domenica 9 dicembre 2012

Chapter 56. #New.

Simone e Francesco ci portarono a fare una passeggiata al centro di Roma, sul lungotevere, passammo una bella serata, io continuai a fantasticare ma mi controllai, infatti nessuno dei due si insospettì della mia aria forse un pò troppo sognante.
Non dissi niente della webcam che avevo fatto nel pomeriggio, avevo paura che mi lasciassi sfuggire qualcosa di compromettente, anche con un solo sorriso potevo mettermi nei guai. Silvia collaborò molto, non fece parola di quello che ci eravamo dette a casa mia, si limitava a riportarmi alla realtà in svariati modi quando mi vedeva distratta o pensando ad altro.
Tornammo a casa a mezzanotte e mezza, sentii la musica fino alle tre, poi finalmente riuscii a prendere sonno.
Il giorno dopo mi svegliai alle nove, subito scesi dal letto e andai a fare colazione, mi dovevo preparare per andare a casa di Laura a vedere i miei nipotini che non vedevo da luglio. Ero eccitatissima, non vedevo l'ora di riabbracciarli.
Alle dieci in punto venne Giovanni a prendermi, presi anche la borsa con il cambio, dovevo fermarmi a dormire da mio padre.
-mamma, noi andiamo.- le disse Giovanni.
-va bene, non correre eh! E tu non prendere a parolacce tuo padre.-
-prima o poi lo farò mamma, se lo merita.-
-prova a parlarci.-
-si, come no, ti dico che sarebbe più interessante parlare con un muro, sicuramente mi darebbe risposte più intelligenti e più lunghe delle sue. Ciao mammi.- le dissi, abbracciandola.
-salutatemi Laura e i bambini!-
-ok.- disse Giovanni e uscimmo. Mi sedetti vicino a lui, il sorriso non mi aveva abbandonato.
-insomma mi hanno detto che sei poco presa dallo spagnolo.- scherzò. Aveva ragione, forse stavo pensando troppo a Lucas.
-può essere, fattostà che ieri ho capito una cosa fondamentale: che prima o poi quel ragazzo sarà mio, che potrei lottare per lui.-
-wow, davvero?-
-si, ho questa sensazione. Quando l'ho visto, non so, mi ha colpito subito al cuore.-
-allora è il caso che io mi metta a studiare un pochino di spagnolo?-
-eh no fratellino, aspetta, non corriamo. Adesso dò il tempo al tempo, vediamo prima come procedono le cose, poi si vedrà.-
-de acuerdo, hermanita.-
-ingegnere, hai iniziato l'università?-
-no, dopodomani c'è la prima lezione.-
-con Michela tutto a posto?-
-ovviamente si, siamo felici di stare insieme a casa.-
-beh, è stata una bella idea quella di proporle di venire ad abitare con te, forse era un pò presto ma l'importante è che siete felici.-
-si, però mi manca la mia casetta, con la mia sorellina rompipalle che non mi lascia dormire la notte o che mi racconta di tutto e di più.-
-la sorellina rompipalle già ti ha detto che ogni tanto potresti dormire da noi, a lei farebbe tanto piacere tornare a rompere al tanto amato fratellino, facendosi scherzi e sparando cazzate a volontà. Ah, a proposito, grazie.-
-di cosa?-
-della sigaretta che mi hai lasciato ieri.-
-Cla, non dovevo, ho fatto uno strappo alla regola. Ma mi devi promettere che tu non ti metti a fumare, una ogni tanto ci può anche stare, ma non iniziare a fumare, fidati che è meglio. Devi cantare, la voce ti serve.-
-no, ti prego, non ti ci mettere anche tu!-
-e allora tu promettimi che non lo farai.-
-ci proverò ma non ti prometto niente.-
-mi raccomando. Tornando agli spagnoli, che mi sono perso?-
-uhmm... ah si, Lucas mi ha detto che sono molto dolce e carina con i bambini, Jairo per prenderlo in giro ha detto che io non ero carina solo con loro ma anche per altri aspetti e lui ha iniziato ad arrossire. Anch'io in realtà.-
-era d'accordo? Wow, hai fatto colpo.-
-in verità lui fin dal primo giorno mi aveva detto che ero carina, non me l'ha mai nascosto.-
-sei contenta?-
-da una parte si, tanto, ma dall'altra no.-
-ok, posso immaginare il perchè. Francesco invece cosa sa?-
-lui? Praticamente niente di tutta questa storia, sa solo che Julieta deve andare a casa di Lucas per fare la videochiamata con me perchè lei non ha la webcam, e perciò me l'ha presentato.-
-ah, meglio così. Tu cerca di non fare casini però.-
-si, lo so.-
Continuammo a parlare di varie cose lungo tutto il percorso, poi finalmente arrivammo da Laura.
Appena suonai al campanello mi venne ad aprire subito, aveva un gran sorrisone in viso. Le saltai in braccio.
-ciaoo Cla!-
-ciao Lau!!-
-ciao Giò! Entrate dai.-. C'era uno strano silenzio in casa, pensavo ci fosse più rumore con due bambini in casa.
Ci sedemmo sul divano, Giovanni praticamente ci si sdraiò, io mi misi seduta sulle sue gambe e lei vicino ai suoi piedi.
-ma ti alzi?!!- esclamai.
-no.-
-lascia stare, è una causa persa! Ma piuttosto tu come stai? Non ci si vede da un bel pò!-
-io sto... sto bene, come al solito. Finalmente posso riposarmi qualche giorno prima di riniziare scuola.-
-com'è andato l'esame?-
-bene, penso. Mi sentivo sicura, le cose che c'erano le sapevo tutte.-
-ah, meglio così, mi hanno detto che ti sei passata tutta l'estate sui libri.-
-già, però ho avuto anche tante gioie quest'estate.-
-oh si, lo so, qui le notizie sono arrivate! Il concerto che avete fatto è stato davvero molto bello, non mi aspettavo un'organizzazione del genere!-
-eh si, c'è voluto un mese per preparare bene tutto quello che avevamo da portare e da fare, siamo stati molto contenti di aver visto tutta quella gente sia lì che in chat.-
-quella della twitcam è stata una cosa molto intelligente, ci avete fatto divertire anche se stavamo da tutt'altra parte.-
-sono contenta che ti sia piaciuta, ho letto i commenti che ci hai lasciato!-
-poi è stata una sorpresa anche la gravidanza della tua amica!-
-Silvia? Wow, è fantastico!! Certo che si sono messi nei casini da soli, ma vabbé, se sono felici..-
-quello è l'importante. Ma a proposito, qui si sta formando un triangolo amoroso o sbaglio? Non mi avevi detto dello spagnolo.-. Squadrai prima Laura e poi Giovanni.
-gliel'hai detto?!-
-si, non c'è niente di male, è nostra sorella.-
-se ti vergogni non ne parliamo.- mi disse lei.
-no no, tranquilla. Mi sto innamorando di un ragazzo che mi ha presentato Julieta a aprile, te l'avevo detto mi pare.-
-che l'avevi conosciuto si, ma non che ti piacesse!-
-ieri si sono visti.- disse Giovanni.
-ah si? Webcam?-
-già.- dissi col sorrisone, ripensando a quel momento.
-e allora? Che mi dici?-
-che ti dico, ti dico solo che mi ha colpito al cuore. Ma che intanto sono innamoratissima di Francesco.-
-ha le idee chiare la ragazza.- disse sarcastico Giovanni, gli demmo due schiaffetti sulle gambe.
-ne vale la pena?-
-si Lau, potrei far di tutto prima o poi per mettermici insieme.-
-hai preso una bella cotta allora.-
-si, forse è eccessiva e basata su sogni per ora, ma è bellissima.-
-hai un bellissimo sorriso in viso, spero che non ti vada mai via sorellina. Sono contenta per te, mi fa piacere vederti così.-
-ti voglio tanto bene.- le dissi e l'abbracciai, dopo un pochino si unì anche Giovanni all'abbraccio.
-puzzi di latte.- le disse lui.
-fanculo Gio.-
-a proposito, dove sono i marmocchi?- le chiesi, non mi aveva ancora fatto vedere i miei nipotini!
-stanno dormendo in camera, vieni, facciamo piano però.-
-ok.- dissi e ci alzammo, mi portò nella sua camera dove c'erano due lettini, lì dentro dormivano beati Michele e Giulia. Avevano quasi due mesi, erano cresciuti molto, ma soprattutto erano bellissimi.
-che cuccioli!- dissi a bassa voce, li sfiorai e uscii dalla stanza, era meglio se non li svegliavo:-sono bellissimi.- le dissi quando eravamo di nuovo in salotto: -e poi tu mi sembri rinata, pensavo di trovarti più stanca e più esaurita.-
-ah, gentile.- mi disse: -comunque sono molto felice, ho avuto da poco due bambini, il mio rapporto con Gabriele si è intensificato ancor di più, quei due poi non si lamentano per niente, sono buonissimi, non mi danno problemi. Cosa potrei desiderare ancora?-
-sono davvero contenta per te!- le dissi.
-già che la notte ti fanno dormire è una bella cosa.- le disse Giovanni.
-si, non capita spesso.-
-ti ricordi che rompipalle che era Claudia? Infatti lo è ancora adesso.- disse Giovanni. Laura rise.
-scusami eh, come fai a ricordarti che io piangevo tanto se avevi solo tre anni?-
-alcune cose si ricordano per sempre.-
-chissà tu ricordi sempre qualcosa di imbarazzante o qualche figuraccia mia.-
-sssi.- disse e mi prese in braccio, lo abbracciai forte.
Vidi i bimbi svegli a mezzogiorno e venti, era l'ora della poppata, erano davvero buonissimi.  Li tenni in braccio prima uno e poi l'altro, erano una cosa fantastica.
Mangiammo da Laura, poi Giovanni mi accompagnò a casa di papà e lui se tornò a casa sua. Passai il sabato sera dentro la piscina condominiale e poi a comporre la musica che stavo sentendo con la pianola, mio padre non mi si filò per niente, mi fece giusto qualche piccola domanda riguardo all'estate, niente più.
La domenica andai a pranzo da mia nonna paterna, me ne tornai a casa a Roma alle sette di sera, finalmente.

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