giovedì 27 dicembre 2012

Chapter 66. #New.

-è ora di iniziare a reagire, non posso più vederti in questo stato.- mi disse Simone, ero in camera sua, giocavamo alla wii e intanto provavamo a parlare.
-reagire, bella parola.-
-si Claudia, ti stai perdendo tantissime cose a forza di piangerti addosso. Ormai è successo, lo so, non è facile da accettare e da superare, ma tu puoi farcela. Ho visto tante volte che ti rialzavi quando pensavano tutti che fossi stata messa KO, ti ho visto lottare per raggkungere i tuoi obbiettivi e mai lasciare la speranza. È questo che voglio: che torni a fare queste cose, ad affrontare come ben tu sai le situazioni, senza farti mettere i piedi in testa da nessuno. Adesso è la tua stessa vita ad averti ingannato, falle vedere che tu non ti arrendi, che reagisci. Dalle uno schiaffo. Fallo per te, fallo per noi.-
-ci sto provando, non posso farci niente se non ottengo molti risultati.-
-mi stai diventando depressa, tu, la mia migliore amica rompipalle, non si può sentire sta cosa. Torna ad essere quella rompipalle di sempre, quella che si accolla,  quella che solo in questi modi ci fa capire che ci vuole un bene dell'anima. Torna anche da Francesco, gli manchi tu non sai nemmeno quanto, lo stai trascurando, non va bene questa cosa, te lo dico perché sono un ragazzo e so cosa potrebbe succedere.-
-lo so anch'io che corro il rischio che lui mi rimpiazzi, ma io so che non lo farà, non è il tipo.-. Le mie parole, quanto si sbagliavano!
-voglio vederti sorridere, che sogni ad occhi aperti, la tua spensieratezza, la tua vita superimpegnata... i casini amorosi, le mille amicizie da gestire..-
-ci sto provando, ti prometto che ci riuscirò a riprendermi, lo desidero con tutto il cuore Simo. Ma non è stata una bella esperienza, ormai è impressa nella mia mente, mai più si toglierà. Ma sicuramente potrò superare la cosa, mi serve solo del tempo, poco più di due settimane non bastano per dimenticarsi di tutto e per ricominciare facendo finta che non sia successo niente.-
-ci sono riuscite in tante, la vita prosegue Cla. Forza, andiamo.- mi disse, spegnendo tutti i giochi e mettendosi la giacca.
-dove?-
-a pattinare, non puoi mollare quello sport che ti appassiona, che ti ha sempre dato tanre soddisfazioni e che ti ha sempre aiutato a dimenticarti, anche se solo per qualche ora, di tutto il casino che hai intorno.-.
Non mi opposi, sapevo che era inutile. E poi a dirla tutta avevo davvero voglia di tornare sui miei pattini, a correre e a farmi girare la testa con tutti quei salti e quelle trottole.
Non era giorno di lezione perciò potei allenarmi liberamente. Paola, la mia allenatrice, mi guardava dalla porta della segreteria, si era stupita di rivedermi così presto, si vedeva che era contenta che avessi rimesso quegli stivaletti bianchi ai piedi.
Aveva ragione Simone, mi sentivo meglio. Pattinare mi faceva sentire libera, mi faceva metter da parte le paure e le tristezze che avevo e mi faceva pensare alle cose belle, mi faceva ricordare bei momenti.
Mi ricordai dell'estate fantastica che avevo appena vissuto, una delle più belle, in compagnia dei miei migliori amici e del mio ragazzo, con lo studio e la voglia di divertirmi in testa, mi ripassarono davanti quelle serate memorabili passate tutti insieme, da quelle nei bar a quelle in camera da letto a tirarsi cuscini, le giornate in piscina, le lettere che mi arrivavano dalla Spagna, le fantasie su Lucas, le notti con Francesco, le serate con la band e le meravigliose proposte che ci erano state fatte, le figuracce, le risate... il ritorno a Roma, le videochat con i miei amici spagnoli, gli esami, i nove giorni di vacanza..
Ripensai anche a quel giorno ma stranamente i miei occhi si limitarono a diventare lucidi e la mia mente intanto mi riproponeva altre scene felici per distrarmi, come se mente e cuore stessero combattendo fra di loro. Ma in quel caso era riuscito a vincere il sorriso, quello che nei giorni seguenti tornò a splendere sul mio viso.
Mi allenai quasi due ore, poi con Simone andai in segreteria, dovevo parlare con Paola.
Bussai alla porta, poi chiesi se potevo entrare.
-certo, vieni Claudia!-
-ciao Paola.-
-come va?-
-insomma, ora che ho pattinato molto meglio.-
-ti ho vista felice e brava come sempre in pista... mi devi dire qualcosa?-
-si, ho deciso che voglio riprendere ad allenarmi le solite tre volte a settimana, voglio tornare a pattinare.-
-davvero?!! Sei sicura?- mi chiese lei stupita, Simone fece la sua stessa faccia soltanto che gli si accese un gran sorriso.
-si, ho capito che mi serve pattinare per stare meglio. Si può fare?-
-certo che si può, in squadra ti aspettiamo tutti a braccia aperte,  non vedevamo l'ora che tornassi! Certo, non ci aspettavamo che venissi così presto, ma se tu ti senti pronta allora sei la benvenuta.-
-bene, allora quando si ricomincia?- chiesi entusiasta.
-lunedì dalle quattro e mezza alle sei e mezza.-
-va bene, ci sarò.-. Salutai e uscii con Simone vicino, poi gli saltai in braccio.
-grazie per il pomeriggio, hai avuto davvero un'ottima idea a portarmi qui!-
-sono contento che riandrai di nuovo a pattinare, ti vedo di nuovo sorridere finalmente!-
-e non è finita qui: voglio tornare anche a cantare e ad uscire, ho voglia di vivere Simo!-
-non hai a breve le prove con la band?-
-si, al Versus ci hanno chiesto se giovedì volevamo cantare, la cosa è ancora in sospeso perchè non sapevano come fare con me, gli avevo detto di cantare senza di me ma non volevano starci, ora però gli dico che torno, basta, ho sedici anni, è ora che io mi goda la vita.-
Me ne tornai a casa con una felicità che per quasi un mese era sparita dalla mia vita ma che finalmente si era decisa a tornare. Sicuramente sarei stata segnata per sempre da quella vicenda ma non per questo io non avrei dovuto riprendermi indietro la mia vita di sempre e di continuare a vivere e a fare quello che sempre amavo fare.
Ero uscita dalla crisi finalmente, ne ero uscita più forte, un'altra esperienza da aggiungere nel lungo cammino della vita vhe avevo da fare, una di quelle che ti insegnava a giudicare bene le situazioni e a capire con chi volessi avere a che fare nel futuro, mi aveva fatto scoprire le persone per cui valeva la pena lottare e dare tutta l'anima e tutto l'amore che si ha.
A casa c'erano Francesco e Silvia che ci aspettavano, quasi in ansia.
-hey, dove siete stati voi?- ci chiese Silvia, squadrandoci.
-a mettere definitivamente da parte tutta questa storia e a tornare quella di sempre.- dissi.
-ma questo sorrisone?- mi chiese Francesco abbracciandomi.
-merito di una pista di pattinaggio.- gli rispose Simone, abbracciando la ragazza e guardandomi felice:-andiamo a casa?-
-si.- gli disse lei, ci salutarono e andarono a casa di Simone, io e Francesco eravamo soli in casa.
-hai voglia di uscire? È sabato sera, sono due settimane che rimandiamo il nostro appuntamento, è ora che io torni ad occuparmi un pò di te.- dissi e lo baciai.
-wow... hai davvero voglia di uscire?- mi chiese
-no, di stare un pò con te.-
-possiamo rimanere qui se vuoi, tua madre è fuori per una cena di lavoro, stiamo comunque soli e insieme.-
-va bene, rimaniamo qui allora.-. Alla fine era la soluzione migliore, magari se fossimo usciti lo avrei solo illuso e mi sarei provocata da sola, non mi sentivo ancora pronta per stare con lui veramente: -una carbonara per te va bene?-
-ovviamente, per me va bene anche la pasta in bianco, l'importante è che tu stai qui con me.-
-no, basta pasta in bianco, l'ho mangiata spesso questi giorni, mi sta venendo la nausea.-
Preparai la pasta alla carbonara e con una mezz'ora finimmo di mangiare. Poi ci sdraiammo sul divano, abbracciati.
Ero felice fra le sue braccia, ultimamente non mi era successo spesso, era bello poter tornare a dire che io provavo davvero qualcosa di grande per quel ragazzo.
-secondo te è solo una cosa momentanea o ti sei ripresa dallo shock?-
-momentanea? No. Mi sento di nuovo felice, sai bene che più di una volta bastava che dicevate qualcosa voi che mi facesse ridere e mi tornava l'allegria, soltanto che dopo un pò mi ributtavo giù di nuovo. Stavolta sento che è diverso, l'allegria che avevo fino a quella mattina è tornata e io voglio che resti. Ovviamente non dimenticherò mai quel che quell'uomo mi ha fatto, ma farà meno male affrontare l'argomento, potrò parlarne senza scoppiare in crisi di pianto violente o cadere di nuovo in depressione.-
-lo vedo, sono contento che il sorriso sia tornato a splendere sul tuo viso, sei tornata la Claudia di sempre, finalmente.-
-forse ti devo delle scuse...-
-perchè? Mica mi hai fatto niente.-
-si che ti ho fatto qualcosa, ti ho trascurato tutto questo tempo, non dovevo farlo. Scusa.-
-smettila di dire stronzate.- mi disse, poi mi zittì con un lungo bacio. Non mi facevano più male le labbra, nonostante fossero ancora gonfie. Si allontanò di scatto.
-beh??- gli feci, infastidita.
-scusami, ti sto facendo male.-
-adesso sei tu quello che dice stronzate. Continua a baciarmi che ne ho bisogno.-. Non si fece pregare e continuò con la sua dolce opera, stando attento a non farmi male e a non provocare troppo.
-sei consapevole che quest'anno l'anniversario lo festeggeremo in un modo un pò diverso? Perché nonostante io ti desideri non so quanto, non potrò farti completamente felice..-
-lo so, e ti ho già detto che non fa niente, mi pare anche normale dopo quello che è successo, sarai tu a dirmi quando.-
-dovrai pazientare ancora un pò, devo sentirmi sicura...-
-stai tranquilla, sono qui, aspetterò.-
-sicuro?- avevo paura che potesse stancarsi di aspettare, che si sarebbe trovato qualcun'altra che l'avrebbe soddisfatto meglio di come facevo io e che non lo trascurasse come invece avevo appena fatto.
-si Cla. Che c'è, come mai tutte queste insicurezze ora?-
-capita a volte che mi senta come se non stessi svolgendo bene il mio dovere,  mi sento in colpa per non poterti dare tutto quel che desideri..-
-smettila, ti prego, sono discorsi cretini e superflui questi. Io sto bene con te, io ti amo, comprendo e rispetto le tue decisioni, sono disposto ad aspettare anche un'eternità per averti, tanto ci apparteniamo, nessuno potrà dividerci, specialmente in questo momento.-. Lì scattò inevitabilmente il bacio, mi aveva fatto capire con poche e semplici parole che quello che stavo dicendo erano delle cose insensate, che mi stavo mettendo paure inutili.
-vieni con me?- gli chiesi, alzandomi, andammo in camera da letto e ci mettemmo seduti davanti alla mia tastiera musicale. Iniziai a suonare motivetti rilassanti, fino ad arrivare a vere e proprie basi delle canzoni.
-hai deciso di tornare a cantare?-
-si, e anche a pattinare. Voglio ritornare alla mia vita di sempre, Fra, mi manca tanto.-
-ora puoi farlo.-.
Provai a suonare con due mani e dopo vari tentativi riuscii a fare Incancellabile. Cantai sopra, avevo la stessa forza di quando facevo le serate nei bar, soltanto che stavolta c'eravamo solo io e il mio ragazzo, niente ansia, niente ficcanaso, niente band..
-era per te. Ti ricordi quel giorno?- gli chiesi, mi guardò sorridente. Come si poteva dimenticare il giorno dopo il nostro secondo anniversario?
-ovvio che lo ricordo, è stata una delle giornate più belle passate insieme.-
-si, anche per me lo è. Il giorno dopo del nostro anniversario.- dissi, perdendomi in ricordi.
-i giorni più belli passati con te..-
-hai una classifica?-
-in un certo senso si.. parto dal podio.-
-vai.-
-al primo posto quando ci siamo messi insieme, al secondo la nostra prima volta e al terzo tutte le altre giornate memorabili passate insieme.-
-e e, il terzo punto non è valido!-
-si invece, perché ogni attimo passato con te è speciale.-
-sei dolcissimo.- gli dissi, ero molto fortunata ad averlo tutto per me, era davvero il ragazzo dei sogni.
-con te si, cerco di tirar fuori il meglio di me.-
-e ci riesci alla perfezione visto che mi fai innamorar di te ogni volta sempre di più.-
Continuavo a spingere tasti su tasti mentre parlavo con lui, e ad un certo punto mi accorsi che mi stava venemdo fuori una bella melodia, cantabile e allegra. Pensai subito alla band.
Più volte provai a suonarla, segnando le note su un pezzo di carta, ogni volta mi convinceva sempre di più. Francesco mi guardava incuriosito.
-cos'è?-
-tu dimmi solo se ti piace la musica.-
-si, è carina, mette allegria.-
-interessante... proprio quel che ci voleva, un pizzico di allegria...- dissi, perdendomi fra quelle dolci note. Poteva uscirne una bella canzone per la band..
-non mi dire che stai componendo la canzone per la band!-
-mm... si, in un certo senso... potrebbe andare, no?-
-ovvio che potrebbe andare, è molto carina!-. Lo baciai.
-è grazie a te che è uscita fuori.-
-pensi?-
-io non penso, io ne sono sicura. A proposito, devo chiamare Matteo e sentire quando si faranno le prove, non vedo l'ora di ricominciare.-.
Presi il telefono e chiamai, mi rispose Roberto che era a casa lì con lui.
"Cla, ciao! Tutto a posto?"
"si, a meraviglia."
"Ti sento felice dalla voce o è solo una mia impressione ?"
"No, non ti sbagli, sono contenta. Diciamo che ho preso un paio di decisioni oggi."
"Per esempio? Spero che fra queste ci sia quella di tornare a cantare con noi, ci manchi."
"Esatto, proprio questo. Voglio tornare a cantare, mi sento pronta a ricominciare."
"Davvero?!! È davvero fantastico!"
"Rob, quando proviamo? Ho anche un'altra sorpresa che però dirò quando ci sarete tutti."
"Mannaggia a te che mi lasci sempre sulle spine! Le prove... quando Mattè?" chiese a Matteo. "Martedì dalle cinque in poi a casa di Laila, Cla."
"Ok, perfetto, va benissimo!"
"Poi ci spieghi perché ti sentiamo così allegra, siamo contenti di sentirti di nuovo felice."
"Va bene, resistete fino a martedì. Un bacio, saluta quell'altro matto."
"Va bene, un abbraccio!!"
-anche questa è fatta.- dissi.
Francesco trovò un film in televisione, quindi ci mettemmo sul mio letto a guardarlo, mi addormentai fra le sue braccia che mi stringevano con amore.
-rimani qui stanotte?- gli chiesi, mezza addormentata.
-no amore, devo tornare a casa.-
-ah, va bene.- dissi, stringendolo ancora di più, lo sentii ridere poi mi addormentai del tutto.

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