domenica 23 settembre 2012

Chapter 19. #New.

Mi svegliai alle nove e mezza fra le braccia di Francesco, avvolti tra le coperte.  La mia testa era appoggiata delicatamente al suo petto nudo.  Lo guardai. Era così bello anche quando dormiva!
Avevo pianificato questa "fuga" quel giovedì che avevo cantato al Versus, che poi ero andata con lui al centro di Roma, ma purtroppo quella sera ero uno zombie, non potei trattenermi a lungo con lui perchè sarei crollata da un momento all'altro.  Poi mettiamo anche che per una settimana ci siamo visti pochissimo, avevo bisogno di stare un pò con lui.
Se Silvia e sua sorella non ci avessero coperto non ci sarebbe stata alcuna notte speciale.  Proprio così: quella fu una delle notti che non dimenticai mai.

***
-dove vi porto ragazzi?- ci chiese il tassista.
-ci lasci davanti al Colosseo, grazie.- dissi. Avremmo proseguito a piedi, mi vergognavo a dire all'autista di portarci in un albergo. Magari si faceva idee strane.
Scesi dal taxi ci sedemmo su una panchina davanti al Colosseo, dovetti chiarirgli le idee.
-insomma, siamo di nuovo qui.- disse.
-si. Mi vergognavo un pò a chiedere all'autista di portarci in albergo...- confessai.
-albergo... quale?- chiese curioso. Con l'aiuto di Laura ero riuscita a farmi dare la stessa stanza dello stesso albergo della nostra prima volta, il giorno dell'anniversario.
-quell'albergo- sussurrai.  Capì subito.
-ahh...- disse sorridendo.
Molto presto andammo in albergo e lì il desiderio e la voglia si impossessò di noi.
***
Vidi le mie scarpe vicino alla porta, un pò più in là anche le sue.  Il mio vestito ricordo che era sparito con una gran velocità insieme ai suoi, adesso era sul comò.  Ripensai alle sue labbra che mi baciavano, i nostri corpi uniti... e sorrisi.  Ero contentissima.
Non mi accorsi che Francesco si era svegliato.
-ripensamenti?- chiese. Io saltai.
Lo guardai negli occhi e dissi: -assolutamente no!-. Mi sorrise. 
Mi avvicinai a lui e gli diedi un bacio: -buongiorno amore.- dissi.
-sei stupenda, lo sai?-
-tu ancor di più.-
-aspetta. Devo darti una cosa.- disse alzandosi, dirigendosi verso i suoi pantaloni.  Lo guardai, era magnifico.
Si rimise nel letto e prese la mia mano sinistra, mettendoci una scatolina di velluto blu.  La aprii: un anello. Era stupendo.
-o-oddio!- dissi stupita, guardando quella meraviglia che avevo fra le mani.
-ti piace?-
-è... fantastico- riuscii a dire. Lo presi e lessi che c'era scritto nella parte interna: "alla ragazza che amerò per sempre. Ti amo Claudia. F." e dopo c'era la data dell'anniversario.  Lo prese e prese anche il mio anulare sinistro, infilandolo con delicatezza. Una lacrima scese nella mia guancia. Sorrisi e lo baciai, facemmo di nuovo l'amore.
Quella fu una delle giornate più belle che passai con lui, anzi, la più bella. Un anello. Wow.
A l'una eravamo ancora lì a coccolarci.
-questa notte la ricorderò per tutta la vita.- disse lui, la sua testa appoggiata sul mio grembo.
-anch'io, te l'assicuro. Mi mancavi, una settimana senza vederci è tanto. Tu non sai quanto ci sono stata male.- dissi
-sei stata male? Davvero mi vuoi così bene?-
-no, non ti voglio bene e basta. Io ti amo, è diverso. Questa è stata una settimana terribile, non ho avuto mai un momento per me, per noi. Da quando ci siamo riavvicinati è molto difficile per me staccarmi da te.-
-mi pare che la pensiamo allo stesso modo.- disse lui -però hai organizzato tutto alla perfezione, sei incredibile.-.  I suoi occhi verdi brillavano dalla contentezza.
-pensi ancora che stiamo sbagliando?- mi chiese ad un tratto.
-umm... no. Sinceramente me ne frego di quel che pensa la gente, mi sono stancata di star ad ascoltare solo critiche.  È la mia vita e penso che questo sia uno dei tanti modi per godersela.-. Mi baciò. -se ho vinto la gara è stato solo grazie a te, mi hai dato una grandissima forza nel campo d'allenamento.- sorrise.
Io guardai quel piccolo anello che sbrilluccicava sul mio anulare sinistro. Quell'anello tutt'ora lo conservo dentro il mio portagioie, è l'unica cosa che mi fa capire che quel grande amore c'è stato davvero. È un bellissimo ricordo.
Francesco mi fissò, vide che stavo guardando l'anello che mi aveva appena regalato.
-non te ne avevo mai regalato uno, appena l'ho visto ho pensato a te.  Sapevo che ci tenevi. Soltanto che ero indeciso se dartelo dopo la gara o durante la serata al Versus. Quando poi mi hai dato quel bigliettino ho capito che te l'avrei messo al dito stamattina.-
-è un regalo fantastico, significa molto per me. Ti sarà costato una fortuna però. A me bastava anche una coll...- mi tappò la bocca con un bacio.
-non crearti problemi inutili.- disse.
-va bene. Senti.. forse è ora di andare...- dissi.
-uffa. Voglio restare un altro pò con te.-
-anch'io. Ho un piano. Vado a casa, tu mi raggiungi dopo un pochino e ci prenotiamo il viaggio a Barcellona, ok?-
-ottimo.- disse.  Si alzò e mi prese in braccio, portandomi nella doccia.  Con tre quarti d'ora eravamo pronti per uscire. 

***
Aprii la porta di casa alle tre e mezza, mamma guardava la televisione in camera da pranzo.
-ciao mamma!-
-ei! Com'è andato il pijama party?-
-ahh, tutto bene.-.  Non potevo insospettirla: mi ero portata anche dei vestiti nuovi per far capire che non avevo quelli del giorno prima, ero truccata, pettinata, i capelli totalmente asciutti. 
Andai in camera dove c'era Giovanni con un gran sorrisone.
-ahh avete fatto finalmente!- disse accostando la porta -com'è andata?-
-magnificamente, non potevo desiderare di meglio!-
-sono felice per te, tanto!- esclamò. Vide un luccichio sospetto fra le mie mani e alzò un sopracciglio.
-scusami potrei avere l'onore di guardare le tue mani?- chiese.
-ti dò quella giusta dai.- dissi mostrandogli la sinistra. Sorrise. -'azzo! Che bello!-
-già. Lo adoro!-
-dentro c'è scritto qualcosa?-
-si, la data dell'anniversario e una piccola dedica.-
-immagino che tu non me lo voglia far vedere...-
-eh no fratellino, questo anello dal mio dito non esce per nulla al mondo, almeno non per ora!- esclamai. Ridemmo.
Poco prima che arrivasse Francesco avvisai mamma.
-mamma stà venendo Francesco, dobbiamo prenotare il viaggio per Barcellona.-
-ah, va bene.- disse. Notò il mio anello.
-quello te l'ha regalato lui?- mi chiese. -si... ieri.- in realtà le avrei dovuto dire 'oggi', ma sarebbe scoppiato un boom.
-davvero molto bello. Quel ragazzo è tanto carino, è quello giusto per te, penso che anche tu l'hai capito visto che condividete TUTTO.- disse, sottolineando la parola tutto. Non riuscivo a capire che voleva dire... o forse si.
-cosa?- le chiesi.
-e dai Claudia, non sono nata ieri. Ci siamo passati tutti, il primo amore... sono contenta per te però ti chiedo solo di stare attenta, sai bene che ci sono dei rischi..- disse. Aveva capito che non ero più vergine, senza che glielo dicesse nessuno. Feci una faccia stupita, poi annuii. Chissà com'è però mi sentivo sollevata, come se mi fossi tolta un peso dal cuore. Dopo qualche minuto di silenzio suonò il campanello.
-eccolo.- dissi, andando ad aprire.
-buonasera- disse, entrando. Mi diede un bacio sulla guancia, eravamo entrambi imbarazzati dalla presenza di mia madre.
-va bene, noi andiamo di là.- dissi.
Entrammo in camera e Giovanni con Francesco si diedero una pacca sulla spalla, sorridenti. Giovanni accostò un pò la porta, evidentemente voleva concederci un pò di privacy, si sedette sul suo letto, guardando la televisione.
Francesco si sedette sulla sedia davanti alla mia parte di scrivania, mi stavo dirigendo a prendere quella di mio fratello per mettermici seduta quando mi bloccò e mi fece sedere sulle sue gambe.
-dai, che peso!- dissi, pronta per alzarmi.
-tu pesi? Ma và, va!- disse e mi guardò negli occhi. Lo baciai, forse troppo a lungo visto che Giovanni fece finta di essere spazientito. -e allora, ancora non vi basta?- disse. Ridemmo. Francesco e Giovanni andavano molto d'accordo, col fatto che avevano solo due anni di differenza a volte uscivano insieme con glibamici che avevano in comune. Fu lui infatti ad incoraggiare la nostra relazione, quando conobbi Francesco, loro già erano amici. -allora, quando si parte?- mi chiese Francesco. -uhmm.. il 24 novembre, il concerto c'è il 26. E stiamo fino al 1 dicembre, una settimana.- -perfetto.- disse. Trovammo subito i voli e l'albergo dove avremmo alloggiato, pagammo con la carta di credito e stampammo i biglietti dell'aereo. -dobbiamo aspettare un mese.- dissi. -già. Vedrai che troveremo il modo di passare il tempo e far arrivare questa vacanza il prima possibile. Sinceramente non vedo l'ora!- disse facendomi l'occhiolino -ah beh, anch'io!- esclamai. Ci fu un pochino di silenzio, io guardai il mio anello, poi Francesco toccò il mio anulare. -ti sta proprio bene, sai?- disse -evidentemente qui qualcuno conosce bene i miei gusti e fa dei regali azzeccati!- esclamai. -bene ragazzi, io vi lascio un pò soli. Vado anch'io dalla mia fidanzata a farle un pò di coccole.- disse Giò ridendo. -va bene fratellino, divertiti!- -bella Francé!- esclamò lui -bella!- rispose. Era il loro modo di salutarsi. Stetti col mio ragazzo fino all'ora di cena, poi lui tornò a casa con un sorrisone che entrambi avevamo in volto. Eravamo tanto felici, non capitava spesso di avere il sorriso perenne in viso. E poi da quando mia madre mi aveva detto che aveva capito tutto io mi sentivo sollevata, come se mi fossi tolta un gran peso di dosso.

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