martedì 18 settembre 2012

Chapter 18. #New.

Prima di dare la mano a Francesco avevo estratto dalla mia borsa un bigliettino senza farmi vedere, anche se lui lo notò. Gli diedi la mano e glielo posai sul palmo. Mi guardò alzando un sopracciglio e lo aprì senza attirar l'attenzione. "Hai impegni per stanotte?" c'era scritto.
Mi guardò sorridente, aveva finalmente capito a cosa gli serviva il cambio che gli avevo detto di portare. Gli feci l'occhiolino. Non era il caso di parlarne in macchina.
-mamma ti ricordi che oggi vado a dormire da Silvia?- le dissi, guardando Francesco.  Lui capì che era solo una copertura. Lo sapeva bene anche Giovanni che ci reggeva il gioco, ma che rise sotto i baffi.
-si, mi raccomando, eh.- disse lei.
Alle nove e dieci eravamo al Versus.
-eccoci arrivati signorina.- disse cordialmente Giovanni.
-grazie! Ci vediamo più tardi, vado a prepararmi.- dissi e diedi un bacio sulla guancia a Francesco. Loro avrebbero parcheggiato e poi mi avrebbero raggiunto.
Scesi dalla macchina con la valigetta e la medaglia dentro di essa, stando attenta a non inciampare.  Sfrecciai con i pattini a tutta velocità dentro il locale, salutando e dicendo -buonasera!- a tutta la gente che era già dentro. Ci fu una specie di gridolio di stupore collettivo, io non ci badai e mi precipitai nel retro del locale.
-eccomii!- esclamai, posando la valigetta e dirigendomi verso il camerino improvvisato.
Mi fissarono tutti con dei sorrisoni.
-e allora, com'è andata?- mi chiese Serena. Non stavano più nella pelle, erano impazienti di sapere il risultato.
-beh, ha il costume azzurro quindi vuol dire che è arrivata in finale!- osservò Silvia
Io tirai fuori dalla valigetta la medaglia d'oro e la diedi a Laila. Tutti sorrisero a trentadue denti.
-è per voi. Attaccala alla batteria, porta fortuna.- dissi, facendole l'occhiolino. Simona stava riprendendo tutto. Ci fu un grido di gioia collettivo, io intanto andai a cambiarmi.
Era un vestito azzurro lungo con scollatura a V e scarpe dello stesso colore. Mi truccarono velocemente e andai sul palco.
Alle 21:21 uscii dal sipario e andai a salutare. Come al solito toccava a me aprire la serata.
-Buonasera a tutti, benvenuti a questo nuovo appuntamento. Ahh, vedo che aumentiamo di volta in volta! Grazie!!- le persone saranno state duecento e qualcosa, erano tantissimi. -scusatemi se il mio aspetto non è uno dei migliori ma o avuto solo cinque minuti a disposizione per cambiarmi, sono reduce da una gara.- fui interrotta da qualcuno della band che diceva "Statte zitta che sei fantastica!!", ci fu un applauso da tutto il Versus. Arrossii. -Ok, ma bando alle ciance, oggi vi riproponiamo i più grandi successi della band, le canzoni che fino ad ora ci sono venute meglio e che vi hanno fatto emozionare. Come un...Jukebox. Buona visione a tutti!- dissi, sparendo dietro al sipario, accompagnata da applausi e gridolii di incoraggiamento.
Ed ecco che mi sentii invadere di nuovo da una carica incredibile. Anche stavolta cantai come non sò cosa. Non capivo cosa mi succedeva quando mi mettevo seduta su quello sgabello, improvvisamente usciva fuori una voce che era nuova anche per me.  Mi succedeva solo al Versus, in altri bar non mi era mai capitato.  I miei amici che suonavano e cantavano erano felicissimi. Erano già due volte che riempivamo il locale.
La prima parte era dedicata ai duetti, fui chiamata molte volte sia da Luca che da Serena per cantare insieme. Il miglior duetto era stato quello in italiano, inglese e spagnolo "Il mio sbaglio più grande" con lei. Davvero fantastico. Una delle parti più belle era toccata a me, in spagnolo, "apaga todas las luces porquè asì me vuelvo loca por ti", in quel momento il mio sguardo andò a Francesco e fantasticai su quello che ci avrebbe aspettato la notte.
Poi io, Laila e Serena andammo a cambiarci, dovevamo cantare da soli. Il vestito stavolta era un tubino corto avana senza spalline e con la gonna a balze, e poi delle ballerine dello stesso colore.
Stavolta cantai le canzoni che avevo scelto, soltanto che Serena me ne cedette una delle sue.
-Clà non ce la faccio a cantare Bellissimo Così, puoi cantarla tu? Ti pregoo!- mi implorò, facendomi gli occhi dolci. Non resistetti, acconsentii.
Ne avevamo 4 per uno, quindi fatte le prime sei alternandoci come sempre, ci fermammo una decina di minuti. Cinque li dedicai a fare un brindisi con la mia famiglia e la squadra per la medaglia d'oro, gli altri cinque andai a chiarire un pò le idee a Francesco.
Gli andai vicino, mi cinse i fianchi e lo baciai.
-mi devi delle spiegazioni, sai?- disse.
-uhmmm... non c'è molto da dire, sei stato solo invitato a passare una notte speciale, sempre se vuoi e se puoi....-
-si che posso. Ho detto a mia madre che andavo a dormire da un mio amico. Penso che ne è valsa la pena di dire una piccola bugia, anche perchè la proposta è allettante...!- tornò serio. -ma tu sei sicura? È stata una giornata abbastanza impegnativa, non vuoi riposarti?-
-io sono lucidissima, sicurissima e felicissima. Ho vinto un oro, la serata stà andando benissimo e non c'è modo migliore di chiudere questa giornata addormentandomi fra le braccia del mio ragazzo. Questa giornata non potrebbe essere più perfetta. Ti pregoo...- gli dissi, con la bocca vicino al suo orecchio.
-va bene, voglio vederti sorridere, accetto. Se questo è il modo migliore per concludere questa fantastica giornata allora d'accordo,ci stò. Anche perchè mi manchi. Dimmi solo come "fuggiamo"-
Lo abbracciai, non potevo crederci che aveva accettato!
-aspettiamo che i miei se ne vadano, poi prendiamo un taxi e ti porto a destinazione, ci copre Silvia.-
-okay. Allora aspetterò impaziente che arrivi quel momento!- esclamò lui.
-non vedo l'ora anch'io, era da una settimana che progettavo tutto. Tu devi solo scegliere l'abito che ti piace di più tra questi che stò mettendo...-
-ahh, interessante...- disse con un sorrisetto furbo.
-va beene... allora io adesso vado, devo continuare a cantare.- dissi. Gli stampai un bacio sulle labbra, poi andai sul palco e la serata proseguì.  Incancellabile anche stavolta mi fece pensare a quel mercoledì, e intanto fantasticavo sulla notte che ci aspettava.
La stessa espressione sognante ce l'aveva anche lui. 
Poi mi andai a cambiare di nuovo, il vestito era simile a quello di paillettes dell'altra volta, soltanto che era blu elettrico e aveva i decolletè lucidi abbinati. Non sò perchè ma sentii come se Francesco avrebbe scelto proprio quello.
Era la volta delle canzoni che dovevamo cantare tutti insieme, Io Canto, Surrender, Inedito, La Mia Banda Suona Il Rock... tutte canzoni con le quali ci si poteva scatenare.  Andammo in mezzo al pubblico a cantare, vicino alle famiglie o nel mio caso, vicino ai fidanzati. Poi fu ora di chiudere il concerto.
-e allora, vi siete divertiti?- chiesi. Ci fu un 'si' di tutta la folla mischiato a applausi. -grazie per essere stati con noi anche oggi! Ci vediamo al prossimo concerto! Ciao!- poi feci i soliti ringraziamenti e quando la gente iniziava ad andarsene radunai i miei attrezzi e li misi nella valigetta. Poi andai verso la mia famiglia e Francesco, seguita da Silvia che mi doveva coprire.
-va bene, noi andiamo.- disse Giovanni, al corrente di tutto. Ultimamente era dalla nostra parte, era complice. Ero felice che non ne avesse fatto una tragedia e specialmente che non avesse spifferato niente a mia madre.
-mi raccomando voi due, non fate tardi.- disse mamma, poi mi salutò e andammo io, Silvia e Francesco nel retro del locale.
-grazie Silvia.- dissi, abbracciandola.
-e di che? Fate i bravi stanotte piuttosto.- disse facendoci l'occhiolino. -dai vieni che ti dò una sistemata.- mi disse.
-che vestito preferisci?- chiesi a Francesco
-questo.- esclamò convinto. Me lo sentivo che sceglieva l'ultimo. Silvia mi diede una truccata veloce, poi chiamammo un taxi e ci avviammo.

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