lunedì 19 novembre 2012

Chapter 45. #New.

Francesco e Simone ci vennero a prendere precisi alle otto e dieci mentre ci stavamo mettendo gli orecchini. Ci fischiarono quando ci videro, noi diventammo rosse come due pomodori.
-pronte?- chiese Francesco.
-si.- risposi. Mi sentii abbracciare da dietro.
-sei sexy.- mi sussurrò all'orecchio, mi venne da ridere.
-ok, allora andiamo!- esclamò Simone.
Andammo a mangiare una pizza, avevamo prenotato nel pomeriggio un tavolo in quella piccola pizzeria, dopo mangiato fecimo un giro per il villaggio, scattandoci tante foto. Andammo a vedere un pezzo del musical che quella sera facevano, alle undici e mezza i ragazzi ci portarono al karaoke che facevano ogni domenica.
-canta qualcosa, no?- mi suggerì Simone, nonostante sapesse che non avevo la minima intenzione di farlo.
-dai, si!- esclamò Silvia, anche Francesco sembrava entusiasta dell'idea.
-voi tre siete tutti scemi.- dissi.
-qualcuno vuole venire a cantare una canzone?!!- chiese un animatore. Non sò chi dei tre mi indicò, perciò puntarono l'occhio di bue su di me.
-ciao, vieni pure!- esclamò l'animatore, invitandomi a salire sul piccolo palco della movida.
-dai vaii!- mi dissero i miei amici da dietro. Mi alzai e molto piano salii sul palco, mi vergognavo da morire.
-benvenuta, come ti chiami?-
-Claudia.-
-ahh, un applauso di incoraggiamento a Claudia glielo facciamo?- chiese. La gente che era lì applaudì: -vieni qui e scegli cosa vuoi cantare.-. Guardai la lista di canzoni che avevano disponibili, trovai subito una delle canzoni che mi venivano meglio anche con la band, "Con la musica alla radio", era allegra e di solito si divertivano tutti quando la sentivano.
-ok, Claudia ha scelto "Con La Musica Alla Radio" di Laura Pausini, a te il microfono e... via con la musica!-.
Cantai tranquilla, all'inizio mi vergognavo un pò ma poi iniziai non dico a scatenarmi ma quasi. Mi rese felice vedere la gente che ballava, cantava e si divertiva, era sempre una gran soddisfazione sapere che piaci a qualcuno.
Vedevo anche l'animatore stupito che parlava con un altro dello staff, mi sembravano entrambi entusiasti. Silvia intanto mi faceva il video con il  cellulare, Simone e Francesco sorridevano. Appena ebbi finito di cantare diedi il microfono all'animatore e me ne tornai vicino ai miei amici.
-grazie mille a Claudia per averci fatto divertire, che voce fantastica che ha!!- disse l'animatore facendomi l'occhiolino. Mi si avvicinò quello dello staff che poco prima mi stava ascoltando con grande interesse.
-scusami, posso rubarti un secondo?- mi chiese.
-si, certo.- dissi
-piacere, mi chiamo Marco e dirigo tutta la parte musicale del villaggio.-
-ah, piacere, sono Claudia.-
-si. Devo ammettere che hai una voce straordinaria, ai karaoke raramente mi capitano queste voci.-
-ah, grazie.- arrossii.
-senti, saresti interessata a un lavoretto estivo qui come cantante?-
-cosa? Oh, beh, non saprei. Primo, sono minorenne e secondo, mi ha sentito cantar solo una canzone.-
-si, è vero hai cantato solo quella canzone ma è bastata per farmi capire che sei molto brava. Per l'essere minorenne non c'è problema, bisogna chiedere l'autorizzazione ai tuoi genitori.-
-non lo sò sinceramente. Posso pensarci?-
-certamente, ti lascio il mio biglietto da visita, fammi sapere entro marzo del prossimo anno, sarebbe una bella esperienza per te, per passare un'estate alternativa e noi avremo una cantante giovane ma molto brava. Per caso suoni in una band o hai un gruppo?-
-si, faccio parte di una band, faremo un concerto il 13 agosto in un paesino in provincia di Oristano, se vuole le scrivo tutto così viene a sentirci.-
-ottimo, si grazie, scrivimi tutti i dettagli qui.- mi porse un foglietto, scrissi la data, il posto e l'ora.
-allora l'aspettiamo.-
-va bene, grazie mille. E tu pensa alla proposta che ti ho fatto.-
-ok, grazie a lei. Arrivederci.-
-ciao!-
Guardai il biglietto da visita e il foglio che mi aveva dato, era un fac-simile del contratto che mi avrebbero fatto se avessi deciso di andare a lavorare con loro. Tornai da Francesco e dagli altri, ripiegando il foglio.
-che voleva quello?- mi chiese Simone.
-mi ha proposto di lavorare qui la prossima estate.- dissi, ancora scossa dalla notizia.
-woow!! Gli sei piaciuta allora!!- esclamò Silvia.
-vedi che abbiamo fatto bene ad insistere allora?- disse Francesco, poi mi baciò.
-basta parlarne ora, ci penserò. Andiamo a ballare?-
-si!!- esclamarono.
Andammo in discoteca e lì ci scatenammo per due ore e mezza, quasi tre.
Alle tre e un quarto uscimmo da lì e ci prendemmo delle cocacole. Non avevamo sudato molto, più che altro avevamo caldo.
-avete sonno?- chiesi mentre bevevamo.
-no.-
-bene, allora chi viene a fare un bagno alle tre e mezza di notte al mare?-
-io assolutamente.- disse Francesco, prendendomi in braccio.
-anche io!!- esclamò Silvia.
-ovviamente pur'io.- disse Simone. Io e Silvia ci togliemmo le scarpe per non far tanto rumore e andammo tutti insieme in spiaggia, naturalmente nel pezzo dov'era libera. Io e lei fummo le prime a toglierci i vestiti, ad arrotolarli e ad appoggiarli da una parte con dentro le scarpe, i nostri ragazzi ci seguirono subito.
Corremmo verso il mare e ci facemmo un lungo bagno, fra abbracci, scherzi, gare, nuotate, baci.
Fortunatamente mi ero ricordata di passare a prendere due asciugamani in camera, uno a coppia. Perciò alle sei meno qualcosa ci asciugammo e ci mettemmo seduti a riva, a pensare e a coccolarci, prendendoci in giro a vicenda.
-questa è stata la settimana più divertente della mia vita, sappiatelo.- disse Silvia.
-davvero fantastica..!!- disse Simone
-da rifare assolutamente!- esclamò Francesco.
-si, davvero bellissima, da ripetere per forza. L'anno prossimo saremo in cinque però.- dissi, guardando la pancia di Silvia.
-si, non vedo l'ora!- disse lei, mettendosi una mano sul ventre, vicino alla sua quella di Simone.
-siete bellissimi.- gli dissi, erano il ritratto della famiglia felice.
-senti chi parla!- disse lui, io diedi un appassionante bacio a Francesco.
Mettemmo gli asciugamani sulla sabbia asciutta e ci sdraiammo tutti e quattro, con i vestiti che ci facevano da cuscini.
-metto la sveglia alle otto e quaranta così poi andiamo a lavarci e finiamo di preparare le valigie.- dissi.
-a che ora dobbiamo andar via?- chiese Silvia
-alle dieci e mezza, per le undici ci passa a prendere il pullmino che ci porta all'aeroporto, lì ci aspetta Giovanni.- le rispose Francesco.
-e che ore sono adesso?- chiese Simone.
-le sei e dieci.- risposi.
-beene, buonanotte.- esclamò. Ridemmo e ci addormentammo tutti felici, alle otto e mezza ci rialzammo e raccogliemmo tutte le nostre cose e ce ne tornammo nelle nostre stanze senza dare troppo nell'occhio.
Ci fecimo la doccia e finii di preparare la mia valigia, raccogliendo le ultime cose. Alle dieci e venti andammo a pagare alla reception e a sbrigare le ultime cose per poi poter tornare a malincuore a casa.

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