martedì 23 ottobre 2012

Chapter 31. #New.

Dopo aver raccontato a Silvia ciò che stavo iniziando a provare mi sentii più libera, leggera, in pace con me stessa. E tutto questo solo per averle detto che mi piaceva Lucas.  Era un segreto che non potevo rivelar a nessuno anche perchè mi avrebbero preso per pazza. Ma di Silvia mi sono sempre fidata ciecamente, sapevo bene che se anche le avessi detto che avevo ucciso qualcuno lei non l'avrebbe mai rivelato a nessuno. Era una persona affidabilissima da questo punto di vista.
Dal giorno dopo che ero andata in piscina con lei ci furono le mie due settimane di vacanza a Roma. 
Prima di partire per la Sardegna dovevo finire ancora alcune cose, per esempio aiutare mio fratello con il trasloco. Stavo praticamente fissa da lui, portavamo valige e scatoloni e poi mettevamo a posto per non lasciarli tutti impilati a prendere polvere. Per portare tutto il necessario e sistemare ci vollero tre giorni, poi casa era perfetta.
-grazie per l'aiuto Clà, non ce l'avrei fatta senza di te.-
-e di che? Si fa di tutto per aiutare un fratello, ricordatelo.- dissi, facendogli l'occhiolino.
-se ti và stanotte puoi fermarti a dormire qui,  avresti la "camera degli ospiti" tutta a tua disposizione-
-no Gio, dai, oggi ti godi la tua nuova bella casa appena arredata con la tua ragazza, mi sembra giusto. Ma tanto prima o poi verrò a romperti le palle, stà tranquillo ;) -
-non ne ho dubbi!!- ridemmo, facendo qualche battutina deficiente.
Poi per mezzogiorno me ne tornai a casa, mi sdraiai sul letto, stanca. Mi guardai intorno. Era tutto così strano senza la roba di Giovanni! Certo, qualcosa aveva lasciato ma davvero poco e niente... mi mancava il casino che c'era prima.
Non feci in tempo a rattristarmi che il sorriso tornò sul mio viso: sentii dei rumori provenire dalla casa a fianco, ciò poteva significare solo una cosa: il mio vicino (nonché mio migliore amico) era tornato!
Scesi subito dal letto e uscii per dargli il benvenuto.
Chiusi la porta di casa a chiave, feci un bel respiro e suonai alla sua porta. Mi venne ad aprire la sorellina.
-ciao Cristinaa!!- esclamai.
- zia Clauu!!!- esclamò appena mi vide, quasi commossa, saltandomi in braccio.  Era molto affezionata a me, l'avevo vista nascere, stavamo sempre insieme.  Era cresciuta molto in quei due anni, aveva quasi sei anni quando erano andati via.
-Cristina, che ti ho detto? Non devi aprire la porta senza chiedere..- la rimproverò il fratello, che si stupì di vedermi -...senza chiedere chi è. Ciao Clà!- disse, finendo la frase. Posai Cristina a terra e stavolta fu Simone a prendere in braccio me.
-bentornato migliore amico!!- esclamai con le lacrime agli occhi, anche lui era commosso.
-mi sei mancata vicina rompipalle!-
-tu anche, troppo!! Ora però devi promettermi che non te ne andrai mai più, ti prego!-
-ovvio che non me ne vado, son tornato per restare.-. Lo abbracciai forte, poi mi staccai, rendendomi conto che stavo esagerando.
-Silvia non sà niente, vero?- gli chiesi.
-no, volevo farle una sorpresa, non le ho detto quando tornavo..-
-crudele!!- esclamai. -vaa beene, ora la chiamo e le dico di venire a casa mia, e poi tu le fai la sorpresa, ok?-
-va bene, fai tu, sei esperta con 'sti piani!-. La chiamai chiedendole se le andava di pranzare insieme, avrei preparato qualcosa e portato a casa di Simone.  Con il suo aiuto preparammo un pranzetto veloce per due e lo portammo a casa sua, a l'una meno dieci arrivò lei. Non si era accorta che il suo ragazzo era tornato.
-ciao Clà!- esclamò entrando a casa.
-ciao Silvì. Ora preparo da mangiare, scusami, fino ad ora ho cazzeggiato, mangeremo qualche minuto dopo, ok?-
-non ti preoccupare. Sempre a perdere tempo tu, eh? Dai che ti aiuto..-.  E menomale che in quel momento suonò alla porta Simone, come gliel'avrei spiegato sennò che dovevo preparare il pranzo solo per una persona?
-Silvì, vai tu?- le chiesi, ridendo sotto i baffi.
-okay. O mio dio!!- esclamò appena aprì la porta. Io uscii dalla cucina per guardare la scena, non volevo perdermela!
-ciao amore.-
-e tu che che ci fai qui?!!!- gli chiese contentissima.
-sono tornato, sapevi che dovevo farlo.-
-perchè non hai detto niente?-
-sorpresaa!- esclamò. Si diedero un lungo bacio, decisi di lasciarli un attimo soli. Ma appena mi voltai per andarmene in camera lei esclamò: -e tu dove stai andando?- tutta sorridente.
-vi lascio un attimo soli...-. Mi abbracciò fortissimo
-G.R.A.Z.I.E.!!-
-e di che? Dai andate che sennò il pranzo si fredda...-
-quale pranzo Clà?- mi chiese, alzando un sopracciglio.
-quello che...-
-quello che il tuo ragazzo ti ha preparato.- dissi interrompendolo. Volevo che il merito andasse tutto a lui.
-cosa? Davvero hai cucinato per me?- gli chiese stupita.
-già.- disse, lanciandomi un'occhiata di ringraziamento. -andiamo subito, un attimo solo che saluto alla roscia della mia vita.-.
Mi venne incontro e mi abbracciò -grazie- mi sussurrò all'orecchio. Io ero diventata "la roscia" da quando mi ero fatta fare i colpi di sole, decisi di continuare a farmeli fare, li adoravo!
-dai, su, ora staccati e andate.- lo incitai. Li accompagnai alla porta, mi feci un panino e andai a vedere in camera un pò di televisione, nel pomeriggio sarei uscita un pò con Francesco.

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