lunedì 5 novembre 2012

Chapter 40. #New.

Le due settimane d'attesa passarono presto, fra babysitter, compiti, ripetizioni di matematica, uscite con gli amici, cazzate con i cugini..
Purtroppo non feci più webcam con il mio ragazzo o i miei migliori amici, dal lunedì in cui avevamo fatto la twitcam con la band avevo deciso che per due settimane mi sarei dedicata solo e unicamente a fare il mio dovere, anche perchè poi sarebbe arrivato agosto e con lui anche i miei amici e lo svago, non avrei avuto il tempo di concentrarmi sulle cose serie. Perciò non usai più il computer a casa di Paola, ma piuttosto iniziai a inventarmi giochi nuovi da fare con i bambini. Avevamo instaurato un bellissimo rapporto, mi adoravano, io quando stavo con loro riuscivo a lasciar da parte per qualche ora le mie preoccupazioni e tutte le cose che avevo da fare, per mezza giornata pensavo solo a divertirmi e a far divertire i bambini. Paola e il marito si fidarono fin da subito di me, avevano visto che i bambini erano sempre calmi e felicissimi quando tornavano dal lavoro, che ascoltavano tutte loro le richieste con molta più calma e che facevano tutto ciò che gli chiedevano senza mai replicare. Dicevano che era merito mio se i loro bambini erano cambiati al meglio, che li stavo educando bene. Eppure io non facevo niente di speciale, gli raccontavo storie, rispondevo alle loro numerose domande, li portavo in giro, ascoltavamo musica e cantavamo, guardavamo la televisione, a volte cucinavamo. Una babysitter normalissima.
Avevamo programmato per il 1 agosto una giornata in piscina al paese vicino, con noi sarebbero venuti anche i miei cugini almeno ci saremo divertiti di più e avremo fatto anche più cose, per festeggiare l'arrivo dell'estate vera e propria.
***
-dai bambini, prendiamo le cose e andiamo in piscina!- esclamai, Clarissa e Nicola presero i loro zainetti con il pranzo al sacco e mi diedero la borsa con le varie cose da portare. Ci saremo incontrati con Luisa, Daniele e Roberta direttamente in piscina. Salutammo i genitori, mi diedero le mani, e carichi come dei somari ci incamminammo per la strada che portava al confine est del paese, dove c'era una piscina all'aperto. Facevano 37° gradi, si moriva dal caldo. Ci vollero una ventina di minuti prima di arrivare a destinazione, ogni tanto i bambini si fermavano per riposarsi o per bere un pò d'acqua. Alle dieci e venti pagai i biglietti di ingresso e andammo a sederci nelle due sdraio che avevamo prenotato (loro ne usavano una in due) che erano vicino a quelle dei miei cugini.
-ohh eccovi finalmente!- esclamò Luisa. Nicola e Clarissa si tolsero velocemente i copricostume e andarono a giocare con Roberta nella piscina per i bambini, dove l'acqua gli arrivava alle ginocchia.
Anch'io rimasi in costume e mi sedetti sul bordopiscina, controllandoli e fantasticando.
In quei giorni fantasticai moltissimo, soprattutto sul fatto Spagna. Qualche giorno prima mi erano arrivate le lettere di Julieta e Lucas a cui avevo risposto subito dopo averle lette, Julieta mi aveva proposto di fare nell'estate avvenire uno scambio culturale fra amiche, lei sarebbe venuta a Roma e poi io sarei andata a Siviglia per una settimana. Mi sembrava un'ottima idea anche perchè non vedevo l'ora di conoscere lei e Lucas, e poi non ero mai stata a Siviglia. Perciò da quel giorno iniziai a fantasticare su quelle due settimane passate insieme, provavo ad immaginare i luoghi che avremmo visitato, cosa avremmo fatto, le conversazioni, le giornate di svago... la mia mente faceva dei viaggi straordinari. Lucas invece nella lettera mi aveva chiesto se da settembre avrei voluto fare le webcam con lui e con Julieta, così ci saremo conosciuti meglio, avrei perfezionato la mia pronuncia e abituata a sentirli parlare, avremo potuto organizzare meglio lo scambio culturale. Anche questa mi sembrò un'ottima idea, non desideravo altro che parlare con lui, provare a conoscerlo davvero, a capire le sue espressioni, ad abituarmi a sentire l'accento andaluso... e a capire cosa mi stava facendo innamorare mano a mano di lui. Anche lei volevo conoscere anche perchè era una persona fantastica, molto presto le avrei chiesto delle opinioni, l'avrei aiutata ad imparare l'italiano, magari saremo diventate ancor più amiche di così. Gli proposi di farle dopo il 5 settembre, dopo gli esami, prima dovevo concentrarmi solo sullo studio, specialmente le ultime settimane, non potevo permettermi di perdere un altro anno e solo per una materia.
Un picchiettio sospetto sulla spalla mi riportò per un attimo alla realtà. Era Daniele, si sedette vicino a me.
-ei.- dissi guardandolo.
-tu non mi convinci cugina... da qualche giorno hai uno strano sorriso perenne in viso, sei sempre fra le nuvole, pensi sempre ad altro... potrei sapere da cosa è data tutta questa felicità?-
-ah si, fra le nuvole? Può essere, più che altro stò facendo dei viaggi incredibili con la fantasia.-
-si, ti vedo, sogni perennemente ad occhi aperti. Ma cosa sogni? In quale posto ti stà portando la fantasia?-. Non badai all'ultima domanda che mi aveva fatto, quando mi aveva chiesto cosa sognavo mi era venuta in mente la canzone di Laura Pausini "Tu cosa sogni", anche se non c'entrava molto con la situazione. Iniziai a cantarla sottovoce, sentivo i suoi occhi puntati addosso.
-...i sogni grandi lo sai, in noi non muoiono mai!- canticchiai.
-ma che...? Claudia, ti prego, torna un attimo nella realtà e spiegami perchè mi sei diventata una sognatrice ad occhi aperti incallita. Già lo eri prima, ma ora sei peggiorata.-
-la Spagna, Julieta, Lucas, Siviglia, le lettere, la prossima estate... ecco cosa c'è..- dissi, rimanendo sul vago.
-ah, adesso inizio a capire. La Spagna ti dà alla testa a te, ecco cos'è.-
-no, no es esto. La cosa es que un chico español me ha robado el corazón.- dissi in spagnolo.
-ah si, lo vedo, è da quando sei arrivata che non fai altro che parlarmi di Julieta e Lucas. Sono arrivate le lettere? Che ti hanno scritto?- chiese curioso. Vidi che Luisa si stava prendendo cura dei bambini, io mi alzai per andarla ad aiutare, ma lei mi fece segno di rimanere lì con Daniele, tranquilla. Ma io non avevo voglia di parlare in quel momento. Presi un pochino di rincorsa e mi tuffai, buttando in acqua anche Daniele.
-ei ma che fai?- chiese, quasi infastidito, riemergendo.
-Dani questa è la nostra estate, è arrivata l'ora di godercela!- esclamai. Mi guardò di sottecchi, poi sorrise e iniziò ad inseguirmi per tutta la piscina. Ci divertimmo un mondo fra schizzi, scherzi, tuffi, verticali e nuotate sott'acqua. Menomale che non c'era molta gente, eravamo piuttosto "liberi". Dopo una decina di minuti che facevamo gli scemi in acqua a noi si unirono Clarissa e Nicola con i braccioli, Luisa e Roberta che continuarono la guerra intrapresa da noi. Io giocai un pò con i bambini, facevo da trampolino a Roberta, a sua volta Daniele lo faceva a me, facevamo gare di apnea, scattammo qualche foto con l'autoscatto... realizzai in quel momento che l'estate era arrivata. Il giorno dopo sarebbero arrivati mia madre e Giovanni, il giorno dopo ancora sarei andata a prendere all'aereoporto Silvia, Simone e Francesco e ce ne saremo andati al mare per una settimana. Era arrivato agosto finalmente, e me lo stavo godendo fin dall'inizio, era iniziato nel migliore dei modi!
Daniele mi caricò sulla sua schiena e andammo sott'acqua insieme, fra un gioco e l'altro mi chiese: -e allora, cosa ti hanno scritto di così tanto segreto i tuoi amici spagnoli?-
-da settembre faremo le webcam e ci conosceremo, verso luglio dell'anno prossimo io e Julieta faremo uno scambio culturale fra amiche.-
-ahh, ora capisco perchè sei sempre con la testa da un'altra parte! Ecco dov'era e con chi era!-
-qualcuno mi ha insegnato che a volte i sogni si realizzano, basta solo crederci davvero e non abbandonarli mai, e questo intendo fare io. Intendo inseguirli fino alla fine, fino a che non riuscirò a farli realizzare.-
-su questo hai ragione... però ora che starai con Francesco dovrai controllarti un pò, potrebbe essere geloso e venire a scoprire che provi qualcosa per Lucas..-
-si lo sò Dani, diciamo che però con lui riesco a dimenticarmi di tutto, quando sono con lui non penso a nient'altro che a noi due, sono come presa da un incantesimo. In teoria non c'è pericolo che scopra che provo qualcosa anche per Lucas, a meno che qualcuno non glielo dica, però in quel caso saprei bene con chi arrabbiarmi.- dissi, facendogli lo sguardo assassino.
-non potrei mai fare una cosa del genere, lo sai bene. Da qui non uscirà niente, te lo assicuro. Più che altro come farai a domare i tuoi sogni ad occhi aperti? Si vede che sei sempre fra le nuvole, molto più di quando sei arrivata.-
-te l'ho già detto, quando stò con lui mi dimentico di tutto il resto. Lo sà che sono una sognatrice ad occhi aperti, se mi chiederà spiegazioni mi inventerò qualcosa, stà tranquillo.-
-ah beh, non ne ho dubbi che ti inventerai qualcosa, la cosa che ti è sempre venuta meglio è inventare scuse e giustificazioni molto credibili, sei imbattibile in questo.-
-lo sò.- dissi.
-spero davvero che tu possa realizzare tutti questi sogni che fai, un giorno. Ricordati solo che sognare fa bene nella vita, anzi, fa benissimo, ma devi saper rimanere anche con i piedi per terra, sennò ti perderesti solo in stupide illusioni. Solo con un pò di realismo potrai realizzarli, tienilo bene a mente.-. Già. Sognare si, ma i piedi devono rimaner per terra, sempre. Sennò correresti il rischio di perderti troppo in quei sogni ad occhi aperti e ti dimenticheresti della realtà che ti circonda, di ciò che devi fare per far si che quel sogno si avveri, e quel sogno sarebbe solo un'illusione.
-ce la farò, te lo prometto.-
-io lo sò che ce la farai Claudia. Tieni però sempre a mente il mio consiglio però.-
-d'accordo.- dissi. Lì si concluse la nostra conversazione, ritornammo di nuovo bambini, a schizzarci e a fare gli scemi in quella piscina, a divertirci, come se non ci fossimo detti niente fino a quel momento. Ma in verità quel consiglio io non lo dimenticai mai e ancora adesso cerco di seguirlo, perchè tuttora sono una grande sognatrice ad occhi aperti, forse un pò meno di quando ero adolescente. Ma ho capito che non si può andare avanti se sogni e realtà non sono divisi in parti uguali nella nostra vita. Nessuno dei due deve prendere il sopravvento, mai. Devono rimanere sempre sulla stessa lunghezza d'onda, sennò si rischia di combinare dei casini. Sennò quei sogni rimarranno sempre e solo sogni irrealizzabili o quasi impossibili oppure si tramuteranno in illusioni, cosa ancora peggiore. Bisogna crederci davvero e far di tutto per facilitargli la strada, solo così potranno realizzarsi.
Stettimo praticamete tutto il giorno dentro l'acqua, andammo via all'ora di chiusura, alle sei e mezza del pomeriggio. Paola venne a riprendersi i figli e ci diede un passaggio fino a casa anche a noi. Ci eravamo divertiti tantissimo.
-questa giornata si deve ripetere.- disse decisa Roberta.
-si, assolutamente. Sono stata benissimo oggi, grazie!- esclamai.
Abbracciai i miei cugini, Nicola e Clarissa mi sorridevano dal sedile anteriore.
Ci accompagnò ognuno a casa propria, io naturalmente per ultima.
-allora grazie Claudia, almeno li hai fatti divertire un pò!-
-e di che? Io mi sono divertita anche più di loro, sono tornata bambina!-
-beh, a questo punto ti auguro buone vacanze, finalmente è arrivato agosto! Anche noi ce ne andiamo un mesetto al mare, però sicuramente torneremo per ferragosto, anche prima, così assisteremo anche al vostro concerto!-
-ohw che carini che siete! Allora ci si vedrà in giro fra qualche giorno, bimbi. Mi mancherete brutte pesti!- esclamai, mi saltarono addosso e mi abbracciarono, erano troppo dolci.
-buone vacanze Clau!- esclamarono.
-anche a voi!-. Scesi dalla macchina e andai subito a farmi una doccia, non ero sicura che sarei uscita dopo cena, la piscina mi aveva fatto stancare molto. Però mi ero divertita tantissimo, mi ero resa conto che l'estate era finalmente arrivata!

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