venerdì 21 dicembre 2012

Chapter 61. #New.

Il giorno prima dei risultati degli esami, dell'ecografia di Silvia e della partenza di Daniele passai un'altra di quelle giornate indimenticabili con i miei amici. Stettimo praticamente tutto il giorno a divertirci nel parco sotto casa mia, la sera invece ci riunimmo tutti nella mia stanza a giocare a varie cose e a divertirci, quella sera ricevetti una grande sorpresa.
-noi giochiamo alla play.- dissero Giovanni, Francesco, Simone e Daniele prendendo posto sul mio tappeto, pronti a sfidarsi a calcio con la play station. Io, Serena e Silvia ci mettemmo una sul letto di Giovanni, l'altra sulle scalette che portavano al mio letto e io nella sedia davanti al computer.  Avevo messo facebook e me ne ero totalmente dimenticata, presa talmente tanto dalle conversazioni fra ragazze.
-ti scrive qualcuno.- mi disse ad un certo punto Serena, guardai chi era e un gran sorriso si accese. Era Julieta.
"ei Claudia, noi siamo pronti!"
"Pronti? A far cosa?"
"Sono con Jairo a casa di Lucas, possiamo mettere la cam se ti va!". Mi guardai un attimo intorno: c'era troppa gente!
-chi è?- mi chiese Silvia vedendo i miei cambiamenti improvvisi di facce.
-è Julieta, mi ha proposto di fare la videochat.-
-cosa, davvero? Accetta immediatamente!- esclamarono lei e Serena.
-ma no dai, un'altra volta, ora ci stiamo divertendo noi...-
-falla finita e accetta.- mi impose Serena. Mi girai verso i ragazzi, tutti presi dalla partita che stavano giocando.
-ei vi da fastidio se parlo un pochino in spagnolo?- gli chiesi timidamente, misero subito in pausa il gioco.
-perchè dovrebbe?- mi chiese Daniele
-boh, che ne so...-
-ma perchè devi parlare spagnolo?- mi chiese Simone, dopo qualche secondo si era già risposto da solo.
-conosco Julieta oggi.-
-ah che bello!- esclamò contento Francesco.
-ma che aspetti a mettere sta webcam?- mi chiese sorridente mio fratello, tutti lì dentro tranne Serena e Francesco capivanonil motivo della mia esitazione, ma cercavano di essere il più normale possibile, non dovevani venirne a sapere niente della storia che mi piaceva Lucas, specialmente il mio ragazzo.
Mi andai a sedere di nuovo davanti al computer lanciando occhiate disperate a Silvia che invece provava a tranquillizzarmi.
-però per favore non fatemi fare figure di merda.- li pregai, si misero a ridere e annuirono, poi ripresero a giocare.
Silvia si mise un attimo seduta vicino a me.
-ti vedo nervosa.-
-si.- dissi con la voce tremante, iniziavo a sudare, era proprio come la prima volta che l'avevo messa solo con i ragazzi, avevo l'ansia a mille.
-calma e accetta l'invito. Tieni, con queste capirai un pò meglio.- mi disse dandomi un paio di cuffiette. Le misi, sicuramente mi avrebbero aiutato a concentrarmi.
Silvia andò a mettersi vicino a Serena sulle scalette e intanto parlottavano mentre guardavano me, gli altri invece giocavano tranquillamente alla Playstation. Presi un bel respiro e accettai l'invito che mi avevano appena mandato, il mko cuore riniziò a battere all'impazzata.
Ed eccoli, tutti lì, con espressioni contente e grandi sorrisi in viso. Anch'io ero come loro.
-ciao!- ci salutammo
-hola Claudia!- mi disse timidamente lei, iniziando ad arrossire.
-ciao Julieta, che piacere vederti!-
-piacere mio di conoscerti!-. Eravamo entrambe emozionate.
-come stai?-mi chiese Jairo
-tutto bene, e voi?-
-anche qui tutto regolare.-. I ragazzi in camera mia esultarono per qualche gol che avevano fatto, mi spaventai, ero talmente presa dagli spagnoli che non mi ricordavo di avere gente in casa.
-sei impegnata Claudia? Semmai la mettiamo un'altra volta, vedo che hai gente in casa.- mi disse Lucas, cercai di rimanere il più calma possibile,  non dovevo far capire che lo stavo guardando con tanto interesse.
-no no Lucas, non preoccuparti, sono miei amici, mi hanno autorizzato loro a mettere la cam!- esclamai: -volete che ve li presenti?-
-ok, va bene!- esclamarono tutti e tre, io mi girai dall'altra parte per dire agli altri di avvicinarsi un attimo. Il primo a venire fu mio fratello, meglio, a lui Jairo e Lucas già lo conoscevano.
-mio fratello Giovanni.-
-ciao, como estate?- gli chiese lui in itagnolo, ci venne da ridere.
-hola, como estais...- lo corressi, mi diede uno schiaffetto sulla nuca.
-ciao Giovanni, noi stiamo bene.- gli risposero in spagnolo, Julieta disse qualche piccola frase in italiano, lo pronunciava bene.
-loro invece sono le mie due migliori amiche, Silvia e Serena.-
-encantados de conocerve.- dissero dalla Spagna.
-sbaglio o una di loro è nella band?- mi chiese Julieta guardando Serena.
-si, giusto, Serena è una delle cantanti della band, canta con me e Luca.-
-io canto le canzonin in tonalità medio/bassa, Claudia invece quelle medio/alte.-
-si, vi abbiamo ascoltati, siete davvero molto bravi!- esclamò Jairo, io e Serena arrossimmo.
-...grazie. Invece tutti i vestiti che indossiamo nelle serate sono di Silvia e di sua sorella.-
-sono davvero molto belli, il mio preferito era quello della bimba che ha cantato con te.-
-ah, quello di Clarissa! Si, piace moltissimo anche a me.-
-nella band voi cantate solo o a volte suonate anche?- ci chiese Lucas, erano tutti e tre molto interessati all'argomento "band".
-si, io suono la chitarra sia elettrica che classica, solo quando serve però!- disse Serena.
-anche noi suoniamo la chitarra, io elettrica e Lucas quella normale.- le disse Jairo
-tu invece Claudia?- mi chiese Julieta.
-Cla basta.- dissi, non mi piaceva che dicessero il mio nome per intero. Mi fece ok con il dito e rimase in attesa di una risposta: -solo quando serve suono la batteria e anche la tastiera, soltanto che con quest'ultima non so usare tutte e due le mani e quindi sto imparando varie tecniche per usarne solo una.-
-ahh, sai che anche a me piace molto suonare la tastiera?!! Se vuoi ti insegno a usarle tutte e due le mani!-
-wow, magari!-
-e a noi non ci presenti?- mi chiese Daniele, mettendosi vicino a Serena, Simone si mise vicino a Silvia e Francesco con me.
-ah si giusto, devo proseguire con le presentazioni! Lui è mio cugino Daniele, lui il mio miglior amico Simone e infine lui è il mio ragazzo, Francesco.- dissi, iniziarono a dirsi "piacere di conoscervi" e cose del genere, poi i ragazzi tornarono a giocare.
-comunque tu parli uno spagnolo perfetto.- mi disse Julieta, arrossii.
-ehm, grazie... ci provo, adoro la vostra lingua!- dissi imbarazzata.
-non smettere mai di studiarlo, potresti fare tanta strada.- mi disse Lucas.
-hanno ragione.- disse Jairo: -chi di loro lo parla?-
-a casa? Allora, io, Serena e Silvia lo stiamo studiando mentre gli altri più o meno lo capiscono, stiamo provando ad insegnarglielo senza molti risultati.- scherzai.
-eh già, ti tocca fare il traduttore simultaneo!- esclamò Lucas.
-ahahaha si, mi chiamano ogni volta che non capiscono qualcosa in un'altra lingua, mettono la scusa che sto al linguistico e quindi devo saperle certe cose.-
-cos'è il linguistico?- mi chiese lei.
-la mia scuola, se ho passato l'esame devo andare al secondo anno, si imparano soprattutto le lingue.-
-wow! E che lingue studi?-
-spagnolo, inglese e francese, con Silvia stiamo andando anche ad un corso pomeridiano di tedesco, almeno per avere le basi.-
-io studio tedesco.- disse Jairo, poi mi chiese "tu lo parli?" in tedesco, gli rispose Silvia, a lei piaceva molto più che a me.
-quando hai i risultati dell'esame?- mi chiese Lucas, si preoccupava molto per me.
-domani.-
-e allora te dejamos muchisima suerte y muchisima mierda!- mi dissero, erano i loro modi per augurarmi "buona fortuna".
-ah grazie, me ne servirà davvero molta!-
Parlammo altri dieci minuti, poi verso le dieci e qualcosa ci salutammo, dovevano andare a cena.
-Cla, noi adesso andiamo, dobbiamo cenare.- mi disse Jukieta dispiaciuta.
-ah va bene, non vi preoccupate!-
-sono davvero contenta di averti visto, spero di rivederti presto!-
-ovviamente Juli, mi dite voi quando potete e ci organizziamo.-
-piacere di averti rivista.- mi disse Lucas, Jairo mi fece l'occhiolino.
-facci sapere com'è andato l'esame anche se già so che l'hai passato.-
-ah Jairo, lo sai sulla fiducia?!!- scherzai, lui annuì.
-allora buona serata ragazzi!- esclamarono.
-anche a voi, buona cena!-
-grazie, a presto!!-
-ciaoo!!- esclamai, anche gli altri li salutarono o con la mano o a voce. Poi chiusi la chat, cosa che mai avrei voluto fare, avrei voluto che durasse ancora.
Francesco abbracciandomi da dietro mi riportò alla realtà.
-felice?-
-si, non si vede?-
-abbastanza.- dissero gli altri.
-Serena, andiamo?- le chiese Giovanni, lei era abbracciata a Daniele, si stavano salutando.
-si, un attimo.-
-già andate? Scusatemi se vi ho trascurati...- dissi.
-che? Ma sei scema o cosa?- disse ironico mio fratello.
-ma che dici Cla? Hai fatto bene, hai colto un'occasione al volo.- mi disse lei.
-l'aspettavi da tanto.- mi dissero gli altri, trovando mille ragioni per le quali non dovevo sentirmi in colpa.
Vidi che a mio cugino e a Serena stavano scendendo delle piccole lacrime, lui aveva gli occhi lucidi, lei invece poteva scoppiare in una crisi di pianto da un momento all'altro, erano ancora avvinghiati.
-Sere, stai tranquilla che lo facciamo tornare presto.- la rassicurò Silvia.
-ti prometto che fra qualche settimana ci rivedremo di nuovo, dammi solo il tempo di organizzarmi per bene.-
-e la sera ci chiameremo su skype, promesso?-
-certo che te lo prometto.- le disse, poi la baciò. Noi facemmo finta di parlare un attimo per dargli qualche minuto di privacy, erano tenerissimi.
Ecco i rischi di una relazione a distanza: tante lacrime e non si sa mai con certezza quando ci si poteva rivedere. Dovevo pensare bene a quello che volevo fare io.
-dai, andiamo.- disse Serena a Giovanni
-Danié, domani ti passo a prendere alle nove e mezza.- gli disse mio fratello, dopo ci salutarono e uscirono, Daniele era seduto sul tappeto, distrutto. Andai ad abbracciarlo.
-Silvié, dobbiamo andare anche noi.- le disse Francesco, sarebbero tornati a casa insieme perché abitavano a due isolati di distanza.
-mi rubi la ragazza?- chiese scherzando Simone, lui le andò a dare un bacio sulla guancia.
-allora domani come facciamo per l'ecografia?- mi chiese lei iniziandosi a preparare per andare a casa.
-a che ora è?-
-a mezzogiorno.-
-ok, allora io vado alle undici a vedere i quadri, poi passo a prendere Francesco e vi raggiungiamo, per mezzogiorno dovremo essere lì.-
-ok, perfetto. Ah, chiamami appena vedi i risultati, sicuramente starò in ansia.-
-ovviamente, tu tranquilla però!-
-vaa beeenee, ciao migliore amica!- esclamò abbracciandomi e dandomi un bacino sulla guancia: -domani facciamo una piccola lezione di geografia io e te.- mi sussurrò all'orecchio, sorrisi. Voleva parlarmi della webcam, cosa che oggi non aveva potuto fare.
Si spostò andò ad abbracciare a Daniele, al suo posto venne Francesco.
-quando sorridi così sei fantastica.- mi disse a bassa voce, gli diedi un bel bacio. Si vedeva così tanto che ero felicissima? Evidentemente si.
-tu, non sparire e torna presto che devi vedere tuo nipote.- sentii dire Silvia a Daniele, stavano scherzando fra di loro.
-ma quanti zii avrà sto ragazzino?- esclamò Simone.
-un pò, i nostri amici, quelli più speciali saranno i loro zii. In questo momento gli zii più importanti sono in questa stanza.-
-ah bene, anch'io sarò presto zio allora! Poi fatemi vedere l'ecografia per skype.-
-ovvio che si!- dissero. Salutò anche Francesco e poi andarono anche loro.
Rimasi sola con mio cugino e il mio migliore amico.
-tu non te ne vai subito, vero?- gli chiesi, con una mezz'ora avevo salutato praticamente metà della gente con cui stavo parlando!
-verso mezzanotte, adesso voglio ascoltare i film mentali della mia roscia e magari fumarmi anche una sigaretta.-
-sei consapevole del fatto che dovresti smettere visto che presto nascerà tuo figlio?- lo misi in guardia.
-si, ci sto provando, ho già diminuito.-
-oh, bene così.-
-certo guarda quant'è felice!-gli disse Daniele, entrambi mi guardarono.
-comunque anche Lucas ti lancia certe occhiate che mi stupisco che non ti facciano sciogliere.-
-e chi te lo dice che io non mi stia sciogliendo? Dentro di me io sono come un gelato al sole, è bellissimo soltanto che è difficile  non darlo a vedere.-
-sei molto brava a nascondere le emozioni, hai un'autocontrollo incredibile.- mi disse Dani.
-anni e anni di pratica..!-
-si ma tanto a noi non ci freghi: anche tu gli lanciavi occhiate del genere "vieni qui subito, ho bisogno di te".-
-Simo, era esattamente quel che stavo provando in quel momento.-
-lo so, mi ha fatto piacere sentirti parlare in spagnolo e vederti così sorridente e sognante, ho capito che tu e la Spagna avete un legame molto speciale, soprattutto di questi tempi.-
-indissolubile direi.- disse mio cugino.
-però che carina che è Julieta.- dissi, me l'aspettavo proprio così, timida, simpatica e dolce.
-è una bella ragazza proprio. L'ho sempre detto che le spagnole sono delle gran f...- attappai la bocca a Simone, sapevo cosa stava per dire. -non è vero Dani?-
-un pò di ragione ce l'hai, ma devo dire che anche l'Italia non delude, guarda te che ragazze che abbiamo ora al nostro fianco, partendo dalla mia cuginetta.-
-si si, concordo pienamente.-
-ma la volete smettere?- gli dissi ridendo, mi stupivo fino a dove fosse arrivato il nostro discorso.
Ci andammo a mettere sul balcone e mentre Simone fumava proseguivamo con la nostra interessante e contorta conversazione.
-e dai, l'hai detto anche tu che in Spagna c'è pane per i denti!-
-si infatti ho fatto il grandissimo errore di invaghirmi di uno spagnolo.-
-e chi te lo dice che è un grande errore?- mi chiese Daniele, in effetti aveva ragione, non era un sogno del tutto impossibile.
Chiaccherammo e scherzammo fino alle due di notte, poi Simone augurò buon viaggio a Daniele e mi diede un bacino e se ne andò a dormire, noi seguimmo il suo esempio, sognate e col sorrisone in viso mi buttai sul letto e presi sonno per le tre.
Mi avevano rallegrato la settimana, wow!

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