venerdì 14 dicembre 2012

Chapter 58. #New.

Entrai a casa, sfinita, mi ero divertita tanto con la band ma mi ero anche stancata molto. Avevo bisogno di dormire un pò e ricaricarmi, ma i miei piani cambiarono non appena vidi Daniele in cucina che chiaccherava con mia madre.
-Dani?- chiesi stupita appena chiusi la porta di casa. Si girò e mi fece un sorrisone, gli andai incontro per abbracciarlo ma poi mi ricordai che ero tutta sporca.
-ciao!- esclamò.
-ciao!! Che bella sorpresa, non sapevo arrivassi oggi!-
-si, dovevo venire domani ma il volo c'era alle sette di sera, non avrei fatto in tempo a venire al Versus.-
-hai fatto bene allora ad anticipare! Quando te ne rivai?-
-già mi cacci via cuginetta?- scherzò:-il 10 mattina.-
-ah, allora abbiamo qualche giorno per divertirci!-
-uhm, non lo so, forse dovrei passare un pò di tempo con la mia ragazza, non credi?-
-beh si, in effetti tu sei qui per lei. La chiamiamo così viene qui dopo cena?-
-ok, d'accordo.-
-prima però vado a farmi una doccia.-
-si, puzzi.-. Lo fulminai con lo sguardo e andai subito a lavarmi, avevo bisogno di una bella doccia rilassante.
Mi cambiai e quando uscii dal bagno, mi ritrovai la camera piena di amici. Erano venuti infatti Giovanni, Simone, Silvia e Francesco.
-ah, e voi che ci fate qui?-
-ciao amore.- disse Francesco.
-siamo venuti a salutare 'sto matto.- mi rispose Silvia.
-ti sei lavata sorellì?- disse ridendo Giovanni.
-si fratello.-
-usciamo stasera?- chiese Simone, subito tutti annuimmo.
-chiamate Michela e Serena và.- dissi a Giovanni e a Daniele.
-Michela? La tua ragazza?-
-si cugino, finalmente oggi vi conoscerete.-. Come con i miei migliori amici, Daniele conosceva Michela solo per chat e per sentito dire da noi, diciamo che stava fremendo per vederla!
-Simo mi dai una sigaretta?- gli chiesi. Stava per prendere il pacchetto ma Silvia lo bloccò.
-ma che fai?- lo schernì lei.
-no Cla.- mi disse Francesco.
-lascia stare sorellina, non è roba per te.-
-ma che è questa novità che fumi?- mi chiese Daniele.
-io non fumo, ne prendo una ogni tanto.-
-ecco, fai male.- disse Silvia.
-oh che palle che siete!! Perché dovete criticarmi in questo modo?-
-e perchè tu devi fumare quando puoi benissimo farne a meno?- mi disse arrabbiata Silvia
-anche nella band ti scongiurano di non farlo, rovineresti inutilmente la tua voce.- mi disse leggermente più calmo Francesco
-hanno ragione, lascia perdere.- mi consigliò Daniele, io mi arresi, gli altri fecero dei sospiri di sollievo.
Intanto Daniele e Giovanni chiamarono le ragazze, saremo andati tutti insieme a mangiare qualcosa al Colosseo e poi avremo fatto quattro passi per il centro.
Fummo molto felici tutti di esserci visti/ritrovati, Daniele e Serena erano quelli più felici, da lì si vide quanto era forte il loro amore.  Ero ben consapevole del fatto che mantenere una relazione a distanza era molto difficile e non poco doloroso, ma l'amore vero sarebbe resistito. Per loro era esattamente così, presto scoprii anch'io che alla fine non era così tanto male l'amore a distanza, anzi.
Giovanni e Michela ad una certa ora si allontanarono da noi e andarono per conto loro da qualche parte, anche io e Francesco ci allontanammo, ma solamente per dieci minuti.
Mi prese per mano e camminammo lungo il perimetro del Colosseo, sapevo dove voleva portarmi.
-sono quasi tre.- disse lui.
-ahh, si. Un solo mese e sono tre. Resisteremo?-
-se tu lo vuoi si, perchè no. Siamo resistiti tutto questo tempo perché non dovremmo resistere un mese?-
-io si che lo voglio. Tu invece?-
-mi sembra ovvio. Io vorrei che durasse per sempre.- mi rispose
-anche io lo vorrei, lo desidero troppo.-. Sapevo bene, nonostante lo volessi e adorassi l'idea, che per noi non ci sarebbe stato un futuro insieme, oppure si, soltanto che non andò come programmato.
Arrivati al nostro muretto mi prese per i fianchi e mi strinse a lui, guardandomi negli occhi. Fui io la prima a baciarlo, non resistetti.
-toccava a me ma mi hai anticipato di un secondo.- mi disse, risi.
-capita a volte. E per una volta toccava a me iniziare.-
-ok, allora adesso tocca a me.- disse e mi diede un appassionante bacio, un bacio che mi fece capire che ero sua e di nessun altro, quello che mi fece dimenticare per un attimo di tutto il casino che stavo facendo, di tutte quelle faccende complicate in cui mi ero andata ad infilare.
Mi guardò un attimo, in attesa che dessi segni di vita.
-Claudia?-
-eh..si, ci sono.- dissi riprendendomi dalla forte emozione piano piano.
-ok, forse dobbiamo evitare questo tipo di bacio, un altro pò e svenivi.-
-non ci pensare nemmeno, questo è uno dei più belli, quello capace di farmi dimenticare di tutto ciò che mi circonda, quello che mi fa capire che ci apparteniamo. Mai smettere di baciare in questo modo, ho bisogno che tu lo faccia.-
-io? Io non ho fatto niente, piuttosto tu, tu mi fai sbarellare tutte le volte.-
-si certo, come no. Però se vuoi posso far di meglio..- dissi provocandolo, dandogli bacini sul collo, quando lentamente mi spostò.
-lo so bene che tu puoi far di meglio, molto meglio, ma direi che questo non è proprio il posto adatto.-
-possiamo spostarci se vuoi.-. Ma perchè stavo dicendo quelle cose? Si, lo desideravo ardentemente ma sapevo anche che non si poteva dato che c'erano gli altri ad aspettarci al bar. Perchè provocarlo e tentarmi in quel modo?
-Claa... sai che non si può...-
-in teoria si potrebbe, non ci direbbero niente, lo sai bene.-
-meglio aspettare. Si tratta solo di qualche giorno, no?-
-già. Quando Daniele tornerà in Sardegna io sarò leggermente più libera. E..-
-si, ho capito. Allora facciamo così, venerdì sera ci prendiamo la serata tutta per noi, ti porto io da qualche parte, ok?-
-proposta allettante... per me va bene, lo sai.- dissi, ci diedimo un altro paio di baci e poi tornammo dagli altri che stavano chiaccherando allegramente e mangiando un dolce ognuno.
-ah eccovi finalmente, ci stavamo preoccupando!- esclamò Silvia.
-ci serviva un momento.- disse Francesco, sorridendomi.
-abbiamo ordinato anche qualcosa per voi.- disse Serena, mi avevano preso il tiramisù e a lui la pannacotta con la nutella, erano i nostri dolci preferiti.
-vanno bene, si?- ci chiese Daniele.
-un tiramisù non si rifiuta mai.- dissi ed iniziai a mangiare, gli altri ridevano.
E così passammo la serata, fra scherzi, chiacchere e cavolate, ridendo come sei matti. Ce ne tornammo a casa all'una e mezza, io e Daniele ci mettemmo subito il pigiama e crollammo, eravamo stanchissimi.

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