martedì 1 gennaio 2013

Chapter 68. #New.

Ero agitata, aspettavo che Lucas si connettesse un attimo, dovevo andare a pattinaggio, non avevo molto tempo.
Dovevo rivederlo, volevo raccontargli di ciò che era successo, dovevo chiedergli se gli andava di scrivere una canzone 9er la band... avevo davvero bisogno di parlarci.
Evidentemente quel giorno avevamo programmi diversi, lui non si collegò per niente, lo aspettai fino alle quattro e dieci, poi mi avviai verso la palestra, non era il caso di arrivare in ritardo alla prima lezione.
Fui contenta di rivedere tutte le mie amiche della squadra, mi avevano preparato una festa a sorpresa, ci allenammo e ogni tanto ci fermavamo per mangiare qualcosa, ero contenta di esser tornata a danzare su quei pattini.
Non avevamo gare in vista perciò potevamo fare allenamenti tranquilli, senza ansia o frenesia di preparare tutte le coreografie. Prepararsi alle gare era davvero un grandissimo stress.
Superai così quella seconda giornata di sorriso ritrovato, era fantastica la sensazione di sentirmi di nuovo felice, come lo ero sempre.
Sicuramente non potevo dimenticare quel che mi era successo, uno stupro non è mai una bella esperienza, anzi, traccia un segno indelebile nella tua mente e nel tuo cuore, quello che qualche volta fa male, ancora adesso. Però sicuramente si poteva superare ed è quello che sono riuscita a fare io con l'aiuto della mia famiglia.
Comunque l'esperienza qualcosa in me cambiò, per esempio, stavo diventando repellente agli abbracci degli amici di tutti i giorni, quelli di scuola (tranne alcuni), quelli delle mie compagne di pattinaggio... riuscivo a farmi abbracciare solo dalle persone di cui mi fidavo di più, con gli altri ero esitante e quasi sempre rifiutavo.
Con la band per esempio non era così. Loro potevano spupazzarmi quanto volessero, ero contenta di ricevere i loro abbracci, mi sentivo al sicuro. Evidentemente li avevo aggiunti alla mia grande famiglia senza rendermene conto. Ma ero contenta così, condividevo davvero tantissime cose con loro, non mi sembrava giusto escluderli.
Anche quando camminavo per strada notai dei cambiamenti in me: andavo sempre a passo veloce, prendevo le vie più affollate, spesso mi guardavo intorno, stavo attenta ad ogni minima cosa o persona che fosse intorno a me.
L'autobus le prime volte non riuscivo a prenderlo, ripensavo al fatto che io stavo per andare ad una fermata quando quello mi aveva preso e scaraventato per terra. Ma poi piano piano riniziai a riabituarmi, tornai a riprenderlo senza problemi.
Finalmente riuscivo ad uscire da sola, all'inizio volevo che ci fosse per forza qualcuno ad accompagnarmi.
Riuscii a sbloccarmi, era un gran bene questo.
Mamma all'inizio sembrava preoccupata per questo cambiamento improvviso d'umore, ma quando capì che ormai il peggi8 era passato si rasserenò, non mi tartassò più dicendomi di chiamare la psicoloba e fare una piccola visita, aveva capito che i migliori psicologi per me erano loro, potevano farmi stare meglio solo standomi vicino.
Il giorno dopo dovevo andare a fare le prove con la band, speravo di trovare Lucas online e parlarci due minuti, il tempo di capire se potevo contare su di lui oppure la canzone dovevamo chiederla a qualcun altro.
Lo trovai alle cinque meno venti, dovevo sbrigarmi e andare dalla band.
"Lucas, hai un minuto?"
"Ciao Claudia, si, certo, dimmi pure."
"Ti andrebbe di collaborare con la band? Per incidere il disco ci servono due canzoni originali, una la stiamo componendo noi ma l'altra avevo pensato a te, al fatto che scrivi canzoni.."
"Si, mi piacerebbe! Dimmi cosa devo fare!"
"Posso leggere un testo di una tua canzone? Al resto penso a tutto io. Dimmi se ti dobbiamo qualcosa, ovviamente dobbiamo paga..."
"Noo Cla, tranquilla, lo faccio perchè sono contentissimo di avere quest'opportunità, non mi dovete niente. Va bene se te li mando stasera?"
"Si, okay, stasera va bene, così parliamo un pò."
"Tutto a posto?"
"Si, ora devo andare che ho le prove con la band. Grazie ancora Luc, a più tardi!"
"A dopo, ciao!"
Spensi il computer, presi il microfono e il foglio con le note, poi uscii di corsa da casa, avevo fatto tardi.
Arrivai a casa di Laila alle cinque e un quarto, gli altri già avevano iniziato a provare.
-scusate per il ritardo!- esclamai entrando nella sua stanza, ero senza fiato per la corsa fatta.
-eii!-
-calma Cla, ti abbiamo aspettato!- esclamò Luca.
-cosa ti corri?- mi chiese Roberto ironico.
Mi lasciai cadere sulla sedia e ripresi fiato un attimo. Li guardai uno per uno in viso, erano contenti di vedermi a giudicare dalle loro espressioni.
-cos'è quel sorriso?- mi chiese Laila, provai ad immaginare la faccia ebete che avevo.
-non ti vedevo sorridere così da un bel pò di tempo..- mi disse Lorenzo, quasi sussurrando, come se non volesse farmi tornare in mente certi brutti ricordi.
-siamo stupiti anche di rivederti fra noi oggi.- disse Matteo, nelle loro voci c'era tantissima tenerezza.
-migliore amica... ci racconti?- mi supplicò Serena.
Io mi misi seduta bene sulla sedia e iniziai a parlare: -intanto sono qui per ringraziarvi, grazie per essermi stati vicini in tutto questo periodo di merda che ho attraversato, siete stati una delle cose che mi hanno permesso di tornare a sorridere. Anche adesso, è davvero un'accoglienza fantastica questa, io mi aspettavo dei musi lunghi fino ai piedi, avreste avuto ragione ad averli.-
-ma ti pare? Tu torni nella band da quanto si è capito e noi dovremo essere arrabbiati?- disse Roberto.
-e poi per quale motivo? Se ci hai lasciati per un pò era per un vero motivo, avevi le tue ragioni, a mio parere giustissime, per sospendere con le prove  e le serate.- disse Laila
-bene, allora ecco che vi confermo la notizia: torno a cantare con i miei amatissimi scemi, mi siete mancati davvero tanto!-. Fecero un urlo di gioia.
-ti sei ripresa?-
-in realtà ho totalmente superato la fase depressione, una pista di pattinaggio mi ha fatto riflettere. Torno alla mia vita di sempre, quel che è successo ormai è successo, il passato non si può cancellare, ma io non posso farmi rovinare la vita da un coglione che aveva voglia che qualcuno gliela desse, ho tanti sogni da realizzare, non posso continuare a piangermi addosso. Basta piangere, voglio vivere!-
-e questa determinazione da dove esce fuori?- mi chiese stupito Luca
-non ti fa male parlarne?- mi chiese Matteo, forse ero stata un pò troppo sciolta nel fare il mio discorso.
-un pò, ma non come prima.-
-hai ripreso a pattinare?!!-
-si Sere.-
-e allora non ci resta che dire... BENTORNATA!- esclamarono, poi mi vennero ad abbracciare.
-non è tutto. Ho pensato anche a noi in questi due giorni di felicità ritrovata, ho messo a punto un progetto che avevo da tempo.-
-cioè?-
Mi alzai e mi andai a mettere vicino a Roberto: -posso?- gli chiesi, toccando qualche tasto del piano. Lui annuì, curioso come tutti gli altri. Presi il mio foglietto e iniziai a suonare quella musica che mi ero inventata.
-vi piace?- gli chiesi quando ebbi finito.
-si, è bella!- risposero le ragazze.
-cos'è? È davvero molto carina.- mi disse Matteo
-da notare il fatto che abbia usato tutte e due le mani per suonare!- esclamò Roberto, fracassandomi un timpano.
-la canzone! Questa è la canzone per la band, vero?- mi chiese Lorenzo
-ho provato a comporre qualcosa, non so bene cosa ne sia uscito fuori, sono contenta che vi piaccia, a me trasmette un senso di felicità. Forse proprio per questo è uscita in questi giorni.-
-Cla, ti dico solo che spacca sta musica!- esclamò Luca, non mi aspettavo piacesse così tanto.
-è perfetta, abbiamo la base.- commentò Laila
-le altre non ci convincevano più di tanto, questa ci ha colpito fin da subito, penso che la decisione sia già stata presa.- disse Serena con un gran sorrisone.
-un passo avanti.-.
Io e Roberto intanto facevamo delle prove, gli insegnai a suonarla. Aggiunse anche qualche effetto e quindi venne ancor più carina. Gli altri si unirono a noi, Laila fu la prima a trovare il ritmo esatto da seguire, dopo di lei subito Matteo e Lorenzo, ci volle una mezz'ora buona prima che uscisse una cosa decente e che andassero tutti a tempo. Io, Luca e Serena intano gli correggevamo le piccole parti che non ci quadravano e provavamo a pensare ad un testo possibile.
-ci serviva Simona oggi, dovremo registrare per ricordarci.- disse Laila. Quel giorno alle prove eravamo presenti solo noi, di solito veniva anche Simona per aiutarci con tutti gli strumenti e le varie cose cose tecnologiche che avevamo da gestire.
-dai, per una volta possiamo cavarcela da soli.- dissi, mettendomi seduta davanti al computer di Laila, aprii il programma di registrazione che avevamo preso con i soldi delle serate, era una vera forza. Appena diedi l'ok iniziarono a suonare, io intanto registravo. Poi per un mix perfetto li feci suonare uno per volta, noi solisti intanto riascoltavamo i pezzi e regolavamo i volumi e il tempo, modificando varie cose. Alla fine li unii tutti e premetti play.
Ecco la nostra canzone. Facemmo dei grandissimi sorrisi sentendola, era davvero quella giusta.
-quel programmino ci sarà costato un occhio della testa ma ne è valsa la pena comprarlo. Senti che lavoro!- esclamò Roberto
-mi fido dei consigli della tua ragazza, sono sempre ottimi, ci ha consigliato un programma davvero fantastico.- gli rispose Lorenzo.
-si, il merito però va anche alla nostra compositrice,  ha scritto la musica e adesso l'ha mixata per bene facendola diventare una canzone vera e propria.- disse Matteo, tutti mi guardarono entusiasti, io arrossii.
-è come te la immaginavi?- mi chiesero
-si, anche meglio di come pensavo! Siete stati grandi.-
-e mancano ancora le vostre voci, poi davvero sarà perfetta!-
-vorrà dire che ci metteremo all'opera per scrivere qualcosa che rispecchi totalmente le nostre emozioni ora, penso che questa sia la chiave per la nostra canzone, esprimere i nostri sentimenti.- disse Luca, noi annuimmo.
-a cosa pensavi quando ti è venuta?-
Ecco, forse questo era meglio se non me lo chiedevano. Stranamente la prima cosa che mi venne in mente fu la Spagna, Lucas in particolar modo. Perché? Perché pensavo a lui quando la mia fonte d'ispirazione era stato Francesco? No, ma perché pensavo sempre a quel ragazzo dagli occhi nocciola nei quali mi potevo facilmente perdere e a quel sorriso che mi incantava?
-la puta madre...- dissi a bassa voce, mi infastidiva il fatto che pensassi costantemente a lui, anche se era piacevole come cosa.
-Claudia!- mi rimproverò Serena che aveva capito.
-che ha detto?-
-un porca puttana in spagnolo.-
-ah, vedo che la tua gentilezza continua a non aver limiti.- scherzò Lorenzo.
-ma perchè?- mi chiesero.
-no, niente, tranquilli, mi sono ricordata di una cosa e mi è scappato, scusatemi.-
-ci dobbiamo preoccupare?-
-no no, un flash.-. Si, un flash. Lucas. Non era normale pensare sempre a lui. Avevo bisogno di Silvia in quel momento, lei mi avrebbe capito all'istante.
-e allora, rispondi alla domanda? A cosa pensavi quando l'hai scritta?- insistette Laila, inconsapevole del casino che stava provocando in me continuando a pormi quella domanda.
-...per primi a voi, poi Francesco, ero sulle sue gambe. Poi tutto il periodo incasinato che ho passato, la felicità ritrovata, la gente che ho conosciuto, la Spagna... tante cose ragazzi.-
-bene, troveremo il modo per far si che questa canzone rispecchi tutto ciò.-
Provammo fino alle sette e mezza, poi prima di andarmene gli dissi di Lucas.
-ah ecco, prima di andarcene..-
-si?-
-noi abbiamo già una canzone.- dissi. Mi guardarono interrogativi.
-cioè?-
-il mio amico che scrive canzoni, ci darà i testi, me l'ha detto prima. Più tardi me ne passerà qualcuno. So che scrive e compone molto bene, solamente che bisogna imparare a cantare in spagnolo.-
-ahh che bello!- esclamarono entusiasti.
-è Lucas, Cla?- mi chiese Serena
-si, ha detto che gli avrebbe fatto piacere collaborare con noi, non vuole nemmeno una lira, dice che lo fa perché gli fa piacere. Stasera semmai vi passo i testi.-
-ok, mandameli per email.- mi disse Matteo.
Tornammo a casa e io andai in autobus con Matteo, gli ricordai di una promessa che ci eravamo fatti.
-Matté?-
-si?-
-ti ricordi che abbiamo un impegno io e te?-. Lo vidi pensarci un attimo, poi capì a cosa mi riferivo.
-ahh, la chitarra! Certo che me lo ricordo, dimmi tu quando ci vediamo e io mi precipito a casa tua.-
-boh, per me è uguale. Tieni a mente solo che ho riniziato ad allenarmi, poi metti i compiti, la tua preparazione agli esami... quando ti fa più comodo mi chiami.-
-ok. Ma posso sapere perché ci tieni così tanto? È strano tutto questo improvviso interessamento per la chitarra.-
-mi piacerebbe solo imparare a suonarla meglio, tutto qui.-
-sicura? Non ci sarà di mezzo qualcuno?-
Com'era possibile che Matteo con una sola frase che gli dicevi indovinava tutto? Aveva capito che c'era qualcuno di mezzo, avevo sempre detto che mi bastava saper suonare bene la batteria e suonare con una sola mano il piano, che non mi serviva imparare altro.
-n..no, assolutamente no.-
-sai, se non ti conoscessi direi che tu stai facendo tutto questo per conquistare un ragazzo.- mi disse, ridendo sotto i baffi. Cercai di fare una faccia più neutra possibile, ottenendo pochi risultati.
Capii in quel momento che non sarei potuta andare avanti per molto tempo nascondendo la mia cotta, che presto tutto sarebbe saltato fuori. E doveva succedere, era una situazione caotica quella, non potevo rimanere in quel casino ancora per molto.
Da un lato volevo che tutto rimanesse segreto ancora per un pò, che mi sarei goduta quel periodo di confusione interiore e magari trovato una soluzione da sola. Ma dall'altro volevo che tutto si venisse a sapere in giro e che qualcuno mi aiutasse a capire e a scegliere la strada da intraprendere.
La confusione totale, ecco cos'era quella.

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