domenica 28 ottobre 2012

Chapter 34. #New.

In Sardegna le giornate passavano lente, fra studio, parenti, passeggiate e relax.
Ormai col programma di matematica ero a buon punto, grazie ad un ragazzo che mi faceva ripetizioni avevo capito e ripassato quasi tutto, mi mancava giusto qualcosa di teoria e alcuni calcoli che non si decidevano a venire.
Ormai ero da quasi un mese, quel mese l'avevo dedicato interamente allo studio e al ripasso, non vedevo l'ora che arrivasse agosto, in quel mese sarei stata davvero in vacanza.
Ci volle un pò per autoconvincermi che ero in vacanza, col fatto che studiavo molto mi sembrava come se stessi passando le vacanze di Pasqua.
Mi trovavo in un paesino della provincia di Oristano, immerso nella campagna sarda, dove vivevano più anziani che giovani. Non c'erano molti negozi né occasioni, a Settembre il paese si rianimava per la festa di Santa Maria, la più importante dell'anno.
In quel paese regnava la pace e la calma, era perfetto per staccare un pò dai ritmi frenetici di una grande città come Roma.
Passavo molto tempo con i miei cugini: Luisa che aveva quasi vent'anni (aveva la stessa età di Giovanni, anche lei aveva appena fatto gli esami di maturità), Daniele che aveva un anno in più di me, ed infine la piccolina, Roberta, che aveva sei anni e mi adorava.
Con Daniele uscivo molto spesso, mi aveva fatto conoscere alcuni dei suoi amici e la sera di solito si andava in giro per il paese o a prenderci qualcosa al bar, così, per passare il tempo.
Avevamo un bellissimo rapporto io e lui, nonostante la distanza. Eppure era come Martina, ogni volta che lo vedevo lo dovevo aggiornare su alcuni fatti accaduti che magari non gli avevo raccontato per skype o per chat, che preferivo raccontargli a voce, emozionarmi, ridere o piangere al sol ricordo, e condividere con lui quelle emozioni.
Un'altra cosa di quel paesino che però preoccupava molto Francesco era che avevo vari pretendenti, alcuni anche molto carini. Alcuni me li aveva fatti conoscere Daniele, altri invece li avevo conosciuti così, per caso. E naturalmente per questo fatto non mi mancavano le nemiche, quelle che pensavano che stessi invadendo il loro territorio.  Anna era la peggiore, quella che mi aveva dichiarato guerra da quando avevo tredici anni, solo perchè aveva visto che mi andavano dietro tutti. E poi, oltretutto, io non me li sono mai filati a quei ragazzi, il mio ce l'ho, non me ne serve un altro, stò benissimo così! Io sapevo che prima o poi gliene avrei dette quattro, ogni volta che la incrociavo sentivo sempre dirmi "zoccola", sinceramente non ce la facevo più. Non vedevo l'ora  che arrivasse quel momento.
Ma ritornando alle vacanze... oltre che a studiare e a uscire dovevo fare anche lì da baby sitter a due gemellini di 5 anni, Nicola e Clarissa, non tutti i giorni ma quasi dovevo andare la mattina da loro a intrattenerli mentre i genitori erano al lavoro.  Li portavo in giro, molte volte a noi si aggregavano anche Roberta e Daniele, meglio, almeno ero aiutata da qualcuno. Andavamo al parchetto del paese, ci facevamo un giro in campagna o per il paese, sempre alla ricerca di nuove cose. Ogni tanto li portavo anche alla piscina che era al paese vicino, c'era una mezz'oretta di cammino da fare e non era semplice farli camminare.
Oppure ce ne stavamo a casa, o la mia o la loro, i loro genitori mi avevano messo a disposizione il loro computer per chattare con i miei a Roma, il mio portatile l'avevo portato solo per scaricarci le foto, la connessione wifi non si trovava mai. Perciò ogni tanto portavo la mia webcam e mi mettevo a parlare con i miei amici, con la mia famiglia, con Nicola seduto su una gamba e Clarissa sull'altra, tutti contenti di assistere a quelle conversazioni.
Ma poi menomale che arrivò agosto. Mi sarei goduta le vacanze finalmente.
Niente ripetizioni, avrei passato una settimana al mare con i miei migliori amici e Francesco, sarebbero venuti a trovarci Giovanni e mamma, la mia band mi avrebbe raggiunto e avremo fatto un concerto lì.  Soltanto che avrei dovuto comunque ripassarmi un pò di matematica quando avevo un attimo libero, peccato.
Ma adesso è meglio se vi racconti qualcuna di quelle giornate, ce ne sono state varie che ricordo ancora benissimo e che penso valga la pena dirvele.

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