lunedì 19 novembre 2012

Chapter 44. #New.

Erano quasi le cinque del pomeriggio, dormivo felice fra le braccia di Francesco, quando fui svegliata da un continuo bussare alla porta.
-...arrivo...- dissi, alzandomi tipo zombie. Aprii la porta e come previsto trovai Simone e Silvia che mi guardavano con un sopracciglio alzato.
-ciao...- dissi, buttandomi di nuovo sul letto.
-eh, buongiorno!- disse Silvia.
-vi ha punto la mosca Zezé per caso? No perchè sono le cinque del pomeriggio e voi state dormendo da stanotte!- chiese Simone.
-uff, abbassate le voci intanto...- dissi.
-ciao..!- disse svegliandosi Francesco.
-a che ora siete andati a dormire?-
-alle otto di stamattina...- gli rispose lui.
-alle 8? Ma voi siete tutti scemi!- esclamò Silvia.
-ah beh, se ti diciamo che dalle quattro e quarantacinque fino alle otto meno un quarto siamo stati al mare allora ci fate rinchiudere in un manicomio!- esclamai, un pò meno rincoglionita ma sempre con la voce da sonno.
-dove siete stati??-
-al mare...- rispose Francesco
-non avevamo sonno e abbiamo deciso di farci una passeggiata e un bagno all'alba. Vi avevamo avvisato che non saremo venuti a colazione.-
-si, però non siete venuti nemmeno a pranzo e in spiaggia, ci stavamo iniziando a preoccupare!- esclamò Simone.
-scusateci..- disse il mio ragazzo.
-dai su, non fa niente, l'importante è che ora vi abbiamo trovati.- disse Silvia.
-voi come avete passato la prima notte da genitori?- chiesi.
-contenti e con un pò di pensieri per la testa, emozionati soprattutto!- disse lui.
-almeno senza noi in giro avete potuto parlare un pò.- disse Francesco, mettendosi seduto, gli sistemai un pò i capelli che aveva tutti in disordine.
-che ore sono?- chiesi
-le cinque e un quarto, vogliamo andare un pò in spiaggia?- chiese Silvia.
-va bene, però tu non ti devi stancare.- le dissi, abbracciandola.
-che pallee... sono incinta, mica malata!-
-appunto, forse è meglio se lo tieni al sicuro questo nipotino, non abbiamo nessuna intenzione di perderlo!-
-hanno ragione, c'è nostro figlio lì dentro.-
-mi piace troppo come dice "nostro figlio"!- esclamò Silvia, tirando a sé Simone. Francesco si alzò e iniziò a vestirsi, passandomi poi le mie cose.
-stasera avete il pigiama party numero due?- chiese Francesco.
-sii.- disse Silvia.
-merda, fra una settimana precisa c'è il concerto.... ah ecco, a proposito, voi due questa settimana dovete dare la notizia alle famiglie anche perchè volevo dedicare una canzone ai miei nipotini, non vorrei che si venisse a sapere tutto sabato.-
-lo devi fare per forza?- chiese Simone.
-si. E voi dovete dirglielo.-
-lunedì, quando andiamo a casa di tua nonna.- disse Silvia.
-mi fido di voi, eh!-
-comunque qui con Claudia c'hanno parlato tutti tranne me, non è giusta questa cosa.- disse Simone, gli feci una linguaccia.
Andammo a prenderci un gelato al bar, poi subito al mare. Faceva un caldo incredibile, stettimo tutto il tempo in acqua. Per le otto e venti andammo a cena, poi come il giorno prima rincasammo a mezzanotte passata.
-attenti a quel che fate voi due.- dissi, mi riferivo ancora alla storia di Malena e Gaia.
-perchè che fanno?- mi chiese Silvia, ignara di tutto.
-nahh, niente, le solite cazzate da adolescenti..-
-ahh.- disse lei, molto confusa.
-voi aspettate domani mattina a darci le notizie!- esclamò Francesco. Li baciammo e ce ne andammo nella mia stanza, a parlare un altro pò.
-cosa vuoi sapere ancora?- le chiesi.
-mi hai detto che hai baciato uno. Ora mi spieghi per filo e per segno cos'è successo.-. Mi aspettavo quella domanda, mi aveva detto che sicuramente ne avremo riparlato.
-va bene. È stato il giorno della webcam con voi, la sera sono andata a prendermi un gelato con Tommaso, l'ho fatto perchè volevo chiarire le cose, fargli capire che nella mia testa c'era qualcun'altro e non lui, che non ero interessata. Ci sono riuscita, solo che alla fine mi ha chiesto se potevo baciarlo, che l'avrei fatto felice e che poi mi avrebbe lasciato stare. Ho esitato, ma poi ho deciso di dargli un piccolo bacio a stampo, appena l'ho sfiorato vedo che non eravamo soli, c'erano praticamente tutti i ragazzi del paese, compresa quella stronza di Anna, ci odiamo. Lei ha iniziato a darmi della troia, io mi sono sentita in colpa anche se ci eravamo appena sfiorati, e poi stavo per andarle addosso, stavo davvero per scoppiare. Mio cugino mi ha preso e mi ha portata a casa, soltanto che poco prima mi aveva dovuto dare uno schiaffo per farmi calmare, sembravo indemoniata. Da quel giorno sono rimasta con la cosa che dovevo dirlo a Francesco, che non potevo tenerglielo nascosto, tutti mi dicevano di lasciar perdere perchè era una cazzata, ma io continuavo a dirmi che se non l'avessi fatto io magari l'avrebbe fatto Anna quando saremo andati e quindi gliel'ho detto nel bel mezzo di una scenata di gelosia.-. Mi ascoltò attentamente, annuendo oppure facendo qualche commento a bassa voce.
-ah, quando quella Gaia se l'è abbracciato?-
-si.-
-e lui come ha reagito?-
-troppo bene, ha capito che era una cazzata, mi ha perdonata subito e abbiamo passato una delle più belle giornate qui al mare. Sono stata contenta che ieri Gaia l'abbia baciato, almeno stiamo pari.-
-cosaa? Si è baciato con quella?? Quando Clà?-
-già, ieri notte quando sono andata a chiamarli per parlare, quelle due stavano per entrare in camera tua, Gaia mi ha visto e ha preso l'iniziativa.-
-che? Stavano per entrare? Stai scherzando, vero? E Malena che ha fatto? No, perchè se c'ha provato con Simone io le spacco il muso.-. Decisi che forse era meglio non dirle che si stavano per baciare, si sarebbe arrabbiata troppo.
-no no, tranquilla, l'ha abbracciato come al solito. Ma sono stata contenta di aver visto con i miei occhi che Francesco l'ha ignorata completamente e che non ha risposto al bacio, nonostante non mi avesse visto.-
-beh, è buona questa cosa. Gliel'hai dato un pugno anche da parte mia?-
-a chi, a Gaia? No, mi sono limitata a sputtanarla un pò, poi le ho cacciate via.-
-bene. Senti, mi affaccio un attimo dal balcone, voglio vedere se quelle due sono di nuovo nei paraggi.- mi disse, menomale che Malena e Gaia non c'erano, non so cosa sarebbe stata capace di fargli Silvia. Ero stata cretina io a dirglielo.
-certo che domani è già l'ultima sera che stiamo qui...- dissi.
-si, è già finita la nostra bellissima vacanza.. che si fa domani?-
-uhmm, una mezza idea per passare la serata ce l'ho..- dissi. Stavo pensando di andare nella discoteca del villaggio la sera e poi andare in spiaggia, a divertirci.
-non vedo l'ora allora, di solito le tue idee sono sempre fantastiche!-
-beh, insomma..- dissi, arrossendo.
-dai, andiamo a dormire, anche se tu sicuramente non hai sonno. Noi si invece, vero amore?- disse, toccandosi la pancia. Sorrisi, era dolcissima.
-dai si, andiamo a dormire che domani ci aspetta una bella giornata, anche abbastanza stancante.-. Lei prese sonno alle due e mezza, io alle quattro meno qualcosa, intanto provavo a ripetere alcune cose di matematica, per vedere cosa mi ricordavo. Forse furono proprio quelle a farmi venir sonno. ;)
***
La mattina ci svegliammo alle sette e mezza e a turno ci andammo a lavare e a vestire. Aspettammo sulle sedie a sdraio che si facessero vivi Simone e Francesco, quando alle otto e venti vedemmo che ancora non erano arrivati decidemmo di andare da loro. Silvia aprì la porta con la sua chiave e entrammo. Li trovammo che dormivano, tutti tranquilli.
-guarda che belli che sono..- disse lei a bassa voce. Mi misi seduta vicino a Francesco, lei si andò a sdraiare vicino al suo ragazzo.
-buongiorno.- gli sussurrai all'orecchio, lui aprì un pochino gli occhi e sorrise: -dai su, è ora di alzarsi, non vorrai passare l'ultima giornata di mare a dormire.-
-con te si, lo farei.- disse e mi baciò. Mi fece spazio e segno di sdraiarmi vicino a lui. Cercai di oppormi.
-e dai, solo cinque minuti.. ti prego.- disse, facendomi la faccia da cane bastonato. Non resistetti e mi misi vicino a lui che intanto mi abbracciava con un gran sorrisone in volto.
-ciao roscia...- disse Simone, ancora assonnato.
-ciao vicino di casa rompipalle!-
-dai, forza uomini di casa, alzatevi, lavatevi e vestiti, non abbiamo voglia di passarci l'ultimo giorno di mare al letto!!- esclamò Silvia. Subito le obbedirono e con un quarto d'ora erano pronti.
Facemmo una colazione veloce e poi andammo sul pedalò, avevamo voglia di farci un bagno al "largo". Facemmo avanti e indietro fra mare e piscina, io e quella matta della mia migliore amica andammo a fare i balli di gruppo in acqua, i nostri ragazzi invece giocarono a calcetto. Ci riposammo fino alle cinque e mezza, sotto gli ombrelloni, poi andammo in camera, dovevamo prepararci per la serata.
-ok, spiegaci che dobbiamo fare.- mi chiesero mentre andavamo in camera.
-stasera si va in discoteca e poi al mare, serata tutta dedicata al divertimento!-
-mi piace 'sta cosa!- esclamò Simone, sorridendomi.
-e come dovremo vestirci?- mi chiese Silvia.
-loro due si vestono come gli pare, io e te ora decidiamo... Simo, io e.te scegliamo quello che ci dobbiamo mettere e ci scambiamo di camera, va bene?-
-ok..-
-si però a lavarci ognuno in camera sua!- esclamò Francesco. Annuimmo e mi misi sopra la sua schiena, a cavallo.
-dai, andiamo.- gli dissi, dandogli i bacini sul collo.
-tu così mi distrai..- disse sorridendo, mentre stavamo andando in camera.
-e se il mio intento fosse proprio questo? Distrarti?-
-ahh, allora posso dire che ci stai riuscendo benissimo amore.-. Mi fece girare fino a prendermi in braccio e a baciarmi, poi ce ne andammo insieme dentro la doccia.
-come potrei desiderare un'altra se ho questo fiore di ragazza? Mi stupisci di volta in volta, sei incredibile.-
-si, anch'io non potrei desiderare di meglio, sei davvero fantastico.-
Uscimmo dalla doccia e mi misi un paio di pantaloncini con una maglietta per andarmene da Silvia, iniziai a cercare nell'armadio un vestito adatto alla serata con dei tacchi.
-niente costume?- chiese lui.
-no, le mutande con il reggiseno bastano per una volta!- dissi, facendogli l'occhiolino.
-ok, allora vorrà dire che dopo ci sposteremo da loro..- disse.
-eh quanto sei gelosoo!-
-no, è che tu sei mia, è diverso.- disse. Corsi ad abbracciarlo.
-vai da Silvia ora, ci vediamo dopo, dai.- mi disse, mi diede un piccolo bacio e mi lasciò andare, incontrai a metà strada Simone che stava andando da Francesco.
-alle otto e dieci vi passiamo a prendere, roscia.- mi disse, dandomi un bacio sulla guancia.
-vaa bene!-.
Bussai alla porta a vetri di Silvia che subito mi venne ad aprire.
-vieni, entra, mi aiuti un attimo?-
-si, dimmi tutto.- dissi, appoggiando i miei vestiti sul letto.
-che cavolo mi metto?-
-uhmm... aspetta, fammi vedere che ti sei portata.-. Andai a vedere i vestiti che aveva nell'armadio, erano tutti molto attillati.
-stringono tutti sulla pancia, non posso metterli...-
-a parte che non hai ancora tutta questa gran pancia, puoi metterli. Sai che fai? Metti questo top con le paillettes, i leggins neri e i sandali neri con i tacchi, è perfetto.-
-va bene. Tu che ti metti?-
-io? Il vestito uguale al tuo top e un paio di decolleté.-. Si avvicinò per vedere se le scarpe erano estive, subito mi diede l'ok.
-devo mettermi il costume?- mi domandò
-no, mutande e reggiseno bastano.-
-okay.-
Poi si truccò e mi truccò un pò, aveva usato tutti trucchi resistenti all'acqua.
-per sicurezza ci strucchiamo prima di entrare in mare però.-
-ovviamente Silvi.-

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