sabato 9 febbraio 2013

Chapter 72. #New.

Suonarono al citofono, il panico e l'eccitazione mi presero allo stomaco.
-dai su vai, non farlo aspettare! Divertitevi, buona serata.-
-grazie. Ciao!- esclamai e scesi giù.
Uscita dal palazzo pensavo di trovare Francesco, invece trovai un tassista.
-lei è la signorina Claudia?-
-..si.-
-bene, venga, la porto da Francesco, la sta aspettando!-
Non sapevo dove stessi andando, era una sorpresa, nemmeno il tassista mi disse niente.
-ci vuole tanto?- chiesi, impaziente di scoprire dove sarei andata a finire.
-no, una ventina di minuti e ci siamo.-
Guardai fuori dal finestrino, eravamo nel centro storico di Roma, gli innumerevoli monumenti mi passavano davanti, mi passò davanti anche il Colosseo, pensavo fosse lì che dovevamo fermarci. Invece no.
L'autista mi lasciò davanti ad un bel albergo nel cuore di Roma, non dovetti pagare niente, Francesco aveva pensato a tutto.
Andai alla reception, non sapevo neanch'io cosa chiedere.
-buonasera, prego, mi dica.-
-buonasera, dovrei aver prenotata una stanza a nome La Rocca o Darsi.-
-Darsi, si, c'è. Devo avvisare del suo arrivo?-
-si, grazie.-
Chiamò alla stanza di Francesco (la nostra stanza) poi subito annuì con la testa.
-bene signorina Darsi, deve andare al terzo piano, stanza 303. Buona serata.-
-grazie mille.-
Intanto mi emozionò sentirmi chiamare con il suo cognome e poi mi ricordai di quel numero, 303. La stanza d'albergo della nostra prima volta!
Mi guardai intorno, mi accorsi che però non eravamo nello stesso albergo, questo era più lussuoso.
Presi l'ascensore e spinsi il tasto del 3° piano, con un minuto arrivai.
Camminai per quel corridoio alla ricerca della 303 con molta calma, facendo respiri profondi. Ero eccitatissima, il cuore mi batteva a mille.
E poi la trovai. Mi fermai un attimo lì davanti a guardare la porta di legno rosato, poi dopo un attimo di esitazione presi un bel respiro e bussai.
Mi venne subito ad aprire, era davvero bellissimo.
-ciao principessa.-
-ciao mio cavaliere.-
Mi fece entrare, mi tolse l'impermeabile e la borsa e li appese all'appendino, poi mi prese per i fianchi.
-sei bellissima.-
-anche tu.-
Ci diedimo un bacio lungo e appassionante, uno di quelli che non ci davamo da tempo.
Le mie mani scivolarono sul suo collo, le sue sulla mia schiena.
Non avevo paura come pensavo. Ero contenta, mi sentivo pronta.
-hai voglia di mangiare qualcosa?-
-si.-.
Mi guardai un attimo intorno, la stanza era divisa in due parti, una con un tavolo apparecchiato, l'altra con un letto con dei petali di rosa.  Ah ecco, c'erano rose ovunque.
Era una cosa davvero romanticissima.
Francesco prese lo spumante e lo aprì, il brindisi era d'obbligo.
-ai nostri tre anni di noi.- disse, bevemmo un goccio, poi gli riandai vicino
-ti amo.- gli dissi.
-io di più.-.
I baci che ci diedimo è impossibile contarli, eravamo davvero felicissimi.
Mangiammo una cena a base di pesce davvero buona, poi mi portò sul balcone a vedere il panorama mozzafiato.
-wow, si vede tutta Roma da qui.-
-già. È spettacolare, come lo sei tu stasera.-
-senti chi parla!-.
Rientrammo dentro perchè quella brezza iniziava a farmi venire i brividi.
Ci mettemmo seduti sul letto e ci guardammo negli occhi.
-scusami, forse non dovevo prendere una camera.-
-no no, che dici! È fantastico tutto questo, davvero. È un regalo bellissimo.-
-sono contento che ti piaccia. Sono tre anni, era il caso di festeggiarli come si deve.-
-si, anch'io ci tenevo particolarmente. Mi sembra ieri quando uscivamo e scherzavamo come due scemi che si stavano corteggiando!-
-ahahah, sii. È passato veloce il tempo, ma ricordo ogni minimo istante passato con te.-
-anch'io, e chi se li dimentica più! Non voglio dimenticarli, è questo il punto.-
-ne abbiamo passate tante, eppure siamo ancora qua.- disse.
-già, è incredibile. Senti, devo andare un attimo in bagno, ti dispiace?-
-no no, certo, vai pure! È la porta vicino all'ingresso.-
-ok, grazie.-
Eravamo come in imbarazzo. Evidentemente perché avevamo capito entrambi che dopo tanto tempo finalmente potevamo stare di nuovo insieme, davvero.
Mi sciacquai un attimo il viso, mi rilassai.
Come mi succedeva ormai da qualche giorno, avevo qualche giramento lieve di testa, questo probabilmente era dovuto all'emozione.
Ero pronta ormai, avevo deciso.
Uscii dal bagno, lui mi aspettava ancora seduto sul bordo del letto.
Si alzò per venirmi incontro, a metà stanza ci fermammo.
Non servivano parole ormai, bastava solo che mi guardasse negli occhi e capiva cosa volevo dirgli.
-...dici sul serio? Sei sicura?-
-mai stata più sicura di così. Mi fido di te.-.
Iniziò a baciarmi, esitante. Non sapeva neanche lui che fare, l'avevo messo in una posizione complicata: lo stavo tentando tantissimo ma allo stesso tempo voleva proteggermi.
Io invece in quel momento ripensai solo a noi due, a quanto eravamo perfetti anche dopo tre anni.
Mano a mano tutto si intensificò, facevo sempre io le prime mosse per fargli capire che ormai ero convinta.
Lanciai quei trampoli che avevo ai piedi lontano da me, non ce la facevo più a portarle.
Mano a mano sparì tutto quello che avevamo addosso e andammo a finire nel letto, pensando solo a stare insieme e dimenticandoci di tutto.
C'eravamo solo io e lui, quel noi perfetto che formavamo.
Misi da parte le mie paure e mi lasciai andare, sapevo che lui poteva farmi tutto tranne che del male.
Era troppo tempo che lo desideravo, non potevo crederci di essere di nuovo fra le sue braccia che delicatamente mi stringevano, i nostri corpi uniti dopo tanto tempo.
Non pensavo che poteva succedere così presto, ma ero contenta di come le cose si erano sistemate.
Dopo una notte di amore ci addormentammo abbracciati, era stato davvero bellissimo e inaspettato.
Fui risvegliata da lui che mi stringeva delicatamente e mi coccolava. Ero strafelice, non mi aspettavo questa reazione da parte mia.
-spero che tu non ci abbia ripensato perché questa è stata una delle più belle notti passate insieme.- mi sussurrò all'orecchio.
-no, sono felicissima di aver preso e messo in atto questa decisione. Buongiorno amore.- gli dissi, mi girai a sinistra dove incontrai subito il suo viso e lo baciai.
Sorridevamo, eravamo contenti. C'eravamo solo noi, nessun altro.
-pensare che un anno fa lo facevamo per la prima volta..-
-..si, mi sembra di tornarci: ci siamo allontanati un pò in questi ultimi tempi, tu hai organizzato la sorpresa, Silvia mi ha aiutata a vestirmi per bene e io ho deciso di tornare ad amarti completamente.-
-sai, non me l'aspettavo. Ero pronto a stringerti fra le mie braccia tutta la notte e dormire insieme a te come non facevamo da tempo, farti capire che io sono qui per te. E invece tu mi stupisci sempre, non c'è niente da fare.-
-non sei contento?-
-cosa? Se non sono contento? Cavolo, mi sembra ovvio che io sia contento! È stato inaspettato, proprio questo ha garantito l'effetto sorpresa.-
-beh, mi sembrava una cosa crudele mettermi quel vestito che a mio parere è molto provocante con quei tacconi per poi lasciarlo così.-
-effettivamente ti sta molto bene. Silvia mi aveva detto che ti avrebbe fatto mettere un abito lungo, mi sono stupito nel vederti con quello.-
-l'ho deciso io infatti, all'ultimo momento. Avevo già preso la mia decisione e quindi ho deciso di darmi "forza" con qualcosa di più provocante.-
-e mi hai provocato, cazzo se l'hai fatto!-
-si, avevi gli occhi di fuori, era imbarazzante.-. Ridemmo, era vero, da quando ero entrata in quella stanza non aveva fatto altro che guardarmi incantato.
-ma, passando un attimo alla parte seria del discorso: come stai ora? Ho capito che sei felice, si vede benissimo, lo sono anch'io. Ma ho bisogno di sapere se è successo qualcosa che, boh...-
-ho capito cosa intendi dire. Gli aspetti positivi della storia li sai tutti, quelli negativi... si, uno o due ce ne sono. Per esempio il fatto che un pò mi ha fatto male, non era mai successo.-
-d..davvero? Scusami, non volevo..-
-shh, tranquillo, era sopportabile.- provai a tranquillizzarlo ma come una deficiente mi ero fatta uscir di bocca parole che dovevavo rimanere lì dentro.
-e poi?- mi chiese, era dispiaciuto.
-e poi sempre i soliti maledetti giramenti di testa che ho, che palle. Però tutto questo non mi ha permesso di rovinarmi la notte, anzi, sono stata davvero benissimo.
Lo rifarei altre mille e mille di volte.-
-ah si?-
-ovvio!-
-anch'io, sappilo.- mi disse con un sorrisetto: -e, senti, non ti sono venuti in mente i flash di quella giornata? Quel coglione che ti era saltato addosso, il male provato...-
-no. In verità pensavo solo a noi. Ho fatto un piccolo viaggio nella mia memoria, ricordandomi di come si sono evolute le cose fra noi. E quel male, come ho già detto, non era niente a confronto di quello che mi aveva fatto lui. Eravamo noi due e basta, senza nessun altro.-
-wow, non posso crederci. Affronti tutto con una leggerezza incredibile, come fai?-
-basta semplicemente capire quali sono le cose che sono necessarie per andare avanti con la propria vita, mettendo da parte le vicende brutte che più di una volta capitano. E tu sei una di quelle cose speciali senza la quale io non potrei vivere, stare con te mi fa davvero bene. E se penso a questo posso dimenticarmi tranquillamente di tutto.-
-sei dolcissima.- mi disse.
Iniziai a baciarlo, avevo bisogno di sentirlo con me.
-adesso che mi hanno messo l'impianto ai due denti va molto meglio, non avrei avuto nemmeno il coraggio di aprire bocca sennò.-.
In quelle due settimane ero andata a farmi sistemare dalla dentista la bocca, non riuscivo più a vedermi senza due denti. E aveva fatto un ottimo lavoro, ora potevo tornare a sorridere senza farmi troppi problemi.
-a me piacevi anche prima, sei sempre la mia Claudia, con o senza denti.-. Continuò a baciarmi, a alternanza andavamo a finire uno sopra all'altro, i sorrisi invadevano i nostri visi.
Stavolta però fece meno male, quasi non lo sentii. Ma la testa, la testa girava come una trottola.
Era strano, non capivo perché da qualche tempo mi succedeva.
-fermiamoci un attimo.- gli dissi di malavoglia.
-va tutto bene?-
-non molto.-. Mi avvolsi con la coperta e andai in bagno, vomitai.
-ma come cazzo è possibile?- dissi a bassa voce.
Francesco era dietro di me, provava a tranquillizzarmi.
-non c'è bisogno che guardi lo spettacolo dal posto d'onore, fa schifo.- gli dissi.
-shh, calma, calma.-. Mi alzai e andai a lavarmi i denti con lo spazzolino che dava in dotazione l'hotel, lui anche lo fece.
-forse è stato il pesce.-
-può essere, magari tutto quel movimento non ha aiutato.- disse, ci guardammo e ci venne da ridere per quello che aveva appena detto.
-a me quel movimento mi fa più che bene, specialmente quando sto con te!- gli dissi, ormai i doppi sensi uscivano da soli.
-si, anch'io, ma forse abbiamo esagerato stavolta!-
-naahh!-. Posai lo spazzolino e mi tolsi il lenzuolo che avevo addosso, poi mi girai a guardarlo.
-cosa credi di fare?- mi chiese, guardando il mio corpo e toccandolo dolcemente.
-uhmm, vediamo... se ti provoco un pochino non faccio niente di male, giusto?-
-in teoria no, dipende però se fai del male a te stessa..-
-mi sento meglio ora.-. I giramenti di testa erano diminuiti, mi sentivo bene: -e poi forse è meglio se ci diamo una lavatina, no?- gli dissi con un sorriso malizioso.
Con un rapido gesto aprii la porta della doccia e delicatamente ce lo spinsi dentro, lui mi prese per la vita in modo che potessimo entrare insieme.
-anche tu hai bisogno di un bagnetto.-
-si, forse hai ragione. Ma ho più bisogno di te in questo momento.-.
Mi mandò il getto dell'acqua in faccia, io gli feci una faccia arrabbiata malriuscita, lui rideva divertito.
-stupido.-
-ti amo però.-
-non vale in questo caso.-
-ah si?- mi disse e mi strappò un lungo bacio appassionante: -ora vale invece?-
-mh, non lo so. Riprova..-.
Non poteva esserci niente di più romantico, scambiarsi quei baci sotto quell'acqua che passava dal caldo\bollente, tiepido e poi freddo\ghiacciato.
-la doccia si è ubriacata.- dissi.
-si, usciamo tutti e due con la febbre.-
-e vabbé, chissene importa. L'importante è che ci siamo ritrovati.-
-ti ringrazio per il grande regalo che mi hai fatto, so che non è stato facile prendere la decisione.-
-io ringrazio te invece per aver scelto un luogo così.. fantastico, ti sarà costato una fortuna..-
-sono stato ripagato molto bene e poi l'avevo messo in conto da tempo.-
-ovviamente ci dividiamo la somma.- dissi. Alzò un sopracciglio.
-ma assolutamente no. Tu ovviamente mi aspetti in macchina.-. Lo fulminai con lo sguardo.
-spero tu stia scherzando.-
-assolutamente no.-.
Lo guardai in quel modo per un altro pò, poi glielo mandai io il getto nel viso. Ridemmo entrambi, non riuscivamo a fare una discussione seria, ci veniva sempre da ridere.
-tu sei matta.-
-lo so, non posso farci niente. Ma tu pure non scherzi.-
-ah, io sarei matto? Forse si, un pò.-
-ti amo Francesco Darsi.-
-io di più Claudia La Rocca.-
-tre anni insieme, wow.-
-ci siamo arrivati. Possiamo anche battere i record se vuoi.-
-ok, sfida accettata.-
-sfida? Io lo voglio davvero.-
-ma anch'io Fra, era per gioco.-
-ahh.-. Mi diede un bacio e poi ci lavammo, avevamo bisogno di una doccia.
Poi alla fine mi fece appoggiare al muro e lì ci lasciammo andare totalmente, di nuovo.
Non riuscivamo a stare distanti, avevamo solo voglia di amarci.
Poi però finalmente ce la facemmo ad uscire da quella doccia, ci avvolgemmo negli asciugamani e uscimmo insieme dal bagno, dovevamo riprendere le nostre cose.
-abbiamo fatto un bel casino.- dissi, guardandomi un attimo intorno.
C'erano vestiti  dappertutto, i piatti sporchi impilati in una parte del tavolo, lenzuola in disordine, una parte era anche in bagno, asciugamani.. il panico.
-bella figura di merda che ci facciamo!-
-ma ne è valsa la pena almeno, giusto?-
-ovvio che ne è valsa la pena.-
Andai alla ricerca dei miei vestiti, stessa cosa fece lui, ci rimettemmo ovviamente gli stessi vestiti della sera prima.
-boh, io continuo a dire che mi sto ingrassando troppo velocemente.- dissi.
-che?-
-si, ho preso due chili in mezzo mese, io li vedo benissimo.-
-davvero? Non si direbbe, sai? Non sei contenta?-
-si, lo sono, mangio talmente tanto e mi fa piacere che il mio corpo anche se ne accorga.-. Odiavo il fatto che mangiavo come una fogna e che non ingrassavo nemmeno di un grammo.
Provammo a risistemare quel casino che avevamo fatto, almeno la lasciammo in modo "decente".
-che ore si sono fatte?- gli chiesi, mi ero messa un attimo seduta nella sedia del balcone.
-cazzo, sono le sei!-
-che ore sono?! Le sei?? Ok, dobbiamo tornare a casa.-
-ok, ci uccidono ora.-
-naahh. Andiamo però.-
Prendemmo la metropolitana per tornare a casa, mi misi le ballerine per camminare, mi vergognavo ad andare in giro con quei tacconi quasi da prostituta.
Abitavamo a due fermate di distanza, prima di scendere lo ringraziai.
-devo andare. Grazie per la bellissima giornata.-
-grazie a te, sono stato davvero benissimo.-
-ti amo.-
-ti amo.-. Lo baciai e scesi dalla metropolitana, poi subito tornai a casa, erano le sette, sicuramente mamma era in pensiero.

Nessun commento:

Posta un commento