martedì 7 agosto 2012

Chapter 14. #New.

Io e Francesco uscimmo da scuola a l'una e andammo insieme a casa sua.
-purtroppo non ho avuto il tempo di preparare qualcosa, scusami.- disse quando entrammo.
-possiamo cavarcela anche con qualcosa di semplice come spaghetti e fettina.- dissi. -dai che ti aiuto.-
-oh, merci madame.-. Cucinammo spaghetti al ragù e bistecca, poi lavammo i piatti e finalmente liberi.
-ce l'abbiamo fatta.- disse lui sedendosi sul divano e facendomi segno di mettermi lì vicino. Lo accontentai subito.
-smaltita la stanchezza di ieri sera?- mi chiese.
-mmm, si.- dissi io. -com'ero ridotta?-
-ah, uno zombie. Rischiavi di crollare da un momento all'altro.-
-ah che culo.- dissi ironica. Ridemmo. -ieri sera volevo chiudere la serata in bellezza ma...- stavo dicendo, ma lui mi guardava come se fossi scema.
-smettila di guardarmi in quel modo.- dissi.
-continua con quello che stavi dicendo.-
-ma il mio corpo non ce la faceva più. Poi metti anche l'ultimatum di mio fratello e mia madre...-
-non ho preteso niente ieri infatti. Non era il caso, ho visto che eri stanca.-.  Lo guardai, più che altro me lo mangiai con gli occhi. -ed oggi? È il caso oggi?- gli chiesi provocandolo un pò.
-mmm... forse.- disse baciandomi, mettendomi sdraiata sul divano.  Capii subito che quello non era il posto adatto, ma capii anche che prima voleva provocarmi un pò.
-e va bene...-dissi io -mi hai provocato abbastanza, non credi?-
-no.- rispose ridendo.  Rimanemmo a baciarci per un bel pò, poi magari sparavamo qualche cavolata e ci mettevamo a ridere.  Poi però si alzò e mi prese in braccio, attento a non farmi sbattere, per posarmi sul letto. Mi diede un bacio veloce e si alzò: -direi... che dobbiamo guardare i prezzi per Barcellona.- disse.  Lo fulminai con lo sguardo. Si mise a ridere.
-questa me la paghi.-dissi ridendo.
-va bene, come vuoi!- e mi fece l'occhiolino.
Mi misi seduta in braccio a lui davanti al computer e digitai qualche indirizzo per cercare hotel e voli low cost.
-che ne pensi di un residence?- gli chiesi
-mmm, non sarebbe male come idea... ma preferirei un hotel, noi non dobbiamo far nulla così... e poi se non sbaglio abbiamo altre cose da fare.- disse sfoderando un sorriso furbo.
-hai ragione.- dissi -quello più economico viene 280€ a persona.  Segna sul foglio.-
-quanto costa il biglietto del concerto?-
-35€-. Lo vidi segnare anche quello. -e poi metti 80€ andata e ritorno in aereo. Quanto viene?-
-395€ a persona.  Pensavo peggio.-
-si, anch'io.- dissi.  Erano comunque quattrocento euro però ne valeva la pena.
-mi pare che si possa fare.- disse lui.
-si.-. 
Spensi il computer e scesi dalle sue gambe.  Prima che potessi andare da qualche parte lui mi afferrò per i fianchi.
-dove credi di andare? Abbiamo una cosa in sospeso io e te.- disse iniziando a baciarmi.  Quando le cose iniziarono a farsi serie sentimmo che la madre era tornata a casa.
Ci rimettemmo in piedi, delusi, e ci sistemammo.
-ma che ci fa qui a quest'ora?- disse lui a bassa voce -oggi evidentemente non era la giornata giusta.-
-mmm... pensi?- gli chiesi.  Stavo già pianificando la fuga.
-se hai idee è ora che le tiri fuori, Clà.-  voleva evadere anche lui.
-intanto usciamo di qui.- dissi.  Andammo a salutare la madre e con una scusa uscimmo di casa.
-grazie, mi hai salvato.- disse lui.
-cosa?- chiesi, come se non avessi capito bene.
-non la sopporto più a mia madre, si lamenta per ogni cosa, vuole sapere tutto... mi hai salvato portandomi via.- spiegò.  Era vero, aveva una di quelle madri rompipalle, ad una certa età tutto quell'appiccicume stanca.
-prego!- dissi io sorridendo.
-dove andiamo ora?- chiese.
-al parco, ne hai voglia?- chiesi.
Mi guardò stupito.  Non era nei suoi piani andare al parco, aveva voglia di continuare da dove avevamo interrotto.  Sinceramente ce l'avevo anch'io però dovevo resistere.  -avevo capito un albergo all'inizio.- disse deluso.
-mmm.. no. :) Te l'avevo detto che te l'avrei fatta pagare!- scherzai.
-stai pagando anche tu, però.- disse.  Era vero, anch'io ci rimettevo.
-posso resistere.- mentii.
-io no.- e rise. Lo baciai. Andammo al parco davanti casa sua, e ci mettemmo il più lontano possibile dalla gente.  Seduti sulle nostre giacche a vento, chiaccherammo un pò.
-ieri sera se non fossi stata così stanca e se tua madre non ti avesse detto di tornare a casa entro le due, tu cosa avresti fatto?- chiese incuriositi, anche se già lo sapeva.
-sai già la risposta.-
-la voglio sentire da te, però.-
-mmm... ok. Mi sarei rimessa quell'abito lungo, rifatta trucco e pettinatura, ti avrei preso per mano e saremo andati insieme da qualche parte.. il resto te lo lascio immaginare.-
-mi sarebbe piaciuto, sai?- disse.
-sarebbe piaciuto anche a me. Magari un giorno...- dissi, lasciando in sospeso la cosa.
-aspetterò quel giorno allora.- disse lui, sognante come me.
-ma... non staremo correndo troppo? A me piace, però ogni tanto mi sorge il dubbio...- dissi, dopo un pò che ci avevo riflettuto.
-in teoria se noi stiamo bene così, vuol dire che è ora.  Non è un reato. E non dobbiamo nemmeno dirlo a tutti.  Anche se lo facessimo tutti i giorni sarebbe il nostro segreto.  Giusto?-
-giusto.-dissi.  Calò il silenzio.  Fui io a romperlo dopo qualche minuto.
-hai voglia di farti un pò di foto?-
-uhmm... si dai.- disse.  Poggiai la mia macchinetta fotografica sul prato e facemmo un paio di scatti, erano una più bella dell'altra.
-ecco, adesso hai altre foto da attaccare nella tua camera.- gli dissi.  Si mise a guardarle insieme a me.
-alcune sono stupende.- disse.
Mi arrivò un mms nel telefono.  Era il video di Incancellabile che Simona aveva girato ieri e che ora aveva convertito per il cellulare.  Lo riconobbi subito ma non lo aprii. Sorrisi. Francesco mi guardava incuriosito.
-cos'è?-
-una cosa che ti piacerà molto. Accendi il bluetooth che te lo invio!-.  Quando lo ricevette lo avviò subito e mi strinse a lui, ed entrambi ci perdemmo in ricordi.  Vidi come stavo con il vestito.  Era vero che sembravo più grande, Silvia aveva fatto miracoli.
Quando il video finì mi baciò, era inevitabile che succedesse.  Mi fece mettere a terra e lui si piegò vicino a me.  Praticamente stavamo proseguendo con ciò che avevamo iniziato a casa sua, naturalmente senza mai arrivare al sodo, non era il caso.
Fra un bacio e l'altro mi disse: -ricordati di ringraziare la tua amica anche da parte mia.-.  Io annuii e continuai. 
Si erano fatte già le sette e venti, io e lui eravamo ancora lì.
-si sta facendo buio.- gli dissi. -vorrei continuare ma penso che sia ora di andare.-
-io invece penso di no.- disse -però forse hai ragione.-
-per oggi forse è meglio fermarci.-
-okay, ti accompagno a casa.- disse lui.
-no caro.  Ti accompagno io a casa, non ti faccio prendere gli autobus a vuoto.-
-ok, hai vinto tu stavolta.- disse alzandosi e dandomi la mano per farmi alzare.  Ma stavolta ero io che non volevo andarmene. Quindi rimasi seduta.
-devo chiamare un carro attrezzi per farti alzare, amore?- scherzò.  Lo tirai verso di me, inciampò sul mio piede e fu di nuovo sopra a me.
-forse per farci alzare.- lo corressi.
-sei davvero unica.- disse ridendo, poi lo baciai.
Stavolta mi alzai io e gli diedi inutilmente la mano, visto che si sapeva che se anche tirava appena sarei caduta.
Quando vide che stavo cadendo si alzò di scatto e mi prese al volo. Godei di quell'attimo in cui ero fra le sue braccia.
-bene, adesso andiamo.- disse lui.
Questione di qualche minuto ed eravamo sotto casa sua.
-bene...- dissi
-allora grazie per lo splendido pomeriggio, nonostante gli alti e bassi.-
-si, sono stata bene. Diciamo che la prossima settimana non ci vedremo spesso... fra le prove della band e poi l'allenamento quotidiano che avrò da fare per i regionali della settimana prossima, sarà un casino...-.  Mi resi conto dopo di non avergli detto delle regionali di pattinaggio a cui dovevo partecipare.
-scusami hai detto regionali? Ti sei qualificata per le regionali di pattinaggio e non mi dici niente?- disse.  Era un misto fra l'arrabbiato, il sorpreso ed il contento.
-si, scusami se non te l'ho detto, questi giorni sono stati un pò frenetici e strani... me ne sono dimenticata.-.
-ti sei qualificata da sola o con la squadra?-
-...da sola.- si accese un sorriso. Poi mi abbracciò.
-tranquilla, sarò lì a fare il tifo per te. Quando ce l'hai?-. Feci un sorriso a trentadie denti.
-boh, non mi ricordo, poi ti dico. Comunque abbiamo domani e domenica per stare insieme.- dissi.
-domenica non posso, vado con i miei da mia nonna. Non la vedo da un pezzo.-. In effetti anch'io non vedevo da qualche settimana la mia...
-ah.- dissi delusa. Lo baciai e lo feci andare a casa, poi anch'io mi avviai alla fermata dell'autobus.

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