mercoledì 21 novembre 2012

Chapter 48. #New.

-non dirmi che hai già l'ansia per dopodomani.- mi disse Francesco, avvertendo la mia agitazione.
-uffaa..- risposi.
-e dai, è un concerto come tutti gli altri. Soltanto che stavolta non siete al Versus e ci sarà un pò più gente.-
-è inutile che ti fai venire il cagotto, sai già di che si tratta.- disse Simone.
-e poi ci siamo noi a sostenerti, no?- disse Silvia abbracciandomi.
-vabbè, che vi devo dire, io sono fatta così. Non posso farci niente se mi prende l'agitazione prima di cantare.-
-si una cosa la puoi fare: darti una calmata.- esclamò Giovanni dal letto a castello. Toccava a me e Silvia dormire nel letto matrimoniale.
-si, pure un'altra cosa: spegnere la luce.- aggiunse Simone.
-che palle... già c'avete sonno?- chiesi.
-si.- dissero quei due insieme.
-ma è mezzanotte e mezza!-
-appunto.- disse Giovanni.
-non si è mai sentito che avete sonno a quest'ora.- disse Francesco.
-ma smettila che pure tu stai con gli occhi mezzi chiusi!- scherzò Simone, lui gli tirò un cuscino.
-mammamia che siete co' sti cuscini! È da lunedì che ve li tirate!- esclamò Silvia.
-davvero, oh.- dissi. Ce lo dovevamo aspettare, tutti ci tirarono il loro. Eravamo seppellite da cuscini.
-e mo so cazzi vostra.- esclamammo, saltammo addosso a quei matti.
-mi chiedi scusa?- chiese Silvia a Simone, salendogli sopra.
-sennò?-
-ti mollo.-
-ahh, hai capito a che punto siamo arrivati! Ei, guarda che lì dentro c'è un Simone yunior che ha bisogno di me.-
-lo so, anch'io ho bisogno di te. Ma se non mi chiedi scu...- la azzittò con un bacio. Io andai prima da mio fratello.
-embé? Che vuoi tu?- mi chiese, mi ero messa vicino a lui.
-che mi chiedi scusa.-
-solo se poi dormi.-
-non te lo assicuro, non ho molto sonno.-
-e allora niente.-
-e allora io chiacchero.-. Iniziai a sparare cavolate a raffica, giusto per farlo arrabbiare.
-ti prego Giovà, falla stare zitta!!- esclamò Simone. Gli alzai il dito medio.
-va bene, va bene! Scusa!! Mò zitta e scendi dal mio letto.-
-okay, ciao fratello.- andai da Francesco: -ora tocca a te. Perchè l'hai fatto?-
-ve lo meritavate.-
-ah si? Bravo, mi stai diventando come quei due. Complimenti.-. Mi baciò.
-scusami.- disse e me ne diede un altro.
-in teoria tu i miei baci non te li meriteresti, ma vabbè, sono buona.- dissi e gli diedi un bel bacio.
-che avete deciso voi due?- ci chiese Simone. Lo fulminammo con lo sguardo, scoppiò a ridere.
Vidi Silvia salire da mio fratello.
-bene, si è liberato Simone, vado a rompergli un pò.- gli dissi, poi misi la testa sul cuscino di Simone, senza salire, lui era girato dall'altra parte, non mi aveva sentito.
Si girò, fece un salto quando mi vide. Iniziammo a ridere tutti come scemi, era stato fantastico!
-fanculo Cla, mi hai messo paura!-
-aaahahahah, noo, non ti sei spaventato!!-
-e ho capito, ma tu ti metti in quel modo senza farti sentire, è ovvio che poi io mi metto paura. Mi fai venire gli incubi.-
-pollo.-
-che?-
-tonto.-
-scusa roscia?-
-vabbè me sò rotta, me ne torno a dormire.-
-oh, finalmente!- disse lui, gli diedi uno schiaffetto sulla fronte.
Silvia mi raggiunse subito nel letto, restituimmo i cuscini a loro, poi ci mettemmo a chiaccherare un pò noi due.
-senti come si muove!- disse, facendomi mettere la mano sulla sua pancia.
-wow, si stà scatenando! Simone 2 la vendetta, è identico al padre.-
-ahahaha sii!-
-ma che volete da me?- chiese Simone.
-da te niente, stiamo parlando di tuo figlio.- dissi.
-ah, bello di papà, dormi, non ascoltare le chiacchere di quelle due, dicono solo cattiverie.-
-vete a la mierda.- dissi.
-è?!- chiesero tutti, Silvia che sapeva il significato si mise a ridere.
-ti ha mandato a quel paese!- disse lei.
-ahh. Vete a la mierda tú también.- mi rispose. Gli altri ridevano.
-merci.- dissi.
-adesso basta parlare tutte le lingue del mondo, dormite.- disse Giovanni.
-buonanotte!- esclamammo tutti allo stesso momento, poi crollammo.
***
Erano quasi le tre del pomeriggio, i miei amici sarebbero arrivati a momenti.
Ero andata sola al bed&breakfast nel cuore del paese dove avrebbero alloggiato i ragazzi, mi misi seduta nella hall ad aspettarli.
Alle tre e un quarto sentii un rumore molto familiare, guardai dalla finestra e vidi il nostro pullmino. Mi misi un cappello e feci finta di parlare con la hostess.
-buongiorno.- disse Paolo, io cercavo di non farmi vedere.
-un secondo che finisco con la ragazza e sono subito da lei.- le rispose quella. Intanto sentivo gli altri che entravano e chiaccheravano allegramente.
-certo che ovunque andiate voi vi fate riconoscere, eh!- esclamai, gli diedi il tempo di realizzare che ero lì.
-Claudia?!!- chiesero stupiti. Mi tolsi il cappello e mi girai, con un gran sorrisone in viso. Li abbracciai tutti, salutai anche Paolo che intanto prendeva le chiavi delle camere.
-come stai?- mi chiese Serena.
-tutto bene, voi?-
-si, anche noi benissimo!- esclamarono.
-maa... i manifesti in giro? Hanno tappezzato i paesi!- esclamò Roberto.
-eh, visto?- dissi
-ci siamo fatti un pò di pubblicità.- disse Lorenzo
-e mi pare giusto.- rispose Laila
-dai, andiamo a posare le valige in camera che poi io devo andare a parlare col sindaco e voi a provare.- disse Paolo: -stanza 20 le ragazze, 22 gli animali!- esclamò.
-che gentile Paolino che sei!- scherzò Matteo.
-ah, perchè non è vero?- chiesi, subito mi vennero addosso.
-dai andiamo, stiamo distruggendo la hall!- esclamò Simona, anche la hostess rideva.
-vi accompagno.-
-eh nooo!- scherzarono i ragazzi.
Li seguii fino alle loro stanze, andai con le ragazze, gli diedi il tempo di riposarsi un attimo e andare in bagno.
-alle quattro ci vediamo giù.- dissi ai ragazzi, che non mi avevano aperto la porta.
-insomma, tutto a posto?- mi chiese Laila
-si si, tutto a meraviglia!-
-finito di studiare matematica?- chiese Serena
-si, ora stò facendo i ripassi ma ormai mi sento abbastanza sicura su tutto.-
-come sono andate queste due settimane di invasione romana?- mi chiese Serena ridendo.
-ahahahah, fantastiche! Ci siamo divertiti tantissimo, stasera uscite anche voi con noi, vi assicuro che ci si muore dalle risate!-
-ma io non ne ho dubbi, siete uno più matto dell'altro, ovviamente avete fatto il casino questi giorni!- disse Laila.
-ah ecco, a proposito. Mi devi far conoscere tuo cugino tu.- mi disse Serena dal bagno.
-lo so, era già nei miei programmi.-
-hai capito Serenaa!- urlarono le altre.
-anche lui stamattina me l'ha ricordato, cazzarola conoscetevi e non rompete più le palle a me!-. Iniziammo a ridere come quattro sceme, eravamo contente di essere di nuovo insieme. I ragazzi si trasferirono tutti nella camera delle ragazze, il casino si moltiplicò.
-che vi ridevate?- chiese Roberto entrando.
-ehh, roba da ragazze!- gli disse Simona
-misteriosee!- dissero.
-e quegli altri matti dove li hai lasciati Clà?-
-a casa dei miei cugini, sono tutti lì.-
-vengono alle prove, vero?!!- chiese Lorenzo, erano stati loro a propormi qualche giorno prima di farli stare con noi.
-penso proprio di si.-
-perfetto, meglio così! Più siamo e più casino facciamo!- esclamò Laila, ridemmo.
-la bambina invece?- mi chiese Luca, io come una scema pensai alla figlia di Silvia, quando invece si riferivano a Clarissa.
-la bambina? Il bimbo semmai, non si sà ancora se è maschio o femmina, quando torna a Roma andiamo a fare l'ecografia.- dissi, mi guardarono tutti strano.
-non ci ho capito niente.- disse Laila.
-non era una bambina che doveva cantare con te? Ci hai fatto portare anche il vestito..- mi chiese Roberto, confuso.
-ahh, ma voi parlate di Clarissa!! Lei viene alle cinque e mezza a fare le prove!!-
-ah, dicevo!- disse Luca.
-scusami un attimo, ma tu di chi stavi parlando?- mi chiese giustamente Matteo.
-sei incinta per caso?- mi chiese Simona
-cosa?- chiese Lorenzo.
-oo, se vi state zitti magari vi spiego! Stavo parlando del bimbo di Silvia e Simone, mi sono confusa un attimo.-
-Silvia è incinta?- mi chiese Serena sorpresa.
-si, dovete vedere quanto sono felici!-
-wow, davvero?- esclamarono tutti, grandi sorrisi si accesero sui loro volti.
-quando l'avete scoperto?- mi chiese Laila
-la settimana scorsa, dopo ve lo raccontiamo insieme!-. Erano felici, anche loro conoscevano Simone e Silvia da un pò di tempo, ultimamente poi si era iniziato ad uscire tutti insieme e il rapporto si era rafforzato.
-bene ragazzi, dai andiamo, ci stanno aspettando.- dissi.
Ognuno prese le sue cose, restituimmo le chiavi alla hall e prendemmo il pullmino, guidava Matteo.
-guarda che ordine che abbiamo fatto!- esclamarono, mostrandomi il pullmino pulito. Di solito era in disordine, non ci si poteva passare.
-wow, avete fatto dei grandi progressi! E poi siete stati bravissimi a sistemare gli strumenti, stranamente c'è il posto per sedersi!- dissi. Mi misi vicino a Matteo per dirgli la strada che doveva fare per arrivare a casa di mia zia.
-non gira un'anima per questo paese.- commentò Lorenzo
-già, però chissà com'è sanno sempre tutto, non escono mai di casa ma stai tranquillo che sanno che siete arrivati, dove dormite e cosa state facendo in questo momento.- gli dissi.
-poco impiccioni mi dicono..- disse Serena, guardandosi intorno. La poca gente che girava ci guardava curiosa, sicuramente gli faceva strano vedere facce nuove.
Arrivammo da Daniele alle quattro e venti, ci aspettavano tutti nel cortile di casa. Scesi io per prima, mi seguirono gli altri.
-eccoci.-
-oh, finalmente!- esclamò Daniele.
-okay, ragazzi vi presento i miei cugini, Daniele, Luisa e la piccola si chiama Roberta. Gli altri li conoscete già.-. Si strinsero la mano e salutarono anche gli altri, fra baci, abbracci, pacche sulle spalle e insulti. Mi piacque molto il modo in cui si guardavano Daniele e Serena, era come se fosse scattata una scintilla fra loro due.
-ok, possiamo andare a provare?- gli chiesi.
-sisi, venite, vi faccio strada.- disse Daniele agli altri, intanto io, Giovanni, Francesco e Simone iniziammo a portare  gli strumenti in garage, dopo qualche minuto vennero anche gli altri ad aiutarci.
Posizionammo bene gli strumenti e le casse dentro il garage, poi ci mettemmo seduti sui nostri sgabelli, davanti a noi si erano messi i miei cugini, i miei migliori amici, Giovanni e Francesco.
-bene, proviamo qualcosa?- chiese Roberto.
-okay. Fatemi capire che vi siete inventati stavolta.- dissi
-intanto signorina proviamo le canzoni di quella cantante spagnola che ci hai detto tu l'altro giorno, Serena ti aiuta.-
-ahh, quelle di Malù! Seré, sei pronta?-
-ovviamente si! Sono giorni che le provo!-
-okay, Voy A Quemarlo Todo, va bene?-
-si.- disse, gli altri iniziarono a suonare.
Ci veniva benissimo, la tonalità era la nostra, la canzone poi faceva venir voglia di ballare.
-siete fantastiche, questa è la vostra!- esclamarono gli altri alla fine.
-già, viene davvero bene!- esclamai.
Laila iniziò a suonare un pò la batteria, ci alzammo tutti ed iniziammo a scatenarci.
-e menomale che dovevamo provare!- esclamò Luca, ridendo.
Ci rimettemmo seduti dopo una decina di minuti, ma al posto di ricominciare a provare ci mettemmo a chiaccherare.
-avete tutti la stessa età?- ci chiese Roberta.
-no Roby.- le dissi.
-Matteo e Roberto e Simona hanno 18 anni, io, Lorenzo e Laila ne abbiamo 17, mentre Claudia e Serena sono le più piccole che ne hanno 16.- le spiegò Luca.
-come vi siete conosciuti?- ci chiese Luisa, mi piaceva ascoltare quelle domande, mi faceva ripensare a quando avevamo creato la band.
-ah io, Giovanni, Matteo e Simona uscivamo spesso insieme, nonostante noi avessimo un anno in meno di lui ci si vedeva spesso, Giovanni un giorno ci ha fatto conoscere la sorella, lei conosceva a Serena perchè andavano a scuola insieme e Serena conosceva Luca, il suo migliore amico era Lorenzo e la cugina di Lorenzo è Laila.- disse in modo molto semplice ma caotico Roberto.
-ma che casino! L'hai fatta più complicata di quel che è!- esclamò Giovanni.
-e insomma un giorno ci siamo ritrovati tutti insieme al parco, così, per casualità ci siamo messi a cantare, noi avevamo portato le chitarre. Abbiamo scoperto che Laila sapeva suonare bene la batteria, Roberto già sapevo che era bravo con la tastiera, io e Lorenzo sapevamo suonar bene le chitarre e quei tre invece insieme avevano delle voci fantastiche.- disse Matteo.
-quindi ci siamo iniziati a vedere più spesso a casa di Matteo almeno una volta a settimana per provare qualche canzone e abbiamo scoperto così che insieme andavamo forti, perciò abbiamo deciso di creare una band senza nome, con i nostri nomi più che altro.- disse Laila.
-siamo andati avanti un anno a prove, abbiamo fatto amicizia, ci siamo affezionati. Poi Paolo, il fratello di Matteo ci propone di andare a cantare in un piccolo bar del quartiere, tanto per vedere che effetto faceva. Da quella serata ci iniziarono a chiamare bar per cantare, poi mano a mano anche locali più importanti.- finì Lorenzo
-ahh, ho capito. È un pò incasinata la storia però è proprio questo che la rende ancor più bella.- disse Lu, era stata attentissima.
-certo che a settembre la nostra band fa già due anni.. come passa il tempo!- esclamai.
-wow si, è volato! Pensare che avevamo appena finito la terza media quando abbiamo iniziato!- aggiunse Serena.
-certo che noi due stavamo già insieme da un anno, mi ricordo ancora quando sei venuta a dirmi che avreste creato una band.- mi disse Francesco che mi era venuto vicino. Mi girai e lo guardai: -noi a ottobre sono già tre anni.-
-si, tre anni fantastici insieme.-. Stavamo parlando a bassa voce ma a giudicare dagli sguardi e i sorrisi degli altri voleva dire che avevano sentito tutto.
-quanto siete dolci voi due!- disse Simona.
-infatti, mi ricordo che voi stavate insieme da poco.- disse Roberto.
-ma quale da poco! Noi stavamo già insieme da 9 mesi, la band l'abbiamo messa su a luglio...-
-ah si, giusto. Calmatiii!- esclamò lui, venendomi incontro per abbracciarmi.
-questo deficiente invece già se n'era andato da un anno.- disse Silvia, guardando Simone
-sai bene che non avevo scelta.-
-sai bene che mi hai abbandonata.-
-sapete bene che ora state insieme e state per diventar genitori.- si intromise Giovanni. Gli lanciai un'occhiataccia, perchè aveva il maledetto vizio di mettersi in mezzo?
-si, infatti, questa cosa quando intendevate dircela?- esclamarono alcuni componenti della band.
-ahahahah, presto!! L'abbiamo scoperto da una settimana, Claudia mi ha fatto fare il test.-
-al mare ve ne siete accorte?- chiese Simona
-si, mi ha iniziato a fare giri di parole, io le ho tirato fuori il test ed è risultato positivo.-
-e Simone?- chiese Lorenzo, mettendosi vicino a lui, ridevano.
-Simone non si capiva se ci stava prendendo in giro in quel momento, ha reagito bene, stranamente.- disse lei.
-come "stranamente"? Ho reagito come dovevo reagire, sono felice!-
-vaabbé.- esclamammo io, Silvia e Francesco all'unisono.
-vado a prendere Clarissa. Posso rubarmi un attimo Serena? Sempre se hai voglia di venire.- disse Daniele, tutti e due iniziarono ad arrossire.
-si per me va bene. Posso?- ci chiese, non vedeva l'ora di rimanere sola con mio cugino.
-si si, portatela via!- esclamarono i ragazzi, ci mettemmo a ridere.
Aspettammo che fossero usciti dal cancello per parlare.
-quanto ci scommettete che quei due entro stasera, massimo domani stanno insieme?- disse Roberto.
-sicuramente!- disse Simona
-ci metto la mano sul fuoco!- esclamò Simone.
-ma che carini però.- dissi, tutti annuirono.
-cantiamo?- chiese Roberta, subito tornammo alle nostre posizioni e ricominciammo a provare, avevamo cazzeggiato troppo.
Tornarono alle sei Serena e Daniele, per mano avevano Clarissa.
-ciao Clari!- esclamai appena la vidi. Mi saltò in braccio.
-ciao Clau.-
-bene, ti presento i miei amici, quelli del manifesto.-
-ahh!-
-allora, lui è Matteo e suona la chitarra, l'altro è Roberto che suona la pianola, quello scansafatiche lì è Lorenzo che suona la chitarra elettrica, lei è Laila, suona la batteria, loro invece sono Luca e Serena, cantano insieme a me. E poi ci sono Simona che è bravissima a fare i video e la mia migliore amica che già conosci, Silvia, che si occupa dei vestiti e del trucco.-
-che belloo!- esclamò contenta, tutti le sorrisero.
-è adorabile questa bimba.- disse Simona.
-e allora, cosa cantiamo insieme?- le chiesi.
-emmm... Siamo Noi di Laura Pausini, la mia preferita.-
-Siamo Noi? Si può fare?- chiesi.
-si, ce l'abbiamo.- disse Roberto
-le hai attaccato anche a lei la Pausinite?- mi chiese Daniele, facendomi l'occhiolino.
-fidati, è una bellissima malattia! Allora Clari, facciamo solo il primo pezzo per adesso, te le ricordi le parole?-
-si.-
-ok, adesso sentitela.- dissi agli altri, iniziammo a cantare il primo pezzo della canzone, io tenevo la voce bassa per far sentire lei. Aveva davvero una bellissima voce per avere cinque anni.
-che ve ne pare?-
-wow!- dissero, li aveva stregati a tutti.
-quanti anni hai?- le chiese Roberto
-cinque.-
-sei bravissima, davvero!- le disse Serena
-che cazzo di voce che ha!- esclamò Laila.
-Laila, evitiamo le parolacce per questa mezz'ora.- le dissi, Clarissa amava ripetere le cose nuove. Si scusò.
-ok, facciamone un'altra, cantatela tutta.- disse Lorenzo, anche la seconda prova andò benissimo.
-bene, tu canti con me domani.- le dissi. Ci abbracciò uno ad uno, compresa la mia famiglia, era molto contenta.
-adesso vieni con me che ti devo dare un piccolo regalino.- le disse Silvia, la portò nel camerino improvvisato e le mise il vestito. Le stava benissimo, le misure erano esatte.
-ma che cucciola!- esclamarono.
-ti piace?- le chiese Silvia.
-si, è bellissimo. L'hai fatto tu?-
-si, però l'ha scelto Claudia.-
-mi piace tantissimo. Grazie.-
Glielo lasciò addosso per un altro pò, noi provammo fino alle nove di sera, senza interruzioni, la mia famiglia ci lasciò provare da soli e concentrare, alle nove e mezza irruppero nel garage.
-posate quegli strumenti un attimo e venite a mangiare, abbiamo preso la pizza per tutti.- disse Luisa. Al volo posammo tutto e ci precipitammo al piano di sopra a mangiare, avevamo una fame incredibile. Ci aveva raggiunto anche Paolo dicendoci che era tutto confermato per il giorno dopo.
-regà, sono stanca, non ce la faccio a provare ancora.- dissi.
-infatti ora basta, va a finire che vi stressate. Andate a riposarvi, se domani non vi sentite sicuri su qualcosa rifate le prove, sennò possiamo anche dire che può bastare, mi sembravate sicuri.- ci disse Paolo.
-perfetto, allora ce ne andiamo a dormire.- disse Lorenzo.
-lasciamo gli strumenti qua, vi danno fastidio?- chiese Matteo a Daniele.
-no no, assolutamente. Lasciateli pure così, tranquilli che domani li ritrovate allo stesso posto, io non vado a mettere in ordine.- disse lui.
-sfaticato.- gli dissi, mi fece una linguaccia.
Ce ne tornammo a casa alle undici passate, appena mi misi nel letto, nonostante l'ansia a mille, mi addormentai subito.
-che palle, volevo darle fastidio.- disse Simone, scocciato perchè mi stavo addormentando.
-lasciala stare, oggi hanno provato tanto, domani sarà ancora più stancante la giornata.- gli rispose Silvia.
-ha bisogno di dormire.- disse Francesco, mi diede un bacio sulla guancia, io mi girai quel poco che bastò per dargli un bacio sulla bocca.
-buonanotte amore.- mi disse
-'notte.-
Cercai di sfruttare al massimo quelle ore di sonno, mi avrebbe aspettato una giornata bella faticosa.

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