giovedì 8 novembre 2012

Chapter 42. #New.

Ero in macchina con mio zio, ero eccitatissima, non vedevo l'ora di rivederli!
Mi lasciò davanti all'entrata principale dell'aeroporto, presi la valigia e la borsa, lo salutai e entrai, dirigendomi verso gli "arrivi". Iniziai a guardarmi intorno, molto presto trovai l'autista della navetta che ci avrebbe portato all'albergo grazie al foglio con scritto il mio cognome.
-buongiorno, la signorina La Rocca sono io.- dissi.
-ahh buongiorno! Ehm... non dovevate essere in quattro?-
-sisi, adesso arrivano anche gli altri.- dissi e andai a guardare lo schermo dei voli. Trovai subito il volo Roma-Cagliari che era previsto che atterrasse alle 10:20, ma aveva avuto un ritardo di cinque minuti.
Alle undici meno venti finalmente li vidi uscire dalla grande porta scorrevole con i loro bagagli, subito gli corsi incontro, abbracciai Francesco e poi gli altri due.
-voi non sapete nemmeno quanto mi siete mancati!- esclamai contentissima. Francesco mi baciò, mi mancava sentire il sapore delle sue labbra.
Andammo dall'autista che ci fece sedere nel pullmino che avevamo prenotato e con poco più di un'ora, fra chiacchere e musica, arrivammo a Villasimius. Il nostro villaggio si chiamava "La Serenissima'.
-eccoci arrivati.- disse l'autista, aiutandoci a scendere e a scaricare i bagagli.
-grazie.- esclamammo, lo pagai.
-grazie a voi, buona vacanza!-
Io e Silvia andammo subito alla reception dell'albergo per farci dare le camere e spiegare un pò come funzionava la struttura.
-allora ragazze, le camere non sono ancora pronte, ripassate verso le due e mezza, okay? Intanto potete dare un'occhiata in giro, farvi assegnare il tavolo al ristorante sulla spiaggia, farvi assegnare gli ombrelloni e i lettini, da mezzogiorno e mezza potrete mangiare, adesso vi dò le due tessere che serviranno per usufruire dei servizi del bar, nei negozi potete tranquillamente pagare con i contanti. Per ricaricarle dovete tornare qui. Ah ecco, questi sono i vostri teli da mare, li potrete lasciare tranquillamente in spiaggia sui vostri lettini, se si sporcano oppure volete cambiarli basta solo che tornate qui e ve li cambiamo subito.- ci spiegò la hostess.
-ok.- disse Silvia.
-d'accordo. Allora verremo più tardi per le camere.-
-si, tranquille, per quell'ora sono pronte. Buona permanenza!- ci rispose gentilmente.
-ah, i bagagli?- chiese Silvia, mi ero dimenticata di chiederlo.
-i bagagli potete lasciarli qui, un fattorino ve li farò trovare nella stanza, mi servono solo i vostri cognomi.- disse. Le demmo il mio e quello di Silvia, la signora li scrisse su degli adesivi e li attaccò su quelle nostre e dei nostri ragazzi. La ringraziammo e tornammo da loro.
-tutto a posto?- ci chiese Francesco.
-si, le stanze ce le danno alle due e mezza.-
-adesso possiamo andare a farci un giro e a mangiare qualcosa, anche perché io ho una certa fame!- esclamò Silvia.
-e le valigie?- domandò Simone.
-le lasciamo qui e ce le fanno trovare in camera dopo.- dissi.
-ok, allora andiamo!- esclamò Francesco. Prendemmo i teli mare e ci dirigemmo verso la spiaggia, almeno li avremmo posati sul lettino.
Ci diedero gli ombrelloni in seconda fila, vicini, posammo gli asciugamani e presi Francesco per mano, pronta per bagnarmi i piedi. Silvia e Simone ci seguirono subito.<br>
L'acqua era trasparente e calda, il mare era calmo e di un turchese fantastico. Era un sollievo mettere i piedi lì dentro. <br>
Lo guardai negli occhi e lo baciai,sentivo davvero il bisogno di farlo. Ma forse esagerai visto che Simone e Silvia iniziarono a tossire e a schiarirsi la gola. Ma per me in quel momento c'era solo Francesco.
-forse è meglio se continuate questa interessante conversazione da un'altra parte, direi che questo non è proprio il posto adatto.- disse Simone prendendoci in giro.
-shhh!- gli risposi, sorridente.
-forse però hanno ragione.- disse Francesco.
-ah, anche tu la pensi come loro? Bravoo.-
-prometto che mi farò perdonare!-
-ah si? Beh, non ne ho dubbi, le buone idee a te non mancano mai.- gli dissi dolcemente.
-vaa bene, scusate se vi interrompo ma la mia pancia stà brontolando da morire, è quasi l'una e mezza, forse è il caso di andare a mangiare!- esclamò Silvia. Si, in effetti anch'io iniziavo ad aver mal di pancia.
-dai, andiamo.- dissi. Salimmo le scalette della spiaggia che ci portavano all'interno del villaggio e andammo subito al ristorante, ci misero tutti insieme nel tavolo con una stupenda vista mare, era bellissimo il panorama da lì.
-insomma, sei allegra oggi.- mi disse Simone.
-scusami eh, è agosto, sono finalmente in vacanza e vi ho ritrovati, non vedo il motivo per il quale dovrei essere triste.-
-giusto. Racconta che hai fatto in queste settimane.- disse Silvia, mangiando.
-studio, babysitter a quei bimbi, uscite con i miei cugini e con qualche amico, studio, aiutare nonna a casa, prove di canto... le solite cose.-
-non mi starai diventando un genio in matematica amore?-
-ah boh, può essere, la mia testa è piena di regole e di definizioni in questo momento. Tu Silvi come va con latino? Ci stai capendo qualcosa?-. Silvia era stata rimandata in latino nonostante avesse 5,8.
-pare bene per adesso. Le cose le capisco, le traduzioni mi vengono...-
-chi ti ha aiutato?-
-loro...!- disse. Guardai prima Simone e poi Francesco, mi venne da ridere.
-da loro? Ti sei fidata? ahahahah-
-ahahaahaha, si, mi sono fidata, spero di non essermi sbagliata però!-
-dopo ci vendicheremo di questo, ve lo assicuriamo!- esclamò Simone.
-challenge accepted!- esclamai. -voi invece che avete fatto?-
-noi? Ripetizioni a questa capra, siamo usciti un pò, andati in piscina, dormito..- disse Francesco, facendo l'occhiolino a Silvia.
-ahh, capra io? Beene, Claudia dopo ammazzo al tuo ragazzo.-
-ah, ti aiuto se vuoi.- scherzai e lo baciai.
-sei stronza a volte amore, lo sai?-
-si che lo sò.-
-non c'è molto da fare in estate a Roma, se non ci fossero stati loro io mi sarei già suicidato da tempo!- disse Simone.
-ehh esagerato!!- gli risposi.
Finimmo di mangiare alle due e un quarto, andammo subito in reception a prendere le chiavi delle stanze.
-Allora... La Rocca Claudia stanza n°2235, Sallustio Silvia la stanza n°2243. Non siete proprio vicinissimi, a qualche isolato di distanza, la prima è al primo piano mentre la seconda è al piano terra. Ecco questa è la mappa del villaggio, appena uscite dalla reception dovete andare a sinistra, i vostri bagagli sono già nelle stanze. Non mi resta che augurarvi un buon soggiorno e una buona vacanza. Ecco, queste sono le chiavi.- disse la hostess, la ringraziammo e ci mettemmo alla ricerca delle stanze. Per prima trovammo quella di Simone e di Silvia, entrammo due secondi per vederla.
-va bene, vi lasciamo un pò soli, andiamo alla ricerca della nostra camera ora. Ci vediamo per le quattro e mezza da noi, va bene?- gli dissi.
-va bene, ci vediamo dopo!!- esclamarono, Francesco mi prese per mano e girammo per cinque minuti fino a che finalmente non trovammo la camera.
-eccoci.- dissi, aprendo la porta. Era carina, i muri davano su un pesca molto chiaro, i mobili erano azzurrini con disegni sardi, il bagno aveva sia vasca che doccia, il letto era poco più grande di uno matrimoniale qualsiasi. C'era un comò e uno specchio, un armadio bello grande. Posai la borsa sul comò e abbracciai Francesco.
-un sogno che si è realizzato.-
-si, programmavamo da troppo tempo di andare in vacanza insieme. Ce l'abbiamo fatta finalmente.-. Lo baciai, lui andò a chiudere le tende e la porta, si era capito che volevamo rimanere un pò soli. Ci buttammo su quel lettone e continuammo a baciarci e a coccolarci.
-mi sei mancata.- disse fra un bacio e un'altro.
-tu anche, troppo. Era strano non sentirti più accanto a me, dormire in un letto matrimoniale senza nessuno vicino. Ultimamente mi ero abituata a passar con te anche la notte.-
-oh si, anch'io mi ero abituato.-
-ma ora sei qui, è questo l'importante.-
-vedo che mi ami, questo è ancor più importante.- disse
-ti amo.- gli sussurrai all'orecchio. Stettimo abbracciati a parlare o solo a scambiarci carezze e baci fino alle quattro e venti, poi ci andammo a mettere il costume.
-il pattinaggio ti fa bene a te, molto bene.- disse guardandomi da capo a piedi mentre mi sistemavo il costume. Mi girai verso di lui e alzai un sopracciglio.
-che?-
-ho detto che il pattinaggio ti fa...-
-ho capito che mi hai detto.- lo interruppi -ma la tua frase non ha alcun senso logico.-
-tu dici? Io dico che sei stupenda.- arrossii, tanto.
-io dico che sei un grandissimo bugiardo.-
-no, lo sai bene che è la verità.- mi prese per i fianchi e mi tirò a sé. Sentimmo bussare alla nostra porta a vetri.
-eccoli.- dissi.
-tempismo perfetto come al solito...- borbottò infastidito.
-e dai, abbiamo tutta la sera per noi...- dissi e lo baciai, poi andai ad aprire.
-ciaoo!- esclamò Silvia: -Clà, perchè stai ancora in costume?-
-si, ora mi metto un paio di pantaloncini e una canottiera...- dissi, vestendomi in fretta e furia.
-la colpa è un pò mia se lei stà ancora così.- disse Francesco.
-non ne avevo dubbi, Frà!- esclamò Simone.
-beene, ora possiamo andare!- dissi
Attraversammo praticamente tutto il villaggio, non trovavamo la strada per arrivare alla spiaggia.
Arrivati in spiaggia io e Silvia ci mettemmo a prendere il sole mentre Simone e Francesco andarono a giocare a calcio con altri ragazzi.
-comunque tu non mi convinci.- disse Silvia.
-che? Cosa ho fatto?-
-mmm... sembra come se ti sentissi in colpa per qualcosa e se stessi sognando, forse troppo. ¿que pasò en estos días, nena?-. Ecco, con due secondi mi aveva sgamato. E poi se ne era uscita con un "che è successo" in spagnolo che poteva davvero evitare.
-ah ah... Spagna, vero? Ci avrei scommesso.-
-Silvi, adesso non ne ho voglia di parlarne però.-
-vaa bene, sarai tu allora a dirmi quando vorrai parlarne, io sono sempre pronta ad ascoltarti lo sai.-
-grazie.- le dissi. Il mio sguardo andò un attimo a Francesco. Forse era meglio se non ci fosse andato.
-ma che cazz...?!- mi uscì dalla bocca.
-che c'è Cla?-
-no, io dico, ma ci sono troie ovunque?- non mi trattenevo più. C'era una che si stava abbracciando il MIO fidanzato.
-e chi è quella?- disse lei, guardando Simone. Anche lui aveva una ragazza avvinghiata al collo. Ci guardammo un attimo e poi scattammo in piedi, corremmo fino al raggiungerli.
-ciao.- disse Silvia. Facemmo un sorriso finto, fulminando con lo sguardo tutti e quattro. Le due ragazze fecero una smorfia.
-ah ecco. Gaia, Malena, loro sono le nostre ragazze, Silvia e Claudia.- esclamò tutto felice Simone, sentivo Silvia che stava per scoppiare da un momento all'altro.
-ah ciao.- dissero scocciate loro. Tenevano per il fianco i nostri fidanzati.
Decidemmo di marcare il nostro territorio, perciò entrambe gli andammo a dare un appassionante bacio, poi squadrammo a quelle due. Ci guardarono indispettite.
-beh, noi allora andiamo.- disse una, penso Malena, quella che stava vicino a Simone.
-si. Ci vediamo stasera semmai.- disse Gaia, quella che due minuti prima era avvinghiata a Francesco.
-ciao!- le salutarono loro. Io e Silvia li guardammo in cagnesco e andammo a farci un bagno per far sbollire la rabbia.
-'ste stronze! Mi hanno rovinato la giornata!- esclamò lei.
-si. Loro anche però non sono da meno, non hanno esitato nemmeno un momento ad abbracciarsele e a sbaciucchiarsele.-
-già.-.  Mi sentii avvolgere da un abbraccio da dietro, cercai di staccarmi.
-lasciami stare.- dissi. Ci ero rimasta male.
-mai.- mi rispose.
-si, come no. Torna da quella Gaia, ti aspetta.-
-smettila Clà di dire 'ste cazzate.-. Andai sott'acqua, lui mi seguì tenendomi per la caviglia.
-falla finita.- dissi. Il guaio? Mi venne da ridere. Ma dai, eh no! Dovevo fare la seria, non potevo scoppiare a ridergli in faccia. Rise anche lui, sollevato.
-ahh, allora ho qualche speranza di essere perdonato.-
-mmm, non saprei. Non ci giurare.- dissi.
-mi fai impazzire ancor di più quando sei gelosa.-
-e certo, tu impazzisci perchè ti diverte il fatto che io sia gelosa mentre io soffro nel vederti nelle braccia di un'altra, oltretutto che hai appena conosciuto!Anche se poi in questo momento io non sono la persona adatta a fare questo genere di prediche...- ma che stavo dicendo? Lasciando il discorso in sospeso l'avevo incuriosito ancor di più. Bene, era arrivata l'ora di dirgli di Tommaso.
-perchè non sei la persona adatta?-
-ehmm...- ero nel panico totale. Non sapevo come dirglielo, avevo paura reagisse male.
-oh, Claudia, che c'è? Mi devo preoccupare?-
-te lo dico, ma tu devi promettermi che non ti arrabbi.-
-spara.-
-ho baciato uno al paese di mia nonna. Questo mi chiedeva da tempo un appuntamento, io gli dicevo sempre di no e una volta ho accettato l'invito a prenderci un gelato solo perchè così me lo toglievo da mezzo. Alla fine ci siamo dati un bacio, se così si può definire visto che ci siamo appena sfiorati. Devo dire che ero schifata, sia da lui, sia da quello che avevo fatto. Non sò sinceramente cosa mi era preso in quel momento, ma ti giuro che non ho smesso mai un secondo di pensare a te. Forse è proprio questo: pensavo di avere te davanti quando invece avevo solo un ragazzino rompipalle. Scusami, davvero, non volevo.-. Mi guardò, era un misto fra l'arrabbiato e il sorpreso. Non sò perchè ma iniziai ad avere paura. Una paura insensata visto che  conoscevo a memoria le sue reazioni. Non era un tipo violento.
-ah.-
-prendimi a parolacce, a pugni, fai quello che ti pare, me lo merito.- dissi.
-no. Voglio solo sapere: ti è piaciuto?-
-no.- risposi secca. Mi stupii di sentire le sue labbra sopra le mie che si scambiavano un bacio appassionante.
-eh... non me l'aspettavo questo...- dissi.
-shhh, basta parlare Claudia. Facciamo solo danni. Godiamoci questa settimana che abbiamo tutta per noi, poi torneremo a discutere quando saremo a Roma. O forse staremo zitti anche li. Capita, una cotta improvvisa. Ma quando hai detto quel "no" ho capito che facevi sul serio e che non c'era motivo di tenerti il muso.- mi baciò di nuovo. Capii in quel momento che dovevo stare all'erta, aveva reagito troppo bene, significava che stava preparando la sua vendetta. Mi sarei dovuta aspettare di tutto, ne ero consapevole.
-ti stai per vendicare, lo so.-
-no, in realtà no. Voglio stare con te e basta. In questo momento nella mia mente ci sei solo tu, non ci sono preoccupazioni o quant'altro. Solo tu.-
-già. Io amche mi sono tolta un gran peso raccontandoti tutto, nonostante un pò faccia male. Ma volevo che lo sapessi da me e non da qualcun altro, magari in occasione del concerto.-
-ah, ci sono testimoni.-
-si, possono confermarti quello che ti ho detto e anche quello che è successo dopo. I miei cugini possono raccontartelo per filo e per segno, Daniele mi ha sopportato per tutta la sera, poi ti racconteremo meglio se vorrai. Soltanto che c'è una ragazza che pare si diverta a far lasciare le persone e quindi fa di tutto per mettere zizzania. Non volevo che rovinasse tutto.-
-hai fatto bene a dirmelo, non che la cosa mi faccia piacere, mi sembra ovvio. Però è meglio che tu me l'abbia detto, mi sarei arrabbiato sul serio se lo fossi venuto a sapere da qualcun'altro.-
-lo sò. Abbandoniamo il discorso, ti prego.-
-d'accordo. Torniamo a me e te.-
-si.-
-possiamo staccarci da Silvia e Simone a volte, vero?-
-ovviamente si. Penso che anche loro vogliano la loro privacy come noi, e penso sia giusto dargliela.-
-si. Anche noi così saremo più liberi.-
-penso che se glielo proponiamo ci rispondono subito che va bene.-
-meglio così.-
Chiaccherammo un altro pò, lasciando però da parte il discorso Tommaso. Per le sei ci raggiunsero in acqua anche Simone e Silvia, erano andati a farsi varie passeggiate e bagni da soli.
-tutto bene qui?- chiese lei.
-si si, tranquilla.- le risposi.
-fra un pochino andiamo in camera a cambiarci così poi stasera usciamo.- propose Simone.
-si infatti, meglio. Dobbiamo iniziarci ad orientare nel villaggio.- disse Francesco.
-mmm... facciamo una gara?- chiesi.
-che?- dissero Simone e Francesco.
-ci stò amica.- mi rispose Silvia.
-andiamo a toccare quella boa verde lì giù.-
-ok. Voi rimanete qui?- gli chiese.
-si, ci andiamo ad asciugare.- disse Simone dopo essersi consultato un attimo con Francesco.
-beeene, allora noi andiamo! Pronta Silvia? Tre, due, uno, viaa!- esclamai e partimmo. Per una volta vinsi io.
-wow, fai progressi!- esclamò.
-ehh, hai visto?!!-
-okay, adesso però parliamo un solo secondo. Ti ho vista triste prima... cosa hai detto a Francesco?-
-ah... che ho baciato uno.-
-ah vabbè le solite cose.- disse, non si era resa conto di che le avevo detto: -no, aspetta... hai baciato uno??-
-ehmmm... si.- dissi imbarazzata.
-cosa?? E non mi dici niente? Quindi ora Francesco lo sa? Cazzarola, consultami prima di prendere certe decisioni! Forza, racconta.-
-sono uscita con uno solo perchè me lo chiedeva da troppo tempo e mi stava perseguitando, l'ho fatto solo perché non lo volevo più fra i piedi. Ma poi ci siamo baciati ed io ho iniziato a sentirmi in colpa nei confronti di Francesco. Mio cugino mi ha dovuto dare uno schiaffo per farmi calmare.. poi te lo racconterà lui, poverino, quel giorno ha avuto una pazienza infinita. L'ho messo a dura prova.-
-ah, capisco. Prima di tornare a riva ti faccio l'ultima domanda, certamente riprenderemo questo argomento: perchè gliel'hai detto?-
-perchè... per sincerità e poi perchè lo sarebbe venuto a sapere da qualcun altro...-
-diciamocelo, è più per la seconda che per la prima. Vi hanno visti?-
-si, praticamente tutti i ragazzi del paese.-
-ahh, che culo. Dai andiamo, poi ne riparleremo.-. Tornammo ai nostri ombrelloni, per le sei e qualcosa ce ne tornammo nelle nostre camere, dovevamo lavarci.
Io occupai la vasca, Francesco la doccia, poi mi invitò ad entrare con lui.
-dai, vieni qui.-
-ma sono quasi asciutta!-
-ah, non c'è problema, ti ribagno io!-. Mi infilai al volo dentro la doccia, subito mi abbracciò, bagnandomi di nuovo tutta.
-immagino che ora tu sia contento- dissi con un gran sorrisone.
-si.-
-bene, ora mi diverto anch'io!- dissi e gli rubai la cornetta della doccia, schizzandolo tutto. Ridemmo tantissimo, poi la posai da qualche parte e gli buttai le braccia al collo. Lui subito ne approfittò per strapparmi uno di quei baci appassionanti, tanto che stavamo per perdere il controllo entrambi.
-forse...è meglio se.... continuiamo questa interessantissima conversazione... più tardi e... in un luogo più adatto.- dissi fra un bacio e un altro.
-naahh.-
-non provocarmi, sai bene che io non resisto..-
-proprio questo voglio.- disse. Mi staccai e presi il mio asciugamano, avvolgendomici, poi ne passai un altro a lui.
Mi asciugai appena i capelli, facevano ancora 38°, si sarebbero asciugati quando sarei uscita, presi un vestitino celeste estivo e un paio di scarpe col tacco, poi mi truccai appena.
-sei... perfetta.- mi disse, finendo di vestirsi.
-al posto di sparare cavolate finisci di vestirti, dai.- dissi sorridendo.
Stavolta andammo noi dai miei migliori amici, anche loro si stavano finendo di vestire. Andammo a prenderci un aperitivo al bar, poi alle otto e un quarto andammo a mangiare qualcosa al ristorante sulla spiaggia. Quel posto era bellissimo anche di sera. Ne approfittai per fare qualche foto, sia al paesaggio sia a noi.
-potresti diventare una brava fotografa un giorno..- disse Simone guardando i miei scatti.
-potrebbe diventare anche una brava scrittrice, una bravissima cantante..- disse Silvia
-un'eccellente pattinatrice e mamma.- aggiunse Francesco. Quando pronunciò la parola "mamma" lo guardai, l'aveva detto con una dolcezza incredibile.
-potrebbe anche aiutarmi con i vestiti..-
-ok, smettetela di elencare tutti i lavori e le passioni possibili e immaginabili, ho già deciso che da grande farò la giornalista, non cambierò idea per nulla al mondo.-
-ammetti che però anche fare la mamma non sarebbe poi così brutto!- disse Simone.
-beh, hai ragione, sarebbe fantastico... però forse stiamo correndo troppo, no?- dissi e ridemmo. Avevo lo sguardo felice di Francesco puntato addosso.
Finito di mangiare andammo a vedere un pochino di baby dance e lo spettacolo, che finì alle undici e mezza. Rincontrammo Malena e Gaia, ma per fortuna stavolta Francesco e Simone le salutarono e basta, si dedicarono solo a noi.
Poi arrivò l'ora di tornare nelle nostre camere.
-va bene, ci vediamo domani alle otto qui da noi per fare colazione, penso che abbiate bisogno di stare un pò da soli, anche noi lo abbiamo, vero Simo?- gli chiese Silvia, lui la baciò in risposta.
-va bene, buonanotte!- dissi, anche gli altri si salutarono, poi Francesco mi prese in braccio e salimmo le scale per andare nella nostra camera, mi posò sul letto. E continuammo ciò che avevamo interrotto qualche ora prima, quella fu una delle notti più romantiche passate insieme.

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