giovedì 29 novembre 2012

Chapter 51. #New.

Ferragosto lo passammo a casa dei miei zii, Silvia, Simone, mamma e Giovanni sarebbero ripartiti il giorno dopo, proprio per questo decidemmo di passare una serata speciale tutti insieme per concludere l'estate in bellezza. Anche se poi, l'estate non era ancora finita.
-mi sono divertito tantissimo con voi, sono contento di avervi incontrato quest'anno.- disse Daniele, eravamo stesi sulle sdraio del terrazzo di casa di nonna.
-si, non mi aspettavo che fosse tutto così... divertente!- disse Silvia.
-già eri scemo per chat Daniè, adesso abbiamo la conferma che lo sei davvero!- esclamò Simone, lui gli diede una pacca sul petto.
-rincoglioniti.- scherzai.
-davvero, bisogna ringraziare la roscia se ci siamo conosciuti, è tutta colpa sua.- disse Simone.
-si, Claudia quest'anno ha contribuito a molto.- disse Francesco.
-e cioè?- chiesi. A cosa avevo contribuito?
-hai organizzato una vacanza perfetta, ci hai fatti conoscere...- iniziò Silvia.
-ci hai fatti innamorare, ci hai fatti scatenare e cantare..- disse Francesco
-mi hai fatto conoscere una ragazza fantastica.- disse Daniele, riferendosi a Serena.
-avete fatto tutto da soli.- gli dissi.
-si, ma senza questa cosa del concerto io e lei a quest'ora non staremo insieme. Ah ecco, quest'anno mi avrete fra i piedi a Roma, lo sapete?-
-beh, ovviamente devi venire a trovarla! E a trovarci!- esclamò Silvia.
-cheee?? Un altro rompipalle in casa?? Non bastava Simone che viene a rompere a tutte le ore?- chiesi, scherzando.
-fanculo Clà.- mi rispose, poi mi abbracciò.
-come ti permetti roscia?-
-rompipalle.- gli dissi.
-voi quando andate invece?- ci chiese Daniele a me e a Francesco.
-il 20, sabato.-
-ahh, ho il tempo di rompervi un altro pò allora!-. Ridemmo.
-non voglio tornare a Roma.- disse dopo qualche minuto di silenzio Silvia.
-why not?- le chiesi.
-perchè? Perchè da domani iniziano i casini. Devo studiare per passare l'esame, dobbiamo parlare con i nostri genitori e trovare una soluzione per il bimbo, dovrò fare dei controlli per vedere se è tutto a posto... l'estate è già finita.- disse. Aveva ragione, doveva fare troppe cose. Poi specialmente la questione 'bambino' era molto delicata ma dovevano affrontare l'argomento in qualche modo.
-affrontate l'argomento con calma, non arrabbiatevi e non prendete decisioni affrettate. E soprattutto, fateci sapere!- disse Francesco.
-intanto parlatene a casa, poi quando torno andiamo insieme a fare i controlli, d'accordo?- le chiesi, provai a tranquillizzarla, era davvero preoccupata.
-state tranquilli che ce la farete.- gli disse Daniele, loro gli sorrisero.
-impegnatevi e sopportate e vedrete che andrà tutto bene.-
-ma soprattutto rimanete uniti, sempre!- dissi, quei due si calmarono un pochino: -tu quando vieni a Roma avvisami, almeno hai un posto dove dormire.-
-va bene Cla.-
-naturalmente ci sarai quando nascerà il nostro marmocchio, vero?- gli chiese Simone.
-ovviamente, non me la voglio perdere.- rispose Daniele.
-voi due in questi giorni non fate il panico, eh!- ci disse a me e Francesco Silvia.
-noi sappiamo badare a noi stessi.- gli rispose lui.
-voi invece dovete essere perennemente controllati anche perchè sennò vi andate ad infilare nei casini.- dissi.
Io intanto provavo a pensare ad un nome per la band, mi veniva in mente "The Dreamers..".
-a che pensi?- mi chiese Francesco stringendomi a sé.
-forse ho trovato il nome per la band.-
-spara.- mi disse Simone.
-The Dreamers. Insomma, siamo uno più sognatore dell'altro lì dentro...-
-è azzeccato sicuramente, però è banale.- disse Silvia.
-prova a proporlo e senti che ti dicono.- mi consigliò Francesco.
-accettabile ma potresti fare di meglio.- mi disse Simone.
-I don't know.- disse mio cugino.
-sei bravissimo a darmi pareri tu.- gli risposi, ironica.
-che programmi avete voi due?- ci chiese Simone a me e al mio ragazzo.
-uhmm.. penso che l'aiuterò un pò.- disse lui.
-a fare che?-
-con matematica, coi bambini... boh, cose del genere.-
-ahh si, certo, come no, tu che l'aiuti a studiare!- esclamò Silvia. Eravamo tutti consapevoli del fatto che con lui accanto mi distraevo molto facilmente, qualunque cosa stessi facendo.
-io almeno ci provo.-
-interessante, avremmo da lavorare in questi quattro giorni... anche se io stavo pensando a giornate di svago e divertimento.- dissi.
-ancora? Forse è il caso che tu ti metta a ripassare qualcosa, gli esami sono alle porte.- disse Daniele
-Dani smettila. Ho già l'ansia per conto mio, non ti ci mettere anche tu.-. Mi fece l'occhiolino.
-ha ragione.- disse Francesco.
-si.- dissero gli altri.
-e che palle, fatela finita! Studierò e passerò l'esame, state tranquilli! Ma non mettetemi l'ansia, vi prego!-.
Cambiammo argomento, ci eravamo già stufati di parlare di scuola. Ma io ero da un'altra parte. In quel momento i sogni ad occhi aperti si erano impossessati di me, stavo sognando la prossima estate,sognavo le vicende e i dialoghi con i miei amici, soprattutto quelle con Julieta e Lucas. Perchè? Perchè ci pensavo così tanto? Dovevo pensare ad altre cose in quel momento, invece no. Mi posi allora i miei primi due obiettivi da raggiungere entro la prossima estate: essere promossa e andare in Spagna con Julieta. Avrei lottato per far avverare quei sogni, la chiave che mi apriva tutte le porte era lo studio. Se io studiavo e ottenevo buoni risultati avevo maggiori possibilità di andare in Spagna dai miei amici.
Ad un certo punto vidi Silvia che mi passava la mano davanti gli occhi, a loro sembrava che mi fossi incantata.
-eii Cla, sei con noi?-
-si si, scusatemi, sono un pò... stanca.- mi giustificai. Ero a disagio, pensavo a un altro ragazzo quando ero in compagnia del mio. La cosa più demoralizzante era che Silvia aveva capito tutto, probabilmente anche gli altri, tutti tranne Francesco. Non mi piaceva l'idea che stesse fuori da tutta questa storia ma sicuramente era molto meglio così, era giusto che non ne sapesse niente. Che gliel'avrei detto a fare? Avrei solo distrutto l'armonia che c'era fra di noi, magari davvero era solo un'illusione quella di essermi innamorata di uno spagnolo. O forse no.
-si, si vede.- disse lei scettica, mi aveva capito al volo: -mi accompagni a prendere qualche cosa da bere?- mi chiese, sicuramente voleva parlarmi. Accettai e scendemmo al piano di sotto di casa, dirette verso il frigorifero.
-cazzarola Claudia ti devi controllare!-
-non è colpa mia, sono i sogni che invadono il mio corpo...-
-prova a frenarli un pò, non dico di smettere però solo di farne un pò di meno. Sennò andremo a finire che Francesco verrà a scoprire tutto e non penso che tu voglia questo.-
-no, infatti.- dissi, prendendo la bottiglia di cocacola e due di birra. Silvia invece aveva il thé freddo e un succo alla pesca.
-ti giuro che quando ti vedo sognare in quel modo capisco quanto tu saresti felice in quel mondo, ma per ora devi rimanere un pochino con i piedi per terra. Sono sicura che poi ce la farai a realizzare questo sogno, ma per adesso sii razionale, almeno per un pochino.-
-ci proverò, posso solo dirti che loro stanno contribuendo a rallegrarmi le giornate. Non voglio che svaniscano, li amo.-
-si, lo vedo. Un consiglio? Tienili a bada. Dai andiamo che si staranno chiedendo dove siamo finite.-. Tornammo in terrazzo, i ragazzi vennero subito ad aiutarci.
Brindammo a quell'estate, una delle più belle che io abbia mai passato. È rimasta nel mio cuore e rimarrà lì per sempre, non voglio che quel ricordo svanisca come hanno fatto molti altri.
-andate a spegnere le luci, le stelle cadenti vanno viste al buio!- esclamò Daniele, mi alzai e spensi le luci del terrazzo, mi fecero luce con i telefoni per farmi tornare alla mia sdraio. Francesco mi fece posto vicino a lui, mi rannicchiai e lo abbracciai, lo vidi sorridere. Poi guardai verso il cielo, in attesa del passaggio di qualche stella cadente, una delle ultime di quell'anno.
-che palle, voi avete qualcuno da abbracciare, io invece non ho nessuno!- si lamentò mio cugino. Ridemmo sotto i baffi, io mi misi seduta e presi una busta da sotto la mia sdraio.
-non è un problema questo.- dissi, cercai di nascondere la mia risata.
-che...?-
Gli diedi un cagnolone peluche, lui mi guardò stupito.
-mi stai prendendo per il culo cuginetta?-
-noo, lei è Guenda, te la puoi abbracciare quanto ti pare!- esclamai, gli altri risero godendosi la scena.
-te lo dico molto gentilmente, vaffanculo Claudia.-
-quanto sei greve cuginoo! Ti ho trovato la ragazza perfetta e tu mi mandi a quel paese?-
-ovviamente si.-
-allora tu mi accompagni.-
-beene, iniziate ad andare che la strada è parecchio lunga mi hanno detto.- si intromise Simone, lo squadrammo e poi ci mettemmo tutti e tre a ridere.
-tre ragazzini dementi..- commentò Silvia.
-capita. Però l'importante è che a noi piacciano questi dementi.- le rispose Francesco, poi mi prese il mento con le dita e mi diede un bacio. Mi misi a ridere quando vidi Daniele abbracciarsi il cane.
-devo dire a Serena che già la tradisci con Guenda?- scherzai, mi fece lo sguardo assassino.
-siete tremendi voi due.- ci disse Francesco.
-questo non è niente, abbiamo fatto di peggio!- gli rispose lui.
Ci rimettemmo a guardare il cielo, vidi tre stelle cadenti, una la vedemmo tutti insieme. I miei desideri? Essere promossa, andare in Spagna e conoscere presto i miei amici. E naturalmente continuare a sognare ad occhi aperti e avere il sorriso perenne in viso.
-adesso uno lo esprimiamo tutti insieme.- ci disse Simone quando vedemmo quella più luminosa.
-speriamo che ci saranno estati divertenti come questa, è una delle più belle che io abbia mai passato.- disse Silvia, eravamo tutti d'accordo.
-dalla prossima però ci sarà una persona in più.- disse Simone, toccando la pancia di Silvia.
Restammo a guardare il cielo fino alle tre e mezza di notte, Daniele anche rimase a dormire da noi, il giorno dopo ci svegliammo presto per salutare gli altri, avevano l'aereo alle dieci e venti.
-ci vediamo fra qualche giorno.- dissero i miei migliori amici: -con te fra qualche settimana.-. Ci abbracciarono e presero le loro valige.
-ciao rompipalle, ci si vede.- disse mio fratello.
-mi raccomando eh!- si raccomandò mia madre, li salutammo con la mano e entrarono in macchina, mio zio li avrebbe accompagnati.
-beene, adesso anch'io vi lascio, mia madre mi avrà dato per disperso. Ci vediamo più tardi.- disse Daniele
-va bene, a dopo.-. Aspettammo che se ne andasse, poi io e Francesco ce ne tornammo dentro casa.

Nessun commento:

Posta un commento