martedì 6 novembre 2012

Chapter 41. #New.

-1 giorno. Un solo giorno e avrei rivisto il mio ragazzo. Insomma, ero stata capace di resistere per più di due settimane, ora non potevo resistere a una manciata di ore?
Non ero sicura di saper rispondere a quella domanda, ero eccitatissima e con l'ansia alle stelle. Non vedevo l'ora di riabbracciarlo, di stare un pò sola con lui (impresa un pò difficile visto che c'erano anche Silvia e Simone).
Ma sicuramente un pò di quell'eccitazione era dovuta anche al fatto che quel giorno sarebbero arrivati mia madre e mio fratello. Lui specialmente mi mancava tantissimo, ormai erano quasi due mesi che era andato ad abitare da solo. Avevo bisogno di parlargli, sapevo che di lui potevo fidarmi.
Arrivarono a casa per le sette e mezza di sera, subito li abbracciai a tutti e due.
-mi siete mancati!- esclamai. Lui mi prese in braccio.
-noo, ma io dico mangia un altro pò Clà, eh!- disse lui ironico, facendo segno che pesavo.
-ma che ti mancava il mio vaffanculo per caso fratellino? No, perchè se me lo dicevi ti ci avrei mandato in qualsiasi momento!-
-si, un pochino mi mancava!-
-certo se già iniziate così voi due, eh!- disse mamma, guardandoci con dolcezza e rimproverandoci.
Andai insieme a lui in camera, doveva disfare la valigia e io preparare la mia. E poi volevo parlargli.
Prima che dissi "a" lui mi squadrò, mi colse mentre sognavo ad occhi aperti.
-ma che... racconta, immediatamente.- disse. Aveva capito che c'era qualcosa sotto.
-cosa?- gli chiesi, provando ad ingannarlo.
-ma come cosa? Hai un sorriso sul viso che si vede a chilomentri di distanza, sei immersa nei tuoi sogni ad occhi aperti costantemente... che è successo Clà?-
-uffa, non posso essere felice perchè mio fratello e mia madre sono con me? E perchè domani finalmente vedo il mare?-
-sicuramente sarà pure per quello, ma c'è dell'altro, non me lo toglie nessuno dalla testa.-. Stettimo in silenzio per qualche minuto, continuando a sistemare le nostre cose. Lui aspettava una risposta, io non sapevo se dargliela.
-e va bene! La Spagna, ecco che c'è!- esclamai. Mi guardò strano.
-la Spagna? Spiegati meglio.-. In quel momento ci chiamò nonna per dirci che era pronta la cena. -continuiamo dopo.- disse.
-se c'è il tempo.. sennò quando hai tempo leggi le lettere di Julieta e di Lucas, un pochino ti si chiariranno le idee.- Andammo a mangiare, poi alle dieci uscimmo un pò, dovevamo incontrarci con i nostri cugini, saremo andati un pò in giro con loro.
Giovanni appena vide Luisa l'abbracciò, le voleva un bene dell'anima, prese in braccio Roberta e diede un cinque a Daniele. Camminammo tranquilli per un bel pò, raccontandoci varie cose, quando mi passò davanti Anna.
 -cazzo!- disse Daniele.
 -che succede?- gli chiese Giovanni.
-succede che dobbiamo tenere tua sorella o qui si ammazzano.- rispose. Io già ero pronta a litigare con quella, che mi lanciava occhiate di disprezzo.
-ah. Dopo mi spiegate però.-. Mi tennero per le braccia, Roberta mi disse di guardarla.
-fregatene di lei. Insomma, sai quante cretine come lei troverai? Non potrai azzuffarti con tutte loro. Calmati e cammina normalmente.- mi consigliò. Era molto saggia per una di otto anni. Mi passò davanti, salutandomi con il suo "troia".
-come cazzo faccio a stare calma, me lo dite? Lasciatemi stare, la dobbiamo far finita una volta per tutte.-. Mi strinsero ancor più forte. Fulminai con lo sguardo i ragazzi, implorandoli di lasciarmi libera.
 -dai, forza, andiamocene da qui.- disse Luisa, cambiando strada. Mi calmai un pò.
-cos'è 'sta storia ora?- mi domandò Giovanni.
-Tommaso mi ha baciata e a lei le rode il culo per questo.- dissi molto gentilmente. Qualcuno mi diede uno schiaffetto sulla nuca.
-cosa? Uno ti ha baciato? E quella che c'entra?-
-una storia lunga, Giova. Meglio che lasci perdere.- disse Roberta.
-lei è gelosa. Lei mi odia, dice che sono la troia di turno che l'estate la passa qui e se la fa con tutti i ragazzi del paese. Il bacio che ha visto fra me e Tommaso non ha aiutato molto, anzi ha peggiorato la situazione, adesso ha le prove per dire ciò che dice.-
-ma smettila che vi siete solo sfiorati! Siamo capitati nel luogo sbagliato nel momento sbagliato, punto. Gio, forse è meglio se la convinci tu, è da quando è arrivata che si sente in colpa per questa cosa, pensa di aver tradito Francesco e si dà della stronza.- esclamò Daniele esasperato.
-uhmm... io in realtà non sò proprio che dire. Insomma, lei sarà pure deficiente per darti della poco di buono a tutti i momenti, ma tu perchè sei uscita con un ragazzo quando sei già impegnata?-. Aveva ragione anche mio fratello. Ero stata stupida anch'io ad accettare quell'invito.
-l'ho fatto solo per togliermelo da mezzo, volevo mettere le cose in chiaro. Ma alla fine ha voluto un bacio e io come una stupida gliel'ho dato. E toh, chi arriva in quel preciso istante? Anna. Questa si che si chiama fortuna.-
-ok, ho capito... un'ultima cosa: com'era quel bacio?-
-si sono appena sfiorati, io li ho visti.- disse Daniele.
-un bacio a stampo, normalissimo.-
-ti è piaciuto?- mi chiese Luisa.
-in verità non ho provato assolutamente niente in quel momento.-
-allora smettila di sentirti in colpa, era una cazzata che hai fatto in quel momento, capita. Non hai tradito in alcun modo Francesco, l'avresti tradito solo se avessi provato qualcosa durante quel bacio.- disse lei. Gli altri annuirono.
-non c'è motivo di sentirti una stronza, come non c'è motivo di dirlo a Francesco.- disse Daniele.
-eh no, a Francesco glielo devo dire, si fida di me e poi se è una cazzata come dite voi, non reagirà così tanto violentemente, giusto? Tanto se non glielo dico io presto lo farà lei.- dissi.
-non lo sò, potrà sembrargli una cavolata ma potrebbe anche reagir male. Decidi tu che fare.- si arrese Giovanni.
-certo fratellino che bei consigli che mi hai dato.- dissi ironica. Mi guardò torvo.
-certo che io e te dopo dobbiamo fare un bel discorsetto..- rispose.
-che rottura di palle.- borbottai.
 Camminammo un altro pò, poi mio fratello si fermò a leggere il manifesto del concerto.
-carino però. Davvero ci sono tutti i muri dei paesi vicino tappezzati, fa strano vedervi dappertutto. Anche qui non si scherza, sarà il ventesimo che vedo.-
-ahh bene.- dissi. Più tardi salutai i miei cugini che mi augurarono di passare una bella settimana di mare, me ne tornai a mezzanotte passata a casa con mio fratello. Mi misi a finir di preparare la valigia, sarei dovuta uscire di casa presto, l'aereo sarebbe atterrato alle nove e mezza della mattina e avrei preso con loro la navetta che ci avrebbe portato al villaggio. Intanto vidi Giovanni sul letto a castello impegnato a leggere le mie lettere.
-ora capisco cosa ti fa sognare così. Le webcam che farete, lo scambio culturale che avete in mente di organizzare... e poi ripenso al tuo sorriso quando ti scriveva Lucas, a come arrossivi facilmente... non ti starai mica innamorando?-.
Sospirai. -probabilmente si. Ma devi stare zitto.-
-ovviamente, non vado in giro a dire che mia sorella si stà facendo film mentali su uno spagnolo. Ma tu riuscirai a mantenerlo segreto a Francesco?-
-si, ne sono sicura. Sai bene che quando stò con lui mi dimentico di tutto il resto.-
-si, è vero. Allora non posso far altro che augurarti buona fortuna, penso che dovrai dare tempo al tempo per vedere come si evolverà la cosa. Tu per ora non puoi far granchè. Anzi si, stare attenta a non ferire nessuno.-. Già. Dovevo dire a Francesco di quel bacio, ma dovevo cercar di tenergli nascosto il mio interesse per Lucas. Di questo ne dovevo parlare solo con le persone più fidate. A Lucas non avrei dovuto far capire che mi interessava, qualche segnale si, ma scarso. A Julieta potevo spiegarle quello che mi stava succedendo però sempre rimanendo sul vago. Non potevo confidarmi con molte persone insomma.
-Gio, prima che torniamo fai sparire le lettere, me le ridai a Roma. Anzi no, quella di Julieta lasciala, quella Francesco può vederla.-
-va bene.-. Dopo dieci minuti già ronfava. Io andai a dormire alle due e un quarto, ero stanca morta. Mi addormentai immaginandomi la settimana che stavo per affrontare, sorrisi e sperai che certi sogni potessero realizzarsi nell'arco di poco tempo.

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