mercoledì 31 ottobre 2012

Chapter 36. #New.

Due giorni dopo il mio arrivo la mia agenda già iniziava a riempirsi di impegni.
Due volte alla settimana dovevo andare per un'ora a fare ripetizioni di matematica con una ragazza del paese, la mattina dovevo svegliarmi presto per aiutare mia nonna a sistemare casa e aiutarla a fare la spesa o cose del genere, il pomeriggio studiavo, la sera uscivo con i miei cugini e i miei amici. Insomma, non avevo un minuto libero, giusto prima di andare a dormire.
Ma oltre alle ripetizioni e a tutto il resto si aggiunse anche un altro impegno: fare da babysitter a due bimbi. I genitori la mattina andavano a lavorare e non volevano più lasciare i bambini al nido, perciò cercavano babysitter. Daniele prese l'iniziativa dicendogli che io potevo tranquillamente farla, si misero d'accordo loro, io venni a sapere tutto la sera prima, davanti ad un bicchiere di cocacola.
***
-Clau, domani ti passo a prendere alle nove e mezza così andiamo a casa di Nicola e Clarissa, il primo giorno stò con te..- disse ad un certo punto Daniele. Ma di chi stavamo parlando? Non mi sembrava di conoscere dei ragazzi con quei nomi.
-chi sono?- chiesi.
-ops, mi sono dimenticato di dirtelo! Domani inizi a lavorare...-
-che devo faree??- dissi, quasi urlando. Menomale che c'era poca gente nel bar.
-inizi a fare la babysitter a questi due bimbi domani... non mi sbranare..-. Cosa? La babysitter? Non avevo già abbastanza cose da fare? E poi perchè ha organizzato tutto senza dirmi niente? Stavo per fargli una sfuriata enorme, ma mi controllai. Insomma, se l'indomani avrei dovuto iniziare a lavorare forse era il caso che mi informassi di dove dovevo andare.
-no, non ti sbrano anche se lo farei volentieri, ma ringrazia che stiamo in un bar e non ho voglia di farti scenate visto che qui anche se fai una scureggia dopo due secondi lo sa tutto il paese.. piuttosto vorrei capire bene da dove salta fuori questa storia e cosa dovrei fare io domani.-. Rise. Lo fulminai con lo sguardo e subito tornò serio, cercando parole adatte per spiegarmi bene la situazione.
-bene, allora... questa coppia di amici stava cercando da tempo una babysitter per i loro gemellini di cinque anni, non hanno voglia di mandarli ancora al nido. Purtroppo quest'estate non li aveva contattati nessuno, hanno chiesto a me se conoscevo qualcuno disposto a passare qualche ora con i bambini e io ho pensato subito a te. Insomma, ci sai fare con i bimbi, questa sarebbe un'occasione perfetta per fare altro nella giornata, per uscire, divertirti... e poi metteresti qualcosa da parte, qualche soldino può sempre servire.-
-ah bene. Tu hai fatto i conti senza l'oste. E se io ti rispondessi di no? Che voglio passare la mia estate a casa, senza pensieri?-
-non ti crederei, nonostante sia una bella idea. Sò che non rifiuteresti mai, non è da te dare buca così alla gente. Io mi scuso, è vero, avrei dovuto avvisarti, ma me ne sono proprio dimenticato!-
-infatti, non rifiuto solo perchè ho preso indirettamente questo impegno e non intendo deludere delle persone. Ma perchè non ti sei offerto tu?-
-io e i bambini? Spero che tu stia scherzando.-
-beenee... e allora adesso visto che mi ci hai messo tu in questo casino e che ti sei tirato subito indietro, sarai costretto a venire con me tutti i giorni ed aiutarmi.-
-nooo!!- disse, mettendosi le mani fra i capelli.
-si invece.-. Guardai l'ora, le nove e mezza. -portami da loro, devo conoscere i genitori, domani non vorrei arrivare lì senza sapere che mi aspetta e parlarci solo due secondi.-
-ma che... a quest'ora? Stai scherzando! Le cose se vuoi te le dico io, mi hanno spiegato tutto...-
-no Daniele, devo sentire loro. Sono solo le nove e mezza, qui andate a.dormire tutti tardi, chiamali al telefono e chiedigli se possiamo passare a fargli visita un attimo.-
-va bene...- disse, prese il cellulare e compose il numero. -pronto Paola? Ciao sono Daniele, ti disturbo?...senti qui con me c'è Claudia, la babysitter dei bambini che vorrebbe conoscerti e parlare un attimo con te. Possiamo passare una decina di minuti a casa vostra così vi mettete bene d'accordo?...ok, perfetto, allora a fra poco! Ciao!- riagganciò: -dai andiamo, dobbiamo camminare un pochino.-
-okay.- dissi, pagammo il conto e ci avviammo verso il sud del paese, abitavano praticamente al confine con l'altro.
-intanto memorizza la strada. Da casa tua è ancora più semplice raggiungerla, devi andare sempre dritta e poi quando vedi la parrucchiera "Capricciosa" devi girare a sinistra. Casa loro è quella verde.- mi spiegò Daniele.
-perfetto.-. Arrivammo ad una casetta a due piani molto simile a quella di mia nonna, dipinta di verde. Famiglia Cossu. Mio cugino suonò al campanello. Ci venne ad aprire una signora sulla trentina, alta e bionda, era una bellissima donna.
-ciao Paola!- esclamò Daniele dandole un bacio sulla guancia.
-buonasera..- dissi io timidamente.
-oh, tu dovresti essere Claudia! Piacere, Paola. Vieni dentro, accomodati.- disse, stringendomi la mano.
La casa era molto grande da dentro, con molte stanze e mobili antiquati, lampade di cristallo e cose del genere. Capì che era una famiglia benestante, molto. 
Mi fece accomodare su un divano di pelle beige, vicino a me si sedette Daniele che mi teneva per un fianco, avvertiva la mia tensione.
-stà tranquilla.- mi disse a bassa voce, poi entrò Paola con due bimbi, erano biondi come lei, erano stupendi! Mi guardarono da dietro le gambe della madre, si vergognavano. Avevano un sorrisone che gli partiva da un orecchio e andava a finire all'altro.
-bene, queste sono le mie due pesti, Nicola e Clarissa. Hanno cinque anni.-
-ciao!- esclamai. Allungai un braccio per vedere se uno dei due voleva venire da me, vidi la piccolina staccarsi piano dal vestito della madre e venirmi incontro. Mi strinse timidamente la mano.
-ciao, sono Clarissa.-
-oh, tanto piacere signorina! Io sono Claudia.-. Mi sorrise. Stessa cosa fece il fratellino, che poi tornò subito fra le braccia della mamma. Clarissa si sedette fra me e Daniele, facendo delle smorfie simpatiche a lui.
-Daniele mi ha parlato molto bene di te.- disse Paola. Arrossii. -sò che ti piacciono molto i bambini.-
-si, li adoro! Anche a Roma facevo da babysitter ad una bimba.-
-meglio, almeno sò che sei una ragazza affidabile e soprattutto di famiglia!-
-sarà una gran rompipalle però con i bambini non la batte nessuno!- esclamò Daniele, dandomi qualche pizzicotto sui fianchi. Ridemmo.
-per favore, mi può spiegare meglio in cosa consiste il mio compito? Daniele me l'ha detto solo mezz'ora fa che domani sarei dovuta venir qui.-
-ti eri dimenticato di dirglielo Dani? Che bravo ragazzo.- disse ironica: -bene, dovresti venire per le nove qui e rimanere fino alle quattro, poi torno a casa e ti lascio libera!-. 7 ore? Cosa? Era vacanza anche per me, porca vacca!!
-ahh, per me va bene.- mentii. Quanto avrei voluto dirle che me ne sarei stata volentieri nella mia camera a sentire musica o a dormire!
-vanno bene 10€ l'ora o te ne servono di più? Non esitare a chiedere!-
-10 l'ora? È già tanto così, non si preoccupi. Anzi se vuole può anche abbassare...-.
-no no, 10 te li meriti tutti!-. Ciò significava che avrei guadagnato 70€ al giorno? Era troppo, assolutamente. Provai ad insistere nel far abbassare il prezzo, arrivammo a 8€ l'ora. Già andava meglio. Prima metteva in imbarazzo sia me che la mia famiglia.
-allora, ti faccio alcune raccomandazioni: li svegli per le nove e mezza, se vuoi la colazione gliela preparo io e gli lascio il pranzo pronto..-
-no no, non si preoccupi, faccio io. Lei basta solo che mi lascia qualcosa nel frigorifero e poi ci penso io a fargli da mangiare e a pulire naturalmente dopo che hanno finito.-
-okay... poi la mattina li fai uscire un pò, se puoi e se vuoi io ti lascio qualche soldo così comprate ciò che serve.-
-perfetto. Posso portarli al parco, in piscina...-
-sii, assolutamente si! Loro adorano il parco! Semmai fatti accompagnare da tuo cugino così ve li gestite meglio.-
-mmm ok.-. Questa era una bella responsabilità. Dovevo fare tantissime cose, e soprattutto stare attenta ai bambini.
-il pomeriggio falli dormire un pò, tu nel frattempo fai quello che vuoi, puoi usare anche il computer se ti và, ti attivo la connessione ad internet, mi ha detto Daniele che non la trovi molto spesso a casa tua.-
-oddio, grazie! Si, in effetti è un pò difficile trovare una connessione wifi in questo paese... ma comunque non si preoccupi, già ha fatto tanto per me, questa possiamo anche risparmiarcela...-
-no, non ti fare tu tanti problemi. Te lo meriti, già si vede che sei una ragazza in gamba, e poi con tutto quello che farai ti meriti anche un premio, mi sembra giusto.-
-vaa beeenee.- dissi, era inutile discutere, tanto avrebbe vinto lei.
-dal lunedì al venerdì tranne il mercoledì fino ad agosto, va bene?-
-ottimo. Perchè non il mercoledì, scusi?-. Non che mi dispiacesse avere un giorno libero.
-perchè il mercoledì vanno dai nonni, o dai miei o da quelli paterni, perciò ti lascio libera. Spero di non rubarti troppo tempo, dimmi se c'è qualche problema, proviamo a risistemare l'orario secondo le tue esigenze.-
-no Paola, non si preoccupi, per me é perfetto così.-
-bene ragazze, ora che vi siete messe bene d'accordo diciamo che è ora di andare.- disse Daniele. Meglio, non avevo voglia di trattenermi ancora a parlare, a parte che non avrei avuto argomenti di conversazione e poi iniziavo ad avere sonno. Pensare che il giorno dopo mi sarei dovuta svegliare presto per sbrigare tutte le mie faccende. Mi deprimeva il sol pensiero. L'unica consolazione? Vedere quei due bimbi sorridermi in quel modo, trasmettevano tanta allegria.
-giusto. Bene allora ci vediamo domattina alle nove.- dissi.
-si. Grazie mille Claudia, mi ha fatto molto piacere conoscerti.-
-anche a me! Ciao Nicola, ciao Clarissa, ci vediamo domani.- dissi
-ciao Claudia!- esclamarono timidamente.
-ciao a tutti!- disse Daniele, uscendo da casa. Io lo seguii subito: -e allora che te ne pare?-
-sono dolcissimi quei bambini. Anche se non mi godrò a pieno le mie mattinate d'estate va bene lo stesso, almeno passo un pò il tempo. Domani ti chiamo e andiamo a fare la spesa insieme.-
-ah, non vengo insieme a te alle nove?-
-no, meglio che dormi.- gli dissi abbracciandolo.
-vaaa beene, farò questo sforzo!- esclamò dandomi un lungo bacio sulla guancia.
Tornammo a casa per le undici, sprofondai nel mio letto, ero stanca morta. Pensare che dal giorno dopo mi avrebbero aspettato giornate ancora più stancanti!
Non smisi di desiderare nemmeno per un attimo che arrivasse al più presto agosto, luglio era troppo faticoso!

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