sabato 19 gennaio 2013

Chapter 69. #New.

Tornai a casa e cenai, poi subito contattai Lucas, avevo un assoluto bisogno di parlargli.
Mi rispose alle nove e un quarto, subito accettai la richiesta della webcam.
Ero emozionata, di nuovo, soltanto che non ero nervosa come le altre volte. Ciò mi permise di spiccicare qualche parola in più.
-hei Cla-
-ciao Lucas!-
-ti trovo bene. Come stai?-
-sto meglio, molto meglio.-
-lo vedo, sono contento. E' bello vederti sorridere.-
-so, da qualche giorno il sorriso è tornato sul mio viso.-
-ti sei ripresa?-
-diciamo di si, quasi del tutto. Sto cercando di tornare alla mia vita di sempre.-
-brava, così devi fare, devi reagire, essere forte e andare avanti, anche se non è facile. E ricorda che dopo la pioggia torna sempre il sole. Non scoraggiarti mai, i tempri tristi sono solo di passaggio.-
-sono delle bellissime parole queste, grazie.-
-e di che! Il miglior modo per stare bene è stare con chi ami e fare ciò che ti piace.-
-esatto, proprio per questo sono tornata a pattinare, a cantare e a uscire con gli amici.-
-tio piace molto pattinare?-
-si, tantissimo. Non solo per le numerose soddisfazioni che mi dà, ma anche perché quando pattino riesco a liberarmi di tutti i pensieri e il sorriso mi torna.-
-e cantare ti fa lo stesso effetto?-
-più o meno, sto bene con la band, sono parte anche loro della mia grande famiglia, condivido tutto con quei ragazzi. Mi hanno dato tante gioie ma purtroppo quando canto a parte l'ansia e il nervosismo onnipresenti inizio a pensare a tutto quello che ho da fare, da affrontare, specialmente quando ho le serate nei bar sono molto stressata.-
-ma nonostante tutto canti che è una meraviglia.- mi disse, guardandomi negli occhi. Il mio cuore batteva all'impazzata e diventai rossa come un pomodoro, sorridendo come un'ebete.
Si, era evidente che ero innamorata di lui. Ma lui l'aveva capito?
-io invece adoro come tu suoni la chitarra. Penso che un giorno ti toccherà darmi delle lezioni.-
-va bene, ne sarei felice. Potremo cantare insieme un giorno.-
-potremo? No Lucas, noi dovremo cantare insieme un giorno!- esclamai, ridemmo per un attimo, poi tornò a guardarmi.
-a ecco, a proposito, ti sto facendo perdere tempo. Ti invio ora per email i testi delle mie due canzoni così poi potrai andare in pace.-
-andare? E chi te lo dice che io voglia andarmene?-. Un gran sorriso si fece spazio sul suo volto, evidentemente non si aspettava che avessi così tanta voglia di parlar con lui. Ovvio che non se l'aspettava, come poteva sapere che mi piaceva?
-tu e il tuo ragazzo siete molto legati.- disse all'improvviso. Colsi una punta minima di invidia nelle sue parole.
-si, ci amiamo.-. Pregai che quell'argomento terminasse il prima possibile.
-da quanto state insieme?-
-tre anni.-
-wow, è tantissimo. La mia storia più lunga è stata di tre mesi e mezzo.-
-non ce la faccio a mantenere rapporti così brevetermine. Se amo una persona voglio starci il più possibile, condividere tante cose insieme e soprattutto che sia vero.-
-sono d'accordo con te ma per ora non ho avuto storie particolarmente lunghe. Adesso sono solo da due anni e sinceramente sono stanco di esserlo.-
-vedrai che prima o poi arriverà quella giusta, non avere fretta. Devi solo saper aspettare. Intanto goditi la libertà dei single, è bello!-
-libertà? Si, mi piace ma sono libero da troppo tempo. Preferisco essere accompagnato.-
-da una parte ti dò ragione, dall'altra no.- feci una pausa: -ma tu sei... innamorato? Ti piace qualcuna?-. Questa domanda uscii incontrollata ma con un certo sforzo. E se mi avesse detto di si? Cos'avrei fatto? Mi ero infilata nei casini da sola.
-no ed è questa la cosa più deprimente.-. Tirai un sospiro di sollievo, forse troppo forte, lui si incuriosì: -sbaglio o ti fa piacere questa cosa?- mi disse, sorridendo e facendomi capire che potevo parlare tranquillamente, che era uno "scherzo".
-non esattamente.- dissi, nascondendo un sorrisetto e arrossendo un pò.
Si che mi faceva piacere invece. Da un lato desideravo che se si dovesse innamorare che lo facesse in quel periodo, in modo che poi sarei potuta entrare in azione io dopo qualche tempo (il suo standard era 4 mesi), ma dall'altro ero egoista, non volevo che si vedesse con altre, volevo che si accorgesse di me e che mi facesse capire che in qualche perverso modo il sentimento era reciproco.
-sappi solo che mi ha fatto piacere.- mi disse, facendomi l'occhiolino. Sbaglio o mi aveva lanciato un segnale?
Sorrisi imbarazzata, avevo detto qualcosa inconsapevolmente, qualcosa che forse non doveva trasparire dal mio volto: che ero contenta che non pensasse a qualcuna.
-hai controllato la posta?-
-si, ecco, sto andando a vedere.-. Scaricai i testi e li salvai sul mio computer, poi gli diedi un'occhiata veloce.
-ah ecco, una cosa: hai già la musica?-
-si, ho fatto qualche prova.-
-meglio, semmai l'arrangiamo e basta. Posso chiederti se... hai voglia di cantare un attimo? Così mi faccio un'idea..-
-va bene!-.
Io in quel momentonon sapevo più come comportarmi, mi ero incantata. A parte come lui suonava la chitarra, ma aveva anche una bellissima voce e oltretutto le canzoni erano entrambe fantastiche.
Le canzoni parlavo una di amici che si promettevano amicizia eterna, perfetta per la band. L'altra invece, quella che mi colpì fin dal primo momento, era un ragazzo che faceva delle promesse d'amore alla ragazza alla quale si stava dichiarando, era bellissima.
Con quella canzone mi conquistò definitivamente, aveva toccato il tasto giusto.
-che ne pensi?- mi chiese, risvegliandomi un attimo.
-che hai una voce fantastica, suoni la chitarra da Dio e hai scritto due canzoni stupende.-. Uscirono incontrollati quei complimenti, ero davvero scioccata dalla cosa. Lo feci arrossire.
-ah... ti piacciono?-
-se mi piacciono? Sono stupende!-
-soni contento, non le faccio leggere a molta gente, di solito mi limito a  scriverle e a provare a suonarle con la chitarra, poi niente.-
-dovresti cantarle invece, queste sono molto belle. Hai mai provato a mettere su una band?-
-no, mi piacerebbe, ma fino ad ora non ne ho avuto modo. Mio fratello ne ha una.-
-anche lui scrive?-
-si, è un pò un gene di famiglia. Se vuoi puoi andarli ad ascoltare su internet, si chiamano "Los niños de la sonrisa larga."-
-carino il nome! Ok, li ascolterò. Ma per adesso mi occupo della tua di canzone, ci tengo particolarmemte a questo progetto. E non solo per il disco, anche perché vale la pena farti conoscere. Hai talento Lucas, è il caso che la gente inizi a saperlo.-
-a me basta che lo pensi tu, questo già mi fa felice.-.
E di nuovo, un'altra indirecta. Lucas, cosa stai cercando di dirmi?
-Claudia, io ora vado a mangiare.-
-alle dieci?- chiesi stupita
-si, questo è il nostro orario normale. Perché voi a che ora mangiate?-
-per le otto e mezza/nove. Non ce la farei a resistere!-
-si tratta solo di abituarsi. Mi ha fatto piacere rivederti così felice.-
-a me ha fatto piacere rivederti. E ti ringrazio anche per aver condiviso la tua passione con noi, con me. Spero che riusciremo a fare un bel lavoro.-
-sicuramente lo farete, siete molto bravi. Aggiornami eh!-
-claro que sí!-
-me encanta tú español, sepanlo.-
-certo, premdimi in giro, dai.- scherzai. Ma era serio, me l'aveva detto perché lo pensava davvero: -non smettere mai di cantare e di comporre Lucas, mai.-
Ci salutammo e poi lo lasciai andare alla sua cena, io invece fissai  distrattamente lo schermo del computer per un pò.
Avevo registrato le sue canzoni nel mio telefono, mi misi le cuffiette e le riascoltai tante volte, la mia intenzione era quella di mettere per iscritto le note, ma andava a finire che mi perdevo sempre nell'ascoltare la sua voce o a capire le parole.
Una frase in particolare mi colpì di quella canzone che fin dal primo momento avevo sentito mia, nostra, mia e sua: "Solo quiero estar para siempre junto a ti y jamas dejarte ir, darte todo el amor que tengo en mi alma, hasta que no me consumirà.".
Decisi allora di presentare alla band solo  "Vosotros sois mi vida", avremo suonato e presentato quella insieme. L'altra invece, "Y te prometo" me la sarei tenuta per me, l'avrei personalizzata e poi gliel'avrei regalata alla fine, in modo che potesse diventare la nostra canzone.
E ci è diventata, tranquilli ;)
Prima di mettermi a dormire andai a cercare il gruppo che mi aveva detto Lucas, sentii un paio di canzoni, erano davvero molto belle.
Andò a finire che mi scaricai tutto il cd e me lo ascoltai al letto, mi piacevano davvero tanto. Sicuramente non potevo immaginare che di lì a poco quello sarebbe diventato il mio gruppo preferito insieme ad altri, e che grazie ad alcune delle canzone potei vivere dei momenti indimenticabili.
Scoprii che era un gruppo composto da tre cantanti, il ritmo era quello col flamenco, le canzoni parlavano d'amore, amicizie, la vita. Erano belle davvero. Si stavano iniziando a far conoscere in Spagna cantando per le sale, erano molto apprezzati dai giovani.
Effettivamente colpivano proprio al cuore.
***
Per il giorno dopo avevo in programma di uscire un pò con Francesco, di andare a pattinaggio e poi magari di passare una bella serata con i miei migliori amici. Ma qualcosa cambiò.
Alla ricreazione aspettai per cinque minuti buoni che mi raggiungesse Francesco, guardandomi intorno, cercandolo con lo sguardo.
-ma Francesco?- mi chiese Silvia. Non era da lui tardare.
-boh, non lo vedo in giro.-
-io si, è con l'americana, lo vedete lì?- si intrufolò Marco, un mio compagno di classe.
Guardai dove mi aveva indicato e vidi Francesco parlare allegramente con una ragazza alta, bionda, tutta curve. Era molto bella.
-americana hai detto?- gli chiese Silvia, guardando uno per uno.
-si, Diane, è arrivata oggi, frequenterà l'anno scolastico qui.-
-sei super informato tu, eh?-
-ovviamente!-
-ti dice anche quanti peli ha se glielo chiedi.- scherzai. -io vado lì un attimo.- dissi, e mi diressi verso i due ragazzi.
Lui non mi aveva visto, io mi ero fermata a qualche metro di distanza, stavano parlando allegramente. Mi diede un pò fastidio la cosa, perché Francesco parlava così animatamente con una che aveva appena conosciuto, tanto da trascurare la sua ragazza? E lei perché stava facendo amicizia proprio col mio ragazzo?
Gli andai dietro e gli picchiettai sulla spalla, con un sorriso geloso, arrabbiato e sincero allo stesso tempo in volto.
-ei ciao amore .- mi disse, poi mi diede un bacio veloce.
-tutto a posto?-
-si, scusami se non sono venuto. Ah ecco, lei è Diane, è di New York e fa qui l'anno scolastico. È nella mia classe.-
-ah, ciao, benvenuta! Sono Claudia.- dissi cercando di apparire il più entusiasta possibile.
-ciao, piacere.- mi disse. Parlava un italiano perfetto e quell'accento americano lo rendeva ancor più bello. Era perfetta quella ragazza, non potevi trovarle un difetto. Anzi, uno si: impicciona. Si stava mettendo in mezzo fra me e il mio ragazzo.
-lei è la mia ragazza, te ne ho parlato prima.-
-si. Sono lieto di fare tua conoscere.-. No, ok, il suo italiano non era totalmente perfetto.
-scusatemi se vi interrompo un attimo, ora vi lascio proseguire. Usciamo oggi pomeriggio?- gli chiesi a Francesco.
-no Cla, non posso, siamo pieni di cose da studiare e compiti in classe, penso che queste settimane saranno incasinatissime.-
-ah, va bene.- dissi delusa.
-dai,ti prometto che mi libererò in uno di questi giorni.-
-ok. Allora io vi lascio, scusatemi l'interruzione.- dissi, lui mi prese per i fianchi e mi baciò, mi sorprese.
-ti amo.- mi disse a bassa voce, gli sorrisi.
Poi me ne tornai da Silvia, mi sentivo osservata sia da Francesco che dalla mia migliore amica.
-e allora, che vuole quella?-
-non lo so.-
-non mi piace la cosa.-
-Silvia, stanno semplicemente parlando!-
-shh migliore amica, sta zitta. Lo so che la pensi come me.-. Evitai il suo sguardo.
Si era vero, ero preoccupata. Cosa voleva quella ragazza da Francesco?
-che fai oggi?-
-allenamenti e poi pensavo di passare una bella serata con i miei migliori amici, che ne pensi?-
-penso che mi piace l'idea, ma Simone lavora stasera.-
-a che ora finisce?-
-mezzanotte.-
-che palle. Pigiama party?-
-non so se gradirebbe l'idea, sarà stanco.-
-okay, allora facciamo che io oggi a pattinaggio non vado e sto con voi, ok?-
-no. Tu vai invece. Ti fa bene. Domani pomeriggio stiamo insieme, ok?-
-va bene.-
Avevo bisogno di parlare con loro, perché non poteva mai nessuno quando dovevo stare con qualcuno?
Decisi allora di andare da Giovanni, era ora che parlassi un pò con mio fratello.

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