lunedì 29 ottobre 2012

Chapter 35. #New.

15:20 del 14 luglio.
Eravamo apppena arrivate a casa di mia zia in Sardegna..
-eccoti finalmente cuginettaa!- esclam&#242; Roberta saltandomi in braccio.<br>
-ciao Roby!! Come stai?-<br>
-beeeneee e tu?- <br>
-anch'io patatina mia. Mi sei mancata tanto, sai?- le dissi. Avevo l'occasione di rivederla solo l'estate, aspettavo per tutto l'anno quella stagione.<br>
-e io ti sono mancato?- esclam&#242; Daniele da dietro,cogliendomi di sorpresa, non mi ero accorta che fosse qui. Gli saltai in braccio.<br>
-si che mi sei mancato Danii!!-. Mi abbracci&#242;, era molto contento.<br>
-da stasera si rinizia ad uscire, va bene?- chiese.<br>
-ovviamente si!!- esclamai.<br>
Salutai anche Luisa, lei la trovavo un p&#242; stanca.<br>
-che hai?- le chiesi.<br>
-boh, non s&#242;... la maturit&#224; mi ha distrutto.- disse. Strano, Giovanni con i suoi amici non avevano reagito cos&#236;, non gli era successo niente del genere. Sembrava depressa.<br>
Salutai anche i miei zii, la sorella di mia nonna, Giselle e suo marito Giuseppe, e i loro due figli, Emanuele (il padre di Luisa) e Marianna (la madre di Daniele e Roberta).<br>
Dopo aver parlato un p&#242; con loro andai con mia nonna a casa a svuotare le valigie, sarei uscita con Daniele per le sette di sera.</p>
<p>***<br>
-e insomma, dove si va?- chiesi a Daniele uscendo dal cancello di casa.<br>
-uhmm... stavo pensando di andarci a fare un giro io e te dove vuoi tu, magari mangiarci una pizza e poi dopo cena ci vediamo con gli altri nella Piazzetta.-<br>
-ahh, ok, per me va bene! E com'&#232; che oggi ci hanno lasciato la serata libera?- scherzai. Di solito il primo giorno sarei dovuta rimanere con i miei parenti, al limite saremo potuti uscire dopo cena.<br>
-boh, tu li capisci ai tuoi zii? Io no. Meglio cos&#236;, dai, &#232; il 14 luglio, sei in vacanza porca merda, &#232; ora che tu ti diverta un p&#242;!-<br>
-giusto, hai ragione!! Andiamo al parco?- chiesi.<br>
-va bene, andiamo nel nostro posto, almeno parliamo un p&#242; in pace. Mi devi raccontare un paio di cose tu e anch'io ho qualcosa da dirti...!- <br>
-si, in effetti un paio di cose te le devo dire... e tu fai poco il misterioso!- gli dissi, facendogli l'occhiolino.
Con una decina di minuti arrivammo al parco, ci andammo a sedere nel nostro spiazzo preferito, quello dove c'erano più fiori. Adoravo quel posto, me lo aveva fatto scoprire quando avevo sette anni e fu subito amore a prima vista. Le migliori foto le avevamo scattate lì, era davvero magnifico.
-certo che questo posto è bellissimo anche di sera.- dissi
-si. Ci vengo spesso, mi aiuta a riflettere e a ricordare, qui faccio il conto alla rovescia per una nuova estate, pronto per far nuove cazzate con la mia cuginetta romana! A proposito, come stanno gli altri?-
-a Roma stanno tutti bene, Giovanni è stato appena accettato alla facoltà di Ingegneria all'università e si è trasferito in un appartamentino poco distante dal nostro, Laura ha partorito qualche giorno fa due bimbi bellissimi, io ho assistito al parto.-
-davvero, ha gia partorito? E com'è stato?-
-un'emozione grandissima, li ho tenuti in braccio per prima. Davvero fantastico!-
-wow, sono contento per voi!! Come li ha chiamati?-
-Michele e Giulia.-. Sorrise. Lo vidi incupirsi un attimo.
-che succede?- gli chiesi.
-no, niente, stavo pensando..-
-a cosa Dani?-. Esitò un momento, poi prese un respiro e mi guardò con quei bellissimi occhi nocciola-verdi che io adoravo e iniziò a raccontare.
-pensare che anch'io quest'anno stavo per diventare padre.-
-coosa? A diciassett'anni? E poi non sapevo avessi una ragazza!-.
-si, stavo insieme ad una ragazza, ci sono stato da ottobre a inizi maggio, poi però abbiamo troncato.-
-se non ti fa male parlarne, mi puoi dire come sono andate le cose?-
-dai, ci provo. Ci siamo conosciuti a inizio scuola, lei veniva da un altro paese, abbiamo iniziato ad uscire e a frequentarci e ci siamo innamorati. A ottobre ci siamo messi insieme, soltanto che abbiamo condiviso molto di più del previsto e... insomma è rimasta incinta. All'inizio eravamo entrambi sconvolti dalla cosa, non ci capacitavamo di come fosse successo visto che eravamo sempre stati molto "attenti" al riguardo. Però poi quando iniziavo ad abituarmi all'idea, stavo già pensando a come guadagnare qualche soldo, lei mi dice che avrebbe abortito, senza nemmeno consultarmi. Io poi sono contro l'aborto, tu lo sai bene, e sinceramente quando mi ha detto così io non ci ho capito più niente. Fattostà che ha abortito e il nostro amore è andato in frantumi com'è andata in frantumi quella piccola e dolce vita.- disse. Gli uscì una lacrima, lo abbracciai.
-mi dispiace davvero tanto, non pensavo... che stronza.- conclusi.
-già, ma lo sono stato anch'io visto che non ho esitato a passare tutto quel tempo con lei.-
-no, tu eri innamorato. Lei non sò. Comunque davvero, potevate pure stare attenti, una vita risparmiata. Anche noi abbiamo i nostri momenti, però stiamo sempre attentissimi.-
-cosa, cosa? Mi stò perdendo un pezzo... tu e Francesco?-. Mi ricordai in quel momento di non avergli mai raccontato niente di tutta quella storia.
-ehmmm... si. Mi pare anche normale, due anni, innamoratissimi..-
-beh si, è "normale"... ma perchè non me l'hai detto?-
-perchè certe cose Danié vanno dette in faccia, non per skype.-
-non hai tutti i torti! Non ti chiedo i particolari anche perchè sò che ti metterei in imbarazzo. Ma raccontami qualcos'altro, cos'hai fatto quest'anno?-
-ahh, beh, devo raccontarti un pò di cose!!-. Gli raccontai dell'anniversario, del viaggio a Barcellona, delle numerose serate fatte al Versus, dei campionati regionali e nazionali di pattinaggio a cui ero arrivata prima, della mia nuova amica spagnola, di aver conosciuto ragazzi spagnoli...
-quindi questa Julieta ti ha fatto conoscere Lucas?-
-già. Mi ha un pò scombussolato la vita il ragazzo, da quando l'ho conosciuto penso spesso, forse anche troppo a lui.-
-ti stai, uhmm, come dire.. innamorando di lui?-
-ah boh, io non lo sò!! Sono troppo confusa in questo momento, non posso dirti con precisione cosa provo.-
-lo scopriremo insieme.. dai, adesso andiamo a mangiare, a forza di chiaccherare si sono fatte le nove meno un quarto!- esclamò
-di già?? Passa in fretta il tempo con te!-. Mi alzai e andammo verso il centro del paese dove c'era la pizzeria di "Vito", stavamo morendo di fame.
Dopo mangiato andammo nella piazzetta dove ci aspettavano alcuni ragazzi, vari già li conoscevo. Fra loro c'era anche quell'arpia di Anna, che si limitò a dire alle sue amiche "ed anche quest'anno la zoccola è tornata a romperci.". La ignorai completamente, non era nessuno lei per potermi rovinare la giornata.
Un ragazzo, Tommaso, che avevo conosciuto un anno prima, mi si avvicinò.
-ciao Claudia, sono molto contento di rivederti.
-ciao Tommaso, anch'io.-
-come stai?-
-bene, va tutto a meraviglia, e tu?-
-si, anch'io. Senti... mi chiedevo se uno di questi giorni ti andrebbe di uscire... non sò, a fare una passeggiata, a prenderci un gelato..-. Cosa? Mi stava invitando ad uscire?
-ehh, Tommaso non lo sò. Ho parecchio da fare quest'estate, non sò quanto tempo potrò dedicare alle uscite con gli amici...-
-va bene, pensaci, fammi sapere. Io sono sempre disponibile, poi se tu mi chiedi di uscire ancora meglio!-
-non montarti la testa. Sai bene che sono già fidanzata.- dissi. Sapevo che Tommaso provava qualcosa per me, tutte le estati ci provava. La cosa che mi dava più fastidio era che nonostante io gli dicessi sempre di no lui continuava ad insistere.
-io non mi monto la testa, ti stò solo facendo capire fra chi puoi scegliere. Insomma Claudia, non puoi dire che non sei attratta da me neanche un pò.-. Per quanto carino potesse essere (era davvero un bel ragazzo) non poteva battere Francesco. Fortunatamente mio cugino intervenne in quella simpatica chiaccherata, salvandomi.
-Tommaso non importunare mia cugina. A proposito, ce ne torniamo a casa? Sono le undici passate, sarai stanca.-. Menomale. Sorrisi.
-si, in effetti ho sonno, oggi è stata una giornata un pò stancante.-
-dai, andiamo allora.-
-allora ci si vede in giro Claudia...- disse Tommaso.
-va bene, ciao..-. Salutammo anche gli altri e ci avviammo verso casa, prendendo una delle vie più lunghe.
-grazie per avermi salvato da Tommaso.-
-e di che? Ho visto che ti stava dando fastidio e allora ho deciso di intervenire. Che ti ha chiesto?-
-vuole uscire con me.-
-ahh, come previsto. Gli piaci da parecchio tempo, te ne sei accorta,si?!-
-sii, non sono cieca. Ma ora o si stacca o prima o poi gli darò un pugno.-
-dimmi quando sarà il momento perchè io voglio essere presente!!-. Ridemmo. Tommaso sarà stato anche carino ma a me non interessava proprio. Innanzitutto non era il mio tipo. Secondo: ero fidanzata e mi piaceva anche un altro ragazzo. Forse non era il caso di andarsi a mettere ancor più nei casini.
Arrivammo dopo una ventina di minuti a casa, ci salutammo e andai nella mia camera, "la camera dei nipoti" come l'aveva chiamata nonna. Aveva due letti a castello più uno matrimoniale, ci potevamo stare in 6-7 lì dentro.
Guardai l'orologio, 23:32. Chiamai mia madre e poi Francesco per dargli la buonanotte. Lui già mi mancava. Ormai mi ero abituata ad averlo sempre in giro per casa o vicino a me, era strano non sentire la sua voce vicina. Iniziai a fare il conto alla rovescia dei giorni che mancavano per rivederlo, di giorno in giorno la mia ansia e la mia eccitazione crescevano sempre di più.
Dopo la mezzanotte ancora non avevo sonno perciò mi misi a disfare la valigia e a sistemare le mie cose in quella piccola parte d'armadio dedicata a me. 
Nel letto entrai a l'una, mi addormentai sognando ad occhi aperti, pensando ai miei programmi per l'estate. Avrei avuto parecchio da fare.

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