mercoledì 12 settembre 2012

Chapter 17. #New.

Mi sono alzata alle dieci e mezza, ho dormito più di dodici ore di fila. Ero riposata, le occhiaie erano sparite, ero pronta.  La giornata in cui stavo andando incontro era bella pesante, ma in qualche modo ce l'avrei fatta ad affrontarla.
Preparai la borsa del pattinaggio, misi dentro anche il body azzurro che avrei usato in caso fossi arrivata in finale.  Poi alle due e venti, dopo aver pranzato, uscii per andare in palestra dove mi sarei incontrata con la squadra.
-mamma io vado.- dissi. Ero allegra, un pò di paura ce l'avevo, ma molta meno degli altri giorni.
-va bene.-
-ricordati di passare a prendere Francesco e non dimenticarti la valigetta per stasera, sennò addioo!- dissi
-ok. Ci vediamo alle cinque, allora. Buona fortuna.- disse, dandomi un bacino sulla guancia.
-grazie mamma.-.
Arrivai poco prima delle tre in palestra, già era pronto il pullmino per andare. In squadra eravamo sei, la mia allenatrice si chiama Paola.
-e allora, sei pronta?- mi chiese Paola
-penso di si.-
-ti trovo bene.  Dai, entra dentro lo spogliatoio, devi scegliere i quattro costumi. Hai preso il cd, vero?-
-si si, ho preso tutto.-.
Andai a scegliere i tutù per gli altri quattro balli che teoricamente avrei dovuto fare. Erano semplici, presi quello rosso per il primo ballo, giallo per il secondo, verde e bianco per gli altri due.  Poi salii in macchina e con una mezz'oretta arrivammo al centro sportivo. Era grande, aveva una bella pista con spalti e banchi per la giuria, uno spogliatoio spazioso con specchi e docce, e poi una pista più piccola nel retro, serviva per allenarsi prima della gara.
Cristina, una mia amica che era nella mia squadra, mi truccò diversamente e velocemente per ogni vestito che cambiavo.
Alle cinque, quando doveva iniziare la gara avevo il body rosso con ombretto abbinato e i capelli sciolti.  Non vedevo l'ora di entrare in pista e vedere mia madre, Giovanni e Francesco.  Fino a quell'ora mi ero allenata nella pista sul retro, dividendola con altri 19 partecipanti (ragazzi e ragazze), era una confusione totale, gente che cadeva, squadre che facevano il tifo, allenatori che correggevano gli errori che commettevano... io avevo la musica all'orecchie, ripassavo qualche passo, ascoltavo quelle poche correzioni che Paola mi faceva e poi mi misi seduta accanto alle mie amiche a chiaccherare un pò. Mi sentivo sicura.
Finalmente arrivò l'ora di entrare in scena, ero la 13° ad entrare, avrei avuto altro tempo per ripassare la coreografia.
-diamo il benvenuto alle venti partecipanti di questo concorso, provengono da ogni parte del Lazio. Chi sarà sul podio potrà passare alle nazionali che si terranno a maggio del prossimo anno.- annunciò la presentatrice, io intanto guardavo Francesco e Giovanni che mi incoraggiavano.
Arrivò il mio turno e con questo anche il panico. Tutto d'un tratto non sapevo più se dovevo entrare in pista o andarmene.  Ero come bloccata. Mi bastò una sola e rapida occhiata con il mio ragazzo che mi feci forza entrai in pista, ballando sulle note di "Sale el sol".  Andò bene, La Rocca era fra i 14 che si erano salvati. Andai a cambiarmi e a fare di nuovo le prove, poi mi esibii per nona sulle note di "Colors of the wind". Come previsto anche questa andò bene, ero fra i dieci rimanenti.
Ebbi solo il tempo di cambiarmi e di provare qualche piccolo passo, dovetti esibirmi per quinta sulle note di "Io canto". Avevo paura di aver fatto un errore per il quale potessi rimetterci il posto alla manche successiva ma evidentemente era solo una mia inutile paura. Ero in semifinale. Qui veniva il bello. Vidi la mia allenatrice e la mia famiglia tutta felice e mi diedero la carica per proseguire con la gara. Dovevo uscire per quarta e ballare "con la musica alla radio", le cose si stavano complicando, l'ansia era alle stelle e le coreografie erano sempre più complesse. Dopo che ebbi finito di ballare mi misi seduta vicino alla mia squadra, e guardai l'ultima concorrente che si esibiva.  Era stata davvero brava.
-come cavolo faccio a competere con lei?- dissi a bassa voce. Paola mi udii e mi rispose: -tu non sei da meno, anzi. Hai tutte le qualità per poterla superare. Devi tirare fuori solo il meglio. Ho fiducia in te.-
Andai insieme agli altri semifinalisti in pista per ascoltare chi sarebbe andato in finale.
-passano in finale... Carlotta Ferrari e Claudia La Rocca.- annunciò la presentatrice.  Non potevo crederci.  Ormai ero sul podio. O primo o secondo posto. Mi trattenni dall'urlare.  La Ferrari era la ragazza che avevo detto che era molto brava. La domanda mi si pose di nuovo: "come faccio a competere con lei?". Non era la prima volta che finivo in finale o in semifinale con lei, di solito io arrivavo sempre dopo di lei.
Potei mettermi quel body che avevo sempre desiderato mettere, era da un anno e più che era nell'armadio e aspettava di essere indossato.
Ci lasciarono cinque minuti a testa per ripassare la coreografia, e lì ricevetti una sorpresa: Francesco. Era riuscito ad entrare nel campo d'allenamento. Me ne accorsi mentre facevo una trottola. Subito andai verso di lui.
-ei che ci fai tu qui?- gli chiesi stupita.
-sono venuto ad augurarti buona fortuna. Sei in finale, io sò che puoi farcela. È più di un anno che ti alleni, adesso ci hai rimesso anche una settimana, ti sei distrutta fino alla fine. I risultati si sono visti fino ad ora ed io sò che si vedranno anche adesso.  Adesso tu vai lì e dai il meglio di te stessa, sò che ce la puoi fare. Vedrai che l'oro stavolta ce l'avrai tu in mano. Sei davvero fantastica amore.- disse avvicinando il suo viso al mio.  Mi diede una carica pazzesca. Appena misero "Mille braccia" mi precipitai in pista, ero sicura, aggiunsi anche qualche passo più complicato alla coreografia, anche se sapevo che era da incoscienti. Speriamo bene. Anche la Ferrari era stata molto brava.
Nell'attesa del verdetto finale mi sedetti insieme a mia madre e a mio fratello, appoggiando la testa sulla spalla di Francesco.
-comunque vada, sei stata fantastica.- mi sussurrò all'orecchio
-grazie- risposi guardandolo negli occhi.
Ero in ansia ma ero molto felice. Non era da tutti arrivare in finale ed indossare quel body che non hai mai messo, che aspettava piegato nell'armadio da tempo, ballare su quella canzone per la quale avevi sprecato gran parte degli allenamenti per provarla, sentire il calore del pubblico, della tua famiglia, gli sguardi attenti dei giudici puntati addosso... è una sensazione fantastica.
Avvertivo dentro di me un buon presentimento, quello che si faceva vivo sempre poco prima di qualche verdetto importante, prima della consegna dei risultati di un compito in classe. Quello che mi dava quasi sempre l'assoluta certezza di avercela fatta.
-abbiamo una vincitrice!- esclamò l'annunciatrice. Mi precipitai in pista col cuore che mi batteva fortissimo.
-i giudici hanno deciso che la medaglia d'oro và...- un pò di suspence ci voleva. Io e Carlotta ci guardavamo sforzandoci di sorridere. L' attesa mi stava distruggendo.
-a Claudia La Rocca! Complimenti!- esclamò la presentatrice.
Scusate, cos'ha detto? Dopo qualche secondo mi resi conto di aver vinto la gara. La Ferrari mi abbracciò facendomi i complimenti per la meritata vittoria.  Vedevo nei suoi occhi una punta di invidia.
Dai miei occhi scesero due lacrime di gioia, gli stessi che poi si andarono a puntare su mia madre commossa, a mio fratello e al mio ragazzo che mi guardavano orgogliosi e soddisfatti. 
Feci il giro della pista salutando e facendo inchini, poi andai verso la mia squadra in delirio e diedi un bacio a Francesco, sporto sul bordo della pista.
-ti amo.- mi disse. Sorrisi, poi andai a prendere Paola per fare le foto e ritirare la medaglia. C'era inciso il mio nome, pesava. Era la prima medaglia d'oro che presi. Ero arrivata prima ai regionali, ce l'avevo fatta.  Abbracciai Paola ringraziandola e le regalai il mazzo di fiori che mi avevano appena dato.
Mi misi da una parte insieme alla mia famiglia e alla mia squadra.
-dobbiamo festeggiare!- esclamò una mia amica.  Mi ricordai che avevo il concerto.
-io ce l'avrei un modo per festeggiare... tutti al Versus!- esclamai. Furono tutti entusiasti dell'idea e  si avviarono verso l'uscita, io intanto andai un attimo nello spogliatoio per rinfrescarmi un attimo, presi le mie cose e uscii con tutù e pattini ancora addosso. Non avevo tempo di cambiarmi, erano le nove meno dieci. Al parcheggio abbracciai mia madre e Giovanni, poi presi per mano Francesco e salimmo velocemente in macchina.
-vuoi mangiare un pò?- mi chiese.
-okay.- dissi e presi un trancio di pizza dal cartone quasi vuoto, evidentemente loro avevano mangiato durante la gara.  Non vedevo l'ora di mettere qualcosa nello stomaco.
Intanto presi la mano di Francesco, cercando di rilassarmi un pò e di godermi quella gioia.

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