martedì 16 ottobre 2012

Chapter 24. #New.


-possibile che ti dimentichi sempre tutto?- esclamai, Silvia era troppo sbadata, l'ho sempre detto.
-ehhm, scusa...- disse lei.
Aveva uno strano sorriso, non capivo se stava tramando qualcosa.
Per le 8 e qualcosa arrivammo al Versus, scendemmo dal taxi e mi diressi verso il retro del locale. Ma lei mi prese per un braccio.
-dove stai andando?- mi chiese, alzando un sopracciglio.
-a prendere la roba che ti sei dimenticata!- esclamai, un pò scocciata. Non capivo perché mi tratteneva.
-noo, passiamo per l'entrata principale!-. Non ci stavamo capendo per niente: che senso aveva passare per l'entrata principale quando le cose erano nel retro?
-ma che senso ha? Ce l'hai di qua le cose!-. Mi fece l'occhiolino e si avviò verso l'entrata principale, mantenendo sempre quel sorrisetto in viso. Io iniziavo a sentirmi agitata, non capivo il perché.
Si avvicinò a me e mi diede la mano, dicendomi: -pronta?-
-...cosa?- le chiesi confusa.
C'era movimento nel locale, si sentiva chiaccherare e anche un pò di musica.  Strano, di solito la gente al Versus iniziava ad andare alle dieci di sera.
Eppure avanzando verso la sala principale del locale mi sembrava di riconoscere alcune di quelle risate e di quelle voci.
-eccocii, siamo arrivatee!!- urlò Silvia.
Ma che..?!?
-Tanti auguriiii!!!- esclamarono tutti. C'erano i miei amici, la mia squadra di pattinaggio, la mia band, la mia famiglia, il mio ragazzo.... c'erano tutti! Mi avevano fatto una festa a sorpresaa!
-o-oddioo, non ci credoo!- esclamai. Ero felicissima.  Abbracciai Silvia, senza di lei non avrei fatto niente.
Poi mano a mano che entravo abbracciavo e salutavo tutti, mi sembrava giusto.
Come se non bastasse trovai anche Simone e Martina, non li vedevo da tanto tempo!
Intanto i miei amici avevano rimesso la musica e si stavano scatenando.
Ma dovevo andare a salutare a un'altra persona che mi stava aspettando, andai incontro a Francesco e ci mettemmo in un posto più intimo, dove non ci poteva disturbare nessuno. Gli buttai le braccia al collo e lo baciai.
-Grazie!!- gli dissi. Sapevo che c'era il suo zampino nell'organizzare questa festa a mia insaputa.
-tanti auguri amore.- disse. Mi guardò dal basso verso l'alto, soffermandosi prima sul mio corpo e poi sui miei capelli. -stai benissimo, sei stupenda.- disse. Attorcigliò le sue braccia attorno ai miei fianchi, mi vennero i brividi e arrossii.  Adoravo quando lo faceva.
-i sedici anni ti stanno proprio bene. Non che i quindici erano da meno, sia chiaro!- disse facendomi l'occhiolino. Arrossii a quel complimento.
-mi sà che stasera non possiamo uscire!- dissi.
-e che ne sai?- disse con aria furba. Va beene, cosa mi aspettava oltre la festa?
-uffaa.. sei sempre il solito misterioso!-
-ehh, ma chissà com'è è proprio questo che ti fa impazzire di me.- disse. Aveva detto la verità, non potevo proprio dargli torto.
-giusto...-. Mi baciò, era una cosa dolcissima.
-beene, penso che però ora dobbiamo tornare di là, ci avranno dato per dispersi!- esclamò. Giusta osservazione. Lo abbracciai di nuovo e poi lo presi per mano e ce ne tornammo nella sala principale del locale.  Si stavano scatenando tutti, qualcuno (forse Laila?) stava mixando musica da discoteca fantastica, anch'io mi lasciai trasportare dal ritmo di quelle note, anche se non era esattamente il mio genere.
Ballavo di fronte a Francesco, ad un certo punto ci venì vicino Martina.
-e insomma, a voi due ogni volta che vi rivedo vi vedo sempre più uniti, com'è sta cosa?- chiese ridendo.
-ahh non lo sò Martì.- disse Francesco.
-se lo dici tu...!- le dissi.  Sapevo che era realmente così, io ero stata la prima ad accorgermi della nuova intensità del nostro rapporto.  A lei qualcosa le avevo detto per e-mail, ma sicuramente avevo da raccontarle tante novità.
-io penso che lo dici anche tu, cuginetta. A proposito, mi devi raccontare un pò di cose, lo sai?- disse lei
-si, va bene, te le racconterò in questi giorni.. A proposito, quanto ti fermi?-
-quattro giorni.- rispose. Annuii col capo e tornai a ballare, quando poi mi venne vicino Simone.
-posso rubartela un secondo?- chiese a Francesco, lui subito gli rispose di si e si mise a ballare con la sua vecchia amica Martina.
-primo, sei splendida,secondo, tanti auguri migliore amica!-
-grazie..- dissi arrossendo. -chi è stato l'uccellino a dirti che oggi ci sarebbe stata una festa a sorpresa e che saresti dovuto venire?-
-ahh... io ho contribuito a organizzarla, me l'ha detto Silvia qualche settimana fa.-
-ah beh, avete fatto davvero un ottimo lavoro devo dire! E' davvero fantastico tutto questo, davvero non me l'aspettavo!!-
-sospettavi qualcosa?- mi chiese,.
-in realtà no, solo quando sono entrata al Versus e ho riconosciuto qualche riata mi stavano venendo dei sospetti. Anche se Silvia che mi faceva mettere per forza un vestito, anche quello mi doveva insospettire, però nemmeno più di tanto.-
-sono contento, almeno è stata una sorpresa a tutti gli effetti.-
-una sorpresa ben riuscita, Simo.  E poi l'idea di chiamare a mia cugina, quella si che è fantastica!- ridemmo e ci divertimmo. Era bello riavere accanto tutte le persone a cui tengo di più, tutte insieme in una sola sera. Sembrava come se dovessi compiere 18 anni, mentre ne dovevo fare solo 16. Ma era una festa fantastica ugualmente, "l'effetto sorpresa" poi l'ha resa ancor più speciale.
Ballai anche con Silvia, che mi fece un discorso che mi mise un pò in difficoltà.
-insomma, ti piace la festa?- mi chiese
-sii, davvero, è fantastica!!-
La vidi guardare in un altra direzione, più di una volta l'avevo vista guardare verso destra, ad un certo punto mi girai per seguire il suo sguardo. Vidi che puntava a Simone, il suo grande amore mai dimenticato.
-Silvia... che c'è?-
-niente Clà, non preoccuparti.-
-è tutta la sera che fissi Simone, me ne sono accorta sai.-
-uffa... penso di esserne ancora innamorata, va bene?- disse tutto d'un fiato. Capii che però non voleva farsi coraggio e andargli a parlare, quindi provai a pensare a un modo per aiutarla.
-insomma... tu ti vorresti rimettere con lui, giusto?- le chiesi.
-si,magari! Ma tanto lo sò che è impossibile quindi è meglio che me ne faccio una ragione e vado avanti, così mi faccio solo del male.-
-no Silvia,noo!! Così non andiamo per niente bene!! Te l'ho detto mille volte che i sogni non vanno mai abbandonati e che vanno seguiti, sempre! A volte puoi scoprire anche che non sono poi così impossibili da realizzare, un modo si trova sempre, e io stavolta sono disposta ad aiutarti. Insomma, pensi a lui da quanto?-
-da quando ci siamo dovuti lasciare per via della sua partenza.-. Feci un rapido calcolo: lui aveva la mia età e finita la terza media era dovuto andar via, lei invece ha un anno in meno di noi, perciò stava finendo la seconda media quando si sono lasciati. Due anni. Loro erano stati insieme per due anni.
-son due anni? Perchè non mi hai detto che lo pensavi ancora? Sai bene che sono la tua migliore amica da sempre, sai bene che puoi dirmi tutto e specialmente se si tratta dell'altro mio migliore amico, sai bene che in qualche modo posso aiutarvi!!-
-scusami, io ho cercato di dimenticarlo, di far finta che non fosse mai successo niente fra di noi. Ma niente, non ci sono riuscita, insomma, due anni non sono facili da dimenticare, penso che tu lo sai meglio di me!-
-va bene, va bene, ho capito cosa intendi. Sai che c'è? Recuperiamo il tempo perduto. Lui dopodomani se ne và, io ti prometto che entro stasera starete di nuovo insieme, dammi solo qualche minuto per pensare a come agire.-
-no Clà, lascia perdere...-
-smettila. Ora vado a chiamarlo, tu devi solo fidarti di me.-
-va bene.- disse, le feci un piccolo sorriso per incoraggiarla. Sinceramente anch'io non sapevo bene come dovevo agire, ma avrei trovato molto presto un modo.
Mi diressi verso Simone, quando poi Francesco mi bloccò per un fianco.
-eii, dove vai così di corsa?-
-amore, problema di cuore, capisci? Devo aiutare Silvia un attimo, poi ti prometto che starò con te. Scusamii.- gli dissi baciandolo velocemente, poi andai da Simone.
-Simo, dai, vieni un secondo che ti devo parlare.-
-mi devo preoccupare?-
-no, non penso...-. Uscimmo due minuti fuori dal Versus, lui intanto si fumò una sigaretta.
-mi avevi promesso che smettevi.- dissi. Mi fece gli occhi dolci.
-scusa, non resisto. Cosa succede?-
-eh... senti, io ho visto come guardavi Silvia stasera e come lei guardava te... provi ancora qualcosa per lei?- gli chiesi, un pò imbarazzata. Arrossì, mi rispose solo dopo qualche minuto.
-si. In realtà non l'ho mai dimenticata.-. Sorrisi. Ora sapevo come agire. -però questa cazzo di distanza complica tutto...-
-tu dici?- gli chiesi.
-Claudia, che ti passa per la testa?-
-ehh, sapessi...!! A proposito, ora rientriamo dentro, tu la inviti a ballare, non si discute. Se ci riesci prova a dire le stesse cose che hai detto a me, tranne la cazzata della lontananza, risparmiatela. Penso che lei ne sarebbe molto felice, io intanto preparo una piccola sorpresa, una piccola spinta.-
-cosa? Come "lei ne sarebbe felice"? C-che vuoi dire?-
-tu vai e stà tranquillo, falle capire che la ami ancora.-. Chiudemmo così il discorso, poi rientrammo dentro e lui subito si diresse verso Silvia, vidi lei illuminarsi.
Andai verso la mia band, avevo bisogno di loro.
-ragazzi, ho bisogno di voi.- dissi
-what's up?- chiese Laila.
-dobbiamo suonare, vi và? Ho visto che ci sono gli strumenti, devo fare una piccola sorpresa ai miei migliori amici.-
-certo che ci vaa!!- esclamarono. Luca che era a fare il deejay tolse la musica e tutti ci guardarono un pò infastiditi. Ci posizionammo sul nostro palco e al volo decidemmo di cantare "Prendo te" di Laura Pausini, la canzone di Simone e Silvia di quando stavano insieme.
-scusate per l'interruzione, sò che vi stavate divertendo, anch'io mi stavo divertendo tantissimo. Soltanto che ho bisogno di ringraziare alcune persone, senza le quali questa festa non ci sarebbe stata, senza le quali potrei vivere. Due persone in particolare, a cui tengo tantissimo, e che sò che si amano alla follia, anche se non sanno come dirselo.- il mio sguardo andò a Silvia e Simone, vicini. -non erano previsti concerti per stasera, non abbiamo fatto prove, niente, improvvisiamo. Come viene viene, spero solo che vi piaccia e che a certe persone faccia tornare in mente dei ricordi e delle situazioni speciali.-
Cantammo "Prendo Te", vidi i miei migliori amici commuoversi,guardarsi negli occhi e abbracciarsi, io cercai di mantenere la calma, sennò scoppiavo con loro. Finita la canzone evitai di metterli in imbarazzo e decisi insieme agli altri altre canzoni da cantare, mentre Silvia e Simone si misero in un angolino, li vidi parlare e poi finalmente baciarsi. Mi scese una lacrima, il piano aveva funzionato alla grande.
-Bene, sono contenta che la canzone sia servita a qualcuno...- dissi guardandoli mentre si erano rimessi fra gli altri, ridemmo -... ma direi che noi abbiamo ancora voglia di cantare e che io ho voglia di dedicare questa specie di concerto delle dieci e quaranta del tredici aprile, alla mia grande famiglia e ai miei amici, a tutti voi che mi sostenete sempre, in qualunque occasione, che fate di tutto per vedermi felice. Per dirvi GRAZIE. Iniziamo?-. Tutti urlarono un "si" tutti felici, cantammo delle canzoni che dedicai a ognuno di loro, "La mia banda suona il rock" per la band, "Incancellabile" per Francesco, "Uguale a lei (She)" per tutte le donne (specialmente a quelle della mia famiglia), "Un amico è così" per tutti, "We are the chapions" per la mia squadra di pattinaggio, "Le cose che vivi" per i miei fratelli, il mio ragazzo e i miei migliori amici.
Insomma, scoprimmo che ci venivano bene anche canzoni che avevamo provato anche solo una volta, fu un grande successo.
Alle undici e mezza, quando finimmo, ci fu la torta. Era a forma di scatolina di Tiffany, davvero bella e buona!!  Come regalo ricevetti qualche collana e braccialetto (che io adoravo) e qualcosa per vestirmi, anche se non mi importava molto dei regali, era stato già un regalo stupendo la festa a sorpresa e il concerto improvvisato!
Ballammo balli di gruppo per quarantacinque minuti e poi però fu ora di andarsene, la sala era stata affittata solo fino all'una.
La serata non finì così, passai un'altra ora fantastica con Francesco, una delle ultime purtroppo, poi tornai a dormire a casa, felice di tutte le sorprese che mi erano state fatte quel giorno.

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