lunedì 19 novembre 2012

Chapter 46. #New.

Il pullmino arrivò alle undici meno un quarto, durante il viaggio ci addormentammo, eravamo stanchissimi.
Arrivammo a mezzogiorno e cinque in aeroporto, dove ad aspettarci c'era Giovanni con la macchina di mio zio.
-ei ciaoo!- esclamò appena ci vide, poi ci salutò uno per uno. Caricammo le valigie e subito partimmo verso casa, eravamo ancora mezzi assonnati.
Io mi misi seduta nel sedile davanti vicino a mio fratello, gli altri stavano dietro, rimbambiti dal sonno.
-una curiosità: quanto avete dormito oggi?- ci chiese, ridendo delle nostre facce.
-tre ore e qualcosa.- disse Francesco.
-ah ecco perchè siete così rincoglioniti!! Com'è andata la vacanza?-
-due parole: Davvero Fantastica!- esclamò Silvia.
-ci siamo divertiti tantissimo!- disse Simone.
-davvero da rifare, come prima vacanza da sola non posso proprio lamentarmi!- dissi.
Giovanni vide che Simone e Silvia accarezzavano il ventre di lei sorridenti e alzò un sopracciglio.
-non ho mai visto sorridere così tanto una ragazza che ha il ciclo, Silvia, sappilo.- le disse, a noi ci venne da ridere.
-noo Giovà, non ho il ciclo!-
-ah...- disse. Era molto confuso.
-forse è il caso che gli chiariamo le idee, dobbiamo iniziare a dirlo.- le disse Simone.
-mi sono perso qualcosa?- chiese lui.
-forse qualcosina si fratellino. Oggi siamo in sei in macchina.-
-in sei?- ci contò un attimo, poi guardò di nuovo Silvia e Simone: -noo, non ci credo! Sei incinta?!!- esclamò con un gran sorrisone.
-si!- disse lei, tutta felice.
-augurii!! Che bella notizia ragazzi! Certo, siete andati un pò di fretta, ma vi vedo felici. Da quanto lo sapete?-
-l'altroieri, se non le facevo fare il test io, lei ancora non sapeva niente.-
-sono quasi due mesi che è qui dentro.- dissero.
-wow!- esclamò mio fratello.
-si, dovete iniziarlo a dire alle famiglie però. Forse è meglio se iniziate a chiamare.- disse Francesco.
-giusto. Chiamateli, dai.- dissi.
-mi viene il cagotto al sol pensiero.- disse Simone. Prese il cellulare e compose il numero della madre, Silvia chiamò la sorella. Purtroppo la madre era morta di cancro quando lei aveva solo cinque anni, il padre le aveva abbandonate, erano cresciute con la nonna. La sorella era come una madre per lei.
-mamma, devo dirti una cosa, però tu mi devi promettere che manterrai la calma..- disse Simone, io Francesco e Giovanni ridemmo sotto i baffi, lui ci diede uno schiaffetto per uno. -Silvia è incinta.-
-.. Sabri, ti devo dire una cosa: sono incinta.-
Non sò bene cosa successe poi dall'altro capo del telefono, sò solo che Sabrina l'aveva presa molto meglio che i genitori di Simone.
-ha detto che ne riparliamo a Roma...- disse lui, dopo esser stato al telefono una mezz'ora buona. Ci venne da ridere.
-ahah, vorrei vedere voi al posto mio.- disse, noi ci ricomponemmo.
-stà calmo, andrà tutto bene, vedrai.- lo rassicurò Silvia, lui le diede un lungo bacio.
-tu l'hai sentita Michela?- chiesi a Giovanni.
-si, stamattina. Vi saluta a tutti, dice che l'abbiamo abbandonata.-
-in effetti... ma ora è a casa tua?-
-si.-
-non si è arrabbiata mamma?-
-per adesso sembra di no.-
-meglio così. Al paese tutto regolare?-
-si, vabbé che tanto ora ci vai e quindi vedi da sola, però si, tutto tranquillo come al solito.-
A casa arrivammo a l'una passata, mangiammo velocemente qualcosa e poi ognuno occupò un letto a castello, avevamo bisogno di dormire e ricaricarci.  Fui la prima a svegliarmi alle sei del pomeriggio e ad uscire nella veranda, dove c'erano mia nonna, mia madre e mio fratello.
-ahh, alla buonora!- esclamò mia madre.
-scusami, eravamo stanchi morti, stanotte abbiamo dormito pochissimo.-
-che avete combinato?-
-siamo andati in discoteca e al mare.-
-di notte.-
-si mamma. Non ci siamo mai divertiti tanto!-
-mamma, lasciali perdere, dai. Hanno ragione, è estate, non hanno fatto casini, si sono solo divertiti un pò.- mi difese Giovanni.
-va bene.- disse lei. -ma Silvia è incinta?- mi chiese a bassa voce.
-si mamma, non rovinare la felicità che c'è nell'aria, grazie.- le dissi, avevo paura che iniziasse a fare discorsi sul fatto che fosse piccola. Perchè effettivamente Silvia era piccola. A quindici anni e mezzo essere incinta ti rovina l'adolescenza. Ma se lei era felice, eravamo felici tutti.
-vai a svegliarli che dobbiamo uscire con i nostri cugini.- disse Giovanni, io andai subito in camera.
Simone era già sveglio, a Francesco bastò solo un bacio per fargli aprire gli occhi, a Silvia una carezza.
-dai, dobbiamo uscire.- dissi.
-con chi?- mi chiese Simone
-con i miei cugini e mio fratello, ci facciamo un giro per il paese.-
Si sistemarono in fretta e alle sette passarono a prenderci Daniele, Luisa e Roberta. Francesco già li conosceva, non era la prima volta che passava una o due settimane di vacanza da mia nonna, Simone e Silvia conoscevano Daniele solo per chat.
-ciao cugina!- esclamò, lo abbracciai.
-ciao Francesco!- disse Luisa, abbracciandolo, Daniele gli diede una pacca sulla spalla.
-vi presento i miei migliori amici, Silvia e Simone.- dissi.
-ahh, finalmente ci incontriamo!- esclamò Daniele, stringendogli la mano.
-piacere, Luisa.-
-ciao, sono Roberta.-
-piacere di conoscervi!- esclamarono.
-dove si va?- chiese Giovanni.
-boh, a zonzo.- disse Luisa.
Uscimmo, eravamo felici, ognuno aveva i suoi motivi per esserlo. Io per esempio ero felice per la gravidanza inaspettata di Silvia, insomma entrambi i miei migliori amici sarebbero diventati genitori! Ero felice anche di essere tornata a casa dai miei cugini e mio fratello, ero felice che con me ci fosse anche Francesco e che non avesse fatto una tragedia per tutta la storia del bacio con Tommaso, ero felice di aver passato altri momenti speciali con lui in quella settimana, ero felice perchè mancavano cinque giorni e ci sarebbe stato il concerto estivo della band, perchè mancava qualche settimana e sarei tornata a Roma, e lì mi avrebbe aspettato un nuovo anno pieno di soddisfazioni e sorprese.
Pensare che quando mi passò davanti Anna io non ci feci nemmeno caso per quanto ero presa a sognare, me ne accorsi solo quando Francesco mi abbracciò forte, in un modo innaturale.
-ei mi fai male così!- esclamai.
-scusami ma devo farlo che qui mi pare di aver capito che può scoppiare la terza guerra mondiale.-
-ma perche? Che c'è che non devo vedere?- mi resi conto di aver già la risposta appena feci la domanda: -ah, c'è Anna, vero?-
-si.-
-bene, lasciami andare, tranquillo che non le farò niente, la ignorerò, non ho intenzione di farmi rovinare la felicità da lei.- dissi calma. Mi guardò un attimo, come se non si fidasse.
-non farlo Francesco.- suggerì Daniele
-amore, ti fidi di me?- gli chiesi.
-di solito si, ma in questo caso non molto.-
-e allora lasciami andare, tranquillizzati. Mica è stocazzo che devo aver paura di lei!- esclamai. Rise e mi lasciò libera.
Quella era in mezzo alla stradina, ferma, che mi guardava male.
-ciao Anna.- dissi gentilmente.
-che cavolo fai?- chiese Roberta.
-ciao putt..Claudia.-
-cosa? Non mi dire, hai paura di chiamarmi puttana davanti a tutti? Loro sono miei amici, tu non ti sei mai fatta tutti questi problemi per chiamarmici.-
-falla finita Claudia, così la provochi e basta.- disse Giovanni.
-oh si, vedo. E quanti ragazzi! Te li sei fatti tutti, vero?- disse lei. Mi trattennero da dietro, non sò come. Stavo per scoppiare, ma quel giorno avevo un autocontrollo al di fuori del normale, riuscii a calmarmi.
-ma come ti permetti di dire una cosa del genere? Che ne sai tu, eh? Le sei mai stata vicina tutti questi anni? Hai pianto e riso con lei? Hai condiviso emozioni con lei? NO. Ti sei sempre e solo limitata a criticarla, oltretutto per cose infondate. Meglio che stai zitta e vai a scocciare a qualcun altro, come stronza rompipalle qui ci sono già io.- disse Silvia. Non volevo che mi difendesse ma l'aveva fatto in un modo straordinario. Le sorrisi.
-adesso hai anche l'avvocato difensore? Pensa a metterti a dieta, piuttosto!-
-portate.via.Silvia.- dissi. Non le faceva bene vedere liti: -Lu, porta via Roberta, anche voi andate, devo risolvere questa storia.-
Simone, Silvia e Roberta non sò bene dove andarono, gli altri invece si misero semplicemte due metri dietro di me, pronti ad intervenire.
-che c'è, la tua amichetta si è offesa?-
-no Anna, la mia amica l'ho fatta allontanare perchè per i cazzi tuoi poteva perdere il bambino che ha appena scoperto di aspettare. E poi anche perchè volevo vincere senza aiutanti.-
-tanto non vinci lo stesso.- disse
-ah si? Dai, sfodera tutte le tue armi contro di me, hai l'opportunità di vendicarti ora.-. Guardò dietro di me e fissò Francesco.
-e lui, lui lo sa che hai baciato un'altro appena sei arrivata qui? Non ti sei scelto una fedele metà, mi dispiace dirtelo.-. Guardai un attimo dietro, Daniele gli stava dicendo qualcosa. Mi dissero di stare calma.
-si lo sa, gliel'ho detto appena l'ho visto. E sono contenta di averlo fatto perchè mi sono tolta un grandissimo peso dal cuore. Sono contenta anche di avere un ragazzo che è dolce e comprensivo, che riesce sempre a farmi stare bene, se c'è lui io sono felice. Ma tu non puoi saperle queste cose visto che ne cambi uno al giorno.-
-tu invece si? Ce ne avrai anche uno fisso, ma tanto gli metti le corna ogni due secondi! La cosa che mi sorprende è che ancora non ti abbia lasciata.-
-non mi ha lasciata perchè mi AMA, come io amo lui! Non è stupido, ha capito che tutte quelle che mi stai dicendo sono cattiverie, ogni tanto faccio uno sbaglio ma lui riesce a perdonarmelo. Anche perchè trovo il modo di spiegarmi e di farmi perdonare.-
-magari dandogliela.-
-se anche fosse? Che ti importa a te? Tu la dai ogni due secondi a uno diverso, io almeno ne ho uno e me lo tengo stretto. Non ho intenzione di lasciarlo andare, condivido praticamente tutto con lui, tu invece mai avrai uno con cui condividere tutto. Ne avrai tanti, ti toglierai tanti sfizi, ma mai saprai cosa vuol dire amare veramemente una persona. Io con lui l'ho capito.- dissi, e andai da Francesco. Lui mi guardò, gli diedi un bacio. Me ne tornai davanti a quella cretina.
-scommettiamo che lui con una settimana si innamora di me?- chiese.
-cosa?? Ma assolutamente no!-
-ti arrendi perchè sai che vincerei io.-
-no, si arrende perchè sà che perderesti. Non ho bisogno di altre, specialmente troiette come te, se ne avessi avuto voglia già l'avrei lasciata da tempo.- disse lui, abbracciandomi da dietro.
-le pretendenti non gli sono mai mancate, tu sarai pure più bella di me, ma alcune ci superano a tutte e due. Eppure a lui non gli sono mai importate. Se ora ci provassi con lui non penso che cederebbe tanto facilmente, saresti un'altra troietta di turno che ci prova con lui.-
-a me non piacciono le troie, preferisco quelle normali e anche con qualche difetto.- disse, gli sorrisi.
-bah, contento tu. Staremo a vedere. Adesso me ne devo andare, mi sarebbe piaciuto continuare questa conversazione. Attenta a non rimanere fregata come la tua amica! Addio!- esclamò e se andò con quelle tre cretine che la seguivano come un cagnolino.
-ma vaffanculo, stronza!- dissi. Mi alzò il dito medio. Solo quando sparì totalmente dalla mia vista mi calmai.
-sono orgoglioso di te.- mi disse Francesco.
-scusami se ti ho messo in imbarazzo, non volevo..-
-shh, silenzio, ho capito perchè l'hai fatto. Stà tranquilla.-
-cazzo sorellina, l'hai fatta nera!! -esclamò Giovanni
-le hai dato una lezione da parte di tutti, wow!- disse Luisa.
-hai tirato fuori le palle, ecco tutto. E quando mia cugina tira fuori le palle diventa una forza.- disse Dani. Ridemmo un attimo, continuarono a fare battute di quel tipo.
-scusatemi... dove avete nascosto la mia cuginetta e i miei migliori amici?-
-eccoci, stavamo qui dietro.- disse Simone, svoltando l'angolo.
-è scappata, non l'avrei mai detto.- disse Silvia.
-meglio per lei se è scappata, Claudia gliene avrebbe dette tante altre sennò.- esclamò Roberta.
-ei, grazie per il tuo discorso prima, è stato davvero fantastico. Non mi serviva aiuto ma sono stata felice di averti sentito dire quelle parole.- dissi a Silvia, abbracciandola.
-a cosa servono le migliori amiche?-
-va bene, dopo tutto questo casino che abbiamo fatto direi che dobbiamo festeggiare! Andiamo un pò al parco a divertirci!!- esclamò Daniele, tutti entusiasti dell'idea iniziammo ad avviarci per andare al parco.
Vidi un altro cartello della band, arrossii di nuovo.
-e tre!!- esclamò Daniele quando mi vide.
-tre cosa?- chiese Silvia.
-questa è la terza volta che passa con me davanti a uno di questi manifesti e arrossisce come un pomodoro!-
-ahahhahah, falla finita Clà!!- rise lei.
-scusatee...!- dissi. Si erano messi anche loro a leggere i manifesti, io li aspettavo a braccia conserte.
-e allora, la finite di leggere 'sto manifesto oppure ve lo volete imparare a memoria?- chiesi. Si girarono a guardarmi e poi scoppiammo a ridere.
-dai, andiamo al parco che si stà iniziando a fare buio.- disse Roberta.
Con poco meno di dieci minuti arrivammo a destinazione, Roberta e Silvia occuparono lo scivolo, Giovanni e Luisa una panchina, i ragazzi si misero a farsi i gavettoni, io mi misi seduta sull'altalena a scattargli foto e a pensare.
Avevo tutta la mia famiglia unita, non capitava molto spesso. Erano bellissimi, tutti sorridenti, ognuno si divertiva o si rilassava a modo suo.
Ero talmente persa in quell'armonia che quando mi picchiettarono sulla spalla sobbalzai.
-chi è?- dissi, girandomi. Mi sorpresi di vedere Clarissa.
-ciao Clau!- esclamò
-Clarii!!!- la presi in braccio, sentivo che gli altri ci stavano guardando: -come stai?-
-bene e tu? Ti sei divertita al mare?-
-si, tanto! Tu sei già tornata?-
-mamma ha detto che ci torniamo la settimana prossima, dopo ferragosto.-
-e Nico?-
-stà con papà, giocano a nascondino. Io non ho trovato loro ma ho trovato te!-
-che cucciola che sei!-
-e loro chi sono?- mi chiese, guardandosi intorno.
-loro sono la mia bellissima famiglia. Li vuoi conoscere?-
-si!-. La misi per terra e le diedi la mano, la portai a salutare prima di tutti Daniele.
-guarda un pò chi c'è Dani?-
-oh, la mia pestee!!- esclamò e la prese in braccio, giocandoci un pò.
-che combinate?- mi chiese lui.
-le stò facendo conoscere la mia famiglia.-
-ahh, allora vi lascio proseguire!-. La posò, lei tornò a darmi la mano.
-lei anche conosci, è la sorellina di Daniele.-
-ciao Roberta!- esclamò.
-ciaoo!!- rispose lei, abbracciandola.
-lei anche conosci sicuramente, è mia cugina, anche cugina di Daniele e Roberta, si chiama Luisa.-
-si.- disse.
-bene, adesso abbiamo finito con i parenti della Sardegna, ora ti presento quelli che vivono con me a Roma. Lui è il mio fratellino, Giovanni.-
-ciao principessa, piacere di conoscerti.- disse lui, lei gli diede la mano e arrossì.
-questi due invece sono i miei due migliori amici, Silvia e Simone.-
-ciaoo!- dissero.
-ciao..!- rispose lei timidamente
-e infine ti presento questo ragazzo, si chiama Francesco.-
-lui è il tuo principe azzurro?- mi chiese
-si, lui mi ha fatto capire che si può essere per sempre felici e contenti.- lui mi diede un bacio sulla guancia, lei ci sorrise.
-Clarissa?- sentimmo chiamare. Ci girammo, era Paola che la cercava: -ah ecco dov'eri finita! Claudia, ciao!- disse, dandomi un bacio sulla guancia.
-ciao Paola!-
-tutto bene? Vi ha disturbato?-
-tutto benissimo, no che non ci ha disturbato! Le ho presentato la mia famiglia un pò allargata.- dissi.
-ahh. Lui è il tuo ragazzo?-
-si.-
-piacere, Francesco.- disse lui, stringendole la mano.
-sei fortunato ad avere una ragazza come Claudia al tuo fianco, è una persona davvero straordinaria!-
-si, lo so!-. Io arrossii.
-lui invece è mio fratello, loro i miei migliori amici, gli altri li conosci.- dissi, facendole l'occhiolino: -lei è la mamma dei bimbi a cui faccio da babysitter quasi tutti i giorni.-. Si salutarono timidamente.
-bene ragazzi, sono contenta di avervi conosciuto. Ora dobbiamo andare, saluta Clari.- disse.
-ok, ciao! Ciao piccola, ci vediamo in questi giorni, salutami Nico.- dissi, mi diede un bacino, gli altri anche la salutarono e se ne andarono.
Sentii bagnarmi la schiena.
-ma che cazz... Simone e Daniele, io vi uccido!- esclamai, iniziando a rincorrerli. Mi avevano fatto un gavettone inredibile, dietro ero praticamente tutta bagnata.
Francesco mi diede una bottiglietta d'acqua e saltai sulla schiena prima di uno e poi dell'altro e li bagnai. Andammo a finire tutti per terra a ridere come scemi. A quel punto ne approfittarono anche gli altri che ci vennero vicino e ci iniziarono a fare il solletico. Insomma andammo a finire uno sopra all'altro,sfiniti.
-io le migliori risate me le stò facendo con voi!- esclamò Daniele. Tutti rispondemmo con un "si", ci eravamo divertiti tantissimo.
Ci alzammo pieni di erba e terra, noi invece che ci eravamo fatti i gavettoni eravamo conciati ancora peggio.
-mah, forse è meglio se vi andate a fare una doccia voi.- disse Luisa, ridendo.
-nahh, sono pulitissimo io!- esclamò Simone.
-io in quelle condizioni non ti ci voglio nel letto!- gli disse Silvia.
-no, forse non hai capito: non mette proprio piede dentro casa!- esclamai.
-il piede ce lo devo mettere se mi devo fare la doccia.- disse giustamente lui.
Vidi Silvia fare una smorfia, non si capiva se era di stupore o di dolore, si teneva la pancia.
-che c'è Silvi?- chiesi, allarmata.
-si è mosso! Il bambino si è mosso!- esclamò. I sorrisi si accesero sui nostri visi. Lasciammo un momento Silvia e Simone a godersi quell'attimo.
-dobbiamo farle fare una visita ginecologica, sono poco più di due mesi che aspetta secondo me.- dissi.
-Tu vai con lei, Devi fargliela fare. Si anche per me.- disse Francesco, sorridendomi. Effettivamente era una cosa da ragazze, non da maschi.
-avete voglia di un bel gelato per cena?- chiese Luisa.
-assolutamente si, abbiamo mangiato talmente tanto in questi giorni che dobbiamo stare leggeri per qualche giorno!- esclamai.
-qualcuno ha detto gelato?- chiese Silvia.
-eccoci.- dissero i ragazzi.
-allora andiamo a prendercelo!- disse lei
-eh no, prima ci andiamo a lavare!!- esclamai.
-giusto, basta che fate velocemente. I capelli te li lavi un'altra volta Clà!-
-ci vediamo in gelateria allora.- dissi.
Io e Simone tornammo un attimo a casa, Daniele andò a casa sua e con venti minuti fecimo tutto.
-certo noi che mangiamo alle dieci di sera, strano che ci siamo arrivati! Di solito a quest'ora avevamo mangiato già da un'ora buona.- disse lui, infilandosi una maglietta pulita.
-si, strano infatti che non ci siamo mangiati gli altri. Ecco perchè Silvia aveva tutta questa fame in questi giorni, ora si spiega tutto!-
-si, effettivamente era strana. Ma ora siamo felicissimi, non sò se si vede.-
-si, si vede benissimo. Siete stati due cretini ma vedo che siete felici e questo è quel che conta ora. La cosa che mi chiedo è perchè nessuno dei due mi ha mai detto niente di tutta questa storia? Insomma, sono venuta a sapere che siete stati insieme solo quando abbiamo scoperto che Silvia era incinta. Sono o non sono la vostra migliore amica?-
-certo che lo sei Cla, io stavo aspettando di stare un momento da soli per raccontartelo, penso che valga lo stesso per lei. Scusami migliore amica, non lo faccio più.- disse, poi mi venne ad abbracciare.
Mentre andavamo in gelateria anch'io dovetti aggiornarlo sulla mia situazione attuale.
-forza, racconta.- mi disse
-tanto Silvia ti ha già detto tutto...-
-non importa, voglio sentirlo da te. Che è questa storia che ti stai innamorando di quel ragazzo spagnolo?-
-non è che mi ci stò innamorando, è che ultimamente ci penso spesso.-
-ecco, appunto. Davvero andrai a Siviglia l'estate prossima?-
-è nei miei programmi. Mi stupisco che tu sia contento di questo.-
-sono contento per te, perchè non dovrei esserlo?-
-uhmm, non so, forse perchè non ti è mai andato a genio il mio rapporto con la Spagna?!?-
-può darsi, ma sono contento che questa cosa ti faccia felice.-
-lo apprezzo molto, grazie.- gli dissi.
Arrivammo alle dieci e un quarto al bar, ci stavano aspettando tutti.
-alla buonora voi due!- esclamarono.
-ao, che palle!- dissi.
-scusateci..!- disse lui.
Mi andai a sedere in mezzo a Francesco e a Giovanni, mio fratello appoggiò la testa sulla mia spalla.
-sei stanco?- gli chiesi.
-un pò.-
-dai, ora mangiamo e poi puoi anche andartene a dormire.-
-ovvio che si.-. Gli accarezzai i capelli, intanto avevo Francesco con la guancia appoggiata sulla mia testa.
-ma come siete messi voi tre?!!- rise Silvia, ci scattò una foto con il cellulare, eravamo davvero buffi.
Arrivarono i gelati che avevamo ordinato, erano delle coppe belle grandi. Tutti insieme pagammo e ce ne andammo a dormire, eravamo sfiniti.
-come si dorme stanotte?- chiese Giovanni.
-boh. Semmai i letti a castello li usiamo noi e tu hai tutto il letto matrimoniale per te.- dissi.
-Simone e Silvia, volete starci voi nel letto matrimoniale?- gli chiese.
-per noi è uguale.- disse Simone.
-dai, oggi ci stai tu, poi ogni sera cambiamo, va bene?-
-carina la cosa.- dissi.
-martedì Silvia e Simone, mercoledì voi due, giovedì le migliori amiche, venerdì Francesco e Simone, sabato i due fratellini e poi boh!- disse Giovanni, già aveva programmato tutto.
-ottimo.-
Ci sistemammo nei letti a castello, io in quello di sopra, Francesco era sotto, davanti a me avevo Simone e sotto Silvia, così se si fosse dovuta alzare le era più comodo, in mezzo c'era il letto matrimoniale con Giovanni.
-mi sento osservato.- disse Giovanni, lo stavamo fissando tutti. Ridemmo.
-da quassù posso lanciarmi e caderti sopra fratellino, lo sai?-
-evita Cla per favore.- mi rispose.
-no, davvero, siete inquietanti!- disse Silvia. Non aveva tutti i torti.
-al primo che parla stanotte gli casco addosso.- disse Simone.
-tié, a me non mi becchi!- esclamai.
-dici? Posso sempre salire le scalette.-
-'tacci tua.- risposi, mi fece l'occhiolino.
-'na massa de scemi, ci hanno messo tutti nella stessa stanza poi!!- esclamò Francesco.
-già, questo è ancor più bello. Cosa non è bello? Che io domani, mercoledì e giovedì devo fare la babysitter e studiare, venerdì e sabato ho solo prove e concerto. Vi prego sparatemi!- dissi. Giovanni mi tirò un cuscino.
-e noi dormiamo invece!- esclamò Simone, gli tirai il cuscino di mio  fratello che ancora avevo in mano.
-volano cuscini...- commentò Silvia.
-ma non avevate sonno una volta?- chiese Francesco.
-io si, se non vi state zitti vi uccido, partendo da mia sorella.-
-e sei gentile.- gli risposi.
Io iniziai ad avere un mal di pancia strano, non capivo cos'era. Poi guardai la coperta e capii.
-merda.- dissi, si girarono tutti a guardarmi. Scesi a velocità lampo dal letto e andai a prendermi un paio di mutande e pigiama puliti.
-che succede?- mi chiese Francesco.
-problemi di donna.- gli rispose Silvia, aveva capito al volo. Si alzò dal letto e si mise a togliere le lenzuola sporche del mio letto.
-lascia stare Silvi, faccio io dopo.-. Ma con lei era come parlare al muro, quando tornai in camera già l'aveva rifatto.
-grazie.- le dissi, dandole un bacio sulla guancia.
-vai a sdraiarti che ora iniziano i dolori.- disse. Lo sapevamo entrambe che quando il ciclo mi veniva così all'improvviso mi faceva ancor più male delle altre volte. La cosa strana era che mi avevano anticipato di dieci giorni.
Io non riuscivo a dormire, la pancia mi faceva troppo male, aspettai che si addormentassero tutti per alzarmi e prepararmi una borsa dell'acqua calda e prendermi una pasticca per alleviare i dolori. Francesco mi sentì quando ritornai in camera e mi fece segno di mettermi vicino a lui. Mi fece sufficiente spazio e mi addormentai fra le sue braccia che mi tenevano stretta, come per proteggermi da qualcosa.

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