giovedì 1 novembre 2012

Chapter 37. #New.

Mi alzai alle sette e mezza per aiutare nonna nel fare le cose più importanti a casa, poi verso le otto e mezza mi iniziai ad incamminare per andare a casa di Clarissa e Nicola.
La strada era tutta dritta da casa mia a casa loro, soltanto che era bella lunga. Mi sentii un pò di musica per rilassarmi, ero troppo agitata.
Avrei dovuto fare tante cose quel venerdì: stare con i bambini, andare a ripetizioni di matematica, uscire con i miei cugini, uscire con alcuni amici... pensare che da quel momento in poi tutte le mie giornate sarebbero state così.
Alle nove precise suonai il campanello di casa Cossu, mi venne il padre dei bambini, Pietro. Anche lui era un bell'uomo, i suoi quarant'anni se li portava benissimo, era un tipo preciso.
-buongiorno. Desidera?- chiese, non riconoscendomi.
-ah, buongiorno. Sono la babysitter dei bambini.-
-ahh si! Scusami, non sapevo fossi tu! Prego, entra pure!-
-grazie..- entrai e andai verso il salone, dove mi aspettava Paola.
-ciao Claudia! Sei in perfetto orario, ottimo!- la vidi andare avanti e indietro per la stanza prendendo chiavi, borsa, posando soldi sul tavolo e una lista di non sò cosa. Poi la vidi dirigersi verso la porta, poco prima di uscire si fermò.
-allora Claudia, i bambini stanno ancora dormendo, per le nove e mezza falli alzare, preparagli la colazione e poi ho lasciato sul tavolo una lista di cose che dovresti comprare al supermercato se non ti dà fastidio...-
-ah, va bene, non si preoccupi.-
-e allora buona giornata e buon lavoro!- esclamò. Uscì mano nella mano col marito, li vidi allontanarsi con la macchina.
Era presto, io iniziai a guardarmi un attimo intorno. Decisi di farmi un giro per quella casa, da fuori sembrava piccola ma invece era tutta un'illusione.  Davanti alla porta di casa c'era un ingresso con un tavolino e un corridoio che conduceva al salotto e alle scale per salire al piano di sopra. Proseguii per il salotto, c'era un grande divano di pelle con un tavolino ed una grande libreria, con il televisore attaccato al muro. La cucina era grande e spaziosa, aveva un tavolo da sei persone e un'isola, era davvero bella. Da lì si poteva accedere ad una sala da pranzo con un tavolo da venti persone e più e al terrazzo, anche lì c'era un tavolo con un barbecue ed una vista molto bella del paese e del paesaggio che mi circondava, un puzzle di colline, montagne e natura.  Rimasi a guardare quello splendore per un pò, scattai anche qualche foto, però persi la cognizione del tempo.
Erano quasi le nove e mezza, era ora di svegliare i bimbi. Andai verso la scala che portava al piano di sopra e mi trovai davanti a tante porte, per fortuna c'erano dipinti i nomi dei bambini su due, sennò ci avrei messo un'eternità a trovarli!
Sorpassai le due stanze per gli ospiti più il salottino, per prima arrivai a quella di Clarissa. Bussai piano piano e aprii la porta. Ancora dormiva beata. Aveva una cameretta degna di una principessa, la cameretta che ogni bambina desidera: grande, piena di giochi e libri messi in ordine negli scaffali, nei cassetti e nelle cassepanche, un cavallo a dondolo con sopra alcune bambole, alcuni peluches in giro per la stanza.
Mi avvicinai un pò, le aprii la finestra che era vicino alla sua testa. Vedendo la luce aprì un pò gli occhi.
-buongiorno!- dissi.
-ciao Claudia..!- disse, ancora mezza addormentata.
-è ora di alzarsi piccola, dai, io vado a chiamare Nicola e poi scendiamo tutti insieme a fare colazione, va bene?-
-si.- disse, iniziando ad alzarsi. Io uscii fuori da quella stanza e andai a cercare quella del fratello, superando la camera dei genitori e un piccolo bagno.
La camera di Nicola era leggermente più in disordine, era più normale. Macchinine, soldatini e mostri vari erano dappertutto, lui dormiva abbracciato ad una macchina di peluche.  Anche lì la prima cosa che feci fu far entrare un pò di luce, soltanto che a lui dovetti chiamarlo.
-Nicola? Dai, è ora di alzarsi.-
-uffaaa... ho sonno...- brontolò. Poi si girò dalla mia parte e mi guardò. -ciao babysitter.-
-meglio Claudia.- precisai.
-va bene, babysitter Claudia.-. Mi venne da ridere. Avremo lavorato sul mio nome più tardi, ora non era il caso di mettersi a discutere.
-è ora di abbandonare il tuo caldo lettino, lo sai?-
-si.. ma che facciamo dopo, usciamo?-
-certo Nico, se vuoi si. Va bene se ti chiamo Nico o ti dà fastidio?-
-a me Nico piace tantissimo.- disse. Poi si alzò e mi diede la mano. Vidi Clarissa sulla soglia della stanza, anche lei mi prese per mano.
-dai, andiamo prima in bagno. Dov'è?- gli chiesi, subito iniziarono a correre per occuparlo per primi. Vinse lui. Aspettai vicino alle scale che avessero fatto, poi andammo tutti insieme in cucina.
-il latte lo volete con un pò di cacao?-
-sii!!- esclamarono.
-per me i biscotti della fattoria!- aggiunse Clarissa.
-e io invece i cereali a palline di cioccolato!- disse il fratello.  Io mi misi alla ricerca delle cose, i "biscotti della fattoria" erano a forma di animali e li trovai in un barattolo, i cereali erano quelli che mangiavo anch'io perciò li trovai subito.
Mi misi seduta davanti a loro mentre mangiavano, facevano a gara a chi mi offriva più roba.
-eii, mangiate voi, non preoccupatevi per me.-
-non hai fame?- mi chiese Nicola.
-adesso no..-
-hai fatto colazione?- domandò lei.
-certo che l'ho fatta, io non salto mai la colazione, non mi reggerei in piedi se non la facessi.-
-anche mamma dice sempre di farla perchè così cresciamo forti.- mi spiegò lui.  Erano due cose dolcissime, mi ci affezionai subito.
Dopo colazione li feci vestire, io intanto tolsi le cose della colazione dal tavolo e pulii dove avevano sporcato.
Si misero a giocare in quel salottino al piano di sopra, io mi misi insieme a loro a divertirmi un pò, fino a che non arrivò alle dieci e venti Daniele, dovevamo andare a fare la spesa insieme.
-chi sarà?- gli chiesi, quando sentimmo suonare alla porta. Scendemmo con una velocità impressionante, i bambini andarono ad aprire alla porta e quando videro mio cugino gli saltarono addosso.
-ehh che accoglienza! Come state ragazzi?-
-beniissimoo!!-
-la tua fidanzata è una babysitter bravissima Dani, lo sai?- gli disse Nicola, lui mi guardò sorridente, io arrossii.
-noo Nico, noi non siamo fidanzati! Siamo cugini!- mi affrettai a chiarire. Daniele rise, di conseguenza anch'io.
-buongiorno cuginetta, vedo che hai iniziato bene la giornata.- disse, dandomi un bacio sulla guancia.
-finalmente je l'hai fatta a venì! Dovevamo essere usciti già da un bel pò!- sbottai, in romanesco.
-scusami, il mio letto non mi lasciava andare.- disse stuzzicandomi.
-seentii bello, ringrazia che ci sono i bambini qui sennò io già ti ci avevo mandato da un bel pezzo!!- esclamai. Mi fece l'occhiolino.
-dove l'avresti mandato Clau?- mi chiese inaspettatamente Clarissa.
-ehh, in un posticino che a Dani piace tanto!- esclamai.
-ahah, simpatica la ragazza! Dai smettila di dire cavolate e usciamo.- disse lui ironico.
Andai a prendere la lista con le cose da comprare e i soldi che mi aveva lasciato Paola, chiusi le finestre e andammo. Stettimo in giro per un'ora, facemmo una bella passeggiata, i bambini si comportarono molto bene. Chiesi a Daniele di portarli al parco, io andai a portare a casa la spesa e poi li raggiunsi.
Li guardai giocare per il prato, andare sullo scivolo, mi chiesero di spingerli sulle altalene, gli scattai qualche foto.  Anch'io e Daniele ci divertimmo facendoci scherzi e dispetti, lui mi bagnò con la bottiglietta dell'acqua fra le risate nostre e dei bimbi, prima di rientrare a casa dovetti assicurarmi di essere totalmente asciutta.
-mi vendicherò per questo gavettone inaspettato, fidati.- gli dissi facendogli l'occhiolino.
Tornai a casa da soli, mandai Daniele a casa sua per evitargli un viaggio a vuoto.  A casa arrivammo a l'una, mi affrettai a preparare le penne pomodoro e basilico, poi gli preparai il filetto con i pisellini che mi aveva lasciato pronti Paola.  Mangiammo di gusto, gradirono molto.
-volete il gelato per dolce?- gli chiesi. Due sorrisoni si accesero, subito andai a prendere il gelato alla crema e al cioccolato e gli preparai dei coni piccolini.
Alle due e mezza li portai a fare il riposino in camera di Clarissa, prima di addormentarsi mi fecero alcune domande.
-ma tu di dove sei?- mi chiese Nico
-di Roma.-
-e com'è? È più bella Roma o più bella la Sardegna?- mi chiese lei impicciandosi un pò con le parole.
-Roma? Roma è una città magnifica... ma il mare della Sardegna è ancora più bello. Le adoro tutte e due.- annuirono, contenti di ascoltarmi.
-e cosa ti piace fare a Roma?- mi chiese lui.
-mi piace stare con i miei amici, mi piace pattinare e cantare. A voi piace cantare?-
-si, a me tantissimo!- esclamò Clarissa
-ahh bene, allora un giorno cantiamo insieme!-
-me lo prometti?- mi chiese. Non capii bene il senso di quella frase.
-certo che te lo prometto. Dai bimbi, adesso però si dorme. Poi dopo vi sveglierete e ci sarà la vostra mamma.-
-e tu quando torni?- mi chiese Nicola.
-Nico, io tornerò lunedì se mi volete. Ditemi un pò, vi siete divertiti?-
-sii, tantissimoo!- esclamarono.
-va bene, allora tornerò. Adesso però dormiamo eh.- dissi. Con dieci minuti si addormentarono, alle tre meno un quarto scesi e lavai i piatti, cercando di fare meno rumore possibile. Poi finalmente sprofondai sul divano, stanca.
Mi ricordai che mi avevano messo a disposizione il computer con la connessione, decisi di entrare un attimo su skype per vedere chi c'era.
Avevo la webcam, ancora meglio. Appena entrai Giovanni mi chiamò. Accettai subito, a lui non lo sentivo da quando ero partita.
-ciao fratellone!!-
-ciao Clà!- esclamò tutto felice. Vidi del movimento alle sue spalle, capii che non era solo.
-come stai?-
-io qui tutto bene, tu invece? Ti vedo un pò stanca...-
-naahh, stò benissimo io! Ma chi c'è lì con te?-
-qui? Ah, piccole sorpresine per te. C'è mamma, il nostro vicino rompipalle con la sua ragazza e Francesco.-
-cosaa?? Scusatemi, perchè non vi fate vedere brutti scemi?- esclamai stupita. Erano tutti lì, wow!
-ciao roscia!- esclamò Simone apparendomi da un lato della webcam.
-ciaoo Clàà!!- disse Silvia
-ciao amore.- disse Francesco. Quasi mi emozionai, non li vedevo da soli tre giorni e già mi mancavano un sacco.
-ciaoo.- dissi, provando a trattenere l'emozione.
-uno alla volta e parliamo tutti.- disse Giovanni, zittendoli. Stavano facendo un macello incredibile, menomale che avevo le cuffie. Vidi arrivare mia madre.
-che è tutto 'sto casino qui?- scherzò, poi mi vide. -Cla?-
-ciao mamma!- dissi. Evidentemente non sapeva che ero collegata.
-tutto a posto? Non dovresti essere a lavorare ora?-
-sisi, tutto bene.-
-a lavorare?- chiese Giovanni alzando un sopracciglio. Gli altri lo copiarono. Vero, l'avevo detto solo a mia madre.
-si, babysitter, ho iniziato oggi.-
-ahh, e non ci dici niente?- esclamò Silvia.
-come stà andando?- mi chiese Francesco.
-bene, benissimo, Clarissa e Nicola sono due angeli.-
-ah, e ora sei collegata da lì?- chiese Giovanni.
-si, mi hanno detto che posso usare il computer. Ho messo a fare il riposino i bambini e ne ho approfittato un attimo.-
-ahh, sono stati gentili.- disse Simone.-ah ecco, dicevo. Non mi sembrava di conoscere la casa.. non mi sono rincoglionito tutto d'un botto allora.- disse Giovanni.
-noo, traaaanquillo fratellino!-
-fra quanto finisci?- chiese mamma.
-per le quattro.-
-ah, dai manca poco, poi ti riposi!- esclamò Silvia.
-see, magari! Esco da qui e vado a ripetizioni, poi dopo esco un pò. In realtà vorrei solo andarmene a dormire.-
-dai, fai 'sto sforzo. Va bene Cla, io e Giovanni andiamo da Laura, vado a conoscere i vostri nipotini. Ci sentiamo dopo per telefono.- disse mamma.
-ohh!! Salutatemeli tutti!!- ripensai dopo al fatto che eravamo connessi con l'account di Giovanni. Non sò che reazione ebbi, sò solo che Simone appena vista la mia faccia mi rassicurò dicendomi: -noi ci andiamo a connettere da casa mia!- e vidi allontanarsi i miei migliori amici e il mio ragazzo. Dopo due minuti li vidi collegarsi. Salutai in fretta mamma e Giovanni e continuai la conversazione interrotta con loro.
Davanti allo schermo c'era Francesco, dietro seduti sul letto c'erano i miei migliori amici che si scambiavano tenerezze.
-amore..- disse lui.
-ciao!-
-come va? Non ci sentiamo da martedì.-
-si, lo sò, scusami. Ultimamente non sò più dove sbattere la testa. Sono venuta qui per riposarmi un pochino invece mi stò stancando ancor di più.-
-si, si vede, sei uno straccio.- si intromise Silvia.
-forse è il caso che ti riposi.- disse Simone.
-giusto. Non ti fa bene correre sempre da una parte all'altra.- disse Francesco.
-ok, fatela finita di dirmi che devo riposarmi. Piuttosto sbrigatevi a venire qui, con voi si che mi rilasso.-
-dici?- disse Simone facendomi l'occhiolino. In effetti non era proprio così, con loro facevo ancora più cose, però certamente la loro presenza contribuiva a non farmi stancare più di tanto.
-ci manchi.- disse Silvia.
-si, mi mancate anche voi, specialmente tu.- dissi guardando Francesco che mi sorrise. -novità?-
-si, una che potrebbe interessarti.- disse Silvia. -hai visto twitter ultimamente?-
-no, non ho la connessione .-. - dissi a Silvia.
-ah si, giusto. Vabbè, la band ha comunicato la data per il concerto estivo.-
-ahh si, Matteo mi aveva detto che erano riusciti ad ottenere la data, mi ha detto che mi avrebbe richiamato a breve per dirmi il giorno.-
-non importa, te lo diciamo noi :D - disse Simone.
-sabato 13 agosto, ci siamo anche noi!-  disse tutta felice Silvia. Sarebbe stato qualche giorno dopo del mare.
-okay, grazie! Poi dopo li chiamo così sento che dobbiamo fare. Regà mò vado, sono quasi le quattro, non ho voglia di farmi trovare al computer. Un bacio, grazie per avermi rallegrato la giornata.- dissi.
-quando possiamo essere d'aiuto!- disse Francesco
-vedi che a qualcosa serviamo allora?!!- esclamò Simone.
-si, non siete del tutto inutili voi.- dissi. Gli mandai un bacio e chiudemmo, spensi tutto e andai a controllare i bambini. Ancora dormivano. Decisi di lasciarli stare, li avrebbe svegliati la madre.
Paola arrivò alle quattro e mezza, mi diede un extra per aver aspettato e averle pulito tutto. 65€ con una giornata, buono! Le feci un resoconto della giornata, mi disse di tornare lunedì, era stata contenta del mio lavoro. La ringraziai e mi sbrigai ad uscire, dovevo andare a ripetizioni.
Che palle, ma quando finiva quella giornata?

Nessun commento:

Posta un commento