martedì 13 novembre 2012

Chapter 43. #New.

Fui svegliata con dei bacini lungo tutto il viso e il collo, e poi un "buongiorno amore" all'orecchio. Avevo un sorriso che mi partiva da un'orecchio e finiva all'altro.
-buongiorno..- sussurrai, poi lo baciai. Le sue dita intanto disegnavano il contorno del mio corpo, facendomi venire brividi di piacere. Ricambiai, anche lui era molto felice.
-magari tutti i risvegli fossero così..- dissi.
-già. Ma non lo puoi mai sapere cosa succederà fra qualche anno...-
-é vero.-. Continuai a baciarlo mettendo le mie mani nei suoi capelli, lui affondava le sue nelle mie fossette di Venere. Poi però guardai l'ora.
-merda, é tardi.-
-che ore sono?-
-le otto meno un quarto.-
-e che palle.. non possiamo dirgli di vederci per le otto e mezza?-
-noo, lascia stare, fidati! Dai alziamoci e vestiamoci prima che vengano loro qui.-. Con dieci minuti eravamo pronti tutti e due.
-grazie per la splendida notte e per il fantastico risveglio.- dissi, mi prese per i fianchi e mi strinse a se.
-ti amo Claudia, non dico altro.-
-anch'io ti amo, a volte anche troppo.-
-troppo amore non fa mai male.- mi rispose.
-ahahahaha, posso confermare che a volte è la miglior medicina. Posso farti una domanda?- gli chiesi.
-tutto quello che vuoi.-
-perchè ti piace così tanto l'argomento "mamme e bimbi"?-
-non sò, quando sento parlare di bimbi e neomamme mi vieni sempre in mente tu, è come se avessi un desiderio nascosto... non so spiegartelo.-
-penso di aver capito. Ma non credi che sia un pò troppo presto?-
-si, infatti per adesso mi limito solo ad immaginare... ma non nego che mi piacerebbe crescere i miei figli insieme a te.-
-tu non sai che dici secondo me.-
-io lo sò benissimo invece.-
-wow, sei il primo ragazzo che sento parlare di bambini, di solito evitano tutti l'argomento! Comunque anch'io non lo nego...-. Si accese un gran sorriso imbarazzato sul suo volto.
-va bene, dai, adesso andiamo perchè sennò Silvia ci si mangia.- disse per troncare il discorso.
Passammo una divertente giornata facendo lunghe camminate e nuotate, chiaccherando, insultandoci e ridendo. Dimenticammo tutti i nostri problemi e andammo avanti con il sorriso, dimenticandoci della realtà che ci circondava. Era una sensazione fantastica, era la libertà.
Anche io e Silvia iniziammo a fare amicizia con qualcuno, soltanto che decidemmo di non andare allo YoungClub del villaggio, ma piuttosto goderci quella settimana fra migliori amici, mentre Simone e Francesco andavano molto spesso a giocare a pallavolo o a calcio con altri ragazzi, lasciandoci sole.
Non sempre parlavamo, più che altro a me e lei bastava un'occhiata per capirci. Però avevo bisogno di raccontarle per filo e per segno tutto ciò che era successo da metà luglio fino a quel momento, dovevo confidarmi con qualcuno. Il venerdì riuscimmo a mettere in atto il nostro piano.
-stasera mandiamo Francesco a dormire da Simone, io vengo a dormire da te se ti va bene.- disse Silvia, capendomi al volo.
-perfetto, mi hai anticipato di qualche secondo perchè te lo stavo per proporre io.-
-oh beh Claudia, io penso che mi devi spiegare un pò di cosette, non puoi sempre scappare. Oggi non mi sfuggi.-
-va bene, va bene, d'accordo, oggi si parla. Anche perchè ho un ardente bisogno di parlarti.-
-si, si vede.-.
A cena diedi io la notizia ai ragazzi. -chicos, sentite.. io e Silvia abbiamo bisogno di una serata fra amiche, vi dà qualche problema dormire insieme stanotte?-
-serata fra amiche? Woow, c'è aria di mistero qui.. comunque per me va bene.- disse Simone.
-sisi, anche per me va bene, tranquille.- disse Francesco.
-chi sfrattate?- sbottò Simone.
-lui.- disse Silvia guardando Francesco.
-ahh, gentili.- esclamò Francesco.
Dopo lo spettacolo Francesco entrò un attimo nella nostra stanza a prendersi il pigiama e il cambio per il giorno dopo.
-fate le brave.- disse e mi diede un bacio.
-anche voi eh, mi raccomando.-
-buonanotte amore.-
-buonanotte.- dissi e lo accompagnai alla porta, uscì lui e entrò Silvia.
-wow, già sei qui.-
-ovvio, non volevo arrivare in ritardo la sera in cui hai deciso di parlarmi. Magari poi cambi idea...-
-giusto, hai fatto bene.-. Ci mettemmo il pigiama e ci sedemmo sul letto una di fronte all'altra.
-e allora sorellina, mi dici che ti succede? Sogni costantemente ad occhi aperti, mi parli in spagnolo, hai un sorriso troppo strano... spagnolo per la testa?-
-già.-
-ti ci senti ancora?-
-ovviamente, e chi lo lascia andare ora!- esclamai.
-beh, in effetti. E come parlate non hai la connessione...?!-
-lettere. Me la invia insieme a quella di Julieta.-
-ahh, ho capito. Wow, sei riuscita a far scrivere a un ragazzo un qualcosa su un pezzo di carta, fantastico!-
-si, quando gliel'ho proposto ha accettato subito.-
-e già per questo dovresti adorarlo... ah no, dimenticavo: te ne stai già innamorando, questa è un'ulteriore conferma che anche lui sembra interessato a te.-
-ecco, appunto. Non è normale questa cosa, io amo con tutta l'anima Francesco, stò benissimo con lui e poi che c'è? Penso ad un altro.-
-capita.-
-bella consolazione, Silvia.- dissi sarcastica.
-beene, e che ti ha scritto su questa lettera?-
-mi ha proposto di fare da settembre delle webcam anche con Julieta così ci conosciamo meglio, io imparo lo spagnolo e lo pratico un pò e gli insegno un pò d'italiano.-
-ah, beh è una bella cosa. Cerca di metterle quando non c'è Francesco sennò lui scopre tutto in un attimo!-
-dici?-
-e direi! Già così sei strana, se ti vede parlare con lui e fissarlo come penso che farai quello capisce subito che c'hai le idee un pò confuse.-
-forse è meglio se evitiamo.-
-si, infatti.-
-però tu ci sarai una volta ogni tanto, vero?-
-mi sembra giusto, amica. Voglio conoscere i ragazzi che ti stanno facendo diventare una spagnola D.O.C., voglio anche capire se vale la pena innamorarsi di Lucas o se invece è tutto un grandissimo errore.-
-tanto un grandissimo sbaglio lo è comunque, non dovrei provarci con uno quando sono già impegnata.-
-non ci stai provando, provi solo un certo interesse e perciò ti "informi".- disse, facendomi l'occhiolino. Mi scrutò bene: -non è tutto, vero?- mi chiese.
-no. Julieta mi ha proposto di fare uno scambio culturale fra amiche l'anno prossimo, io subito le ho detto di si senza chiedere niente a nessuno, e ho iniziato a fantasticare su quella settimana che passerò a Siviglia. Ma a fantasticare sul serio, mi immagino i luoghi che visiteremo e che le farò vedere, i dialoghi, le persone, le scene...-
-ahh, i famosi film mentali. Sicuramente in mezzo c'è anche Lucas, o non è vero?-
-si, c'è soprattutto lui. È bellissimo sognare in questo modo, mi mette sempre il sorriso, sono contenta.-
-cuidado con los sueños, no te ilusionar demasiado!- esclamò. Mi aveva detto di stare attenta con tutti quei sogni, di non illudermi troppo.
-lo sò, infatti cerco di tenerli un pò a bada.-
-vedo, ma non riesci a nasconderli più di tanto per quanto tu ti stia sforzando. Diciamocelo, sei nella merda ragazza mia.-
-si, diciamocelo...-
-okay, archiviamo per un attimo il discorso Spagna e parliamo d'altro. Per esempio de...-
-per esempio di te e Simone. Non mi avete detto più niente, insomma sono o non sono la vostra migliore amica?- dissi interrompendola. Non avevo voglia di parlare del bacio di Tommaso, cercavo di posticipare quel discorso il più possibile.
-ah, io e Simone.. va alla grande, non potrei desiderare altro!- esclamò tutta felice.
Un sorriso si fece largo fra le mie guance. -racconta, dai.-
-no.- disse.
-come no!? Che vuol dire no?-
-vuol dire che forse è meglio se non lo sai....-
-ma come? E dai, anch'io ti ho detto cose che in teoria dovevo tenermi per me.-
-tanto te lo devo dire lo stesso.. ok.- disse, prendendo un respiro: -Cla anch'io sono nella merda. Penso di essere... penso di essere...-
-pensi di essere??- ma avevo capito ormai: -lo dico io o me lo dici tu??-
-forse sono incinta.- sussurrò
-bene. Sei 'na deficiente, lo sai?-
-si.-. L'abbracciai.
-ma?-
-ma nonostante mi sia messa in un casino più grande di me sono felice. L'idea mi rende felice, porca merda.-
-diventare genitori è sempre una bellissima cosa. E senti, hai già fatto il test?-
-no.-
-allora perchè trai soluzioni azzardate?-
-perchè il mio ciclo sono già due volte che non viene.-
-ah. Lui lo sa?-
-non ho avuto il coraggio di parlargliene.-
-meglio così. Dai su, vieni con me.- dissi, portandola in bagno. Presi un test di gravidanza che per sicurezza portavo sempre con me, anche se sapevo che non ci sarebbe mai servito.
-perchè hai un test di gravidanza?-
-perchè controllare una volta ogni tanto non fa mai male. Posso vedere la pancia?-. Non ci avevo fatto caso più di tanto in quei giorni, non mi ricordavo se ce l'avesse un pochino gonfia. Vidi un leggero gonfiore. -fai 'sto test, sbrigati.- dissi. Aspettammo cinque minuti poi guardammo il risultato.
-che vuol dire?-
-vuol dire che adesso arrivano i problemi.-
-é...é positivo?- disse, sorridendo.
-già.-
-non posso credercii!- esclamò. La guardai alzando un sopracciglio. Vedendola sorridere in quel modo sorrisi anch'io. Poi mi abbracciò, emozionata.
-sono contenta per te, migliore amica!- le dissi.
 -è fantastico!-
 -ma allo stesso tempo un casino.-
-si, un gran casino.- mi fece eco.
 -bene... penso che oggi si concluda così il nostro pigiama party.- dissi.
-perche??-
-perchè forse è il caso di chiamare Simone e dirglielo.-
-ah, si. Però per favore, rimanete anche tu e Francesco. Ho paura..-
-è ovvio che ora tu abbia un pò di paura... tranquilla, se conosco Simone all'inizio ci scherzerà sopra, poi ci si dispererà ma alla fine sarà felice. E poi ci sono io con te.-
-giusto.-. Si mise una mano sul ventre, guardandolo e sorridendo. Prese la mia mano e la mise sopra alla sua, poi ci scambiammo un'occhiata emozionata. Mi asciugai una lacrima, poi dissi: -vado a spiegare a Francesco cos'è successo.-
-okay.- Mi misi una canottiera al posto della maglietta del pigiama e andai a chiamare Francesco.
Mi stupii di trovare davanti alla porta Malena e Gaia che salutavano i ragazzi. Gaia mi vide e prese un'iniziativa che forse era meglio che non prendesse. Baciò Francesco, guardandomi con aria di sfida. Lui ancora non mi aveva visto, vidi con mio gran piacere che non ricambiò il bacio e fece di tutto per allontanarla.
-ma che sei impazzita??- chiese Simone. Mi notò.
-cretina, non provarci mai più.- disse infuriato Francesco, io ormai ero vicina a loro.
-è solo una povera zitella in cerca di fidanzato, però di tanti ragazzi che ci sono in giro ha scelto il mio. Ebbene troietta da quattro soldi, sono qui, puoi sfidarmi ora visto che è dal primo momento in cui ci siamo incontrate che mi odi. Cosa vuoi?-
-tu, non provare a chiamarmi troia. Ma come ti permetti!-
-mi sono permessa come tu hai baciato il mio ragazzo.-
-ok ragazze, basta. Finiamola qui.- disse Francesco.
-andatevene che qui abbiamo questioni più importanti di cui parlare.- dissi, squadrando Simone, lui mi guardava con aria confusa. Vidi Malena avvicinare il suo viso a lui, la presi per un braccio e l'allontanai.
-ehi ma che fai?-
-fuori di qui, immediatamente.- ordinai a tutte e due. Se ne andarono lanciandomi insulti a cui diedi poco conto.
-certo che a voi non vi si può lasciare un attimo soli che vi saltano le iene addosso. Certo pensa se Silvia avesse visto Malena avvinghiata a te, le avresti fatto prendere uno spavento incredibile, cosa che soprattutto ora che é i... ops.- dissi, mi stavo facendo sfuggire troppe cose.
-che è Silvia? Continua la frase.- chiese impaziente Simone, non gli era sfuggito niente.
-specialmente ora che è così Innamorata di te!- finsi.
-ahh.- disse lui, poco convinto.
-com'è che tu alle due e un quarto di notte gironzoli ancora per le stanze?- mi chiese Francesco.
-eh, perche?! Perchè io e Silvia avevamo qualcosa di bello da dirvi, soltanto che mi avete fatto venire il malumore. A proposito, non ve ne uscite con lei di questa storia delle ragazze, e tu- dissi, squadrando Francesco: -tu vatti a lavare subito la bocca o non riceverai mai più un bacio da me.-
-agli ordini.- disse, andando in bagno.
-è successo qualcosa?- mi chiese Simone.
-ora lo scoprirai.-
-mi devo preoccupare?-
-forse. Tu inizia ad andare, io aspetto Francesco.-. Lo vidi andare verso la nostra stanza, intanto Francesco chiudeva la porta a chiave.
-ma che è successo?-
-Silvia è incinta e vuole che ci siamo anche noi quando lo dice a Simone.-
-coosa?! È incinta?-
-si, la devi vedere, è felicissima. Ma silenzio fino a che non l'ha detto, ok?-
-si si, va bene.-. Andammo a sederci insieme agli altri sul nostro letto, Silvia si scambiava sguardi felici con Simone, a noi lanciavano occhiate preoccupate.
-forza, dai, diteci cos'è successo e perchè avete questo sorrisone stampato in viso.- disse Simone.
-okay.. Silvia, a te la parola.- dissi. Lei mi fulminò con lo sguardo.
-bene... Simo penso che ci siamo lasciati trasportare forse un pò troppo da questo nostro amore... tanto che abbiamo dato vita a un...-
-cosa?- chiese lui, confuso. Andai a prendere il test di gravidanza in bagno e glielo porsi.
-forse questo può chiarirti le idee. Silvi, aiutalo.-
-dopo tu mi spieghi perchè avevi un test di gravidanza nel beauty case.- sussurrò al mio orecchio Francesco.
-s-sei incinta?- le chiese, guardandola negli occhi. Era un misto di stupore, felicità e tristezza.
-si.-. Lui l'abbracciò e la baciò.
-mi aspettavo una reazione diversa..- disse lei.
-si, anche noi.- disse Francesco, stringendomi a se.
-diventeremo genitori?-
 -già.-. Li abbracciammo, facendogli le congratulazioni. Simone le mise una mano sulla pancia.
-da quanto è qui dentro?-
-se aspetti un attimo te lo diciamo.- dissi io: -Silvia, vieni con me di nuovo, dai.-. La portai in bagno e le diedi un altro test di gravidanza, questo diceva anche da quanto eri incinta.
-e lui?-
-lui ti dice di quante settimane è il marmocchio.-
-ahh.-. Fece anche quello però poi controllò con Simone l'esito.
-cinque\sei settimane.- disse lei.
 -wow, sono quasi due mesi... noi ne abbiamo fatti adesso tre insieme.-
-noi abbiamo fatto due anni e tre mesi, bello.- gli disse e si diedero un lungo bacio.
-e noi a quanto stiamo?- mi chiese Francesco. Erano quasi due anni e nove mesi.
-dimmelo tu.-
-due anni e nove mesi quasi, giusto?-
-si.- risposi e lo baciai. I miei migliori amici si rimisero seduti vicino a noi, felici più che mai.
-bene, ora però ci sono da valutare i pro e i contro, ragazzi.- disse il mio ragazzo.
-si. Avere un bambino è un bell' impegno, a sedici anni ancora peggio!-. Ci guardarono, attenti.
-dovete dirlo alle famiglie.- disse Francesco.
-guadagnare qualcosa, dovete mantenerlo il bimbo.-
-per un certo periodo puzzerete di latte e avrete a che fare con pianti, pappette e merda, tanta merda.-. Risero.
-dovrete restare sempre uniti, una bella famiglia è quella unita, ricordatevelo.- suggerii.
-ma non corriamo troppo e pensiamo ai primi mesi della gravidanza. Primo: Silvia non affaricarti.-
-secondo: Simone, non farla arrabbiare o innervosire...-
-smettetela, mi state mettendo paura...- disse lei.
-zio Francesco e zia Claudia, mica male!- esclamò Simone.
-ecco, una cosa ora ve la chiediamo noi: di non abbandonarci mai. Succeda quel che succeda noi dobbiamo sempre essere insieme.- dissero.
-mi sembra giusto.- disse Francesco.
-ovviamente non vi lasceremo, ma vi pare possibile? E poi state per dare alla luce nostro nipote, perchè dovremo lasciarlo senza zii?-
-ah boh, che ne sò, magari succede una qualsiasi cosa e decidete di trasferirvi da qualche altra parte, abbandonando tutto e tutti.- disse Simone, squadrandomi. La Spagna, ecco il suo problema. Silvia gli diede una gomitata.
-oddio Simò, non me ne andrò a vivere in Spagna almeno per i prossimi dieci anni, stai tranquillo! Voglio stare qui e vedere come crescerà vostro figlio, i figli di Laura, voglio continuare a stare con i miei migliori amici e il mio ragazzo, voglio laurearmi, stare in pace! Basta con questo discorso!-. Simone odiava l'idea che io un giorno mi sarei trasferita in Spagna, quando ne aveva l'occasione me lo rinfacciava, facendomi sentire in colpa.
-beh, si, abbiamo varie rinunce da fare e vari sforzi, ma sento che ce la faremo, vero amore?-
-si, giusto.-
 -ne siamo sicuri anche noi che ce la farete, ce l'avete sempre fatta.- dissi: -Silvietta bella, ora vuoi tornartene in camera con il tuo fidanzato e godervi questa bella notizia oppure dobbiamo parlare d'altro nel pigiama party?-
-regà, sò le tre e mezza di notte, forse è il caso che ce ne andiamo tutti a dormire, no?- disse Simone sbadigliando. A ruota sbadigliammo tutti.
-uhmm si, ha ragione lui... rimandiamo a domani la nostra conversazione, ok?-
-vaa bene. Adesso tornatevene in camera vostra, penso che avrete varie cose di cui parlare.- dissi.
-ci stai per caso cacciando via, roscia?- chiese Simone
-si.- esclamammo io e Francesco, ridendo. Ci salutarono e andarono nella loro stanza, lei in braccio a lui.
-che carini però.- dissi.
-si. Bisogna però dire che si sono rovinati l'adolescenza.-
-si, è rimasta incinta troppo presto. Però se loro sono contenti..!-
-si, infatti.- mi guardò negli occhi, mi persi in quell'immensità verde. Poi mi iniziò a dare lunghi e appassionanti baci.
-e allora.. che hai deciso di fare?- gli chiesi, provocandolo un pò.
-stare un pò con la mia ragazza, non si può fare?-
-oh, si che si può fare!-. Spense la luce e continuò per un altro pochino, poi mi fece appoggiare la testa sul suo petto e mi prese la mano sinistra, giocando col mio anello.
-sono contento che tu lo porta sempre al dito, non sai nemmeno quanto significa per me.-
-per me significa tantissimo, non ho intenzione di toglierlo, tranne che per andare in spiaggia. Senza di quello la mia mano è strana, come la mia vita senza di te.-
-ma io sono qui.-
-lo so. Sai, alla fine sono contenta che prima quella Gaia ti abbia baciato. Ora stiamo pari, non ci dobbiamo sentire in colpa.-
-ah. Io invece sono ancora schifato dal suo gesto, come si permette?-
-troppa confidenza, ecco. Tu e Simone le avete stregate.-
-pensi? Io invece sono stato stregato solo da una persona, quella persona che adesso è ad un centimetro dal mio volto.-. Mi allungai e lo baciai.
-si, anch'io. Forse questa è l'occasione buona per far mettere un pò la testa a posto a Simone.-
-si, lo spero.- disse e ridemmo: -ma tu che ci facevi con tutti quei test di gravidanza nella borsa?-
-una ragione di sicurezza, tutto qui.-
-no, non è tutto qui. Sei incinta anche tu?-
-che?? Spero scherzi Frà! Ma assolutamente no! È solo che ultimamente devo controllare, da quando abbiamo deciso di lasciar perdere con le protezioni, di fidarci veramente l'uno dell'altro. C'è stato un falso allarme a giugno, da quel momento ne tengo sempre due con me.-
-un falso allarme? Non mi hai detto niente.-
-non te l'ho detto proprio perchè era un falso allarme. Che ti dovevo far preoccupare a fare?-
-premuroso da parte tua.-
-in realtà siamo stati coraggiosi tutti e due a esporci a questo rischio, non è da tutti.-
-i nostri migliori amici hanno preso questa decisione fin da subito.-
-si, ho capito. E guarda ora come sono andati a finire. Noi almeno stiamo attenti anche in questo modo.-
-Secondo me non si sono ben resi conto della situazione, l'hanno presa troppo bene.-
-ma noo, dai, Silvia se n'era accorta già da un pò solo che non aveva fatto il test perchè non voleva essere sola mentre lo faceva. Simone ha reagito in modo diverso da come mi aspettavo, ho solo visto che entrambi sono felicissimi e pronti a tutto.-
-è stupendo tutto questo. Prima mi sono emozionato quando me l'hai detto!-
-noi invece ci siamo messe a piangere quando abbiamo visto il test positivo. Di gioia naturalmente.-
Controllò l'ora sul cellulare, le cinque meno un quarto.
-forse è il caso che dormiamo un pò amore, che ne pensi?-
-tu se vuoi dormi, io non ho sonno.- dissi.
-di sonno non ne ho molto neanch'io, però avrei un'idea sul come impiegare questo tempo..- disse, baciandomi.
-io anche.... andiamo a farci un tuffo?-
-eh? Stai scherzando spero!-
-no, sono serissima. Ho voglia di farmi un bagno e una passeggiata, magari di vedere l'alba. Poi domani passiamo tutta la giornata a dormire, che ne pensi?-
-penso che sei pazza, ma che mi piace l'idea. Mi piace ancor di più se andiamo solo io e te.-
-ovvio che si.- mi alzai e andai a prendere il costume con un paio di pantaloncini e una maglietta, seguita da Francesco.
-fa un caldo incredibile, domani si supereranno sicuramente i quaranta gradi.- disse.
-appunto, noi ce ne stiamo a dormire, poi ad una certa ora andiamo di nuovo a bagnarci.-
-buona idea.- Lo presi per mano e percorremmo zitti zitto la stradina che conduceva alla spiaggia. Decidemmo però di andare verso una spiaggia libera, per evitare di aver problemi con il villaggio.
-sai, ho sempre desiderato andare al mare di notte. È ancor più bello che di giorno, non c'è nessuno, puoi vedere l'aurora, è il mio tipo di serata romantica.- dissi.
-una notte in spiaggia? Davvero? Non pensavo ti piacesse così tanto.-.
-dai, ti prego, andiamo a divertirci!- esclamai togliendomi i vestiti, poi andai verso le acque fresche del mare e mi tuffai. Riuscii fuori per andare a prendere Francesco, che mi guardava felice seduto a riva. Mi prese in braccio e entrammo in acqua, fra schizzi e baci appassionanti, facendo lunghe nuotate mano nella mano.
Ce ne tornammo in camera alle sette e venti, quando il villaggio iniziava a popolarsi. Ci facemmo una doccia e ci buttammo nel letto, stanchi morti.

Nessun commento:

Posta un commento