venerdì 2 novembre 2012

Chapter 38. #New.

Le sette di sera. Ero stanca morta ma mi dovevo fare forza e alzarmi da quella poltrona. Dovevo andare a fare una passeggiata con i miei cugini, la sera sarei dovuta uscire di malavoglia con Tommaso, mi aveva assillato fino a che non gli avevo detto di si, che uscivamo a bere qualcosa insieme. La più grande cazzata che potessi fare, accettare.
Mi alzai e andai in camera da letto, presi un paio di jeans e una maglietta celeste che si allacciava al collo con lo scollo a V. Sembrava che dovessi andare a qualche festa, mi dava un qualcosa di elegante.
Forse avevo esagerato. Anzi, non forse, era ovvio che avessi esagerato.
Decisi di spezzare un pò e mi misi un paio di pantaloncini corti. Si, andava decisamente meglio. Presi un paio di sandali tacco 7, anche lì esitai un pò prima di metterli. Mi truccai, non eccessivamente, giusto per darmi un pò di colore al viso.
Per le sette passarono a prendermi Daniele, Luisa e Roberta. La piccola subito mi saltò in braccio.
-eii, dove devi andare stasera?- mi chiese Luisa guardandomi da capo a piedi.
-lascia perdere Lu, io non c'ho manco voglia di uscirci con quello..!-
-con chi ti vedi?- mi chiese Roberta.
-con Tommaso.- le rispose Daniele.
-ahh, con quello? Hai ceduto allora?!- mi chiese Lu.
-bella cagata!- esclamò Roberta.
-ooooh che sò 'ste parole?- le dissi io nascondendo un sorriso. La fulminammo tutti con lo sguardo.
-scusate...- disse lei, ci mettemmo a ridere.
-comunque ha ragione.- disse Luisa.
-lo so, ma che dovevo fare? Mi avrebbe dato il tormento per tutta l'estate!-
-già. Ma potevo comunque darti una mano io.- disse Daniele.
-smettila, ce la faccio da sola. Non bisogna sempre ricorrere alle maniere forti.-. Aveva sempre detto che gli sarebbe piaciuto dare un pugno a Tommaso, solo che doveva avere una scusa adatta.
-va bene, come vuoi.- disse.
-dai usciamo, poi ti accompagno io da lui.- disse Luisa.
Uscimmo e andammo un pò a zonzo per il paese, quando io iniziai ad arrossire come un pomodoro.
Eravamo quasi al confine con uno dei paesi vicino quando vidi un manifesto con la foto della mia band e la data del concerto.
-coosaaa?!! Cantate qui e non ci hai detto niente?!- esclamò Luisa quando lo vide.
-l'ho saputo alle quattro meno venti, in realtà dovrei chiamare a Roberto per organizzarmi meglio visto che io non sò praticamente niente di come si sono organizzati e di cosa dobbiamo fare...-
-che belli che siete in questa foto!- esclamò Roberta: -qual'è il tuo fidanzato?-
-no Roby, non c'è qui, lui non fa parte della band.-

"Matteo, Roberto, Laila, Lorenzo, Claudia, Luca e Serena con la gentile concessione del sindaco presentano "In una sera d'estate..".
La band romana si esibisce per la prima volta su un palco sardo, canta i più grandi successi italiani e non di questi tempi, per una sera trasformeranno la Piazza di Santa Maria in un palco colorato e allegro, potrete cantare, ballare, scatenarvi con loro, richiedere anche le vostre canzoni preferite.
Vi aspettiamo numerosi il 13 Agosto alle 21:30 in Piazza di Santa Maria per passare una serata alternativa con tutti voi.
Il concerto andrà in onda anche via twitcam, saranno presenti anche stand di dolci tipici sardi e bevande, non mancate!"

Ah che bella presentazione! Davvero non mi aspettavo una cosa del genere!
-beene Claudia, ora mettiti vicino al manifesto così ti faccio una foto e la mettiamo su twitter!- esclamò Daniele tutto contento.
-ma anche no, possiamo risparmiarcela questa cavolata, eh!- dissi ancor più imbarazzata. Ma tanto vinsero loro. Subito la foto fu ritwittata dai nostri fans e dal nostro fan club ufficiale, Serena mi disse che dopo cena mi avrebbero chiamato e spiegato bene cosa si doveva fare. Meglio, così non sarei stata costretta a passare tutta la serata con Tommaso.
-e dopo questa possiamo anche andare a mangiare, ho una certa fame!- esclamò Dani e ci dirigemmo verso casa di mia zia.
Dopo mangiato, per le nove Luisa mi accompagnò vicino al bar dove ci eravamo dati appuntamento io e Tommaso.
-pronta?- mi chiese.
-no, per niente. In realtà vorrei solo fare dietrofront e dargli buca, se lo meriterebbe, sai?-
-ma dai, falla finita. Devi solo prenderci qualcosa da bere, poi te ne torni a casa!-
-ma non è quello: il fatto è che lui pensa che oggi io possa cambiare idea e mettermici insieme quando io in realtà voglio tutto il contrario!-
-tu fagli capire che non ha nessuna chance, vedrai che poi ti lascerà perdere. Dai su, ora vai. In bocca al lupo.-
-crepi. Ciao, grazie per avermi accompagnato Lu.-
-di niente!-. La vidi allontanarsi, io presi un bel respiro e salii la scalinata del bar, lo trovai seduto ad un tavolo. Appena mi vide si alzò e mi diede un bacio sulla guancia, mi sedetti, non ero per niente a mio agio.
-pensavo che mi avessi dato buca. Ma poi ho ripensato: la mia Claudia non darebbe mai buca.-. Mi diede molto fastidio il modo in cui disse "la mia Claudia". Io non ero assolutamente sua!
-ehh Tommaso, mettiamo in chiaro una cosa: io non sono tua.-. Fece un sorrisetto come per prendermi in giro, un'altra cosa che mi infastidì.
-non per ora ma... presto.-
-no, né ora né mai, sia chiaro.- dissi ferma.
-va bene, come vuoi. Io dico che lo sarai però...-
-allora io adesso prendo e me ne vado, anche perchè mi stai mettendo in imbarazzo.- esclamai fredda, pronta per andarmene.
-eh eh, scusa. Dai no, rimani, prendiamoci un gelato. Prometto di non fare più discorsi che ti mettono in imbarazzo!-. Lo squadrai e mi misi di nuovo seduta.
Ordinammo due gelati, io lo presi cioccolato e nocciola. Stettimo in silenzio per un pò, poi mi sentii i suoi grandi occhi azzurri puntati addosso e iniziai ad arrossire.
-sai cosa mi piace di te? Il tuo essere stronza. Insomma, con me ti viene benissimo. Mi piace anche che arrossisci per ogni cavolata, il tuo modo di stare con i bambini... e poi non posso negare che anche tu sei molto bella, ecco.-. Mi aveva fatto dei "bei" complimenti, soltanto che mi fecero innervosire ancor di più. Pagai il conto e lo trascinai per la strada fino a trovare un angolo libero.
-e allora, prima mi dici che non mi vuoi e poi mi porti in un posto così intimo? Stai ammettendo che un pò ti piaccio..-
-no Tommaso, niente affatto. Ti ho portato qui perchè voglio che tu mi lasci stare una volta per tutte.-
-certo, vuoi chiarire in questo pezzo di strada deserto, si, come no.-
-Adesso inizio davvero a far la stronza. Sarai pure carino ma sei senza cervello. Se avevi un pò di cervello mi avevi già lasciato andare da tempo, invece tu no, tu continui ad insistere.-
-ah ah, hai ammesso che mi trovi carino.-
-Tommaso cazzo, fai il serio per una volta! Tu non mi interessi, non mi piaci, lo vuoi capire? Io sono fidanzata, questo anello lo attesta, e sono fedele a Francesco, lo amo troppo. Mi dispiace ma non ci sarà mai un Noi. Mi dispiace, davvero.-
-ah. Beh ora è tutto più chiaro. Hai ragione, ho già rotto abbastanza, è ora che io mi faccia da parte. Dico solo che il tuo ragazzo è molto fortunato ad averti, se ti perde è un vero cretino. Sappi solo che io non mi arrenderò mai, starò qui ad aspettare il momento in cui ti renderai conto di ciò che provi per me, perché lo sappiamo entrambi che un pochino ti piaccio.-
-Tommaso per favore...- iniziai, ma mi interruppe.
-shh. Ho capito. Ti chiedo solo un'ultima cosa, poi torneremo amici come prima se vorrai.-
Sapevo cosa voleva chiedermi. Voleva sicuramente un bacio. Un bacio voleva dire che in qualche modo avrei tradito Francesco.
-...cosa c'è? Anche se credo di conoscere già la risposta.-
-si, la conosci la risposta ma te lo chiedo comunque... mi faresti il ragazzo più felice se tu mi dessi un innocente e piccolo bacio. Per favore.-. Ero nel panico. Non sapevo cosa fare. Decisi di baciarlo, di appoggiare solo per un attimo le mie labbra sopra le sue. Mi appoggiai al muro facendo un piccolo si con la testa, vidi lui avvicinarmisi molto piano, contento e allo stesso momento esitante. Lo baciai. Un bacio da niente, piccolissimo. Un bacio che però fu visto da varie persone. Il destino volle che in quel momento passavano per quell'incrocio i nostri amici con Anna, perciò ci videro. Fra loro c'era anche Daniele.
-merda Tommaso, tu sapevi che erano qui? Sei uno stronzo.- dissi. In realtà lui non c'entrava niente, erano passati lì per caso.
-no Claudia, ti assicuro che non è come pensi!-
-si certo, come no! E voi che avete da guardare, eh?- esclamai sull'orlo di una crisi di nervi.
-che puttana che sei. Stai con uno e ti baci con un altro.- disse con disprezzo Anna. Daniele mi venne subito vicino, aveva capito che sarei scoppiata da un momento all'altro.
-ah si? Io puttana, eh? E tu che te li sei fatti tutti allora? Anna, tu non puoi giudicarmi.-
-calmati.- mi suggerì Daniele a bassa voce.
-no, non mi calmo. Io mi sono stancata. Tutte le santissime estati mi sento insultare da questa, che poi è più zocc...- mi attappò la bocca.
-basta. Andiamo via.- mi disse.
-io me li faccio tutti perchè non ne ho uno fisso, tu invece ne hai uno e gli metti sempre le corna.- disse Anna provocandomi ancora di più. Ero pronta ad andarle addosso, aveva superato il limite. Daniele però mi trattenne per i fianchi.
-Anna questo non me lo dovevi dire!- dissi infuriata.
-puttana.- continuò
-Anna basta!!- le dissero gli altri
-separatele immediatamente che qui scoppia la guerra!- disse uno. Io continuavo a dimenarmi fra le braccia di mio cugino. Lui mi prese e mi caricò in spalla, allontanandosi. Anche a Anna la trattennero per le braccia.
Ero una furia, sembravo indemoniata. Quando ci fummo allontanati un pò Daniele mi mise giù e cercò di farmi rilassare. Io continuavo a dirgli parolacce e a dimenarmi.
-falla finita Claudia!- disse perdendo la pazienza. Mi diede uno schiaffo in faccia. Non era stato forte ma bastò per farmi ragionare.
-oddio scusa Cla, non volevo farlo!!- si scusò, realmente dispiaciuto. Io mi accasciai a terra, mi abbracciai le ginocchia ed iniziai a piangere. Daniele si mise seduto vicino a me e mi abbracciò.
-dai, è passato tutto.- diceva. Ma quale passato tutto! Avevo tradito Francesco, stavo per far del male a delle persone... Anna se lo sarebbe meritato ma... meglio lasciar perdere.
-che stronza che sono... che merda di ragazza che ha Francesco...-
-smettila. Non sei una stronza, alla fine le tue ragioni ce le avevi. E poi Francesco è fortunatissimo ad averti. Un bacio ad uno, e allora? E poi gli hai appena sfiorato le labbra, io l'ho visto. Non serve sentirsi in colpa così.-
-si certo come no... e ora io che gli dico, eh?-
-semplice, non glielo dici.- disse. Era la soluzione più logica ma non quella migliore. Io e Francesco ci eravamo sempre detti tutto. Anche se era una cosa da poco non potevo nascondergliela. Altre lacrime scesero dai miei occhi. Daniele prese un fazzoletto e mi asciugò le guance, mi tolse anche il trucco colato.
-dai, andiamo a casa. Zia Elsa (mia nonna, n.d.r.) stà a casa di mia madre, possiamo andare a casa senza che ti veda nessuno in questo stato.- annuii di malavoglia, lui mi prese in braccio e con cinque minuti fummo a casa. Mi misi un paio di pantacollant e una canotta puliti, mi rinfrescai il viso e ci sedemmo entrambi sul mio letto. Lo abbracciai.
-come farei senza di te, cuginastro?-
-boh.- disse e mi sorrise. Non ricambiai, non ci riuscivo. Mi mancava Francesco, mi mancava troppo. Avevo bisogno che mi rassicurasse lui, che mi dicesse "non m'importa niente di quel bacio", volevo sentirlo accanto a me.
-mi manca, troppo.-
-lo sò, si vede. Manca solo una settimana poi lo rivedrai. Prova a resistere, sò che puoi farcela.-

-in verità son due settimane e due giorni.- dissi. -si, poco cambia. Fattostà che tu in queste due settimane dovrai essere forte e continuare con la tua vita di sempre, evitare di stare con persone che non ti vanno molto a genio, impegnarti e divertirti. Vedrai che poi tutti i tuoi sforzi verranno ripagati, specialmente ad agosto. Mi pare di aver capito che il prossimo mese sarai tutta sorrisi.- -lo spero..-. Mi squillò il cellulare, sobbalzammo. Guardai il display: era Serena. -merda, mi ero dimenticata che mi dovevano chiamare i miei amici della band... rispondi tu, non posso farmi sentire che piango.- -io? E che gli dico?- -ma che ne sò, inventati qualcosa!-. Gli passai il telefono, lui esitante rispose. -pronto?- -pronto... Claudia?- chiese lei, incredula. Risi per la sua voce. -ehm no, si dà il caso che io sia il cugino.- disse lui, risero entrambi. -ah ok! Dov'è Claudia?- -Claudia?- disse lui guardandomi, era nel panico totale. Gli feci segno di dirle che stavo dormendo. -Claudia è qui vicino a me, si è addormentata poco fa.- -ahh, ho capito..- -se vuoi puoi dire a me.- -ok.. l'avevo chiamata per parlarle un pò del concerto che faremo ad agosto lì.- -ah si, prima abbiamo visto i manifesti!- -si lo sò, purtroppo hanno capito male e li hanno fatti uscire prima... fanno un bell'effetto almeno?- -si, sono molto belli! Avete fatto un ottimo lavoro! Aspetteremo con ansia il vostro concerto anche perchè qui non ci sono molte occasioni per divertirci, almeno voi animerete una nostra serata d'estate!- -ahahhahaha, ci proveremo almeno! Okay dicevo, visto che la signorina si è addormentata e non è il caso di svegliarla le puoi dire se lunedì alle due e mezza si connette su skype così le spieghiamo bene come ci siamo organizzati e facciamo una twitcam con i nostri fan per annunciargli la data?- -ahh, va bene, penso che non ci siano problemi anche se lei a quell'ora è a lavorare... penso che però la fanno collegare se glielo spieghiamo. Ah un'altra cosa, come fate a fare la twitcam con i fans se lei è qui?- -ah sii, giusto. Lei sarà connessa dalla xbox perciò la vedremo per televisione, noi ci metteremo vicino a lei e faremo la twitcam tutti insieme! Che lavoro fa?- -ahh, siete ingegnosi voi! Fa la babysitter, ha iniziato oggi.- -ok, va bene, allora dille che mi mandasse un messaggio o che twittasse qualcosa per confermare la sua partecipazione alla twitcam, dobbiamo organizzarci prima.- -va bene, non ci sono problemi.- -una curiosità: come ti chiami?- -ahahah, scusami non mi sono presentato, mi chiamo Daniele.- -ahh, piacere di conoscerti, sono Serena.- -piacere mio!- -bene allora ci sentiamo, anzi, vediamo presto se vedrai la nostra twitcam! Salutami tanto tua cugina, mandale un bacio da Roma!- -va bene, lo farò! Ciao!- -ciaoo!- disse lei e attaccarono finalmente. -hai capito il cuginetto che ci prova con la mia collega!- dissi. Mi aveva fatto ridere la loro conversazione, provavano a parlare del concerto quando invece volevano solo conoscersi: -tranquillo che quando viene te la faccio conoscere!-. Lui arrossì e sorrise imbarazzato. -va benee... insomma, hai capito che devi fare lunedì?- -si, webcam e twitcam, va bene, ci sarò. In qualche modo farò con i bambini..- -penso che per Paola non ci sia nessun problema, prima mi ha chiamato e mi ha detto che era soddisfatta del tuo lavoro e che i bambini erano felicissimi. Gli sei piaciuta.- disse e io lo abbracciai. Mi stava iniziando a tornare un pò il sorriso. -ridi che ti fa bene!- disse lui. Rimanemmo un altro pò a parlare, poi lui tornò a casa sua. Era finalmente arrivato il momento che aspettavo di più di quella giornata, il momento di andarmene a dormire. Ero sfinita, piangere poi mi aveva stancato ancor di più. La cosa positiva di quella giornata di fuoco? Esser tornata a Roma per una mezz'ora, anche se solo con un computer. Mi aveva fatto bene aver rivisto la mia famiglia, i miei migliori amici, il mio ragazzo. Ecco l'errore: non dovevo pensare al mio ragazzo. Mi mancava troppo, io avevo baciato un altro e avevo il rimorso che mi assaliva. Misi il viso sul cuscino, cercando di soffocare il pianto e a pensare a qualcosa di piacevole. Qualcosa come la Spagna. Ecco un altro errore: Spagna voleva dire Julieta, lei che mi aveva presentato Lucas, quel ragazzo di cui mi stavo iniziando ad innamorare. Presi l'mp3 e misi la playlist con le canzoni dei nostri concerti che mi aveva fatto Simona, ricordavo quelle serate una ad una, riprovai le stesse emozioni. Riascoltai "Incancellabile", la versione fatta qualche giorno dopo del nostro anniversario. Era davvero fantastica, più la sentivo più mi ci innamoravo. E specialmente iniziai a ricordare quelle notti speciali passate con Francesco. Mi addormentai cullata da quei dolci ricordi, fantasticando un pò sulla mia estate, quella che dovevo vivere al meglio, quella che sarebbe arrivata solo due settimane dopo.

Nessun commento:

Posta un commento