sabato 6 ottobre 2012

Chapter 23. #New.

Era il 13 aprile, il giorno del mio compleanno. 
Mi svegliai di buonumore, dovetti alzarmi presto per andare a comprare delle pastarelle da portare a scuola, sarei andata a pranzo con i miei fratelli, nel pomeriggio sarei andata alle prove e poi uscita un pò con Silvia, verso le sette e mezza ci sarebbe stata una piccola festa a casa con i parenti e poi per le nove sarei uscita con Francesco. Insomma, giornata piena.
Io adoro il giorno del mio compleanno, persone che ti fanno sorprese e auguri, per tutto il giorno sei felice, di solito succedono senpre cose belle, insomma è poco più di un giorno come tutti gli altri, ha un qualcosa di speciale.
Arrivata a scuola trovai sulla lavagna un "Tanti Auguri Clà!" firmato dalla mia classe di quest'anno e da alcuni dell'anno scorso, insieme ad altri miei amici che andavano nella mia scuola. Trovai anche sul mio banco un mazzo di rose rosse, potevo ben immaginare chi me le avesse mandate. Sorrisi. La giornata era iniziata in modo fantastico!
Poco prima che iniziasse la prima ora di lezione, aprii il pacchetto di pastarelle, che nel giro di una mezz'oretta sparirono tutte, e arrivò Francesco.
-Clà... esci un secondo?- mi chiese, sorridente.
-si, ecco, arrivo! Silvia, controlli tu qui i pasticcini?-
-sisi tranquilla, tu vai, non farlo aspettare!- esclamò lei tutta felice. Uscii dalla classe e mi avviai verso il cortile. Vicino alla porta c'era Francesco che mi aspettava tutto contento.  Mi venne incontro e mi abbracciò.
-tanti auguri amore.- mi disse e mi diede un lungo bacio.  Ero contentissima.
-grazie.-
-dopo usciamo?- mi chiese.
-semmai stasera, oggi devo andare a pranzo con Laura e Giovanni, il pomeriggio lo passo a fare prove con la band e con Silvia, stasera facciamo una piccola festa con i miei parenti, se hai voglia vieni, ne sarei molto felice. E poi dopo abbiamo la serata tutta per noi.- spiegai.
-ahh, si prevede una bella giornata!- esclamò. Suonò la campanella, che tempismo. Gli diedi un bacio e scappai in classe, avevo il compito di matematica.
Alla ricreazione vidi il messaggio di Roberto che diceva che le prove per la band quel pomeriggio non si sarebbero fatte, visto che eravamo tutti impegnati.
Meglio, mi sarei riposata un pò prima di uscire con Silvia.
Laura e Giovanni mi portarono ad un ristorante al centro di Roma a mangiare, ci divertimmo molto, poi accompagnammo lei in una cioccolateria, aveva una grandissima voglia di cioccolato bianco e lì anche io e mio fratello fummo invasi dal desiderio di mangiare cioccolata, perciò comprammo una scatola di cioccolatini sfusi che poi mettemmo sulla nostra scrivania, nel giro di 3-4 giorni ce li finimmo tutti.
Tornata a casa, libera anche dalle prove e dagli allenamenti di pattinaggio (mi stavo preparando ai nazionali che avrei avuto a maggio), feci i pochi compiti che avevo e dormii un pò, tanto che alle cinque fu Silvia a svegliarmi.
-eii Clà, sveglia che dobbiamo usciree!- esclamò.
Mi sistemai in fretta, scusandomi per il ritardo.
-questo pomeriggio ce lo passeremo a rilassarci.- disse.  Io mi stavo rilassando, stavo dormendo tanto bene...! Ma sicuramente lei aveva un altro modo in mente per passare il pomeriggio rilassandoci.
-dai, spara. Che ti sei inventata stavolta?- dissi ridendo.
-aaalloraa!! Ci aspetta un breve trattamento di bellezza dal parrucchiere e dall'estetista, poi andiamo a prendere qualche vestito da metterci, non vorrai presentarti così alla tua festa!- esclamò.
-trattamento di bellezza? Tu sei matta Silvì, l'ho sempre detto io!! E poi perché il vestito? La festa è con i miei parenti, non serve che m'acchitto tutta!-. Era bella l'idea di farsi fare belle, ma quella del vestito non l'avevo capita.
-eddaiii, fai sedici anni, ti vuoi conciare bene almeno oggi? Ti preegoo!- disse, facendomi gli occhi dolci.
-va bene, va bene! Hai vinto tu! Dai, ci farà bene rilassarci un pò.- esclamai.
-eevvaii! Bene, allora muovi le tue belle chiappette, siamo già in ritardo.-
Andammo dal parrucchiere e decisi di tagliarmi un pò i capelli, mi feci fare un taglio asimmetrico, corti quasi fino alla nuca dietro e lunghi fino alle spalle davanti, me li feci piastrare e poi mi feci fare qualche piccolo colpo di sole roscio, tanto per darmi un pò di colore al viso. Avevo in mente di farmi fare questa capigliatura da tempo, il risultato era perfetto.
-woow!- esclamò Silvia -ci stai davvero bene!-
-grazie... rientriamo nella spesa?- le chiesi. Al limite avrei aggiunto la differenza, mi sentivo in colpa di essermi fatta fare tutte quelle cose.
-sii, stai tranquilla!! Ci avevo pensato, sapevo che ti saresti fatta fare questo taglio, don't worry!-
-grazie.- le dissi sorridendole.
Dall'estetista mi feci solo aggiustare le sopracciglia e mi feci fare un trucco molto leggero, sul rosa perlato, Silvia invece optò per varie tonalità di blu-azzurro, si intonava perfettamente ai suoi occhi.
-maa... mi spieghi perché ci stiamo facendo coccolare così? Sai bene che tra qualche ora dovremmo toglierlo 'sto trucco...-
-primo: le coccole servono. Secondo: non devi andare solo alla festa coi parenti, dopo devi uscire con Francesco, se ti fai bella lui apprezzerà ancora di più. Chissà la faccia che farà quando ti vedrà con questo taglio nuovo!-.  Aveva ragione, sicuramente Francesco avrebbe apprezzato.
-adesso andiamo in boutique, poi mi accompagni un attimo al Versus? Domenica ho dimenticato lì alcuni vestiti e la valigetta del trucco...!- esclamò.
-ahh, al Versus? Va bene, tanto se tardo due minuti alla festa non succede niente.-
-okay, graziee!- esclamò saltellando. 
Andammo nella boutique delle Sorelle S, subito la sorella mi fece gli auguri, facendo un gran sorrisone davanti al mio nuovo look, Silvia poi iniziò a tirarmi per il braccio, facendomi entrare in camerino dove mi attendeva un vestitino aderente sul panna senza spalline con la scollatura quasi a cuore con la gonna a balze, e poi un paio di decolleté neri.
-e questo?- le chiesi, felice.
-e questo é un piccolo regalo che le Sorelle S hanno fatto apposta per te, un piccolo omaggio per dimostrarti quanto ti vogliamo bene!- mi rispose. L'abbracciai forte.
-grazie Silvia, sei la migliore amica più buona di tutto l'universo!!-
-anche tu Cla. Ti voglio tanto bene, non dimenticarlo mai. Dai staccati e vestiamoci, dai che dobbiamo andare!- esclamò, trattenemmo entrambe lacrime di felicità. 
Ci vestimmo, lei si era messa un tubino semplice nero e i tacchi, eravamo perfette. Poi subito chiamammo un taxi per farci portare al Versus.

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