente non abortirò. Nove mesi, anzi otto, passano in fretta. Ho un compito da portare a termine, lo farò, prenderò delle decisioni e rinuncerò a qualcosa, ma questo bambino ha il diritto di vivere.-
-io mi chiedo come fai ad essere così positiva nonostante tutto.- disse con la voce spezzata Serena.
-sarà la voglia di vivere Sere, sarà che mi sono stancata di essere triste, che ho ritrovato la felicità e che non voglio che uno stronzo me la tolga di nuovo. Ho capito cosa devo fare per essere felice, adesso c'è un piccolo intoppo, ma posso comunque continuare a vivere come stavo facendo fino a qualche minuto fa. Forza, adesso andiamo di là, mangiamo quelle buone cose che abbiamo comprato e ritroviamo quel clima che fino a prima c'era. Vi prego, bisogna solo reagire.-.
Mi stupii delle mie stesse parole. Ero positiva, tanto, quando in realtà c'era solo da piangere. Dovevo rinunciare a tutto (o quasi), di nuovo. Dovevo affrontare un nuovo mondo, quello della gravidanza.
Magari indesiderata, come era quella.
Gli altri mi abbracciarono e provarono a fare qualche sorriso forzato, io mi struccai e poi andai a sedermi insieme a loro nel tappeto della mia stanza, stavano aprendo le confezioni di cose da mangiare e le varie bibite. Sentivo il bisogno di dover mangiare qualcosa, ma non avevo fame. Il mio stomaco era annodato, chiuso.
Non sapevo cosa dovevo fare, come reagire. Ero nel panico.
Provavamo a ridere e a scherzare ma quel pomeriggio ci veniva particolarmente male. Avevamo voglia di urlare, di piangere. Ma non lo davamo a vedere, provavamo a darci forza uno con l'altro. Io dentro di me stavo scoppiando, mano a mano mi ritornavano in mente le circostanze nelle quali era stato concepito quel bambino. Mi scese una sola lacrima, dentro di me invece piangevo come una fontana e urlavo come una dannata.
Alla vista della lacrima e al sorriso che cercava di nascondere tutto quel dolore interiore, Francesco mi strinse per un fianco, sussurrandomi vicino all'orecchio: "passerà anche questa, vedrai.".
-non nascondere le lacrime, se hai bisogno di piangere, piangi.- mi rassicurò Silvia.
-non sei di ghiaccio, è ovvio che ti faccia male, non te ne devi vergognare.-
-per quanto tu cerchi di essere forte a noi non puoi mentire.-
-bene, ora passiamo ai discorsi seri, non mi pare il caso di scherzare. Ci sono delle scelte da prendere Cla, lo sai, si?- iniziò Simone
-dobbiamo valutare attentamente tutti gli aspetti della storia. Perché hai escluso totalmente l'idea dell'aborto? Avresti tutte le ragioni del mondo.-
-perché? Perché anche se nato per errore e in circostanze terribili, questo bambino ha il diritto di vivere la sua vita. Perché negargliela? Sarebbe da egoisti.-
-ma non è ancora un bambino, è una cellula!-
-no, sto aspettando un bambino, dentro di me si sta formando una vita.-
-non sarebbe un omicidio.-
-si invece, io lo vedo così Silvi.-
-non fino a che gli organi non gli si sono formati.-
-smettila, non voglio nemmeno calcolarla quest'opzione. Mi mette paura il sol pensiero.-
-e allora cosa farai?- mi chiese Daniele, contento perché avevo escluso l'aborto.
-non lo so, ho otto mesi per decidere.-
-se ti venisse chiesto di dire ora cosa farai, tu cosa risponderesti?-
-porto a termine la gravidanza, poi decido se tenerlo o mandarlo in adozione.-
-adozione? Non sei contenta di diventare mamma?-
-no Sere, per ora no. Divento mamma di un bambino nato dalla vicenda che ha cambiato tutta la mia vita, ciò significa che appena lo guardo mi ritorna in mente tutto. Non ce la faccio a sopportarlo, non per ora almeno, mi dispiace. Ci sarà qualcuno che lo saprà amare meglio di me, ne sono certa.-
-e se ti affezioni? Sono comunque nove mesi.- obbiettò Francesco.
-se mi affeziono? Non lo so, può essere che all'ultimo momento decido di tenerlo. Ma ora davvero non ho la più pallida idea di che fare.-.
Provai ad assaggiare qualcosa, ero sazia già al primo boccone.
-non hai fame?- mi chiese il mio ragazzo.
-no.-
-si vede che mia cugina non sta bene, non rifiuta mai il cibo.-
-ragazzi, mi dispiace, mi si è chiuso lo stomaco. Hanno un bellissimo aspetto ma proprio non ce la faccio a mangiare.-
-vabbé, non fa niente, non preoccuparti.-
-però ho voglia di... una sigaretta.-
-che?? Stai scherzando spero!- mi vennero tutti contro. Effettivamente avevo una voglia davvero assurda e malsana.
-cazzo Cla, sei incinta! Non puoi fumare! Gli fa male!- mi rimproverò Silvia.
-forse questa è la volta buona per toglierti questo vizio di merda che ti sei presa.- aggiunse Serena.
Io mi rannicchiai e abbracciai le mie ginocchia, guardandoli in viso uno ad uno. Non erano arrabbiati, almeno non con me. Erano lì, con me, mi sopportavano. Non mi avevano abbandonato, era questo il punto.
-eppure siete ancora tutti qui, mi stupisce il fatto che non ve ne siate andati.-
-e perché dovevamo farlo? Siamo amici, le cose si affrontano insieme Cla.- mi dissero, calmi.
Sentii aprire la porta di casa con la chiave, Cindy la cagnolina di Giovanni entrò correndo per la stanza fino ad arrivare a me per farsi fare le coccole, annunciando l'arrivo del padrone.
-hey, ciao, tutti qui?-
-si, piccola riunione.- gli rispose Serena.
Giovanni si accorse che nell'aria c'era un qualcosa di sospetto e pesante, i nostri visi non annunciavano niente di buono.
-ho interrotto qualcosa?- ci chiese, salutandoci uno ad uno.
-non proprio, stavamo "mangiando"- gli rispose Francesco, sottolineando la parola mangiando.
-mangiando? Ragazzi che succede?-
-che succede Gio? Succede che sono incinta, ok?-. Sbarrò gli occhi e sbiancò, squadrandomi da capo a piedi.
-c..che??-
-sono incinta. La tua bella sorellina è incinta. Tieni, guarda.- dissi, porgendogli il test di gravidanza.
Non so perché me n'ero uscita così, all'improvviso, per far prendere i mini infarti alla gente. Gli altri mi guardarono male.
-Francesco, possiamo parlare?- glo disse freddo lui.
-no Gio, c'è un equivoco.- lo interruppe Silvia.
-cosa c'è?-
-il bambino non è di Francesco ma di quel porco bastardo.- disse Simone. Mio fratello ci mise un pò a capire a chi ci riferivamo.
-fratello, ricordi cosa mi è successo un mese fa, no? Io lo ricordo benissimo purtroppo e purtroppo quel giorno maledetto è stata concepita una creatura che ora è dentro di me.-
-quindi sei incinta dello stupratore?-
-si.-
-bene. Sei nella merda allora.-
-lo so.-
-mamma lo sà?-
-no, non le ho detto niente, aspetto quando torna stasera.-
-ok, allora non sarà un problema se mi fermerò a cena. Non ti lascio sola Cla.-
-ah, fai come vuoi.-
-io invece che devo fare? Rimango con voi oppure avete bisogno della vostra privacy?- mi chiese Daniele.
-tu rimani mentre glielo dico, poi però metti in conto che devo stare un pò con lei e parlarci, anche con l'aiuto di Giovanni..-
-e poi dopo io ti trascino via e vieni a casa mia per un pò, meglio se li lasci parlare fra loro.-.
-grazie Sere.- dissi. Sapeva come venirmi in aiuto in certe situazioni.
Vidi Silvia comporre un numero col suo telefono.
-chi chiami?-
-la mia ginecologa, devi fare un controllo. Tranquilla, è molto brava, ci sta aiutando molto.-
-non lo metto in dubbio però forse se ne deve occupare mamma di questo..-
-non preoccuparti, Carla mi ascolta sempre, lo sai bene. Si pronto? Sono Silvia Sallustio, vorrei parlare con la dottoressa... un appuntamento per un'amica... il 25 ottobre? Ok, perfetto... ok grazie mille, arrivederci.- disse.
-il 25?-
-si, hai altri impegni?-
-in teoria no.-
-ok, allora ti scrivo su un foglio indirizzo dello studio e nome della ginecologa.-
-lo diciamo a Laura?- mi chiese Giovanni.
-no, aspettiamo un pò. Tanto sabato vado da papà, avrò tempo di parlargliene.-
-si, come no, da sola! Domani lo diciamo a lei, mi sento più sicuro se Laura lo sà già. Io non vengo da papà, lo sai bene.-
-vabbè, fai come ti pare, che ti devo dire.-
Continuammo a fare questi discorsi per un altro pò, poi Simone e Silvia andarono a casa di lei, Francesco tornò a studiare a casa sua e Giovanni tornò un attimo da Michela.

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