lunedì 21 gennaio 2013

Il 20° compleanno di Claudia. #New2.

Ed eccolo, era tornato di nuovo, quel giorno che io aspettavo tutto l'anno, quello dove ogni anno che passava ero sempre più felice. Il 13 aprile, il mio compleanno.
Stavolta sarebbe stato ancor più speciale anche perché sarei tornata tre giorni prima del previsto a Roma, dopo essere mancata per più di un anno e mezzo da casa.
Gli anni scolastici in Spagna e in Argentina erano stati davvero delle bellissime esperienze, mi ero trovata benissimo con le mie famiglie, avevo conosciuto tanta gente, avevo conosciuto culture e tradizioni diverse, imparato a parlare bene lo spagnolo e i vari dialetti, ma soprattutto avevo vissuto l'inizio della mia nuova vita, quella in Spagna.
Ma era ora di tornare in patria, c'era troppa gente che avevo abbandonato e che mi aspettava a braccia aperte e che non vedevo l'ora di riabbracciare.
Era stata una bella idea quella di ritornare alla mia vita italiana riniziando da dove avevo lasciato, tornando a cantare con la mia band. Li avevo lasciati al culmine del nostro successo, quando eravamo in promozione col disco.
Ma era ora di tornare e di finire ciò che avevo lasciato incompiuto.
I ragazzi avevano organizzato con la mia famiglia una serata al Versus, una festa per i miei 20 anni, io mi sarei semplicemente dovuta connettere la sera.
Ma la sorpresa stavolta avevo deciso di fargliela io a tutti, ero riuscita a farmi dire dalla band cosa avevano in mente e avevo anticipato la partenza, tanto ormai i miei corsi in Argentina erano finiti da due settimane.
Solo noi sapevamo che quella sera avremo cantato di nuovo tutti insieme, gli altri si aspettavano solo che fossi sorpresa di vederli tutti uniti per festeggiarmi.
"Fra un'ora atterreremo all'areoporto Roma-Ciampino..." disse la hostess.
Guardai fuori dal finestrino, mi ero vista passar davanti i miei paesi preferiti, il sud america, la Spagna e finalmente ora rivedevo la mia Italia.
Atterrammo alle 18:20, aspettai una mezz'ora buona per le mie due grandi valige, poi carica come un somaro andai a prendere un taxi e mi feci portare nell'albergo che era davanti al Versus.
Lì appoggiai tutte le mie cose e mi feci una doccia, rilassandomi dal lungo viaggio di 24 ore che avevo appena affrontato e preparandomi psicologicamente alla serata che dovevo aspettarmi.
Mi passai la piastra, quel taglio corto dietro e lungo davanti rossiccio mi donava molto, lo adoravo.
Pensare che l'avevo scoperto solo qualche anno prima, proprio il giorno del mio compleanno con Silvia. Soltanto che adesso erano più scuri.
Alle nove meno un quarto andai senza farmi scoprire, al Versus. Prima di entrare aspettai che i ragazzi facessero uscire Silvia, doveva essere una sorpresa anche per lei.
-ragazziii!!- esclamai, ci abbracciammo tutti, eravamo commossi.
-ci sei mancata brutta merda!-
-mi siete mancati tantissimo!-
-forza, sbrigati, mettiti questo top con i leggins e i tacchi, ti spaventa un tacco 9?- mi chiese Serena.
-Seré mi ricordi tanto Silvia quando fai così! Al tacco nove ci sono abituata, alle feste l'ho messo più di una volta.-
-perfetto, va a cambiarti ora, poi ti trucchiamo.- disse Laila. Eravamo tutti di fretta, il concerto doveva iniziare a breve.
-ecco la scaletta delle canzoni, non ti ho messo molti duetti dato che ora non penso che canterai più di tanto.- mi disse Roberto. Vero, c'erano tutti i miei parenti dall'altra parte, sicuramente sarei dovuta star con loro.
Mi vestii e truccai al volo, poi iniziarono a prendere posto ognuno nel proprio sgabello, io sarei entrata mentre cantavo.
A presentare uscì Serena, ero eccitatissima e emozionatissima.
-ciao a tutti! Oggi è un giorno particolare, è il ventesimo compleanno di quella ragazza speciale che ci ha uniti tutti, quella che manca da casa ormai da quasi due anni, che ci manca da morire. Abbiamo pensato di farle questa festa a sorpresa, penso che quando ci vedrà tutti insieme in webcam le prenderà un colpo. Il diciannovesimo l'ha passato in Spagna, alcuni deu nostri amici che le portavano gli auguri anche da parte nostra c'erano, mentre ora in Argentina non l'ha potuta raggiungere nessuno. O forse si. La raggiungeremo tutti insieme, sperando di farle un bel regalo. Iniziamo a cantare, fra un pochino la signorina si connetterà e non vogliamo farci trovare impreparati, giusto? Buon concerto speciale allora!- esclamò, aveva fatto davvero un bellissimo discorso. L'abbracciai forte quando tornò dietro il sipario, poi lei si mise alle quinte di sinistra, io a quelle di destra e Luca al centro. Lui mi diede la mano e me la strinse forte, gli altri sorridevano per incoraggiarmi. Poi si allontanò per uscire successivamente dall'altro lato del palco.
Avremo cantato tutti e tre insieme dividendoci le parti "Solo el amor nos salvarà", una delle canzoni che mi era piaciuta di più quando ero in Spagna.
Serena fece segno a Silvia di aprire il sipario e lì l'emozione mi travolse. Vedevo poco e niente, ma sentivo tante voci, la mia grande famiglia era tutta lì.
Iniziarono a suonare e Serena iniziò a cantare il primo pezzetto della canzone, alternandosi con Luca, poco prima del ritornello toccò a me.
Loro uscirono per primi, sentii gli altri confusi, non capivano se era un disco che cantava al posto mio.
Ma poi presi un gran respiro e uscii al ritornello, ci fu una specie di urlo al vedermi, quello che mi diede una carica eccezionale. Diedi la mano a Luca e Serena e ci scatenammo a ritmo della canzone, li abbracciai alla fine del ritornello.
Intanto guardai uno ad uno i volti stupiti dei miei familiari e dei miei amici, mi soffermai su quello di mia madre commossa e dei miei fratelli.
Ero emozionatissima ma la mia voce non mi abbandonò, anzi. Cantammo e ballammo, quella canzone a parte che era molto romantica ti faceva venir voglia di ballare, di scatenarti. Alla fine posai il mio amatissimo microfono su uno sgabello e abbracciai uno ad uno i componenti della band.
Erano cresciuti tantissimo, Roberto e Matteo ormai erano due uomini, Luca e Lorenzo c'erano molto vicini. Laila e Serena erano bellissime, alte e slanciate, stessa cosa anche Simona. Paolo, il manager, invece era sempre uguale.
Poi scesi e andai finalmente ad abbracciarli, ad abbracciare tutte le mie ragioni di vita.
La prima fu mia madre, piangeva come una bambina, io la seguivo a ruota.
-mammaa!-
-amore mio.-
-ciao Gio!!- esclamai, saltando in braccio a mio fratello che a fatica mi teneva.
-hai mangiato?- mi chiese, mi ero ingrassata di sei chili.
Poi abbracciai Laura e presi in braccio i miei nipotini, erano cresciuti tantissimo.
-zia Claudiia!-
-amori!-
Poi abbracciai i miei cugini, in particolar modo Martina e Daniele.
-tu sei tornata quando me ne sono andata io, non è possibile!-
-ma ora stiamo insieme di nuovo, è questo quel che conta.- mi rispose lei.
-cugina, devo ammettere che un pochino mi sei mancata!- mi disse lui.
-pronto a ricominciare con le nostre cazzate?-
-ovviamente!-
Poi dopo abbracci vari con nonne, zii, cugini, amici di scuola e di pattinaggio e con altri parenti, arrivai finalmente alle persone che più avevo voluto riabbracciare: i miei migliori amici.
Abbracciai Francesco, no, non stavamo più insieme da tanto tempo ormai ma l'amicizia che ci legava non la poteva distruggere nessuno.
Poi baciai Silvia e Simone e la piccola Federica, erano bellissimi, il ritratto della famiglia felice.
-quanto sei cresciuta Feffe!- esclamai. Aveva la stessa montagna di capelli ricci e rossi fuoco di Silvia e gli occhi che andavano da un blu intenso a un azzurro chiaro, la fusione di quelli dei genitori.
-zia Clau!- mi saltò in braccio.
Quando ebbi finito di salutare me ne tornai sul palco, nel mio sgabello, e mi asciugai le lacrime.
Lì mancavano solo il mio ragazzo e i miei amici spagnoli con le mie famiglie, poi il quadro era davvero perfetto.
-siete bellissimi.- dissi, guardandoli e godendomi quella vista.
-cogliona, ci potevi avvisare che tornavi!- esclamò Simone.
-migliore amico, vedo che non sei cambiato di una virgola. Ti ho lasciato stronzo e così ti ho ritrovato.- scherzai.
"Ci stanno i bambini!!" ci riprese qualcuno, ero appena tornata ma già avevo riniziato a dire parolacce. Ci mettemmo tutti a ridere.
-si, dovevo tornare fra qualche giorno ma ho deciso di farvi una sorpresa, avevo voglia di farlo a Roma il mio ventesimo compleanno. E poi scopro che anche voi mi stavate facendo una festa a sorpresa, sono davvero stupita! Ci siamo fatti i regali a vicenda!-
-il tuo è più bello!- esclamò Laura
-dovevo tornare, ne avevo un assoluto bisogno. E poi ho lasciato delle cose a metà, devo concluderle.-
-da notare che la ragazza qui ha preso l'accento spagnolo!- esclamò Luca, era vero, raddoppiavo le s e le r, mettevo la lingua in mezzo ai denti per pronunciare "s, r, t, z", la "b" la pronunciavo come una "v" e viceversa... tutte le caratteristiche che aveva la parlata spagnola.
-non ti preoccupare Luchino che fra qualche giorno sono tornata a parlare romanesco come una romana doc, dammi solo il tempo di riabituarmi un attimo e poi vedrai che tornerò ad essere la rincoglionita di sempre!-
-gliela facciamo un'intervista?- chiese Laila con un gran sorriso, risposero tutti "si" in coro.
-che effetto fa rivederci dopo quasi due anni tutti insieme?-
-che effetto fa? Bah, è bellissimo. La mia famiglia tutta riunita, tutti che siete cresciuti, i bimbi che ricordavo piccolini ora hanno già

______MoltoPrestoNeiVostriComputer;)_______

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