domenica 9 dicembre 2012

Chapter 55. #New.

Mi risvegliai alle cinque del pomeriggio, mi faceva male la testa ed ero mezza rimbambita. In casa c'era solo mio fratello.
-ah, ci siamo svegliate finalmente.-
-ciao Giò. Che ci fai qui?-
-è anche casa mia questa.-
-si. E gli altri?-
-Francesco è tornato a casa, Silvia non so se è da Simone. Comunque stasera uscite e andate al centro tutti insieme, ti passano a prendere alle nove, ti hanno detto di non cenare.-
-perfetto, meglio così. Mammamia che stanchezza, fratello.-
-ah si vede, sai?-. Mi andai a lavare il viso e a mangiare qualcosa per svegliarmi un pò, poi mi misi le cuffie e accesi il computer.
Era da luglio che non mi connettevo, ero piena di notifiche e di e-mail, lessi solo le più importanti, le altre le segnalai "come lette". Mi connessi su facebook e per mia grande sorpresa il primo a contattarmi fu Lucas.
"ciao Claudia, quanto tempo!"
"ciao Lucas!! Come stai, tutto bene?"
"si, benissimo! Tu invece?"
"si anch'io, grazie." dissi, intanto un grande sorriso si faceva largo sul mio volto.
"senti, sono qui con Jairo. Hai voglia di parlare due minuti con noi con la webcam così vediamo se funziona tutto? Ha detto Julieta che in questi giorni la metteremo tutti insieme.". Cosa? Dovevamo fare una prova per vedere se funzionava? Cioè, io dovevo parlare in spagnolo? Dovevo vederlo per la prima volta? Si, sapevo che prima o poi mi sarebbe toccato, ma non pensavo quel giorno!
Iniziai a tremare dall'emozione, il cuore correva come un cavallo al trotto, mi sentii un pochino nervosa. Ma mi sentii pronta.
-che succede Clà?- mi chiese Giovanni, squadrandomi. Aveva visto il mio cambiamento d'umore improvviso.
-devo parlare un pochino in spagnolo, ti disturbo?-
-no, assolutamente, fai pure! Ti hanno chiesto di fare la webcam i tuoi amici?-
-già.-
-okay, allora buona fortuna e smettila di tremare.-
-grazie.- gli dissi, mettendomi la matita e un pochino di mascara e sistemandomi un pò i capelli. Non mi si poteva guardare, ma vabbé, quello era un dettaglio.
-okay.- gli scrissi, poi gli mandai l'invito per la videoconferenza che subito accettarono.
Ero emozionatissima, anche loro lo erano, specialmente Lucas.
-hola!- mi salutarono.
-ciao!- dissi con la voce tremante. Cercai di calmarmi.
-finalmente ci conosciamo! Piacere, Jairo. Sono il ragazzo di Julieta.-
-ahh, molte piacere, sono l'amica rompipalle italiana del tuo migliore amico e della tua ragazza.- gli dissi, ruppi un pochino il ghiaccio.
-ma smettila!- esclamò Lucas, mi colpì la sua voce. Li guardai, erano entrambi alti, Jairo era magro, occhi azzurri e capelli castani chiari, Lucas invece era un pò più robusto, aveva gli occhi marroni molto simili ai miei, capelli dello stesso colore. Quel ragazzo mi colpì al cuore fin dal primo momento in cui lo vidi.
-come stai? Ti vedo un pò agitata.- mi disse uno dei due, dovevo imparare a distinguere bene le voci.
-sto bene, si in effetti sono un pochino agitata e poi sono stanca.-
-a proposito, com'è andato l'esame?- stavolta ero certa che me l'avesse chiesto Lucas, era la prima volta che parlavo con Jairo, non poteva saperlo, almeno non da me.
-tutto a posto, penso sia andato bene.-
-ah, sono contento. Ora sei in vacanza!-
-si, un pò di strameritato riposo ci voleva. Saranno nove giorni, ma meglio di niente é.-
-giusto.-
-Claudia, parli molto bene spagnolo! A noi ci capisci, si?- mi chiese Jairo. Era un ragazzo gentilissimo e vi assicuro che lo è ancora, uno dei migliori amici che una persona possa trovare. Io li capivo abbastanza bene, l'unico problema era che parlavano molto veloce e che qualche battutina mi sfuggeva, ma nel complesso li capivo bene. Anch'io nonostante fossi non poco agitata riuscivo a fare frasi di senso compiuto in spagnolo, anche a parlarlo più velocemente del solito. Mano a mano il nervosismo iniziò a svanire, ma mai del tutto.
-ehm, grazie..- dissi, arrossendo: -si, vi capisco bene, soltanto che a volte dovreste parlare leggermente più lentamente.-
-d'accordo, non c'è problema!-
-Julieta come sta?-
-sta benissimo, tornerà domani, era al mare queste due settimane con i genitori.-
-ah, ho capito. Salutamela quando la vedi!-. Vidi Lucas appoggiarsi sul letto che era dietro di loro e iniziare a suonare la chitarra. La suonava in un modo fantastico, con un tocco di flamenco.
-wow!- esclamai, più che altro mi sfuggì.
-cosa?- mi chiese Jairo, anche Lucas mi guardò.
-suoni benissimo!- esclamai, lui arrossì e mi ringraziò, poi mi suonò un pezzetto di non so cosa. Poi però si rimise seduto sulla sedia vicino a Jairo, facendosi i dispetti. Mi venne da ridere.
Il loro sguardo si fermò poco dietro di me, mi girai anch'io a vedere cosa guardavano.
-lui è il tuo ragazzo?- mi chiese Lucas.
-noo, ma no!! Lui è mio fratello! Giò, vieni un attimo qui.- gli dissi, non so perchè ma vidi Lucas tranquillizzarsi quando glielo dissi, magari era solo una mia impressione.
Giovanni si mise due secondi vicino a me e li salutò.
-ok, lui è mio fratello, Giovanni. Loro sono Lucas e Jairo.- gli dissi, indicando i volti.
-siete uguali!- esclamò Jairo.
-noo, io sono più bello!- scherzò Giovanni, si misero a ridere. Si alzò dalla sedia ed iniziò a trafficare per la stanza, non so bene cosa stesse facendo visto che ero talmente presa a guardare la meraviglia che era davanti a me. Che poi se andiamo a vedere era un ragazzo come tutti gli altri, non era uno di quei fighi. Messi a confronto, era più carino Francesco. Ma niente, ormai mi aveva colpito e più nessuno poteva togliermelo dalla testa. Non volevo assolutamente che qualcuno lo facesse.
-Cla io vado, ci vediamo domani, ti passo a prendere alle dieci e andiamo da Laura.- mi disse Giovanni.
-ah, va bene.-
-ok, buona serata allora.- mi disse, dandomi un bacio sulla guancia.
-anche a te.-. Salutò i ragazzi in webcam e uscì dalla stanza.
-Laura è tua sorella, vero?- mi chiese Lucas.
-si, non vive qui, è sposata e ha dei bambini, domani li rivedo.-
-nemmeno tuo fratello vive con voi?- mi chiese Jairo
-no, si è trasferito a luglio in un appartamento qui vicino. Vivo con mia madre, i miei sono separati e con mio padre non vado molto d'accordo.-
-ah mi dispiace.-
-e di che, io sto bene così!- esclamai, sorrisero.
-abbiamo visto il vostro concerto, siete stati bravissimi, non me l'aspettavo!- disse Lucas, iniziai ad arrossire.
-ah, grazie per esserci stati, ho letto i vostri commenti, siete stati attivi tutta la serata, vi siete sentiti tutto uno spettacolo in una lingua a voi sconosciuta, non è da tutti!-
-c'era Julieta che un pò ci ha fatto da interprete, abbiamo capito la maggior parte delle cose!-
-ah, sono contenta!-
-quando fate i concerti non andate in diretta su internet, giusto?-
-no, purtroppo no. La mia amica Simona fa tutte le riprese e poi il giorno dopo di solito li carica sui nostri siti. Potete vederli lì.-
-perfetto, buono a sapersi!- esclamò Jairo.
-ti piacciono i bambini?- mi chiesero.
-si, tanto, li adoro!-
-si è visto, sei molto carina con loro.- mi disse Lucas, entrambi arrossimmo.
-va bene, dillo che non è carina solo con i bambini Luc!!- esclamò Jairo, lui si fece rosso come un pomodoro, io in quel momento non sapevo come stare. A quanto pare pensava che fossi carina (beh, me l'aveva detto anche quando ci eravamo conosciuti, non aveva esitato a dirmelo), il problema era che lo pensavo anch'io di lui e soprattutto che mi piaceva questa cosa! Dovevo assolutamente parlare con Silvia. Mi ricordai che la sera dovevo uscire, guardai l'ora, vidi che erano le sette, avevamo parlato tantissimo!
-ragazzi, ora devo andare, mi devo preparare che esco un pò.-
-ah va bene, non ti preoccupare!- disse Jairo
-sono molto contenta di avervi conosciuto, spero ci rivedremo presto anche con Julieta.-
-certamente, a breve ti faremo sapere.- mi assicurò Lucas.
-anche noi siamo contenti di averti vista e conosciuta!-
-allora a presto!-
-buona serata, adios!-
-anche a voi, ciaoo!- dissi, aspettai qualche secondo e chiusi la chat.
Oddio. Oddio. Oddio. L'avevo appena visto. Finalmente il mio Lucas dei sogni aveva una voce e aveva un volto nitido!
Spensi il computer, avevo il sorriso che mi partiva da un orecchio e finiva all'altro. Riniziai a sognare peggio di prima, i sogni ora erano ancora più belli.
Mi ricordai di una frase che avevo letto un giorno: "con una simple mirada puedes entender muchisimas cosas, una verdad, una mentira, un sentimiento, una lagrima, una sonrisa... también a simple vista puedes entender si valdrà la pena y si quieres pasar la vida con una persona, si por aquella lucharas solamente para veerla feliz y estarle cerca. A simple vista puedes entender si estas luchando por una cosa que vale la pena luchar.". Ecco, era proprio così: appena l'avevo visto avevo capito che avrei lottato un giorno per averlo, che sarebbe stato mio prima o poi. E avevo come la sensazione che lui in un piccolo momento avesse provato la mia stessa cosa. Quella webcam mi fece capire che stavo iniziando davvero a perdere la testa per un altro ragazzo, nonostante fossi innamoratissima del mio.
In questi casi la miglior cosa da fare era di proseguire con la vita di sempre, di dare tempo al tempo e vedere mano a mano come si evolvono le cose, senza essere precipitosi.
Mi misi di nuovo a fare Giulietta seduta sul balcone della mia camera, guardando il tramonto e sognando come mai avevo fatto.
Trovai un pacchetto di sigarette sul tavolino del balcone, sicuramente se l'era dimenticato Giovanni. Lo aprii e vidi che ce n'era solo una, capii che l'aveva lasciata per me, nonostante mi rimproverasse ogni volta che veniva a sapere che avevo fatto un tiro da quella di Simone.
La presi e me la fumai, ero contenta e triste allo stesso tempo di averlo fatto.
-hey, e ora ti fumi le sigarette intere?- mi chiese Silvia dalla finestra di Simone.
-ciao Silvia.-
-buttala, muoviti.-
-no.- dissi. Meno di un minuto dopo sentii suonare alla porta, posai la sigaretta e andai a aprire, come previsto era lei.
-andiamo in camera tua o nel balcone, parliamo un pò.- mi disse.
-posso finir di fumarla? Avevo appena iniziato, ora fammela finire, ne sarà rimasto un mozzicone.-
-vai, và.-. Andai di fuori e con tre tiri piccoli la finii tutta, avevo perso tempo andando ad aprire a Silvia. Me ne tornai dentro e mi misi seduta sulle scalette del mio letto, con l'aria sognante.
-un giorno di questi ammazzerò anche Giovanni, perchè te le lascia se sà che non devi fumare? Bah. Ei, mi stai ascoltando?-
-..si.- dissi distratta.
-no. Che è successo? Perchè ti vedo così felice?- mi chiese dolcemente, mettendosi vicino a me.
-eri da Simone tutto il pomeriggio?-
-no, eravamo a casa mia, siamo arrivati tipo da dieci minuti, appena ho sentito puzza di fumo mi sono affacciata per romperti.-
-eh, come al solito.-
-che è successo questo pomeriggio?-
-una cosa speciale, inaspettata.-
-cosa? E dai, non tenermi sulle spine!-
-l'ho visto per la prima volta, ho parlato con lui, ho sentito la sua voce.-. Mi guardò confusa, non capiva di chi stessi parlando. Poi sbarrò gli occhi e sorrise.
-coosa? Hai visto Lucas?-
-si.-
-wow!! Raccontami tutto!-
-mi ha proposto lui di mettere la cam, abbiamo provato a vedere se ci funzionava tutto, presto mi ha detto che la faremo anche con Julieta. Io ho accettato, con lui c'era anche il ragazzo di Julieta, Jairo, ho conosciuto anche lui oggi. Ma tanto puoi ben immaginare da chi fossi attratta maggiormente.-
-ohh che carina!! Non avrai mica esagerato a guardarlo, vero?-
-spero di no!-
-cosa ti ha colpito?-
-la sua voce, ha un qualcosa di particolare, boh. Quegli occhi che mi guardavano curiosi e felici, come parlano la loro lingua, come suona la chitarra... oddio, è fantastico come suona quella chitarra!-
-davvero? Che combina?-
-sai quel tocco di flamenco che è in quasi tutte le canzoni spagnole? Ecco, quello. È bravissimo a riprodurre quei suoni che quando li senti dici "questa è musica spagnola", quel ritmo inconfondibile. Mi deve insegnare a suonarla.-
-ahh, fantastico!! Tu non sai suonarla?-
-non proprio, so fare solo alcuni accordi. Ma vorrei imparare e in questo momento lui è l'unica persona che vorrei mi insegnasse.-
-uhmm... forse è meglio se ti fai spiegare le regole base da Matteo, poi proverai a fare le cose alla spagnola con lui, è meglio.-
-dici?-
-si si, fidati. Bene, ora cambiamo argomento, devi tornare in te prima che usciamo.-
-si, hai ragione.-
-la prossima settimana, venerdì, ho la visita e la prima ecografia dalla ginecologa. Mi accompagni, vero?-
-ovvio che vengo con te!! A che ora?-
-a mezzogiorno all'ospedale, mia sorella ha parlato con la dottoressa ed è riuscita a farsi dare l'appuntamento.-
-ah, va bene, ci sarò. Però prima andrò a vedere i quadri a scuola, ti devo dire con quanto siamo passate e se siamo passate!-
-ma dai, si che siamo passate! Sennò gli faccio ricorso a quella zoc...-
-finiscila.-
-va bene. Oo, guarda che mancano venti minuti e dobbiamo uscire, cambiati che mi pare di aver capito che quando lo vedi sudi come un suino morto.-
-puzzo?-
-no, a puzzare non puzzi e lo sai bene, solo che sei tutta bagnata.- mi disse, intanto io presi una maglietta e un paio di leggins puliti e mi lavai a pezzi. Era vero, avevo sudato tantissimo dalla tensione.
-ah Silvì.-
-è?-
-non una parola sull'argomento, stasera. Come vedi mi distraggo facilmente, non aggiungiamo...-
-si, ho capito, non avrei detto niente comunque. Dai, finisci di vestirti che dobbiamo andare.- ci fu il silenzio per qualche minuto: -mi pare di aver capito che non ti arrenderai tanto presto con lui.-
-già. Sarà mio prima o poi, scommettici. Ma adesso basta parlare di Lucas e della Spagna, potrei fare un biglietto aereo seduta stante e partire ora.-
-ok, basta.- disse lei, mettendosi a parlare d'altro. Ma io non ci riuscivo, non riuscivo a seguirla. Io pensavo a Lucas e a Francesco, al casino in cui mi stavo infilando.
Perchè l'amore è sempre così complicato, perché?

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