sabato 29 dicembre 2012

Chapter 67. #New.

Dormii benissimo, per la prima volta senza incubi, solo sogni belli e che mi misero il sorriso.
Finalmente ce l'avevo fatta! Avevo superato quella fase di depressione in cui ero caduta, finalmente mi stavo riprendendo ed ero pronta a ricominciare con la mia vita di sempre, lasciandomi alle spalle quelle settimane terribili, mi venivano i brividi solo a ripensarci. Ero pronta ad andare avanti, a provare a raggiungere quei sogni che ormai non erano più così tanto lontani.
Come per esempio, andare in Spagna con Julieta una settimana. Era realizzabile come desiderio, ormai a lei la conosceva praticamente tutta la famiglia, anche lei ci stava imparando a conoscere, mano a mano scoprivo cose nuove e rafforzavo il mio rapporto sia con lei che con gli altri due ragazzi. Potevo farcela.
Ma la cosa era: Lucas. Di nuovo ero tornata a pensare a lui come facevo in estate, smettevo soltanto quando c'era Francesco in mezzo.
Dopo lo stupro non avevo ripensato alle nostre webcam, avevo altre cose per la testa. Ma ora avevo di nuovo modo di ripensarci e di ragionarci un pò su. Per esempio, amavo il fatto che si preoccupasse per me, mi aveva chiesto come mi sentivo, come stavo, durante quei giorni terribili.
Certo, era una cosa normale data la situazione, ma per me era speciale. Mi piaceva il fatto che si curasse di me, anche se solo per un'ora a settimana.
Raramente mi scriveva lui in chat, dipendeva dalle occasioni, nel caso delle webcam era il primo a chiamarmi e ad avvisarmi, stessa cosa ultimamente, quasi tutti i giorni mi mandava il messaggio per sapere come stavo.
Avevo bisogno di rivederlo, da sola, volevo parlare un pò con lui senza nessun altro vicino, dovevo anche dirgli della canzone per la band.. decisi che lo avrei chiamato su skype il giorno dopo, prima di andare a pattinaggio. Dovevo dirgli di come mi sentivo, volevo risentire la sua voce, volevo parlargli.
Mi alzai alle dieci di mattina, mamma era già sveglia da un bel pezzo, stava iniziando a preparare il pranzo.
-buongiorno!- dissi allegra.
-..buongiorno.- mi disse lei squadrandomi un attimo. Lei non sapeva niente del fatto che mi ero ripresa, le sembrava strano ovviamente vedermi sorridere in quel modo. -che succede?-
-niente, sono solo felice.- dissi, mentre mi preparavo il latte.
-sei stata bene ieri sera con Francesco? È andato via quando sono arrivata io, ti sei addormentata vicino a lui.-
-si lo so. Comunque si, sono stata molto bene ieri, avevo bisogno di stare un pò con lui. Ma forse non è solo per questo che sono allegra.-
-cos'altro?-
-riprendo con la mia vita di sempre, mamma. Posso dire di aver superato la fase depressione.-
-cosa? Davvero?- mi chiese lei stupita, poi mi abbracciò forte. -sono molto contenta, ti voglio tanto bene.-
-anch'io ma. Chi c'è a pranzo?-
-Giovanni, Michela sta dalla madre.-
-ah, ok, meglio, anche lui non lo vedo da un pò.-
-Cla, non lo vedi da martedì.-
-già è troppo. E lo è anche per te, ammettilo.-
-si, ma capisco anche vuole stare con la ragazza, che debba uscire e che abbia da studiare quindi lo lascio libero.-
-meglio così. Vado un pò di là.- le dissi dopo aver tolto le cose della colazione dal tavolo della cucina.
Andai a cambiarmi e poi mi misi un pochino sul balcone, una decina di minuti, giusto per prendere un pò d'aria. Quando tornai dentro mi misi davanti alla tastiera, avevo voglia di suonare un pò. Chiusi la porta e attaccai le cuffie alla pianola e iniziai a canticchiare vari pezzi di canzoni, poi presi il foglietto con le note di quella melodia che mi era venuta il giorno prima e iniziai a suonarla, due, tre volte, più la facevo più mi piaceva. Ogni tanto apportavo qualche piccola modifica, ma nel contesto mi sembrava davvero perfetta.
Mi faceva pensare a tante cose, mi faceva ricordare i momenti significativi di quell'anno, partendo da quando a scuola mi diedero il questionario per i penfriend. Da lì era partito tutto, avevo conosciuto delle persone splendide, degli amici che forse potevano aiutarmi a far avverare il mio sogno prima o poi. La cosa più bella era che stavano iniziando a fare amicizia anche con i miei migliori amici e con le persone a cui tenevo di pù, la mia famiglia (tutte le persone a cui tengo di più sono considerati la mia famiglia) continuava ad allargarsi e diventava sempre più bella.
Ripensai anche a Francesco, stando in braccio a lui e ricordando i nostri momenti più belli passati insieme mi era uscita fuori la "canzone".
Ai miei amici e alla mia famiglia che mi erano stati vicino tutto il tempo, mai mi avevano abbandonato, e avevano fatto di tutto per rivedermi sorridere.
E poi ripensai a quel periodo di felicità che era sparito per qualche settimana, ma che finalmente era tornato a rallegrarmi le giornate e a farmi andarw avanti con positività.
Il dilemma ora era trovare le parole adatte alla canzone, quelle che racchiudessero tutti quei sentimenti.
Interruppi solo per andare ad apparecchiare la tavola, ero talmente presa dal mio lavoro che non volevo distrarmi nemmeno per un attimo.
Talmente presa a suonare e a cantare non mi accorsi che era arrivato mio fratello. Mi coprì gli occhi con una mano, io mi girai e gli diedi un bacio sulla guancia. Mi tolsi le cuffie e spensi la pianola, era ora di passare la domenica in famiglia.
-è bello sentirti di nuovo cantare. E sorridere.-
-mi sono stancata di piangermi addosso, ormai è successo, non si torna indietro, però non può permettersi di togliermi il sorriso dal volto.-
-è prontooo!- urlò mia madre dalla cucina, la raggiungemmo subito.
-wow, siete arrivati a velocità lampo... che avete fame per caso?!- ci chiese lei, scherzando.
-abbastanza.- disse Giovanni
-si, abbastanza da mangiarsi tutte le cose del frigo, vero fratellino?-
-può essere.-
-che bello riavervi tutti e due qui a pranzo e col sorriso, non succedeva da un bel pezzo.- disse mia madre, guardandoci dolcemente.
-io ci sono tutti i giorni.- dissi
-si ma il tuo sorriso non ti seguiva ultimamente.-
-ok, parliamo proprio di questo.- iniziai a dire, loro mi guardavano attenti: -ieri Simone mi ha portato alla pista di pattinaggio dicendomi che non ce la faceva più a vedermi depressa. Non ho opposto resistenza perché un pò di voglia di ritornare sui pattini ce l'avevo, perciò mi sono allenata e sfogata per quasi due ore.-<br>
-bene, meglio..- mi interruppe mio fratello.
-..ma?-
-ma mentre ero sui pattini ho riniziato a pemsare a tutte le cose belle che mi erano capitate in questi mesi, mi sono ricordata di tutto ciò che avevo in mente di fare per quest'anno nuovo, tutti i progetti che per qualche settimana ho lasciato in sospeso sono tornati a galla e ho deciso di continuare a far di tutto per vederli compiuti e portati a termine. In pratica ho deciso di tornare alla mia vita, di andare a pattinare, a cantare, ad uscire. Sono pronta, ho deciso ormai.-
-oh, finalmente!- esclamò contento Giovanni.
-sicura Cla? Non è che è solo una cosa momentanea?-
-no mamma, sono tornata la Claudia rompipalle e incasinata di sempre e non intendo cambiare. Adesso ho un'esperienza in più sulle spalle, vedrò alcune cose in modo diverso, ma mi sento sicura, specialmente da quando ho fatto il corso di autodifesa con Serena, sono riuscita a liberarmi del tutto, non mi sono serviti psicologi o dottori, mi avete fatto guarire tutti voi, sostenendomi sempre.-
-mamma, fidati, fa sul serio stavolta.-
-ho capito, ti appoggio totalmente, sono contenta che sei ritornata tu. Ma se ti servisse anche il minimo aiuto non esitare a dirmelo, quella psicologa ancora ci aspetta.-
-non m'importa, non mi serve una strizzacervelli, la mia famiglia mi basta e avanza. Non ho bisogno di parlare con quella per sentirmi meglio, anzi, con lei sarei anche a disagio. Lascia stare mà.-
-okay.. hai già detto ai ragazzi e alla tua allenatrice che tornerai a cantare e a pattinare?-
-a Paola gliel'ho detto subito, appena mi son tolta i pattini. Ai ragazzi della band glielo dico martedì insieme ad altre notizie.-
-notizie?- mi chiese incuriosito Giovanni.
-si, qualche cazzatina.-
-cioè?-
-cioè: fatti gli affaracci tuoi che campi di più!- gli dissi, facendogli l'occhiolino.
-tanto prima o poi me lo dirai.-
-mi stai sfidando?-
-dai, smettetela, che scemi che siete.- ci riprese mamma.
Dopo pranzo stettimo un altro pò tutti insieme, mamma continuava a domandarmi preoccupata se mi serviva aiuto, non le sembrava normale il fatto che mi fossi ripresa all'improvviso.
Feci ascoltare a Giovanni la musica che avevo scritto, finalmente capì cosa avevo da dire alla band.
-hai scritto la canzone?!!-
-no, non direi, piuttosto ho trascritto una melodia che mi frullava per la testa.-
-mi piace, è rilassante e da un senso di allegria.-
-grazie, è bello sentirsi fare qualche complimento una volta ogni tanto.-
Me ne andai a dormire presto, dal giorno dopo sarei tornata alla mia vita di sempre, quella con mille impegni, corri di qua, corri di là, amici, sport, scuola, compiti in classe... riniziava la fatica che avevo messo da parte per un pò di tempo, ma in fondo ero contenta di dover tornare alla mia bellissima vita caotica.

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