venerdì 19 ottobre 2012

Chapter 25. #New.

Il giorno dopo il mio compleanno passai un bellissimo pomeriggio in compagnia dei miei migliori amici, il mio ragazzo e mia cugina.
Andammo al parco vicino casa, avevamo molto di cui parlare, eravamo tutti contenti, ci eravamo ritrovati dopo un bel pò di tempo.
-ebbene, eccoci qui.- dissi
-tutti insieme.- aggiunse Silvia.
-eee allora? Commenti sulla serata di ieri?!- mi chiese Simone, con un gran sorrisone.  Il mio sguardo andò un attimo a Francesco, che mi abbracciava da dietro.
-ehh, semplicemente STUPENDA! Davvero, grazie a tutti e quattro, sò bene che l'idea è partita da voi!! Davvero non me l'aspettavo, giuro che mi sono emozionata a vedervi tutti quanti lì!-. Sorrisero compiaciuti. -anche se voi due, brutti stronzetti, potevate avvisare che venivate!- dissi guardando Martina e Simone. Risero.
-se ti avvisavamo che sorpresa sarebbe stata?- chiese lei facendomi l'occhiolino.
-giusto.- disse Simone.
-beh, devo dire che anche noi due dobbiamo ringraziarti migliore amica, insomma guarda cosa hai combinato!- esclamò Silvia, poi guardò Simone e lo baciò.
-avete fatto tutto da soli, io ho semplicemente cantato una canzone.-
-"semplicemente cantato una canzone"? Stai scherzando vero?- chiese lui.
-quella era una bomba di canzone!- disse tutta contenta lei.
-vaa beene, avete ragione voi, mi arrendo!!- esclamai, troncando il discorso. Sapevo che se avessimo continuato non ci saremmo fermati più.
-Marti, quanto ti fermi?- le chiese Francesco, si consideravano fratelli per quanto si volevano bene. Tanta gente mi chiese se ero gelosa del loro rapporto ma risposi sempre di no. Non mi preoccupava minimamente la cosa, ero consapevole del fatto che lui mi amava tantissimo e poi lei era una brava ragazza, non mi avrebbe mai fatto una cosa del genere, anche perchè non era molto interessata ai ragazzi, ma piuttosto alle ragazze. Aveva scoperto alle medie che le piacevano le ragazze, io fui una delle prime a cui lo disse, l'aiutai ad affrontare l'argomento in famiglia, mi fu sempre grata di questo. È lesbica, e allora? È normale, capita a volte. E bisogna ringraziare anche alla nostra famiglia che è stata abbastanza comprensiva, lei era pronta al peggio.
-quattro.- disse.
-insomma, che effetto fa rivedere tutti i tuoi amici in una sola serata?- le chiesero. Infatti alla mia festa lei conosceva quasi tutti, erano tutti ex amici, specialmente alcuni componenti della band.
-è...è fantastico, non c'é nessun'alra parola per descriverlo! Sono venuta a salutarvi l'estate scorsa, ma non c'eravate proprio tutti. Alcuni non li vedevo proprio da quando mi sono trasferita!-
-sono davvero contenta! Ieri è stata un pò la festa di tutti, tu che torni, i miei migliori amici che si rimettono insieme, io e il mio ragazzo sempre più uniti... insomma, tutti soddisfatti!-.
-già!- dissero.
-adoro il modo in cui dici "il mio ragazzo".- mi sussurrò all'orecchio Francesco, mi perdei in quegli splendidi occhi verdi e lo baciai. Vidi gli altri sorridere.
-siete fantastici voi due!- dissero Silvia e Martina. Arrossimmo e sorridemmo.
-e dimmi una cosa Martii... ti ha colpito rivedere qualcuno in particolare?- le chiesi. Insomma, alla mia festa erano presenti due sue ex.
-ehmm.. lo sò dove vuoi andare a parare.. comunque si.- disse. Avevo paura fosse imbarazzata dalla presenza degli altri, anche se ci conoscevamo tutti benissimo.
-Beene, noi Uomini andiamo a prendere qualcosa da mangiare e da bere, così intanto voi parlate in santa pace.- esclamò Simone, capendo il disagio di Martina. Sapeva che dovevo dire un paio di cose alle mie amiche, anche Francesco lo sapeva, perciò decisero di lasciarci una decina di minuti sole.
-avete preferenze? Pizza, gelato, patatine, dolcetti...?- chiese Francesco.
-boh, fate voi.- dissi, dopo essermi scambiata una rapida occhiata con le ragazze.
-va bene.- rispose, mi baciò e si alzò.
-fate le brave!- esclamò Simone. Ridemmo.
-dai, finalmente sole, possiamo parlare ora.- disse Silvia.
-insomma, chi è che ti ha colpito ieri sera?- chiesi a mia cugina, anche se già sapevo la risposta.
-Laila.-. Ci avrei scommesso. Erano state insieme per tutti e tre gli anni di medie, anche Laila aveva un anno in più di me, era stata una storia importante.
-ah.- disse Silvia. Anche lei lo sapeva bene.
-le hai parlato?-
-si, un pò si. Le ho raccontato di questi tre anni a Londra, di come mi manca parlare romanesco e di dire parolacce, di come mi manca Roma, l'Italia e tutti gli amici che ho qui, un pò mi manca davvero la mia vita di qui.-
-è ovvio Marti che ti manca, te ne sei dovuta andare all'improvviso perché a tua madre avevano offerto un posto di lavoro lì, e naturalmente avete colto l'occasione al volo. Mi ricorda tanto un'altra storia...- disse Silvia. Si, le ricordava ciò che era successo con Simone, era andata allo stesso modo.
-avete delle situazioni simili voi due.- dissi.
-si. Comunque stò pensando di ritornare qui...-
-cosa? Quando?- le chiesi
-non sò, devo finire il liceo, probabilmente l'università la frequenterò qui. Sono stanca di starvi lontana. Ho voglia di tornare a casa.-
-ah beh, allora non vedremo l'ora che tu tornii!! Insomma, sono già tre anni che stiamo separate, già è troppo! Ti aspetteremo a braccia aperte!- esclamò Silvia, abbracciandola. Si volevano tanto bene.
-sii!! Sono pienamente d'accordo con Silvia!!- dissi, le abbracciai a tutte e due. Dopo un pochino però mi sorse un dubbio. -ma tu... tu non ti trovi bene a Londra?-  le chiesi.
-io a Londra mi trovo benissimo, conosco molta gente, come vi ho già detto ho avuto cinque storie in questi tre anni, ho il mio gruppetto di amici, lo studio va benissimo. Ma non fa per me, io sono italiana, fiera di esserlo, e voglio tornarmene in Italia! Qui c'è la mia vera famiglia, la mia vera casa, i miei veri amici. Londra potrà essere una seconda casa al massimo.-
-ahhh, ora ho capito! Pensavo che Londra non ti piacesse, che ti trovassi male!- dissi
-ma noo, ti pare!?-
-mamma Roma ti aspetta a braccia aperte, lo sai bene!!- esclamò Silvia. Scoppiammo a ridere.
Io pensai alla Spagna. Io non ero come mia cugina, volevo trasferirmi in Spagna, mai e poi mai l'avrei considerata una seconda casa, semmai la mia seconda patria. Sicuramente il mio legame con Roma sarebbe rimasto come il suo, forse anche più forte, ma mai e poi mai mi sarei pentita di essermene andata dall'Italia, dalla mia terra.
-beene, adesso tocca a te però!- mi dissero, riportandomi alla realtà.
-cosa volete sapere?-
-per esempio il tuo rapporto con Francesco... insomma, da ottobre sono cambiate un pò di cose o sbaglio?- mi chiese Marti, con un sorrisetto in viso.
-si, è vero, dal nostro anniversario sono cambiate un pò di cose... diciamo che ci sono stati tutti cambiamenti positivi, siamo sempre felici, siamo più uniti, a scuola andiamo ancora meglio... ci amiamo, abbiamo un costante bisogno l'uno dell'altro.-
-si, l'ho notato. Siete bellissimi Clà, sono davvero contenta per voi, sono felice che il mio tentativo di farvi mettere insieme alle medie abbia funzionato alla grande, non me l'aspettavo un tale successo!-
-si, siete davvero fantastici insieme, siete uno più dolce dell'altro, siete intelligenti e sapete cavarvela in ogni situazione. Siete una coppietta invidiabile ;) - disse Silvia. Arrossii.
-e adesso ti faccio arrossire ancor di più: da dive esce fuori quella magnifica voce che ho sentito ieri quando cantavi? Ti giuro che non avrei creduto che fossi tu se non ti avessi visto!- aggiunse Marti. Come previsto arrossii ancor di più.
-si, io l'adoro!! E ti dirò che le è spuntata quasi dal nulla, io ero presente quando è successo la prima volta. Ha sviluppato una bellissima voce cantando nella band.-
-ok, ora fatela finita di farmi arrossire, ne ho abbastanza! Ve ne state approfittando!-. Risero, io intanto presi dalla borsa la macchina fotografica: -qualche foto per ricordare questo giorno fantastico passato insieme?-
-sii!- esclamarono. Scattammo varie foto con l'autoscatto, poi aspettammo che tornassero i ragazzi per farne altre tutti insieme.
Quando tornarono, avevano in mano un cartone di pizza, condita in vari modi, un vassoio di pasticcini, due cocacole e tre lattine di birra.
-a cosa dobbiamo questo grande atto di generosità?- gli chiese Martina.
-beh, penso che dovremmo fare un paio di brindisi.- rispose misterioso Simone. Alzammo tutte un sopracciglio, i ragazzi si misero a ridere. Si misero seduti vicino a noi, poggiando in mezzo le cose da mangiare. Poi ci offrirono mezzo bicchiere di birra per uno e iniziò a parlare Simone.
-intanto volevo fare un brindisi a noi, che nonostante la distanza siamo sempre rimasti insieme, ogni volta sempre più uniti di prima.-
-un altro invece è per le nostre donne, quelle che ci hanno fatto mettere la testa a posto, senza di loro saremo persi!- disse Francesco guardandomi negli occhi. Lo baciai, non resistetti.
-aspettate prima di bere, c'è un ultimo brindisi che volevo fare.- disse misterioso il mio migliore amico. Allontanai il bicchiere dalla bocca, mi aveva bloccato un attimo prima che iniziassi a bere.
-che c'è?- gli chiese dolcemente Silvia.
-ah beh amore, penso di aver una bella notizia per tutti: torno, definitivamente.-.
-cosa fai?- le chiese lei sorpresa.
-scusa??- chiesi io. Avevo capito bene? Tornava da noi?
-ho detto che torno a Roma, definitivamente. Papà ha ottenuto il trasferimento, mi manca stare qui!-
Ci fu un urlo di gioia, Simone che si scambiava pacche sulle spalle con Francesco, abbracci, baci, qualche lacrima scese. Era fantastico! Anche il mio miglior amico tornava da noi!!
-quando torni?- gli chiesi, emozionata.
-quest'estate. Penso che quando tornerai dalla Sardegna troverai il tuo vicino di casa rompipalle fisso nella tua stanza!-
-oddioo, nooo!!- esclamai. Ridemmo e lo abbracciai, buttandolo sul prato. Ero contenta che Francesco non era un tipo geloso, sennò mi avrebbe fatto una sfuriata vedendomi così attaccata ad un ragazzo. Tornai da lui e lo abbracciai.
-contenta?- mi chiese con un gran sorrisone in faccia.
-sii!!-
-almeno ora skype lo dovete usare solo con me, troviamo un giorno in cui state tutti insieme e parliamo!- esclamò Martina.
-ovvioo!- esclamammo tutti.
-ahh e voi due non sapete la novità!!- esclamai, rivolgendomi a Francesco e Simone
-quale?-
-anche Marti torna!!-
-ma che scherzatee?!!- esclamò Francesco.
-non mi permetterei mai di scherzare su un argomento del genere! Torno fra due anni, finisco il liceo lì, mi sono stancata di Londra, voglio rimanere a Roma!- esclamò lei. Stavolta i ragazzi le saltarono addosso, io e Silvia ridevamo come due matte.
Con un'ora facemmo piazza pulita di tutto, ero imbarazzata dai loro sguardi stupiti mentre mangiavo.
-che c'è?- chiesi, tutta rossa.
-mangi come una porca Clà, io non capisco come tu non riesca a prendere peso.- mi rispose molto gentilmente Martina. Ridemmo. Era vero, mangiavo tantissimo ma pesavo sempre quarantatre chili.
-è una cosa moolto positiva questa, puoi mangiare quello che ti pare quando ti pare!- disse Simone
-magari potessi farlo anch'io..!- disse Silvia.
-Silvia, vaffanculo và. Scusa la volgarità, ma questa te la potevi risparmiare!-. Scoppiammo io e lei a ridere, insomma, pesava quasi cinquanta chili, era magra anche lei!
-amore, ma dove te lo vedi il grasso?- le chiese Simone
-...al cervello, ecco dove ce l'ha!- sbottò Martina, facendole l'occhiolino.
-sicuramentee!- esclamai.
***
Tornammo a casa per le nove di sera, Silvia e Martina avrebbero dormito a casa mia mentre Francesco, Simone e Giovanni da Simone.
Giovanni si trovava perfettamente a suo agio con loro due, con Francesco erano amici da un bel pò mentre con Simone ci giocava sempre quando era piccolo. Due-tre anni di differenza non erano niente.
Appena arrivate ci facemmo subito una doccia, io per ultima, dovevo fare il letto per me e Silvia.
Quando manma ci comprò la cameretta io e Giovanni decidemmo di far mettere sotto al suo letto al posto dei cassetti un altro letto perchè così i nostri amici potevano dormire tranquillamente da noi.
Perciò tirai fuori quel letto, mettendo qualche dizionario sotto per farlo diventare ad altezza normale, e lo unii a quello di Giovanni, facendo un letto matrimoniale. Lì ci avremmo dormito io e Silvia, Martina avrebbe dormito nel mio letto.
Per le undici meno un quarto, quando eravamo tutte in pigiama, tornarono Giovanni, Francesco e Simone.
Giovanni si precipitò vicino a Martina e iniziarono a parlare sottovoce, avevano tanto da dirsi. Simone si mise nella parte di letto dov'era Silvia e Francesco dalla mia parte. Chiaccherammo un altro pò, poi ci addormentammo, sentii solo che Francesco mi diede un bacio e ni sussurrò "buonanotte amore" all'orecchio, sorrisi, aspettai di sentire la porta di casa chiudersi e continuai a dormire, felice.

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